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News 2017-12-29T13:07:06+00:00
1701, 2019

Antigone, produzione ATIR Teatro Ringhiera e regia di Gigi Dall’Aglio in Prima Nazionale giovedì 17, venerdì 18 e sabato 19 gennaio al Teatro Sociale per la Stagione di Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti

La Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo presenta in Prima Nazionale, nell’ambito della Stagione di Altri Percorsi, la nuova produzione di ATIR Teatro Ringhiera di Milano: Antigone. Affidato alla regia di Gigi Dall’Aglio, uno dei maestri del teatro italiano, il capolavoro di Sofocle andrà in scena al Teatro Sociale nelle serate di giovedì 17 e venerdì 18 gennaio (ore 21.00; rappresentazione di venerdì 18 fuori abbonamento), con una replica straordinaria sabato mattina, 19 gennaio (ore 10.30). Traduzione e adattamento a cura di Maddalena Giovannelli, in collaborazione con Alice Patrioli e Nicola Fogazzi. Scene di Emanuela Dall’Aglio e Federica Pellati. Costumi di Katarina Vukcevic. Luci di Giancarlo Salvatori. Interpreti: Aram Kian, Carla Manzon, Stefano Orlandi, Francesca Porrini, David Remondini, Arianna Scommegna, Sandra Zoccolan. Durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo. Prezzi biglietti: 19€ intero, 14€ ridotto. Venerdì 18 gennaio (ore 18.00), nel nuovo foyer del Teatro Sociale (entrata da Piazza Vecchia 8), è previsto un incontro sullo spettacolo con la partecipazione di Gigi Dell’Aglio e della compagnia ATIR Teatro Ringhiera. Coordina Maria Grazia Panigada, Direttore Artistico della Stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo. Antigone, la cui prima rappresentazione avvenne ad Atene nel 442 a.C., è arrivato sino a noi mantenendo inalterata la sua struggente intensità e impressionando per la costante attualità. La tragedia di Sofocle narra la vicenda che conduce alla morte Antigone, nata dall’incesto tra Edipo e sua madre Giocasta e discendente del fondatore di Tebe, Cadmo. Antigone, frutto di un’unione contro natura, è destinata a soccombere al medesimo destino avverso che ha toccato i suoi genitori; ma a differenza di Edipo, profondamente inserito nel contesto sociale di cui resta succube, Antigone è un personaggio emancipato, che si oppone a delle leggi arcaiche fondate sull’onore in nome di un sentimento morale estremamente moderno. «Il senso contemporaneo di Antigone sta nella natura e nella forma dialettica del confronto. Non è un confronto tra posizioni di potere. Antigone non offre una soluzione politica alternativa a Creonte, ma è l'annuncio che una tesi politica, maturata nelle regole del pensiero, ed espressa attraverso la sacralità della parola nel momento in cui prende forma nella polis, scopre che la sua compiutezza si manifesta solo grazie alle sue aporie», racconta il regista Gigi Dall’Aglio, «Cosa posso quindi chiedere agli attori, alla musica, alla scrittura scenica se non di concorrere, ciascuno con la quota politica che gli compete, per rivelare proprio l'origine di questo dibattito che arriva fino a noi ancora irrisolto? È un dibattito sul bisogno devastante degli umani di aggregarsi, di lottare, confrontarsi e di scegliere il proprio destino. Il miracolo è che questo confronto serrato, quando fu creato per il Teatro più di duemila anni fa, veniva proposto proprio nel momento storico in cui la società che lo ha espresso dibatteva le tecniche del pensiero, le turbative risposte della filosofia, i meccanismi della dialettica e le forme sociali e politiche del convivere. Con Antigone gli attori possono veramente vivere la consapevolezza che il Teatro si presenta come farmaco contro le tentazioni arroganti che si stabiliscono nel confronto fra regole e tradizione, tra realtà e irrealtà, tra democrazia e altro». Per Serena Sinigaglia, Direttore Artistico di ATIR Teatro Ringhiera, «qualcuno

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