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News2021-12-23T13:31:03+01:00
1301, 2022

“Misericordia” di Emma Dante inaugura la Stagione di Altri Percorsi

Giovedì 20 gennaio (ore 20.30), al Teatro Sociale, la Fondazione Teatro Donizetti dà avvio alla rassegna Altri Percorsi, sette spettacoli che aprono una significativa finestra sull’espressività teatrale odierna: «un cartellone affascinante, dove ogni titolo racchiude una necessità per chi lo mette in scena e una richiesta di attenzione profonda per lo spettatore», commenta Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi. Si comincia nel segno di una delle personalità più forti e originali del teatro italiano degli ultimi decenni, Emma Dante, che porterà a Bergamo il suo Misericordia, di cui ha firmato il testo e la regia. Ne sono interpreti gli attori della Compagnia Sud Costa Occidentale: Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco (insignita di recente del Premio Ubu 2021 come miglior attrice), Leonarda Saffi e Simone Zambelli. Luci di Cristian Zucaro. Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Teatro Biondo di Palermo, Atto Unico/Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria. Durata 50 minuti senza intervallo. Al termine della rappresentazione di Misericordia è previsto un incontro con gli stessi attori della Compagnia Sud Occidentale, moderato da Maria Grazia Panigada, nel corso del quale verranno approfondite tematiche proprie dello spettacolo e più in generale sui linguaggi del teatro contemporaneo. «Misericordia è una favola contemporanea. Racconta la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine»: così Emma Dante introduce il suo spettacolo, il cui testo racconta la storia di tre donne che si prostituiscono, Anna, Nuzza e Bettina, e di Arturo, un ragazzo menomato che vive con loro in un monolocale lercio e miserevole. Durante il giorno le donne lavorano a maglia e confezionano sciallette, al tramonto, sulla soglia di casa, offrono ai passanti i loro corpi cadenti. «Arturo non sta mai fermo», continua la regista e autrice siciliana, «è un picciutteddu ipercinetico. Ogni sera, alla stessa ora, va alla finestra per vedere passare la banda e sogna di suonare la grancassa. La madre di Arturo si chiamava Lucia, era secca come un’acciuga e teneva sempre accesa una radiolina. La casa era china ’i musica e Lucia abballava p’i masculi! Soprattutto per un falegname che si presentava a casa tutti i giovedì. L’uomo era proprietario di una segheria dove si fabbricano cassette della frutta, guadagnava bene ma se ne andava in giro con un berretto di lana e i guanti bucati. Lo chiamavano “Geppetto”. Alzava le mani. Dalle legnate del padre nasce Arturo, mentre Lucia muore due ore dopo averlo dato alla luce. Nonostante l’inferno di un degrado terribile, Anna, Nuzza e Bettina se lo crescono come se fosse figlio loro. Arturo, il pezzo di legno, accudito da tre madri, diventa bambino». A un certo punto della storia le tre donne decidono di non potere più tenere con loro Arturo: gli preparano la valigia e lo lasciano andare. Prima, però, gli raccontano la verità: Misericordia racconta una realtà squallida, intrisa di povertà, analfabetismo e provincialismo, esplora l'inferno di un degrado terribile, sempre di più ignorato dalla società. Nata a Palermo, Emma Dante esplora il tema della famiglia e dell’emarginazione attraverso una poetica di

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