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News2022-12-06T11:59:19+01:00
102, 2023

“La bottega del caffè” con Michele Placido dal 7 al 12 febbraio al Donizetti

La Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti presenta, da martedì 7 a domenica 12 febbraio, uno dei titoli più attesi in cartellone: La bottega del caffè. A interpretare il ruolo principale del celebre testo goldoniano, Don Marzio, sarà uno degli attori più versatili e carismatici del teatro, ma anche di cinema e televisione, italiano: Michele Placido. Al suo fianco altri nove interpreti: Luca Altavilla (Trappola), Emanuele Fortunati (Eugenio), Ester Galazzi (Vittoria), Anna Gargano (Lisaura), Armando Granato (Guardia), Vito Lopriore (Pandolfo), Francesco Migliaccio (Ridolfo), Michelangelo Placido (Leandro), Maria Grazia Plos (Placida). Firma la regia Paolo Valerio. Scene di Marta Crisolini Malatesta. Costumi di Stefano Nicolao. Luci di Gigi di Saccomandi. Musiche di Antonio Di Pofi. Movimenti di scena Monica Codena. Coproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Goldenart Production, Fondazione Teatro della Toscana. Durata 1 ora e 55 minuti senza intervallo. Orari: da martedì 7 a sabato 11 ore 20.30, domenica 12 ore 15.30. Sabato 11 è prevista una replica straordinaria fuori abbonamento con inizio alle ore 17.00. Prezzi biglietti da 15 a 38 euro, ridotti da 12 a 30 euro. Biglietti ancora disponibili per tutte le repliche. Ne La bottega del caffè vibra lo spirito acuto e divertente di Carlo Goldoni: un maestro dello spettacolo italiano come Michele Placido regala al personaggio di Don Marzio sfumature, ambiguità e ironia, attorniato da una numerosa compagnia d’interpreti che si muove in scena con forza espressiva e ispirazione. Un assieme importante e una commedia ricca di leggerezza e significato, per “curare l’anima” attraverso il teatro, l’arte, l’emozione condivisa. «Accogliamo appieno e portiamo sulla scena tutta la vitalità e il divertimento della commedia, la comprensione che l’autore mostra per l’uomo – di cui ritrae con sottigliezza, le virtù ed i lati oscuri – il suo amore viscerale per il teatro, per la scrittura, per gli attori, sulle cui potenzialità costruiva personaggi universali», racconta il regista Paolo Valerio. «Di questo testo meraviglioso è protagonista un microcosmo di persone che gravitano in un campiello veneziano. Don Marzio,  nella nostra edizione è interpretato dal bravissimo Michele Placido. Lo attorniano figure tutte importanti, ognuna ambigua e interessante: una coralità in cui la pièce trova il fulcro del suo impeccabile meccanismo, che imprime ritmi vorticosi alle interazioni fra i personaggi». Continua Paolo Valerio: «È racchiuso in Don Marzio il misterioso fascino di questo testo, spesso riletto in chiave contemporanea, che ha conquistato autori come Fassbinder, e che anche in questa nostra edizione aggancia senza fatica, senza necessità di sottolineature, l’attualità delle “fake news” quando le chiacchiere del campiello si trasformano in accuse feroci, o un certo gusto per il voyeurismo, se si invita il pubblico a intrufolar lo sguardo all’interno di camerini e abitazioni dei personaggi. Il personaggio di Don Marzio di queste curiosità, di queste distorsioni del vero, è il principe: seduto al caffè, osserva e intriga nelle vite degli abitanti del campiello, da cui volutamente si distacca con l’uso di un linguaggio crudo, brutale, divertente ma politicamente scorretto (soprattutto nel rapporto con l’universo femminile) ed autoinvestendosi

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