Michela Gerosa

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“NOI SIAMO TEMPESTA”: LA NUOVA EDIZIONE DEL DONIZETTI SUMMER CAMP

“NOI SIAMO TEMPESTA”: LA NUOVA EDIZIONE DEL DONIZETTI SUMMER CAMP Dal 7 aprile alle ore 12.00 aprono le iscrizioni al Donizetti Summer Camp 2026, il centro estivo settimanale al Teatro Donizetti per bambini e ragazzi dagli 8 ai 13 anni: quattro settimane, dal 15 giugno al 10 luglio, dedicate a tre opere di Gaetano Donizetti e alla Cenerentola di Rossini Dettagli e form di iscrizione: teatrodonizetti.it/it/donizetti-summer-camp   È già tempo di pensare all’estate con il Donizetti Summer Camp 2026, il tanto atteso centro estivo della Fondazione Teatro Donizetti che torna per una nuova edizione all’insegna del tema Noi siamo tempesta. Dal prossimo 7 aprile alle ore 12.00, fino ad esaurimento dei posti disponibili, sono aperte le iscrizioni per le quattro settimane in programma dal 15 giugno al 10 luglio al Teatro Donizetti di Bergamo. Grazie al Donizetti Summer Camp 2026 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 13 anni potranno vivere gli spazi del Teatro Donizetti per una settimana, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 17.00 (con possibilità di anticipo alle 8.00 e posticipo alle 17.30). Un’occasione unica per scoprire le opere di Gaetano Donizetti e di altri compositori, immersi nella meraviglia del Teatro bergamasco. Il titolo di questa edizione, NOI SIAMO TEMPESTA, riflette lo spirito coraggioso e collettivo che anima il progetto: quattro settimane, quattro opere, quattro avventure da vivere insieme, con il coraggio di mettere in scena la riduzione di un’opera in una sola settimana. Un’esperienza educativa e ludica che fa del teatro, della musica e della vita di Donizetti uno strumento di crescita, espressione e scoperta di sé. Durante ogni settimana del Donizetti Summer Camp i giovani partecipanti potranno scoprire la sala prove, i camerini, il laboratorio di scenografia e salire sul palcoscenico del Teatro Donizetti da veri protagonisti: ogni venerdì alle 17.00 si svolgerà, infatti, il saggio finale aperto alle famiglie, uno spettacolo corale in cui tutto il gruppo è coinvolto e ogni elemento scenico sarà stato realizzato dai ragazzi durante le sessioni dedicate. Le opere e le relative settimane del Donizetti Summer Camp 2026 si articoleranno secondo il seguente calendario: dal 15 al 19 giugno si giocherà con Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Gaetano Donizetti. Cosa succede prima del debutto di uno spettacolo, quando tutte le persone coinvolte nella messa in scena sono agitate, ansiose, preoccupate di dare il meglio di sé? Secondo quest’opera buffa di Donizetti succedono una serie di comicissimi patatrac, in un folle gioco delle parti, tra fragilità e manie di protagonismo. Poi, dal 22 al 26 giugno l’opera sarà Il furioso nell’isola di S. Domingo: una rivisitazione semiseria del melodramma di Donizetti, incentrata sulla paura della diversità. Una girandola di equivoci e incomprensioni che trasformerà la messa in scena in un gioco tragicomico, ricco di sorprese e riflessioni sul rapporto con l’altro. La figlia del reggimento sarà, invece, il titolo donizettiano protagonista della settimana dal 29 giugno al 3 luglio. L’azione si svolge in un campo militare dove vivono Maria e i suoi tanti padri: i soldati che

“NOI SIAMO TEMPESTA”: LA NUOVA EDIZIONE DEL DONIZETTI SUMMER CAMP2026-04-02T16:06:33+02:00

Gabriele Lavia torna al Teatro Donizetti con un intenso “Lungo viaggio verso la notte”

Stagione di Prosa 2025-2026  Lungo viaggio verso la notte con Gabriele Lavia e Federica Di Martino dall’11 al 19 aprile al Teatro Donizetti Dopo il tuffo nella commedia dell’arte con Arlecchino muto per spavento della compagnia Stivalaccio Teatro, la Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti apre, nella sua varietà di proposte, una finestra sul miglior teatro americano, ospitando nel principale teatro cittadino, da sabato 11 a domenica 19 aprile, Lungo viaggio verso la notte, capolavoro del drammaturgo statunitense Eugene O’Neill. A portarlo in scena saranno una delle colonne portanti del teatro italiano, Gabriele Lavia, che ne firma anche la regia, e Federica di Martino, coadiuvati sul palcoscenico da Jacopo Venturiero, Ian Gualdani e da Beatrice Ceccherini. Giovedì 16 aprile 2026, presso la Sala Musica del Teatro Donizetti, alle ore 18.00, è previsto un incontro intorno allo spettacolo con Gabriele Lavia e la compagnia. Coordina Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi. Lungo viaggio verso la notte è considerato – insieme a Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller e a Un tram chiamato desiderio di Tennessee Wiliams – uno dei massimi capolavori del teatro statunitense del XX secolo. Scritto da Eugene O’Neill tra il 1941 e il 1942, fu rappresentato per la prima volta a Stoccolma nel 1956 e vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo, dopo la morte dell’autore. Sidney Lumet ne diresse il primo adattamento cinematografico nel 1962, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson. Ambientato nel 1912, il dramma, potente e struggente, racconta una giornata della famiglia Tyrone, tra conflitti, dipendenze e segreti dolorosi. Gabriele Lavia e Federica Di Martino portano in scena questa opera-confessione, “un viaggio all’indietro” nella vita di O’Neill, precipizio impietoso nell’amarezza di un fallimento senza riscatto. Lo stesso Gabriele Lavia scrive nelle note di regia: «La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta, in fondo, è proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera, davvero amara, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di Amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina».

Gabriele Lavia torna al Teatro Donizetti con un intenso “Lungo viaggio verso la notte”2026-04-01T17:21:05+02:00

DONIZETTI OPERA 2026: presentato il programma completo

UNA PRIMA ASSOLUTA, UNA RARITÀ E UNA BRILLANTE VIS TEATRALE PER LA DODICESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEDICATO AL COMPOSITORE BERGAMASCO  Al Teatro Donizetti L'esule di Roma e Le convenienze ed inconvenienze teatrali e al Teatro Sociale Alahor in Granata presentata nella nuova edizione critica della partitura autografa ritrovata a Palermo nel 2023 Sul podio Antonino Fogliani, Chiara Cattani e Alberto Zanardi; regie di Katharina Thoma, Benedetto Sicca e Silvia Paoli. Nei ruoli principali Lidia Fridman, Sergey Romanovsky, Luca Pisaroni, Grisha Martirosyan, Dave Monaco, Mira Alkhovik, Laura Verrecchia e Paolo Bordogna L’edizione 2026 del Donizetti Opera è dedicata al ricordo di Gianandrea Gavazzeni, in occasione del trentennale della scomparsa, a cui saranno intitolati un Gala al Teatro Donizetti e una mostra documentaria diffusa in città Completano il programma tre Anteprime Under 30, il ricco palinsesto Donizetti OFF e le proposte Opera Family Bergamo, dal 13 al 29 novembre 2026 Biglietti in vendita dal 25 marzo   Una programmazione interamente incentrata su rarità donizettiane e titoli poco rappresentati, oltre al ricco palinsesto del Donizetti Off con al centro le celebrazioni per il trentennale della scomparsa del direttore d’orchestra bergamasco Gianandrea Gavazzeni: questa la dodicesima edizione del Donizetti Opera, la seconda con Riccardo Frizza nel doppio ruolo di direttore artistico e musicale. Il festival internazionale dedicato al celebre compositore bergamasco, organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo presieduta da Giorgio Berta con la direzione generale di Massimo Boffelli, con il sostegno del Comune di Bergamo, animerà i teatri della Città di Gaetano Donizetti dal 13 al 29 novembre 2026, giorno del dies natalis donizettiano. Il Donizetti Opera è realizzato grazie al supporto di Allianz (Main Partner della Fondazione Teatro Donizetti), Intesa Sanpaolo, SIAD, ATB Mobilità, A2A, Sacbo, Uniacque, Fondazione Cariplo e a un crescente numero di imprese partner e realtà aderenti al progetto Ambasciatori di Donizetti che supportano il festival tramite Art Bonus. «Il Donizetti Opera 2026 - dichiara Riccardo Frizza - porta con sé un significato profondo e insieme uno sguardo aperto al mondo. Abbiamo voluto dedicare questa edizione del festival alla memoria di Gianandrea Gavazzeni, nel trentennale della sua scomparsa: un omaggio doveroso a una figura che ha segnato in modo indelebile la storia musicale di Bergamo e dell’intera scena lirica internazionale. Fu Gavazzeni, con la sua straordinaria visione artistica e il suo rigore intellettuale, a dare impulso decisivo a quella che oggi chiamiamo la "Donizetti Renaissance", restituendo dignità e centralità a un compositore che la storia aveva a lungo trascurato. Senza di lui, probabilmente, non esisterebbe questo festival. A questa dedica si accompagna un cartellone di alto profilo internazionale: artisti provenienti da tutto il mondo porteranno sui nostri palcoscenici voci e sensibilità diverse, confermando la vocazione del Donizetti Opera a essere un punto di riferimento per il belcanto a livello globale. Tanti i debutti al festival: dalla regista dell’Esule di Roma Katharina Thoma al tenore Sergey Romanovsky, fra i protagonisti nello stesso titolo, al baritono Grisha Martirosyan che sarà Alahor e al soprano Mira Alkhovik - al suo debutto in

DONIZETTI OPERA 2026: presentato il programma completo2026-03-26T11:04:06+01:00

BERGAMO JAZZ FESTIVAL: grande successo per l’edizione 2026

BERGAMO JAZZ 2026 Direzione Artistica di Joe Lovano Grandissimo successo per la 47esima edizione di Bergamo Jazz Oltre 8.600 presenze complessive 9 sold out su 11 concerti a pagamento Pubblico proveniente da 17 regioni italiane e da altre 24 nazioni   Oltre 8.600 presenze complessive. 3.546 spettatori alle tre serate al Teatro Donizetti, 814 dei quali abbonati (31 in più rispetto allo scorso anno). 9 sold out su 11 eventi a pagamento. Questi i primi dati salienti di Bergamo Jazz 2026, conclusosi felicemente domenica sera con l’applauditissimo progetto esclusivo in omaggio a Miles Davis e John Coltrane ideato dal sassofonista statunitense Joe Lovano, da tre anni Direttore Artistico del Festival. Tantissimo il pubblico proveniente da tutta Italia, in rappresentanza di 17 regioni, e di ben 24 nazioni estere: Romania, Svizzera, Spagna, Francia, Stati Uniti d'America, Grecia, Slovacchia, Regno Unito, Danimarca, Israele, Belgio, Serbia, Hong Kong, Moldavia, Polonia, Germania, Ucraina, Paesi Bassi, Emirati Arabi Uniti, Svezia, Austria, Brasile, Australia, Giappone. Significativa anche la presenza di giornalisti inviati da Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna e Serbia, oltre che dalle principali testate italiane, di settore e non. Il nuovo sito web dedicato di Bergamo Jazz, dal suo lancio ad ottobre 2025, ha totalizzato quasi 50.000 visualizzazioni. I follower su Instagram e Facebook hanno raggiunto quota 26.500 per più di 17.000 interazioni con i contenuti. Oltre alla serata finale, che ha visto la partecipazione di altri grandi solisti quali Avishai Cohen Shabaka Hutchings, George Garzone, Leo Genovese, Drew Gress e Joey Baron, tutti ben sintonizzati sulle frequenze di Joe Lovano, vanno ricordati almeno i concerti di Lakecja Benjamin, che ha coinvolto platea, palchi e gallerie bissando il clamoroso successo di tre anni fa, di Steve Coleman, dei Bad Plus, di Franco D’Andrea e di una raffinatissima Simona Molinari al Teatro Sociale. Molto apprezzati sono stati anche i concerti ospitati all’Accademia Carrara, con il trio di Anais Drago, alla Sala Piatti, con la cantante Norma Winstone e il pianista Kit Downes. all’Aula Picta del Museo Vescovile, con i pianisti Wayne Horvitz e Leo Genovese, e all’Auditorium dell’Istituto Palazzolo, con i Jazz Passengers e il trio della chitarrista Hedvig Mollestad, nonché gli appuntamenti della rassegna “Scintille di Jazz” in programma in vari locali della città. «Anche quest’anno non possiamo non esprimere grande soddisfazione per risultati ottenuti da Bergamo Jazz», commenta a caldo Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, «Quello di Bergamo si conferma quindi ancora una volta uno dei festival jazz italiani più amati in assoluto, anche dal pubblico proveniente sempre più numeroso dall’estero, con conseguenti ricadute positive sul turismo cittadino. Un grande risultato raggiunto grazie a un impeccabile lavoro di squadra, dalla direzione artistica a tutto lo staff della Fondazione Teatro Donizetti. Il mio sentito ringraziamento va quindi a tutti coloro che si sono impegnati affinché la macchina organizzativa funzionasse al meglio, oltre che alle istituzioni e agli sponsor che ci sostengono». Già fissate le date per il 2027, dal 18 al 21 marzo, sempre sotto la guida artistica di Joe Lovano, Bergamo

BERGAMO JAZZ FESTIVAL: grande successo per l’edizione 20262026-03-25T12:11:22+01:00

La Stagione di Operette prosegue con “La Bajadera”

La Stagione di Operette 2026 della Fondazione Teatro Donizetti prosegue domenica 29 marzo (ore 15.30) con il secondo dei tre titoli in cartellone: La Bajadera, operetta in due atti composta nel 1921 da Emmerich Kalman. A portarla in scena nel principale teatro della città sarà la Compagnia Teatro Musica Novecento. Regia di Alessandro Brachetti. Interpreti: Paola Bess, Alessandro Brachetti, Silvia Felisetti, Antonio Colamorea, Fulvio Massa, Francesco Mei, Simone Mastria, Silvia Caprini. Corpo di Ballo Novecento con coreografie di Salvatore Loritto. Orchestra “Cantieri d’Arte” diretta da Stefano Giaroli. Scene e costumi Artemio Cabassi realizzati da ArteScenica Reggio Emilia. Produzione Teatro Musica Novecento. Durata 2 ore e 15 minuti compreso intervallo. Biglietti: Intero da 15 a 45 euro; ridotto da 12 a 36 euro. La Bajadera è un’operetta dal sapore esotico-indiano che fece letteralmente impazzire Vienna, che ne decretò un successo enorme. Il libretto è basato su una trama sentimentale, ambientata a Parigi: la storia racconta di un principe indiano, Radjami, che è costretto a prender moglie per poter salire sul trono. La sua ricerca di una sposa arriva fino alla capitale francese, ove incontra Odette Darimonde, diva dell'operetta. Sarà la donna per lui? La facile vena compositiva che anima i cori, le romanze, i motivi danzanti, i duetti comici, piacevolissimi, coloriti, ricchi di originalità, vivacità e varietà, ma nel contempo di sentimento, dalla forma elegante e graziosa, sostenuti da una ricca strumentazione e con finali pieni di grandiosità, non possono che coinvolgere totalmente gli ascoltatori. Inoltre i fox trot, gli shimmy, nuovi motivi che avevano in gran parte sostituito i valzer nell'operetta, apparvero fin dalla prima esibizione destinati a sicura popolarità. Popolarità che La Bajadera ha mantenuto sino ad oggi. La Stagione di Operette si concluderà domenica 26 aprile (ore 15.30) con Al cavallino bianco, proposta dalla Compagnia di Operette Elena D’Angelo.

La Stagione di Operette prosegue con “La Bajadera”2026-03-13T15:38:48+01:00

La Stagione di Altri Percorsi si conclude con lo spettacolo “Ilva Football Club”

La rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti si conclude con uno spettacolo che si collega direttamente alle problematiche ambientali del nostro tempo, in particolare a quelle causate dalla più grande acciaieria d’Europa e d’Italia: Ilva Football Club. In programma giovedì 26 marzo al Teatro Sociale, in doppia replica, matinée ore 10.30 e serale ore 20.30, lo spettacolo, vincitore del Bando Cura 2022, è ispirato all’omonimo romanzo di Fulvio Colucci e Lorenzo D’Alò e viene portato in scena dal collettivo Usine Baug & Fratelli Maniglio, che hanno curato regia e drammaturgia. Interpreti: Fabio Maniglio, Luca Maniglio, Ermanno Pingitore, Stefano Rocco e Claudia Russo. La storia dell’ex Ilva, della città di Taranto e dei suoi abitanti viene raccontata intrecciando due piste narrative che si riveleranno connesse. La narrazione è guidata da un presentatore di un programma sportivo che, abbattendo la quarta parete, tra aneddoti e telecronache, racconta la storia della fantomatica Sidercalcio, alias Ilva Football Club: una piccola squadra composta da operai che, un po’ per fortuna, un po’ per talento e tenacia, sorprende tutto il Paese facendosi strada tra le più grandi squadre di professionisti, fino ad arrivare alla finale di Coppa Italia. Un sogno che lentamente si scontra con la realtà, si sgretola, portandoci dentro il dramma della seconda pista narrativa. Alla narrazione calcistica si intrecciano monologhi e momenti corali che compongono un’altra storia, più intima, la storia di “una famiglia Ilva” nata e cresciuta ai piedi del mostro, una delle tante colpite dal mostro. Questa storia racchiude la vita di molte famiglie di Taranto e allo stesso tempo la vita di tante famiglie in altre città sacrificabili, città che sono esistite o che forse esisteranno tra 100 anni. Città con altri mostri, produttori di altre cose e generatori di altri mali che ci permetteranno di continuare a consumare al di là dei nostri limiti. I due piani narrativi, infine, si ricongiungono per svelare il vero interlocutore della narrazione calcistica e la vera natura della leggenda Ilva Football Club: questa si rivelerà un’invenzione, una pantomima inscenata in una camera di ospedale, una fiaba della buonanotte da raccontare a un bambino, che ha chiuso gli occhi e non si sa se li riaprirà. Usine Baug è una compagnia teatrale che nasce nel 2018 dall’incontro artistico di Ermanno Pingitore, Stefano Rocco, Claudia Russo ed Emanuele Cavalcanti, light designer e tecnico audio del gruppo. Nel 2022 la compagnia si amplia iniziando la collaborazione con l'organizzatrice teatrale Anita Beretta. La creazione artistica del gruppo avviene collettivamente e si sviluppa senza stabilire dei ruoli fissi ma valorizzando le capacità e la sensibilità del singolo, che contribuisce attivamente a tutto il processo creativo rendendolo così più ricco e stratificato. Usine Baug fa convergere teatro di prosa, movimento, narrazione e teatro visivo per affrontare tematiche di attualità politica e sociale con leggerezza e ironia. Nel 2019 Usine Baug  arriva in finale al “Premio Scenario” con lo spettacolo Calcinacci e nel 2020 arriva sempre in finale al “Premio Scenario per l’Infanzia” con lo spettacolo Sweet Haka, menzione

La Stagione di Altri Percorsi si conclude con lo spettacolo “Ilva Football Club”2026-03-13T15:29:34+01:00

BERGAMO JAZZ 2026: Il festival giorno per giorno dal 19 al 22 marzo

BERGAMO JAZZ 2026 Direzione Artistica di Joe Lovano  Il festival giorno per giorno dal 19 al 22 marzo 2026   20 eventi, oltre 80 musicisti per quattro intense giornate nel segno dei mille suoni del jazz diffusi in tutta la città: da giovedì 19 a domenica 22 marzo si svolgerà la 47esima edizione di Bergamo Jazz, Festival organizzato da Fondazione Teatro Donizetti con il sostegno di Comune di Bergamo, di MIC-Ministero della Cultura e di sponsor privati. Setting The Pace – dettare il passo, indicare una via - è il titolo che Joe Lovano, per il terzo anno Direttore Artistico del Festival, ha voluto imprimere a Bergamo Jazz 2026, simboleggiando un omaggio corale a coloro che nel jazz hanno indicato nuove strade e in particolare a Miles Davis e a Johnm Coltrane, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita: «Nella vita, nelle arti, nelle scienze, nello sport e nel mondo degli affari ci sono state persone e organismi collettivi che hanno dettato il passo, il ritmo, con passione e amore, rappresentando per generazioni un modello», specifica lo stesso Joe Lovano «Come musicisti siamo costantemente impegnati nello studio e nello sviluppo per trovare la nostra voce. Questo percorso è alimentato dai suoni e dallo spirito dei maestri.  Quelli che ci hanno dato e danno la fiducia e l'ispirazione per raggiungere gli elevati standard di oggi. Gli artisti che si esibiranno a Bergamo Jazz Festival 2026 stanno, a loro volta, indicando nuove vie per celebrare l'eredità di Miles e Trane». Tenendo fede alla propria natura, anche Bergamo Jazz 2026 sarà un Festival di respiro internazionale, un Festival diffuso: oltre ai concerti al Teatro Donizetti e al Teatro Sociale di Città Alta, sono infatti previsti significativi appuntamenti ospitati in piccoli teatri, in musei, in locali trasformati per l’occasione in accoglienti jazz club. Nutrita sarà la rappresentanza di musicisti italiani, inclusi numerosi nuovi talenti riuniti nella sezione “Scintille di Jazz”, e considerevole sarà lo spazio per il jazz coniugato al femminile, con la presenza di affermate strumentiste e cantanti.   Questo il programma giorno per giorno. Giovedì 19 marzo La prima giornata di Bergamo Jazz 2026 si svolgerà in Città Alta, muovendo il primo passo da un luogo particolarmente prestigioso: l’Aula Picta del Palazzo Vescovile, recentemente restaurata e aperta al pubblico. In questa location inedita per la musica e per il jazz, si esibirà alle ore 18.00 il pianista statunitense Wayne Horvitz, icona della scena downtown newyorkese degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Al Circolino (ore 18.30), si potrà invece ascoltare, per il primo dei cinque appuntamenti con la rassegna “Scintille di Jazz”, il duo formato dal pianista Simone Locarni e dal chitarrista Gianluca Palazzo. In serata (ore 20.30) il Teatro Sociale ospiterà sul proprio palcoscenico il trio del pianista Franco D’Andrea, eccellenza del jazz made in Italy, che avrà al suo fianco due compagni di avventura d’eccezione, quali il contrabbassista Gabriele Evangelista, abituale partner anche di Enrico Rava e Stefano Bollani, e il batterista Roberto Gatto, veterano di infinite battaglie

BERGAMO JAZZ 2026: Il festival giorno per giorno dal 19 al 22 marzo2026-03-06T15:55:21+01:00

Incontriamo il jazz: al via le lezioni-concerto rivolte agli studenti delle scuole primarie e secondarie

Incontriamo il Jazz In collaborazione con CDpM 16 e 17 marzo al Tetro Sociale   Oltre 1.900 allievi complessivi di 18 istituti scolastici di Bergamo e provincia: è questo il dato saliente sulla partecipazione al ciclo di appuntamenti didattici “Incontriamo il Jazz”, realizzato come di consueto grazie alla collaborazione tra Bergamo Jazz e Centro Didattico Produzione Musica. Occasione importante per far conoscere ai più giovani un linguaggio musicale ricco di contenuti artistici e portatore di messaggi universali di dialogo fra culture diverse, oggi più che mai necessari. Le lezioni-concerto si svolgeranno quest’anno, secondo diversi turni, nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 marzo, nella prestigiosa cornice del Teatro Sociale, e coinvolgeranno sia alunni dalle scuole primarie che secondarie.  L’iniziativa si è aggiudicata il Bando Formazione 2025 Nuovo IMAIE ed è inserita nel progetto Youth Club promosso da Fondazione Cariplo, partner di Fondazione Teatro Donizetti, per favorire l’avvicinamento delle giovani generazioni alle arti dello spettacolo. “L’improvvisazione a scuola” è il titolo programmatico degli incontri riservati agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado, che potranno avvicinarsi all’improvvisazione attraverso esempi musicali proposti dal vivo attingendo al vasto repertorio jazzistico e condivisi melodicamente con la voce - call and response - e ritmicamente - body percussion - rendendo interattivo e condiviso l’apprendimento.  Allo stesso tempo verrà ripercorsa l’evoluzione del linguaggio jazzistico dalle origini africane/americane (blues, ragtime, dixieland) fino alle esperienze più recenti, sulla base delle diverse culture con cui il jazz è venuto a contatto (latin jazz, salsa, funky, musica classica contemporanea, world music). In particolare, saranno analizzate le caratteristiche melodiche e ritmiche del jazz da cui sono derivate le musiche più ascoltate dai ragazzi come l’hip hop e il rap. Si tratta di colori ed inflessioni che appartengono all’orecchio culturale dei ragazzi, spesso in modo inconsapevole e passivo. Le esecuzioni dal vivo saranno proposte da un ensemble comprendente i pianisti Claudio Angeleri e Giovanni Panzeri, la cantante Francesca Facchinetti, la violinista Safiye Haciogullari, la flautista Beatrice Sisana, il clarinettista Lorenzo Zanoli, il sassofonista Alessandro Albani, il chitarrista Pietro Berti, la bassista Sofia Filippi e il batterista Giuseppe Cutuli. Sono anche previsti interventi del giornalista Fabio Santini. “Tutti quanti voglion fare jazz” è invece il programma pensato per i più piccoli. Sul palco, il coro gospel dell’IC Santa Lucia di Bergamo, nato all’interno di un laboratorio tenuto nei mesi precedenti dagli esperti del CDpM e diretto da Gabriele Capitanio, si esibirà accanto a un gruppo di musicisti jazz - Claudio Angeleri al pianoforte, Paola Milzani, voce, Gabriele Comeglio a sax alto e soprano, Marco Esposito al basso e Matteo Milesi alla batteria - e al noto attore della tv per ragazzi Oreste Castagna, impegnato nella lettura di fiabe rivisitate da Tiziana Sallese. Il repertorio attinge al catalogo disneyiano, come “Beauty an the beast”, “A Dream is a Wish Your Heart Makes” (Cenerentola), “Everybody wants to be a cat” (Aristogatti), “Crudelia Demon” (La carica dei 101), e le diverse esecuzioni sono intervallate da brani recitati tratti dai diversi film d’animazione. I ragazzi e

Incontriamo il jazz: al via le lezioni-concerto rivolte agli studenti delle scuole primarie e secondarie2026-03-06T15:35:44+01:00

La Stagione di Prosa prosegue con “Arlecchino muto per spavento”, uno spettacolo di Stivalaccio Teatro

Fondazione Teatro Donizetti Stagione di Prosa 2025-2026  Arlecchino muto per spavento uno spettacolo di Stivalaccio Teatro dal 7 al 15 marzo al Teatro Donizetti Arlecchino, la maschera più popolare della Commedia dell’Arte, è in arrivo al Teatro Donizetti, dove da sabato 7 a domenica 15 marzo va in scena lo spettacolo della compagnia Stivalaccio Teatro Arlecchino muto per spavento, nell’ambito della Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti. Lo spettacolo è ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte di Luigi Riccoboni e si avvale del soggetto originale e della regia di Marco Zoppello. In scena: Sara Allevi, Katiuscia Bonato, Marie Coutance, Matteo Cremon, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Maria Luisa Zaltron e Marco Zoppello. Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del Settecento, viene riproposto per la prima volta in epoca moderna dalla compagnia veneta Stivalaccio Teatro: Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù. 1716: dopo circa quindici anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente a essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto. Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (nomen omen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma il Visentini non parlava la lingua francese, mancanza imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto… per spavento! Arlecchino muto per spavento è uno spettacolo dove gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano tra le smorfie inamovibili delle maschere. Dove gli intrecci si ingarbugliano sull’equivoco e lentamente si dipanano tra le dita dei personaggi. Ma se queste esili trame, se questo mondo surreale e fantastico, eco lontana di uno splendore teatrale italiano, eclettico equilibrismo sul filo della storia e della tradizione, se queste eteree figure permettono di abbandonarsi a una gioia senza peso e senza tempo, forse in quel preciso istante si ritroverà un briciolo di poesia. Stivalaccio Teatro si occupa di teatro popolare, Commedia dell'Arte, teatro ragazzi e arte di strada. La compagnia si dedica alla diffusione del teatro attraverso la produzione di spettacoli, la formazione e l'organizzazione di festival e rassegne nel solco di un teatro popolare e popolato di persone, di idee, di luci, di sguardi e di storie da raccontare.  Fondata nel 2007, la compagnia ha realizzato spettacoli ospitati all’interno dei maggiori circuiti di distribuzione, festival e teatri nazionali ed esteri. A novembre 2023, al Teatro Gobetti di Torino, la compagnia ha ricevuto il premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro come riconoscimento per il suo lavoro. A febbraio 2024 la compagnia è stata scelta dal Teatro Stabile del Veneto per esibirsi sul palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia nella settimana di celebrazione del carnevale, con Arlecchino muto per spavento. Con lo stesso spettacolo Stivalaccio Teatro è stato ospite nel 2024 al Théâtre Hébertot di Parigi, per

La Stagione di Prosa prosegue con “Arlecchino muto per spavento”, uno spettacolo di Stivalaccio Teatro2026-02-25T18:58:08+01:00

Alessandro Bergonzoni torna al Teatro Donizetti con il suo nuovo spettacolo: “Arrivano i dunque”

La Stagione dei Teatri 2025-2026 Altri Percorsi  Arrivano i Dunque di e con Alessandro Bergonzoni giovedì 5 marzo al Teatro Donizetti   Torna a Bergamo Alessandro Bergonzoni, attore comico, ma non solo, che giovedì 5 marzo al Teatro Donizetti (ore 20.30), nell’ambito della rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, presenta Arrivano i Dunque (Avannotti, Sole blu e la storia della giovane Saracinesca), spettacolo nel quale il suo protagonista attraversa come un funambolo le parole con la sua personalissima cifra stilistica. Regia dello stesso Bergonzoni, che firma anche le scene, e di Riccardo Rodolfi. Seguito del fortunatissimo Trascendi e Sali, visto a Bergamo nel 2021, Arrivano i Dunque è un luogo scenico, multifunzionale, dove Bergonzoni prosegue la sua ricerca artistica nei territori che in questi anni lo hanno visto partecipare attivamente in prima persona ad avvenimenti sia artistici che sociali.  E se in questo nuovo spettacolo si vuole trovare un'altra cifra bergonzoniana, insieme ovviamente alla scrittura comica, si deve cercarla nella “Crealtà”, altra sua invenzione, che esplicita, in un pensiero che si fa neologismo, la vera tensione morale di questo artista unico: il tentativo di ricreare una realtà che non solo non basta più ma che possiamo/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente più accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati. Così lo stesso attore bolognese presenta il suo spettacolo: «Un’asta dei pensieri. Cerco il miglior (s)oferente per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta. Parto dallo sproposito, per la rifusa, con la congiungivite, varco il fraintendere, fino all’unità dismisura, tra arte e sorte, famminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah. C’realtà! Lunire all’esistente l’atranuova san(t)itá, nelle nostre avannotti larvate. Grossomodo, seguendo i miei estinti, preganti di continuare a infnire. Mi sono fatto prendere la mano (sposato o salvato dall’annegar?). Il tempo stringe, non è sempre abbraccio, ma corda o lenzuolo. Basta afacciarsi sul percipizio e sentir lindimostrabiliante sciamanumanesimo tradotto in esasperanto. La scenografa “èscatologica”, il sole blu, la giovane saracinesca su (ermetica perché io mistero), altrista in un tealtro ove nulla accade senza tutti. Manca poco? Tanto é inutile? Non per niente tutto chiede!». Alessandro Bergonzoni nasce a Bologna nel 1958. Artista, attore, autore. Quindici spettacoli teatrali al suo attivo e sei libri. Nel cinema: Pinocchio (2001) di Roberto Benigni e Quijotet (2006) di Mimmo Paladino. Da anni scrive Aprimi Cielo sul "Venerdì di Repubblica” e Il pensato del giorno su Robinson, dal 2005 si avvicina al mondo dell’arte esponendo in varie gallerie e musei. Unisce al suo percorso artistico un interesse profondo per temi sociali quali la carcerazione, l'immigrazione, la malattia e la pace tenendo su questi argomenti incontri in vari ambiti. Ha vinto il Premio della Critica 2004/2005, il Premio Hystrio nel 2008 e il Premio UBU nel 2009. Dal 2015 ha presentato in varie Pinacoteche Nazionali l’installazione performativa Tutela dei beni: corpi del (C)reato ad arte

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