Michela Gerosa

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Dee Dee Bridgewater con “We Exist!” arriva sabato 18 luglio al Lazzaretto di Bergamo per un concerto in esclusiva per il Nord Italia

Dopo Fatoumata Diawara, che ha letteralmente travolto il pubblico con la sua esplosiva forza comunicativa, l’edizione estiva di Bergamo Jazz propone un’altra carismatica voce femminile: Dee Dee Bridgewater. Sabato 18 luglio (ore 21.30; biglietti da 30 a 40 Euro), la grande cantante statunitense salirà sul palcoscenico allestito dal Comune di Bergamo al Lazzaretto per presentare, in esclusiva per il Nord Italia, il suo progetto “We Exist!”. Al suo fianco ci saranno tre talentuose strumentiste: la pianista Alexis Lombre, la bassista Rosa Brunello e la batterista Shirazette Tinnin. Il concerto di Dee Dee Bridgewater è organizzato in collaborazione con A2A per Fondazione Banco dell'Energia: l'intero ricavato della serata sarà devoluto all’ente filantropico promosso da A2A e dalle sue Fondazioni AEM, ASM e LGH, che sostiene le persone in situazioni di vulnerabilità economica e sociale. Bergamo Jazz Estate 2026 è realizzato da Fondazione Teatro Donizetti e dall'Associazione Amici del Festival Pianistico Internazionale di Bergamo, con il sostegno di BCC Oglio e Serio. Dee Dee Bridgewater, i cui precedenti concerti sotto le insegne di Bergamo Jazz al Teatro Donizetti risalgono al 1996 e al 2005, detiene da decenni il titolo di “regina del canto jazz”: con “We Exist!” lancia un grido di battaglia attraverso canzoni che non sono semplici melodie con un testo impegnato, ma veri e propri manifesti in musica, depositari di messaggi comprensibili a tutti grazie alla magnetica personalità di una leggenda non solo del jazz. Nel progetto confluiscono infatti brani come “Mississippi Goddam” di Nina Simone, “Compared to What” di Gene McDaniels, “I Got You (I Feel Good)” di James Brown, “Gotta Serve Somebody” di Bob Dylan e altre canzoni che hanno segnato il Novecento ma che sono sempre attuali. Vincitrice di 3 Grammy Awards e di un Tony Award come miglior attrice, Dee Dee Bridgewater è nata a Memphis come Denise Eileen Garrett, prendendo poi il cognome del trombettista Cecil Bridgewater, col quale è stata sposata all’inizio degli anni Settanta. A quel periodo risalgono anche le sue prime prove nella “serie A” del jazz, con l’orchestra di Thad Jones e Mel Lewis, Dexter Gordon, Dizzy Gillespie, Max Roach, Sonny Rollins. Ma la completa maturazione artistica di Dee Dee avviene nel corso degli anni Ottanta, dopo il suo trasferimento in Francia. Oltre ad affinare le sue interpretazioni jazzistiche, flirta con la pop music, riuscendo così a creare un forte legame col pubblico, mai venuto meno da allora. In Italia, in particolare, entra nel gradimento del grande pubblico grazie al duetto con Ray Charles al festival di Sanremo del 1989 e alla vittoria, sempre a Sanremo, nel 1990, in coppia con i Pooh. Negli ultimi decenni la cantante si è concentrata su progetti che hanno di volta in volta sottolineato ed esaltato le diverse sfumature della sua voce, dalle chansons francesi di J'ai deux amours (2005) alla musica del Mali di Red Earth (2007), dal confronto col repertorio di Billie Holiday, Eleanora Fagan (2010), ai gesti d’amore verso New Orleans e Memphis di Dee Dee’s Feathers (2015) e Memphis... Yes,

Dee Dee Bridgewater con “We Exist!” arriva sabato 18 luglio al Lazzaretto di Bergamo per un concerto in esclusiva per il Nord Italia2026-07-08T10:40:00+02:00

Gianluigi Trovesi e il Gruppo Fiati Musica chiudono la quinta edizione de Il Centro della Musica sabato 11 luglio

Sabato 11 luglio, nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti (ore 17.00), si conclude la quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo. Ospiti del concerto saranno Gianluigi Trovesi, il più internazionale dei jazzisti bergamaschi, il Gruppo Fiati Musica Aperta (Giovanni Perico al flauto, Giuseppe Cattaneo al corno inglese, Roberto Bergamelli al clarinetto basso, Ugo Gelmi al fagotto e Roger Rota al fagotto e al sax contralto), e il violoncellista Marco Remondini, abituale collaboratore dello stesso musicista di Nembro. Il concerto reca il titolo di Giocando con le note e parte da un’idea di Pieralberto Cattaneo, direttore del Gruppo Fiati Musica Aperta, che l’ha pensato come un incontro tra musica e parole: da una parte c’è un testo, scritto da Marco Buscarino, dall’altra musiche composte dallo stesso Pieralberto Cattaneo, a prima vista definite, che tuttavia vengono lasciate volutamente incompiute, prive di un conclusivo suggello. Il tutto nel segno della curiosità e del gioco, come se qualcuno, raccogliendo i fogli perduti, si mettesse in sintonia con lo scritto e provasse a completarlo adattando la propria fantasia a quanto trovato per condurlo a esiti ogni volta imprevedibili. In questo modo si aprono gli spazi lasciati all’improvvisazione: le composizioni poste sotto la lente prendono le mosse da situazioni musicali del passato, villanelle rinascimentali, i madrigali di Gesualdo, arie di Puccini. Il risultato assomiglia a un gioco di specchi moltiplicato e diffuso. Racconta Pieralberto Cattaneo: «Gianluigi Trovesi ed io condividiamo la stessa culla musicale, le stanze di via Arena, dove aveva sede il Conservatorio (che chiamavamo così anche quando non lo era ancora di nome), consci del valore dell’insegnamento che vi veniva impartito. Poi ciascuno ha seguito le proprie inclinazioni, ricercando i sentieri più adatti. L’idea di ritrovarsi sugli stessi passi è recente: “vediamo cosa succede?”, ci siamo detti, perché il problema, difficile ma molto stimolante, era nel combinare la scrittura rigorosa con la libertà improvvisativa. C’è poi da rilevare che tutti i brani del nuovo progetto prendono spunto da compositori del passato: una forma di rilettura che, nel corso degli anni, sia io che Gianluigi abbiamo attuato in molteplici forme».

Gianluigi Trovesi e il Gruppo Fiati Musica chiudono la quinta edizione de Il Centro della Musica sabato 11 luglio2026-07-06T10:03:12+02:00

L’Ensemble Locatelli torna al Donizetti con “Flautissimo”. Ospite: Teun Wisse

La quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, si avvia alla conclusione, non prima di aver proposto altri due appuntamenti, il primo dei quali si svolgerà sabato 4 luglio nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti (ore 17.00), con protagonista l’Ensemble Locatelli. Nell’occasione, la formazione bergamasca di musica barocca diretta da Thomas Chigioni ospiterà al proprio interno il flautista olandese Teun Wisse, virtuoso del flauto dolce, strumento che sarà il filo conduttore dello stesso concerto, dal titolo Flautissimo. In un programma dedicato ai concerti per flauto dolce, il nome di Antonio Vivaldi è un riferimento imprescindibile: autore di un numero impressionante di concerti, ben oltre le celebri Quattro stagioni, Vivaldi ha dato forma a un linguaggio che ha segnato profondamente il Settecento europeo. Di Vivaldi si ascolteranno il Concerto per flauto dolce "La Notte" in sol minore RV 439 e il Concerto per flauto dolce in do minore RV 441. Oltre al “Prete Rosso”, compositori come Georg Philipp Telemann, Johann Friedrich Fasch e Giovanni Battista Sammartini hanno saputo offrire interpretazioni originali e raffinate della forma del concerto, in una straordinaria varietà di stili e soluzioni formali. È forse sorprendente che proprio il flauto dolce, spesso considerato uno strumento dal repertorio limitato, sia stato il veicolo di una produzione così ricca e internazionale, capace di riflettere identità nazionali diverse e al tempo stesso uno spirito autenticamente europeo, arrivando persino a sfiorare lo stile galante. Il concerto dell’Ensemble Locatelli intende mettere così in luce, insieme, il concerto come forma musicale e il flauto dolce come strumento solista, rivelandone l’ampiezza espressiva e la vitalità. Al centro del progetto vi è anche il tema dello scambio culturale tra Italia e Paesi Bassi: molte opere di Vivaldi furono pubblicate ad Amsterdam all’inizio del Settecento dal celebre editore Estienne Roger, diffondendosi rapidamente in tutta Europa e influenzando profondamente il gusto musicale dell’epoca. A distanza di oltre trecento anni, questo dialogo ideale si rinnova nell’incontro tra il flautista Teun Wisse ed Ensemble Locatelli, un sodalizio artistico nato dalla passione condivisa per questo repertorio e maturato attraverso concerti in diversi paesi europei, che culmina in un programma pensato per celebrare Vivaldi e il piacere immediato e comunicativo di una musica che, allora come oggi, vive di energia, scambio e gioia condivisa.

L’Ensemble Locatelli torna al Donizetti con “Flautissimo”. Ospite: Teun Wisse2026-06-09T10:35:56+02:00

Claudio Angeleri porta al Donizetti per Il Centro della Musica il suo progetto “From be to pops”

La quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, prosegue sabato 27 giugno nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti (ore 17.00) con un appuntamento dedicato all’incontro tra jazz e canzone d’autore italiana dal titolo From Be To Pops. A proporlo sarà un sestetto guidato dal pianista Claudio Angeleri, uno dei più rappresentativi esponenti del jazz bergamasco, nonché cuore e anima del Centro Didattico Produzione Musica, e comprendente la vocalist Paola Milzani, il sassofonista Gabriele Comeglio, il chitarrista Michele Gentilini, il bassista Marco Esposito e il batterista Matteo Milesi. Un concerto d’autore si potrebbe definire From Be To Pops: in programma sono infatti celebri canzoni scritte da alcuni grandi autori italiani, da Gino Paoli (“Una lunga storia d’amore”) a Fabio Concato (“Se non fosse per la musica”), da Bruno Martino (“Estate”) a Pino Donaggio (“Io che non vivo”), e rese famose negli anni da interpreti nazionali e internazionali quali Mina, Ornella Vanoni, Joao Gilberto, Gilberto Gil, Elvis Presley. Melodie straordinarie che sono diventate degli evergreen che hanno attraversato gli stili e gli oceani, grazie alle versioni di Michel Petrucciani, Toots Thielemans, Mike Stern, Chet Baker. Il trait d’union è l’improvvisazione, attraverso cui il jazz ha saputo metabolizzare musiche e culture provenienti da tutto il mondo. Con questo spirito Claudio Angeleri ha realizzato un progetto originale, coinvolgendo il suo gruppo più longevo, nato nel 2001 per un disco accolto favorevolmente dalla critica di settore. Gli arrangiamenti mantengono fede alla riconoscibilità delle linee melodiche, pur introducendo elementi originali caratteristici della penna di Claudio Angeleri, ora più pop e funk, ora più bebop e bluesy. From Be To Pops è un progetto crossover che anni fa, durante il festival “Notti di Luce”, aveva coinvolto, grazie alla big band di Gabriele Comeglio, gli stessi autori in prima persona: Fabio Concato, Gino Paoli, Ron, Lucio Dalla e Roby Facchinetti.

Claudio Angeleri porta al Donizetti per Il Centro della Musica il suo progetto “From be to pops”2026-06-09T10:20:57+02:00

Fatoumata Diawara giovedì 2 luglio ospite al Lazzaretto per Bergamo Jazz Estate in esclusiva per il Nord Italia

Fatoumata Diawara, giovedì 2 luglio, Dee Dee Bridgewater, sabato 18 luglio, due grandi donne, due grandi voci: Bergamo Jazz torna al Lazzaretto nel segno di una musicalità al femminile che reca con sé messaggi forti, oggi più che mai attuali e necessari. Organizzati da Fondazione Teatro Donizetti con l’Associazione di Bergamo degli Amici del Festival Pianistico Internazionale, con il sostegno di BCC Oglio e Serio e, per il concerto di Dee Dee Bridgewater, di A2A, i due appuntamenti si inseriscono tra gli eventi estivi promossi al Lazzaretto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo.Si comincia giovedì 2 luglio (ore 21.30; biglietti 30 e 40 Euro) con una delle voci più intense, potenti e visionarie nel panorama della musica africana di oggi e della world music internazionale: nell’occasione Fatoumata Diawara presenterà il suo nuovo album, appena uscito, Massa, coadiuvata dalla sua band con Jurandir Da Silva Santana alla chitarra, Fernando Javier Tejero Velez alle tastiere, Juan Finger al basso elettrico e William Ombe Monkama alla batteria. In Massa, ad oggi il lavoro più personale di Fatoumata Diawara e il primo dopo London Ko del 2023, la cantante e chitarrista maliana affronta temi come la maternità, la fede, la memoria e la capacità di trasformare le difficoltà in nuova consapevolezza, trasformando esperienze personali e riflessioni sulle fragilità della società in un racconto dal respiro universale. Attraverso i brani che lo compongono, Fatoumata Diawara invita gli ascoltatori di ogni provenienza ad accogliere la gratitudine e a riconoscere il destino come parte inevitabile del percorso umano. Dal punto di vista musicale, Massa amplia l’universo sonoro di Fatoumata Diawara, intrecciando la tradizione maliana con sonorità contemporanee sotto la direzione artistica dell’icona pop francese -M-, in un equilibrio tra radici e sperimentazione.«Questo album porta con sé qualcosa di personale, una parte di me, della mia vita, della mia famiglia e delle mie emozioni, mentre compio quarantatré anni e cerco di conciliare la mia carriera di artista con il ruolo di madre di due figli», racconta la stessa Fatoumata Diawara. «Affronto i mali che affliggono la nostra società: il deterioramento delle relazioni umane, il tradimento, la delusione e la gelosia così spesso presenti nelle famiglie poligamiche. Con queste canzoni, piene di saggezza e consigli, invito le persone, ricche e povere, ad apprezzare la vita e a non lamentarsi sempre, perché nessuno può sfuggire al proprio destino. E per questo ringrazio l’Onnipotente, colui che ha reso tutto possibile. In questo album, rendo anche omaggio a mio padre scomparso, che mi ha sempre circondata di un amore che continuo a sentire anche dopo la sua morte».

Fatoumata Diawara giovedì 2 luglio ospite al Lazzaretto per Bergamo Jazz Estate in esclusiva per il Nord Italia2026-06-18T12:15:23+02:00

Agnese Ferraro e Monica Cattarossi ospiti sabato 20 giugno del Centro della Musica con “Un siècle en rose”

Si intitola, con un tocco di fascino, Un siècle en rose il quinto concerto della nuova edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo. Il concerto, in programma sabato 20 giugno nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti (ore 17.00) e organizzato in partnership con la Società del Quartetto di Bergamo, sarà infatti nel solco della musicalità al femminile e avrà come protagoniste la violinista Agnese Ferraro e la pianista Monica Cattarossi, artefici di un dialogo musicale improntato a rigore e sensibilità interpretativa. Un siècle en rose promette un viaggio nella musica francese tra Ottocento e Novecento, costruito attorno alle voci di alcune tra le più significative compositrici europee, per lungo tempo rimaste ai margini del repertorio e oggi sempre più riconosciute nella loro originalità e forza espressiva. Il programma accosta pagine scritte tra il 1850 e il 1951, restituendo la varietà di linguaggi e sensibilità che hanno attraversato un secolo di profondi cambiamenti. Dalla solidità formale e luminosa della Sonata n. 2 in la maggiore op. 39 di Louise Farrenc alla brillantezza del Capriccio op. 18 di Cécile Chaminade, fino alla scrittura evocativa e cangiante di Lili Boulanger, con i suoi paesaggi sonori sospesi tra impressione e movimento. Il percorso trova una sintesi nella Seconda Sonata per violino e pianoforte di Germaine Tailleferre, unica compositrice del Groupe des Six, in cui eleganza, chiarezza e spirito moderno si fondono in una scrittura essenziale e vivace. Un concerto che è insieme riscoperta e restituzione: non un repertorio “alternativo”, ma una parte imprescindibile della storia musicale europea, capace di parlare con freschezza e intensità al presente.   Agnese Ferraro si è diplomata con Piero Toso al Conservatorio “C. Pollini” di Padova, perfezionandosi al “Mozarteum” di Salisburgo con Yair Kless e successivamente all’Hochschule fur Musik “H. Eisler” di Berlino. Vincitrice di diversi concorsi nazionali e internazionali, ha iniziato sedicenne il prezioso rapporto con il mondo musicale internazionale, vincendo le audizioni per far parte della Bayerischer Rundfunk Orchesterakademie, della Gustav Mahler Jugend Orchester e della European Union Youth Orchestra, suonando sotto la direzione di Lorin Maazel, Semyon Bychkov, Kent Nagano, Pierre Boulez, Daniele Gatti, Claudio Abbado, Seiji Ozawa e Vladimir Ashkenazy. È stata primo violino di spalla all’Accademia dell’Orchestra Filarmonica della Scala lavorando, fra gli altri, sotto la direzione di Riccardo Muti, Wolfgang Sawallisch e Yuri Temirkanov e, su invito di Claudio Abbado, ha partecipato all’Accademia della Gustav Mahler Jugend Orchester in qualità di Primo violino concertatore. Per diversi anni ha ricoperto il ruolo di Primo violino solista della Strawinskij Chamber Orchestra. Nel 2005 ha vinto il concorso per entrare a far parte stabilmente dell’Orchestra del Teatro alla Scala di cui nel Don Chisciotte del 2014 è stata Primo violino di spalla e nel Cinderella del 2015 violino solista in scena. Si esibisce abitualmente nei maggiori Festival in Italia ed all’estero come violino solista o insieme a ensemble da camera. Monica Cattarossi risiede a Milano e lavora nell’ambito della musica

Agnese Ferraro e Monica Cattarossi ospiti sabato 20 giugno del Centro della Musica con “Un siècle en rose”2026-06-09T09:57:31+02:00

Il Centro della Musica prosegue sabato 13 giugno con il Mascoulisse Quartet e il progetto “Verdi 1901”

Sabato 13 giugno, nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti (ore 17.00), la quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, giunge a metà percorso. Protagonista del concerto sarà il Mascoulisse Quartet, quartetto di soli tromboni emanazione dell’Orchestra Filarmonica Italiana che schiera Stefano Belotti (trombone basso), Alberto Pedretti (trombone tenore e arrangiamenti), Fabio De Cataldo (trombone alto e tenore), Antonio Mascherpa (trombone alto e tenore). Per celebrare i suoi vent’anni di attività, il Mascoulisse Quartet presenta nell’occasione un progetto interamente dedicato a Giuseppe Verdi, dal titolo “Verdi 1901”, affrontato con uno sguardo storico e profondamente musicale. Il quartetto suona infatti strumenti originali dell’epoca di Verdi, restituendo al pubblico il suono italiano dell’Ottocento: caldo, avvolgente, materico. Un suono che non spinge, ma racconta. Che non sovrasta, ma sostiene. Un suono che nasce dal respiro naturale degli strumenti e dalla loro capacità di cantare. È un viaggio dentro una tavolozza timbrica affascinante, fatta di equilibrio, profondità e canto. Un tuffo in un mondo sonoro in cui ogni nota ha peso, colore e anima; dove la musica non è mai pura superficie, ma materia viva che vibra e si trasmette con naturalezza. Il progetto “Verdi 1901” parte da una domanda semplice e potente: cosa è rimasto del suono di Verdi dopo la sua scomparsa? La risposta è nella musica stessa, che non è mai rimasta in silenzio. Ha solo continuato a respirare, trasformandosi, attraversando il tempo, ma conservando intatta la propria forza narrativa ed emotiva. Il programma attraversa alcune delle pagine più celebri del teatro verdiano, rilette attraverso il linguaggio cameristico e la sensibilità storica del quartetto, Rigoletto, Nabucco, La Traviata.

Il Centro della Musica prosegue sabato 13 giugno con il Mascoulisse Quartet e il progetto “Verdi 1901”2026-06-08T12:53:08+02:00

Presentata oggi la Stagione di Operette e le rassegne Opera&Concerti, Opera Family e l’appuntamento dell’ultimo dell’anno 2026|2027

11 appuntamenti che vanno ad aggiungersi ai 14 titoli della Stagione di Prosa e Altri Percorsi, già presentati nei giorni scorsi: con la sezione Opera&Concerti, Opera Family, la Stagione di Operette e l’evento di fine anno si completa il ricco cartellone della Stagione dei Teatri 2026-2027 della Fondazione Teatro Donizetti. Un’offerta variegata, che coinvolge i principali spazi teatrali della città, il Teatro Donizetti e il Sociale. «La Stagione dei Teatri nella sua complessità riflette la varietà e la vastità di orientamenti che perseguiamo con costante impegno», commenta Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, «Un impegno, frutto di un prezioso lavoro di squadra, confortato dai risultati positivi che l’accompagnano. Fondamentale è anche il sostegno del Comune di Bergamo e di numerosi altri soggetti pubblici e privati, ai quali va il più sentito ringraziamento della nostra Fondazione tutta». «La Stagione dei Teatri è più di un format ampiamente collaudato e riconosciuto: è un’idea  al cui interno convivono in perfetta armonia proposte diverse, dalla Prosa nella sua accezione più classica alle diramazioni del teatro di ricerca incarnate dagli Altri Percorsi, dalla musica concertistica all’opera, dall’operetta all’evento di fine anno», aggiunge Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, «La Stagione dei Teatri è anche il frutto di sinergie con importanti realtà istituzionali e associative regionali. Il mio pensiero va innanzitutto a OperaLombardia, del cui circuito facciamo da sempre parte e di cui ospiteremo due nuove produzioni. E poi al Coro I Piccoli Musici, all’Orchestra Filarmonica Italiana e all’Ensemble Locatelli, tutti consolidati partner della nostra Fondazione».   Opera&Concerti Opera&Concerti è la sezione de La Stagione dei Teatri che, grazie ad appositi progetti e repertori, attraversa generi musicali diversi, dal barocco alla lirica, fino a proposte che mescolano generi diversi. La trasversalità contraddistingue proprio il primo appuntamento, in programma sabato 5 dicembre alle ore 17.00, dall’emblematico titolo di Music Passport: il giro del mondo in 80 minuti: un autentico viaggio musicale per attraversare continenti, culture e tradizioni, dall’Estremo Oriente, con le sue atmosfere sospese, all’America Latina, con i suoi ritmi travolgenti, all’Europa, tra melodie antiche e suggestive, fino ad arrivare ai colori intensi della tradizione mediterranea ed ebraica. A condurre il viaggio sarà un ensemble, versatile e pieno di energia, dell’Orchestra Filarmonica Italiana. A seguire, sabato 19 dicembre alle ore 18.00, l’esecuzione da parte dell’Ensemble Locatelli diretto da Thomas Chigioni di uno dei capolavori della musica occidentale: il Messiah di Georg Friedrich Händel, condensato di forza espressiva, potenza drammatica e profondità spirituale. Le festività di fine 2026 e inizio anno nuovo saranno scandite, come di consueto, dal Concerto di Natale del coro I Piccoli Musici diretto da Mario Mora, che avrà al centro un forte messaggio di speranza (domenica 27 dicembre, ore 15.30), e dal Concerto di Capodanno, che vedrà in azione l’Orchestra Filarmonica Italiana sulle celebri note di valzer e polke che recano il sigillo della famiglia Strauss (venerdì 1° gennaio 2027, ore 11.00). Tutti i concerti sono in programma al Teatro Sociale. Biglietti disponibili dal 28 ottobre 2026. L’opera tornerà al Teatro

Presentata oggi la Stagione di Operette e le rassegne Opera&Concerti, Opera Family e l’appuntamento dell’ultimo dell’anno 2026|20272026-05-29T12:15:14+02:00

Il Centro della Musica prosegue con le Mezze Stagioni di OFI Jazz Acoustic String

Sta all’incrocio tra classica e jazz il terzo appuntamento con la quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo. Sabato 6 giugno (ore 17.00) è infatti in programma nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti un concerto dal titolo Le mezze stagioni, nel quale brani dalle celebri Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi saranno accostate a standard del jazz, in un singolare, affascinante mix di suoni e colori. Ne sarà protagonista l’OFI Jazz Acoustic String, una delle numerose emanazioni dell’Orchestra Filarmonica Italiana, da tempo partner della Fondazione Teatro Donizetti. Ideatore del progetto è il violinista Cesare Carretta, nonché arrangiatore e violino solista, affiancato nell’occasione da Silvia Maffeis (violino), Matteo Del Soldà (viola), Nicolò Nigrelli (violoncello), Nicola Ziliani (contrabbasso) e da Federico Negri (batteria). Il filo narrativo del concerto segue il ciclo delle stagioni, intese non solo come fenomeno naturale, ma come metafora degli amori e della condizione umana. Un percorso che riflette la parabola della vita: ogni fine contiene già un nuovo inizio. Nella Primavera i ritmi afro accompagnano il canto degli uccelli evocato da Vivaldi, mentre la malinconia di I’ll Remember April si intreccia alla leggerezza e alla gioia swing di Smile, It’s Spring. Nell’Estate alla furia improvvisa del temporale vivaldiano si affianca il racconto di un afroamericano che canta la propria condizione in Caesar’s Blues, trovando infine rifugio in Summertime. In Autunno la festa della vendemmia descritta da Vivaldi incontra i colori e i ritmi di una città cosmopolita in Autumn in New York, fino alla dolce malinconia di un amore che si spegne in Autumn Leaves. Infine, l’Inverno si apre con l’Adagio dall’Inverno di Vivaldi, per poi attraversare una selezione di canti natalizi riletti in un coinvolgente ritmo swing, tra intimità e festa. Cesare Carretta spazia da sempre tra i generi musicali, dalla classica al jazz fino al pop. È Primo Violino di Spalla e Solista dell’Orchestra Filarmonica Italiana, Pomeriggi Musicali di Milano, nonché Primo dei Secondi Violini nella Fondazione Arena di Verona. In ambito jazz è solista e fondatore del Jazz Acoustic String e Primo Violino di Spalla della Italian Jazz Orchestra. Ha collaborato con i più importanti esponenti della scena italiana jazz tra cui Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu e Fabrizio Bosso. Nel pop ha registrato dischi per artisti del calibro di Mina, Celentano, Dalla, Renato Zero, Zucchero e Vasco Rossi.

Il Centro della Musica prosegue con le Mezze Stagioni di OFI Jazz Acoustic String2026-05-29T15:44:29+02:00

Presentata la Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026|2027

La Fondazione Teatro Donizetti, con il Comune di Bergamo, annuncia la Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026|2027, asse portante della Stagione dei Teatri, il cui cartellone completo include anche Operetta, Opera&Concerti e altri eventi: una ricca e articolata programmazione che si svolgerà al Teatro Donizetti e al Teatro Sociale nell’arco di sei mesi, da dicembre 2026 a maggio 2027. Sette i titoli della Stagione di Prosa, per otto repliche per ciascun spettacolo, e altrettanti quelli di Altri Percorsi. Sergio Gandi, Vicensindaco e Assessore alla Cultura, porta il saluto dell’Amministrazione Comunale di Bergamo: «La Stagione di Prosa e Altri Percorsi è da sempre uno dei cardini dell’offerta culturale della nostra città. Ciò grazie a scelte artistiche di assoluta qualità, che riflettono la complessità della produzione teatrale nazionale e non solo. Bergamo è già per sé una città che esplora diversi ambiti espressivi – dalla musica al cinema, dalle arti visive alla danza al teatro di parola appunto – sposando la consapevolezza della tradizione con l’attualità. Anche le proposte della prossima Stagione vanno in questa direzione e si confermano veicolo di un dialogo tra passato, presente e futuro». Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, sottolinea l’importanza della Stagione di Prosa e Altri Percorsi anche nell’ottica del coinvolgimento dei giovani, e coglie l’occasione per ringraziare quanti si adoperano per la riuscita di tutte le attività della stessa Fondazione: «Nel ribadire la centralità tra le nostre proposte della Stagione di Prosa e Altri Percorsi, è altresì rilevante sottolineare il nostro ruolo nell’avvicinare i giovani al teatro e alla cultura più in generale. In questa prospettiva si inserisce appieno il lavoro della Direzione Artistica, che mira a coinvolgere il mondo giovanile con apposite iniziative, oltre ad offrire al pubblico spettacoli di elevata qualità. Anche per questo aspetto va il ringraziamento a tutti coloro, sia partner pubblici che privati, che ci sostengono al fine di rendere le nostre attività sempre più incisive». Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, prende spunto dal successo della Stagione 2025|2026: «Nel presentare la prossima Stagione di Prosa e Altri Percorsi non possiamo non partire dai dati della stagione appena conclusa: 51.706 presenze complessive per la Prosa – 5.763 gli abbonamenti – e oltre 7.000 per Altri Percorsi. Sono numeri significativi, importanti, che confermano il successo di pubblico e attestano ancora una volta la nostra forza propulsiva che coinvolge spettatori di varie fasce di età. Non vogliamo peccare di presunzione, ma sono dati che oggi pochi altri teatri a livello nazionale possono annoverare, anche in città con una popolazione numericamente superiore a quella di Bergamo. La Stagione di Prosa e Altri Percorsi ricopre quindi un ruolo di spicco nelle nostre programmazioni, oltre che nel cuore dei bergamaschi, mostrando la propria identità in un quadro composito che comprende due festival di respiro internazionale, Donizetti Opera e Bergamo Jazz, la rassegna Lezioni di Storia, uno dei nostri veicoli più qualificanti di attenzione ai giovani, e altre iniziative, come per esempio il ciclo di concerti Il Centro della Musica, che via

Presentata la Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026|20272026-05-28T13:43:56+02:00
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