Michela Gerosa

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La Magnifica Quartet in concerto sabato 30 maggio 2026 con Dvořák, giramondo boemo

Inaugurata con successo dalla pianista Costanza Principe, la quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, prosegue sabato 30 maggio (ore 17.00) con il concerto de La Magnifica Quartet. Nell’occasione, il quartetto d’archi formato da Enrico Casazza e Isabella Longo ai violini, Christian Serazzi alla viola ed Eugenio Solinas al violoncello, proporrà nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti, sede di tutti gli appuntamenti, un omaggio al compositore boemo Antonín Dvořák.  Il concerto, che vede la collaborazione dell’Associazione La Magnifica Comunità, si prefigura come un viaggio musicale che attraversa epoche e geografie, proponendo un dialogo tra la classicità viennese e le suggestioni popolari dell’Europa centrale e del Nuovo Mondo, mettendo in luce la ricchezza timbrica e narrativa del quartetto d’archi. Ad aprirlo sarà il celebre Quartetto op. 76 n. 2 di Franz Joseph Haydn, noto come “delle quinte”, esempio mirabile di equilibrio formale e invenzione tematica. Il cuore del programma è appunto dedicato ad Antonín Dvořák, protagonista di un ideale “giramondo boemo”, con il Quartetto n. 12 “Americano”, nato durante il soggiorno negli Stati Uniti del compositore, riflettendo un affascinante incontro tra tradizione europea e suggestioni popolari americane, e con i Zwei Walzer op. 54, che offrono uno sguardo più intimo e leggero, dove l’eleganza del valzer si colora di freschezza e vivacità. La Magnifica Quartet nasce in seno all’ensemble La Magnifica Comunità con l’intento di spingersi oltre la ricerca filologica e stilistica e distinguersi per l'autenticità rievocativa della propria produzione musicale. Vincitrice di numerosi premi, La Magnifica Comunità, nella sue varie diramazioni, è una delle formazioni cameristiche dedite al repertorio dal Barocco al Romanticismo più autorevoli a livello mondiale. Tra i molti riconoscimenti, ricordiamo lo “Choc de la Musique”, per la registrazione del IV volume dei Quintetti di Boccherini su etichetta Brilliant, che ha anche ottenuto gli ambiti 5 Diapason dalla nota rivista francese Diapason, oltre a lodevoli recensioni da parte di altre riviste specializzate. Ha inoltre registrato per altre etichette discografiche importanti come Sony, Harmonia Mundi, Amadeus, Tactus, Tring International.

La Magnifica Quartet in concerto sabato 30 maggio 2026 con Dvořák, giramondo boemo2026-05-25T14:55:04+02:00

DONIZETTI ACADEMY 2026. Linea di confine

DONIZETTI ACADEMY 2026 Linea di confine Cento ragazze e ragazzi hanno debuttato oggi attorno al tema della sicurezza sul palcoscenico del Teatro Donizetti di Bergamo con uno spettacolo interamente ideato da loro, guidati dalla regia e drammaturgia di Silvia Briozzo, con le scene di Alberto Allegretti e la formazione musicale di Mariagrazia Mercaldo 500 studenti delle scuole superiori di Bergamo e provincia sono stati impegnati in mattinata negli 11 laboratori sui mestieri dello spettacolo per poi applaudire calorosamente i compagni in scena Il progetto è stato ideato e coordinato dal settore Donizetti Education della Fondazione Teatro Donizetti, in collaborazione con Fondazione Dalmine ETS     ​​Oggi, giovedì 21 maggio 2026, è stata una giornata straordinaria per 600 studenti e studentesse delle scuole superiori di Bergamo e provincia. Undici laboratori esperienziali sui mestieri del teatro e il debutto dello spettacolo collettivo Linea di confine per riflettere sui temi della sicurezza e della consapevolezza relazionale. ​Il Teatro Donizetti è diventato, così, un grande laboratorio diffuso per le nuove generazioni grazie alla Donizetti Academy 2026, progetto educativo innovativo che apre le porte del teatro alle scuole superiori del territorio e lo trasforma in uno spazio di scoperta, partecipazione e crescita. ​L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la Fondazione Teatro Donizetti e la Fondazione Dalmine ETS, si propone di intrecciare cultura teatrale, educazione e riflessione sui temi caldi del presente, offrendo ai ragazzi un percorso pratico e coinvolgente, fuori dall’ordinario. ​La mattinata si è, quindi, avviata con undici laboratori, da 30 minuti ciascuno, suddivisi in tre categorie – Opera e Teatro, Pensieri e parole, Sicurezza – distribuiti negli spazi più autentici e spesso nascosti del Teatro Donizetti, tra sottopalco, sale prova, Sale Nobili, Ridotto Gavazzeni e Donizetti Studio. ​Gli studenti hanno avuto l’opportunità unica di scegliere e frequentare ciascuno tre proposte di workshop, una per categoria, guidati da professionisti del settore, per entrare in contatto diretto con discipline artistiche e tecniche, oltre a percorsi dedicati alla creatività, alla comunicazione e all’organizzazione, alla consapevolezza di sé e al tema della sicurezza, affrontato poi anche nello spettacolo finale. ​Il percorso “Opera e Teatro” ha proposto di scoprire i segreti della voce in ambito corale con pillole di musica pop (Voce in capitolo!), cimentarsi nella direzione d’orchestra (Prova a essere un direttore/una direttrice d’orchestra), esplorare il lavoro amministrativo e gestionale del dietro le quinte (Il teatro alla scrivania) o sporcarsi le mani nel sottopalco con gli oggetti di scena (Dietro alle quinte. Attrezzeria di scena e tecnica della doratura). ​L’ambito “Sicurezza” ha proposto laboratori curati dagli esperti di Fondazione Dalmine per riflettere sull’evoluzione della sicurezza sul lavoro tramite enigmi, tra matematica e programmazione (Sicuri nel tempo), grafica e comunicazione efficace (Occhio alla sicurezza) e un confronto consapevole tra ieri e oggi (Più sicuri!). ​“Pensieri e parole” ha aperto spazi di riflessione dedicati alla consapevolezza di sé, all’ascolto del corpo e alle dinamiche relazionali, dall’individuazione delle “red flags” nei rapporti di coppia (Red flags nelle relazioni: riconoscerle per conoscersi) al teatro corporeo (Theatre is not a safe place. Laboratorio di teatro sul corpo), all’analisi del linguaggio dell’opera per scoprire e capire le nostre

DONIZETTI ACADEMY 2026. Linea di confine2026-05-22T11:03:14+02:00

Si è conclusa la Stagione di Prosa 2025/2026 con 51.706 spettatori complessivi

Fondazione Teatro Donizetti  Conclusa la Stagione di Prosa 2025/2026 51.706 spettatori complessivi   Con l’ultima delle repliche di Riccardo III, con una magnetica Maria Paiato che ha letteralmente conquistato il pubblico, si è conclusa domenica pomeriggio la Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti: 51.706 le presenze complessive – 5.763 gli abbonamenti – che insieme alle oltre 7.000 registrate dalla rassegna Altre Percorsi, conclusa lo scorso marzo, attestano un successo pieno. «Ancora una volta non possiamo che esprimere grande soddisfazione per questi risultati», commenta Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, «La Stagione di Prosa si conferma una delle nostre proposte più qualificate e qualificanti e lo dimostrano proprio l’attenzione e l’affetto del pubblico, sempre più fidelizzato. Le ormai consolidate otto repliche per ognuno dei sette titoli in cartellone, sono un numero che oggi pochi altri teatri a livello nazionale possono annoverare, anche in città più grandi di Bergamo. Un sentito ringraziamento va quindi al nostro pubblico e a tutti coloro che contribuiscono alla riuscita della Stagione di Prosa e Altri Percorsi e di tutte le altre nostre iniziative». Venendo ai singoli spettacoli, la palma del più visto e applaudito va a Lisistrata con Lella Costa, che ha totalizzato 8.979 presenze, inclusi i 1.000 studenti che hanno apprezzato la replica straordinaria a loro dedicata. Sul podio anche Pignasecca e Pignaverde, con Tullio Solenghi, e Crisi di Nervi, con Maddalena Crippa. Viva soddisfazione esprime anche Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica Stagione di Prosa e Altri Percorsi: «È sempre bello vedere tanta gente a teatro, cogliere lo spirito di condivisione di una esperienza che va molto oltre l’aspetto di intrattenimento. Ed è bellissimo constatare il numero considerevole di giovani: a loro dedichiamo da tempo progetti formativi specifici legati ad alcuni spettacoli e quest’anno abbiamo coinvolto oltre 3.700 ragazzi provenienti da 36 istituti scolastici di Bergamo e provincia». «E non possiamo nascondere il grande piacere che proviamo tutte le volte che attori e registi nostri ospiti esprimono il loro apprezzamento per la calorosa accoglienza che ricevono dal pubblico e da tutte le maestranze del Teatro Donizetti», conclude Maria Grazia Panigada. Archiviata una stagione, si sta già guardando al futuro: nelle prossime settimane verrà infatti presentata la Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026/2027.

Si è conclusa la Stagione di Prosa 2025/2026 con 51.706 spettatori complessivi2026-05-18T15:05:35+02:00

La quinta edizione de IL CENTRO DELLA MUSICA inaugura sabato con COSTANZA PRINCIPE

IL CENTRO DELLA MUSICA Concerti nel Ridotto Gavazzeni V edizione  Concerto inaugurale Sabato 23 maggio 2026 con Costanza Principe   Sabato 23 maggio (ore 18.00), sarà la pianista Costanza Principe ad inaugurare la quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna di otto concerti promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo e in programma di sabato pomeriggio nel Ridotto Gavazzeni del Teatro Donizetti. Il concerto, realizzato in collaborazione con Fondazione Vittorio Polli e AnnaMaria Stoppani e Biblioteca Musicale Victor de Sabata e Aldo Ceccato, prevede l’esecuzione di alcune delle pagine più emblematiche di Robert Schumann, le Kinderszenen, op. 15 e i Tre pezzi fantastici, op. 111, due raccolte che, pur nella loro apparente dimensione frammentaria, disegnano un percorso coerente tra memoria, immaginazione e inquietudine. Nelle Scene infantili, lo sguardo dell’autore si posa  su un’infanzia filtrata dal ricordo, sospesa tra semplicità e malinconia, mentre nei Pezzi fantastici, la scrittura si fa più libera e visionaria, attraversata da contrasti e tensioni emotive. Schumann non costruisce narrazioni lineari, ma suggerisce immagini, stati d’animo, lampi di pensiero. È una musica che si muove per allusioni, che chiede all’interprete di farsi tramite sensibile più che protagonista. In questo spazio si inserisce la ricerca di Costanza Principe, pianista capace di unire rigore e immaginazione, attenzione al dettaglio e respiro poetico. Il concerto è inserito anche nel ciclo di appuntamenti dedicati al Maestro Gianandrea Gavazzen, nel trentennale della scomparsa. Nata in una famiglia di musicisti, Costanza Principe ha iniziato ad esibirsi in pubblico a soli sette anni, diplomandosi nel 2010 presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano sotto la guida di Vincenzo Balzani. Nel 2015 ha conseguito a pieni voti il Bachelor of Music e nel 2017 il Master of Music presso la Royal Academy of Music di Londra, dove ha studiato dal 2011 con Christopher Elton. Nel 2020 si diploma con il massimo dei voti presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dove studia dal 2017 con Benedetto Lupo. Vincitrice di premi in concorsi pianistici internazionali, tra i quali il Lilian Davies Prize della Royal Academy of Music a Londra, il secondo premio al Beethoven Society of Europe Intercollegiate Senior Competition (Regno Unito), al Concours International de Piano a Lagny-sur- Marne (Francia) e al Concorso Internazionale “Premio Pecar” di Gorizia, Costanza Principe si è esibita come solista e in formazioni cameristiche in Europa, Asia, Medio Oriente e Sud America. Dopo il debutto come solista con orchestra a quindici anni con tre concerti di Mozart sotto la direzione di Aldo Ceccato, Costanza Principe ha in seguito collaborato con numerose orchestre tra le quali Filarmonica «A. Toscanini» di Parma, Orchestra dei Pomeriggi Musicali, Orchestra di Padova e del Veneto e Solisti Veneti, Orchestra della Fondazione Arena di Verona, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Philharmonic Symphony Orchestra, Armenian State Symphony Orchestra, Orquesta Sinfonica Provincial de Santa Fe, Orquesta Classica da Madeira, Orchestre Philharmonique de Nice, Kaliningrad Symphony Orchestra, Turkish National Youth Orchestra, Royal Academy Symphony Orchestra. Nel 2016 ha debuttato alla prestigiosa Wigmore

La quinta edizione de IL CENTRO DELLA MUSICA inaugura sabato con COSTANZA PRINCIPE2026-05-18T14:22:30+02:00

Il “Riccardo III” di Shakespeare, con protagonista Maria Paiato, chiude la Stagione di Prosa

Stagione di Prosa 2025-2026 Riccardo III di William Shakesperare con Maria Paiato dal 9 al 17 maggio al Teatro Donizetti   La Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti si conclude nel segno di Shakespeare: da sabato 9 a domenica 17 maggio è infatti in programma nel principale teatro cittadino Riccardo III, capolavoro assoluto del teatro shakesperiano. A portarlo in scena sarà Maria Paiato, nei panni del protagonista, insieme a un nutrito gruppo di attori: Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo. Regia di Andrea Chiodi. Giovedì 14 maggio 2026, presso la Sala Musica del Teatro Donizetti, alle ore 18.00, è previsto un incontro con Maria Paiato e la compagnia intorno allo spettacolo. Coordina Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi. Tutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano il Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dalla stessa attrice veneta che ha preso vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi: una corrispondenza nello sguardo sul testo che vuole Paiato nei panni di Re Riccardo l’usurpatore, il genio cattivo, il tipo di uomo politico crudele, machiavellico, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano. La sua è un’interpretazione del ruolo maschile che punta a restituire uno Shakespeare fedele all’originale. “Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York”: è così che si apre la tragedia del Bardo, tra le opere più celebri, divisa in cinque atti, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. William Shakespeare la scrisse intorno al 1592, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando, al termine della Guerra delle due rose, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena. Al centro dell’opera sta la figura di Riccardo: in un fisico deforme, racchiude un’indomabile forza negativa, e la sua fedeltà al proprio destino suscita, nonostante la crudeltà del personaggio, un innegabile fascino. Nelle sue note di regia scrive Andrea Chiodi: «Affascinante, ironico, seducente, ma spaventosamente lucido, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima. Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce: non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo, come scoprire dove si

Il “Riccardo III” di Shakespeare, con protagonista Maria Paiato, chiude la Stagione di Prosa2026-04-28T12:53:21+02:00

Bergamo Jazz festeggia l’international Jazz Day 2026 con un concerto in Bergamo Alta

BERGAMO JAZZ 2026  Evento speciale per International Jazz Day Giovedì 30 aprile 2026, ore 18.30 Eleonora Strino Trio in Piazza Mascheroni   Dopo le giornate di marzo, coronate da grande successo di pubblico e stampa, e in attesa dei due concerti estivi al Lazzaretto, con Fatoumata Diawara il 2 luglio e Dee Dee Bridgewater il 18 luglio, Bergamo Jazz aderisce anche quest’anno all’International Jazz Day patrocinato dall’UNESCO. Giovedì 30 aprile, alle ore 18.30, in Piazza Mascheroni, uno dei luoghi simbolo di Città Alta, è infatti in programma un evento speciale gratuito di cui sarà protagonista il collaudatissimo trio di uno dei nuovi talenti più brillanti del jazz non solo italiano, la chitarrista Eleonora Strino, solista capace di reinventare la sei corde con freschezza di idee. Al suo fianco ci saranno il contrabbassista Giulio Corini e il batterista Zeno De Rossi, entrambi musicisti di lunga esperienza e capaci di coadiuvare al meglio la leader nelle sue evoluzioni sonore. Nata a Napoli, nel cui conservatorio ha studiato, Eleonora Strino ha iniziato la carriera professionale suonando nell’orchestra del compositore Roberto De Simone. L’incontro con il contrabbassista Greg Cohen, già collaboratore di Tom Waits e John Zorn, è stato determinante per la sua ascesa nel mondo del jazz. A questa prima partnership internazionale ne sono seguite altre, con Wayne Escofferey, Ulf Walkenius, Seamous Blake, Joey Baron, Peter Bernstein, Jesse Davis e molti altri. Nel novembre 2021 Eleonora Strino ha registrato a Berlino l’album I Got Strings insieme agli stessi Greg Cohen e Joey Baron. Nel luglio del 2022 viene chiamata dal chitarrista Martin Tayler per prendere parte al tour “The Great Guitarists”, progetto varato nel 1973 e che negli anni ha visto alternarsi i più grandi chitarristi della storia del jazz, da Barney Kessell a Keny Burrell. Sempre nel 2022 ha preso parte a “Donne e Musica” con Ornella Vanoni, ultimo tour dell’artista recentemente scomparsa. Nel 2025 è uscito il suo ultimo lavoro, Matilde, con Claudio Vignali al pianoforte, Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria. Negli ultimi mesi ha suonato al Ronnie Scott’s di Londra, storico jazz club della capitale britannica, e tenuto il suo primo tour negli Stati Uniti. Lo stile di Eleonora Strino affonda le radici nella più raffinata scuola moderna della chitarra jazz, da Jim Hall a Barney Kessel, e si nutre di una personale vena comunicativa che nei concerti si fa palpabile e coinvolgente.

Bergamo Jazz festeggia l’international Jazz Day 2026 con un concerto in Bergamo Alta2026-04-17T15:44:47+02:00

TORNA ANCHE NEL 2026 “IL CENTRO DELLA MUSICA”, RASSEGNA DI CONCERTI NEL RIDOTTO DEL TEATRO DONIZETTI

IL CENTRO DELLA MUSICA Concerti nel Ridotto Gavazzeni V edizione Otto concerti in programma di sabato pomeriggio nel Ridotto Gavazzeni del Teatro Donizetti: torna per il quinto anno consecutivo Il Centro della Musica, ormai consolidata rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo. Otto concerti, in cartellone tra il 23 maggio e l’11 luglio, che offrono un ampio spaccato di suoni, ritmi e colori ospitati in un luogo raccolto che esalta la dimensione intima del concerto favorendo un ascolto più diretto, quasi confidenziale. Un’occasione preziosa per poter entrare nel principale teatro della città e nel suo Ridotto intestato a un grande direttore d’orchestra, in un giorno e in un orario inconsueti. Un modo originale per vivere il centro della città abbinando le magie della musica con lo stare insieme in teatro. «Alla sua quinta edizione, Il Centro della Musica è una delle iniziative che meglio testimoniano  l’apertura della nostra Fondazione verso realtà musicali, e quindi culturali in senso più generale, del nostro territorio, riflettendo uno spirito di condivisione di proposte artistiche che si trasmette naturalmente nel “dialogo” che si instaura tra esecutori e pubblico», specifica Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, «La rinnovata collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo è segno di una sinergia istituzionale che mira a valorizzare al meglio un’iniziativa dal carattere inclusivo, destinata a un pubblico di tutte le età». «Quest’anno si consolidano anche le partnership con l’Orchestra Filarmonica Italiana, l’Ensemble Locatelli, il CDpM, l’Associazione Musica Aperta, già presenti nelle precedenti edizioni de Il Centro della Musica e in altre rassegne promosse dalla nostra Fondazione, mentre salutiamo l’entrata della Fondazione Vittorio Polli e Annamaria Stoppani, della Società del Quartetto e dell’Associazione La Magnifica Comunità. L’aumento del numero dei concerti e quindi dei partner è prova ulteriore della vitalità della stessa rassegna», prosegue Boffelli. La quinta edizione de Il Centro della Musica inizia il 23 maggio con il recital pianistico di Costanza Principe, con le Kinderszenen, op. 15 e i Tre pezzi fantastici, op. 111 di Robert Shumann, due raccolte che, pur nella loro apparente dimensione frammentaria, disegnano un percorso coerente tra memoria, immaginazione e inquietudine. Il concerto è in collaborazione con Fondazione Vittorio Polli e AnnaMaria Stoppani e Biblioteca Musicale Victor de Sabata e Aldo Ceccato. Seguirà il 30 maggio La Magnifica Quartet, quartetto d’archi emanazione dell’Associazione La Magnifica Comunità. Cuore del programma, che prevede all’inizio l’esecuzione del celebre Quartetto op. 76 n. 2 di Franz Joseph Haydn, sarà la musica di Antonín Dvořák, di cui si ascolteranno il Quartetto n. 12 “Americano”, nato durante il soggiorno del compositore boemo negli Stati Uniti, e i Zwei Walzer op. 54, che offrono uno sguardo più intimo e leggero, dove l’eleganza del valzer si colora di freschezza e vivacità. Due gli appuntamenti che recano il sigillo dell’Orchestra Filarmonica Italiana, il primo dei quali, il 6 giugno, con il titolo curioso di “Le mezze stagioni”, promette un intreccio tra celebri standard del jazz con le

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La Stagione di Operette si conclude domenica 26 aprile con “Al Cavallino Bianco”

Stagione di Operette 2026 Al Cavallino Bianco con la Compagnia d’Operette Elena D’Angelo domenica 26 aprile al Teatro Donizetti La Stagione di Operette 2026 della Fondazione Teatro Donizetti è alla conclusione: domenica 26 aprile (ore 15.30) è infatti in programma nel principale teatro cittadino il terzo e ultimo dei titoli in cartellone, Al Cavallino Bianco, tra le operette più famose in assoluto. A portarla in scena sarà la Compagnia d’Operette Elena D’Angelo, con regia e coreografie di Serge Manguette. Operetta in tre atti scritta nel 1896 da Ralph Benatzky e Robert Stolz, su libretto di Hans Muller, Erik Charell e Robert Gilbert, Al Cavallino Bianco è ambientata nell’ameno paesino di San Wolfango, nel Salzkammergut, dove la bella ostessa proprietaria dell’omonimo albergo raccoglie, come ogni estate, i suoi ospiti. Equivoci, scompigli lavorativi e amorosi caratterizzeranno la stagione estiva dell’hotel finché l’arrivo dell’Arciduca, durante la stagione della caccia, farà tornare la calma e la serenità. La prima rappresentazione ebbe luogo a Berlino l’8 novembre 1930. Un anno dopo, al Teatro Lirico di Milano, si alzava il sipario, per la prima volta in Italia, su quello che venne definito lo “spettacolo dell’anno”. Lo sfarzoso allestimento proposto dai fratelli Schwartz, le musiche piene di garbo, brio e gradevolezza, l’innegabile solarità dell’ambientazione montana decretarono il successo dello spettacolo e il pubblico, al grido di “Bravi! Bravi!”, pareva non voler più lasciare la sala e tornare a casa nella nebbiosa notte meneghina. Ma siamo ormai negli anni Trenta del Novecento e Al Cavallino Bianco rappresenta lo spartiacque tra l’operetta vera e propria e la commedia musicale, e può essere considerato uno degli ultimi fuochi d’artificio della “piccola lirica”, uno dei più entusiastici del secolo. De Al Cavallino Bianco sono da ricordare le due importanti edizioni RAI: la prima del 1954 con Nuto Navarrini, Edda Vincenzi, Anna Campori ed Elvio Calderoni, per la regia di Mario Landi; e quella del 1974 con personaggi del calibro di Gianrico Tedeschi, Paolo Poli, Angela Luce, Mita Medici, Maurizio Micheli, Gianni Nazzaro e Tony Renis, per la regia di Vito Molinari e le coreografie di Gino Landi. L’edizione della Compagnia d’Operette Elena D’Angelo tiene conto sia delle caratteristiche dell’operetta che delle versioni televisive, strizzando l’occhio alla commedia musicale e al musical, ottenendo così uno spettacolo corale pieno di colore, vivacità e leggerezza.

La Stagione di Operette si conclude domenica 26 aprile con “Al Cavallino Bianco”2026-04-17T15:39:49+02:00

Bergamo Jazz torna al Lazzaretto anche nel 2026 con due concerti: Fatoumata Diawara e Dee Dee Bridgewater

BERGAMO JAZZ ESTATE 2026 @LAZZARETTO  Fondazione Teatro Donizetti/Bergamo Jazz e Associazione di Bergamo degli Amici del Festival Pianistico Internazionale presentano due concerti straordinari al Lazzaretto in collaborazione con il Comune di Bergamo con il sostegno di A2A e BCC Oglio e Serio  Giovedì 2 luglio 2026 Fatoumata Diawara  Sabato 18 luglio 2026 Dee Dee Bridgewater Fatoumata Diawara, giovedì 2 luglio, Dee Dee Bridgewater, sabato 18 luglio, due grandi donne, due grandi voci: Bergamo Jazz torna al Lazzaretto nel segno di una musicalità al femminile che reca con sé messaggi forti, oggi più che mai attuali e necessari. Organizzati da Fondazione Teatro Donizetti con l’Associazione di Bergamo degli Amici del Festival Pianistico Internazionale, con il sostegno di BCC Oglio e Serio e, per il concerto di Dee Dee Bridgewater, di A2A, i due appuntamenti si inseriscono tra gli eventi estivi promossi al Lazzaretto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo. Fatoumata Diawara è tra le voci più intense, potenti e visionarie nel panorama della musica africana di oggi e della world music internazionale. Originaria del Mali, è artista poliedrica, cantante, musicista, compositrice, attrice e danzatrice: performer travolgente, racconta l’Africa nelle sue ferite e nelle sue rinascite e trasforma ogni concerto in un’esperienza collettiva coinvolgente. A Bergamo Fatoumata Diawara presenterà il suo nuovo album Massa, in uscita a giugno, coadiuvata dalla sua band con Jurandir Da Silva Santana alla chitarra, Fernando Javier Tejero alle tastiere, Velez Juan Finger al basso elettrico e William Ombe Monkama alla batteria. Dee Dee Bridgewater, i cui precedenti concerti sotto le insegne di Bergamo Jazz risalgono al 1996 e al 2005, detiene da decenni il titolo di regina del canto jazz. Il suo progetto “We Exist!”, che schiera tre talentuose strumentiste di diversa nazionalità - Carmen Staaf al pianoforte, Rosa Brunello a basso elettrico e contrabbasso, Julie Saury alla batteria - lancia un grido di battaglia attraverso canzoni che non sono semplici melodie con un testo impegnato, ma veri e propri manifesti in musica, depositari di messaggi comprensibili a tutti grazie alla magnetica personalità di una leggenda non solo del jazz. Il ricavato della vendita dei biglietti del concerto della vocalist statunitense sarà devoluto a Fondazione Banco dell’energia, l’ente filantropico promosso da A2A e dalle sue Fondazioni AEM, ASM e LGH, che sostiene le persone in situazioni di vulnerabilità economica e sociale. Vendita biglietti, presso Biglietteria del Teatro Donizetti e online su Vivaticket, da venerdì 17 aprile, Nei giorni precedenti, dal 14 al 16 aprile, gli abbonati a Bergamo Jazz e al Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo potranno avvalersi del diritto di prelazione. Prezzi: da 30 a 40 Euro. Inizio dei concerti ore 21.30. Per Sergio Gandi, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, «è un onore avere la possibilità di ospitare ancora una volta all’interno di Lazzaretto Estate artisti di valore internazionale. Tutto ciò è reso possibile in virtù della collaborazione con Fondazione Teatro Donizetti, che del festival Bergamo Jazz è anima e motore, e con l’Associazione di Bergamo degli Amici del Festival Pianistico

Bergamo Jazz torna al Lazzaretto anche nel 2026 con due concerti: Fatoumata Diawara e Dee Dee Bridgewater2026-04-09T16:58:57+02:00

Corsi di Illuminotecnica e Fonica: al via le selezioni

Corsi di Illuminotecnica e Fonica Al via le selezioni   Tornano i Corsi di Illuminotecnica e di Fonica promossi dalla Fondazione Teatro Donizetti: inseriti nel progetto Il Cantiere del Teatro della Stagione di Prosa e Altri Percorsi, i corsi, il cui bando di selezione è disponibile sul sito della stessa Fondazione, sono rivolti ai giovani di età maggiore o uguale a 17 anni (anche ancora da compiere, purché entro la fine del 2026). Per partecipare, i candidati dovranno inviare il proprio curriculum vitae contenente eventuali esperienze pregresse e gli studi fatti, oltre a una lettera motivazionale, compilando l’apposito form inserito nel bando entro e non oltre le ore 12 di martedì 5 maggio.  A seguito della selezione sulla base dei documenti e delle lettere inviati, martedì 12 maggio sarà reso noto l’esito del bando. I corsi non comportano il versamento di quote di iscrizione e inizieranno lunedì 8 giugno. Entrambi i corsi, al cui termine verrà rilasciato un attestato di frequenza, forniranno elementi teorici dei criteri, della metodologia e della terminologia base, cui seguiranno prove pratiche con il capo-elettricista e il capo-fonico del Teatro Donizetti. È previsto un incontro introduttivo comune per entrambi i corsi; a seguire ciascun corso si svolgerà in quattro giornate intensive dove verranno poste le fondamenta teoriche e pratiche delle discipline. I partecipanti al corso di illuminotecnica avranno anche l’opportunità di vivere un’esperienza diretta presso Claypaky, azienda leader a livello internazionale nel settore dei sistemi di illuminazione professionale, durante la quale potranno conoscere la storia dell’illuminotecnica, i prodotti dell’azienda e sperimentare il loro utilizzo durante una sessione tecnica dedicata. Per gli allievi del corso di fonica sono invece previsti l’incontro di approfondimento "I lavori nascosti dei fonici, microfonazioni orchestrali ed il futuro della fonia", a cura del musicista, compositore e mix engineer Francesco Bonalume, e una lezione/laboratorio, dal titolo “Oltre lo schermo - Laboratorio di Narrazione Sonora”, in programma presso Triangolo Lab, studio di registrazione e produzione musicale.  Entrambi i corsi si concluderanno con un’esperienza di registrazione di una band live sul palco del Teatro Donizetti.  Per Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, «I corsi che promuoviamo nell’ambito de Il Cantiere del Teatro costituiscono una parte molto importante delle nostre attività, perché sentiamo il dovere di dare la possibilità ai giovani di conoscere le professioni del teatro e di poter avvicinarsi a questo mondo per poi in futuro poterne far parte. Personalmente sono grata a tutti coloro che rendono possibile questo progetto mettendo in gioco la propria professionalità e manifestando un’attenzione educativa».   Per maggiori informazioni: e-mail: info@fondazioneteatrodonizetti.org

Corsi di Illuminotecnica e Fonica: al via le selezioni2026-04-08T10:17:40+02:00
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