VIENNA, BUDAPEST, BERGAMO: TRE CITTA’ PER UN PIANOFORTE

Vienna, Budapest, Bergamo tre città per un pianoforte e una nuova storia per il Teatro Donizetti.
La vicenda è quella del piccolo e prezioso pianoforte (mezza coda 145cm x 170 cm), numero di matricola 2689, costruito tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 dalla ditta F. Schmid & Kunz a Vienna in Sandwirthgasse n.2, donato recentemente al nostro Teatro da Gabriele Merelli e dai figli Dafne e Glauco.
A Vienna é acquistato dal nonno di due nobildonne ungheresi e poi trasportato in treno fino a Budapest, é poi collocato nel palazzo di famiglia per quasi un secolo, fino a quando prende la via dell’Italia e di Bergamo via gomma.

Il nome delle due donne si lega a quello dell’alta nobiltà ungherese (purtroppo decaduta), sono nane, ma la corporatura minuta le favorisce quando suonano insieme, avviene spesso e si racconta che amino Beethoven.
Sprovviste ormai delle antiche sostanze, le nobildonne decidono di vendere alcuni beni di famiglia e anche il pianoforte. Incorniciato dagli eleganti reggi candelabri a lato della tastiera, il pianoforte entra nelle proprietà di Gabriele Merelli che, seppur all’epoca non sapesse suonare, decide di acquistarlo.
Un ultimo viaggio è però nel destino del piccolo pianoforte austriaco (oggi perfettamente restaurato), un trasferimento inaspettato quanto gli altri, certamente quello di maggior prestigio: la meta finale è per lui il Teatro Donizetti di Bergamo.

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