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News2024-03-07T10:52:59+01:00
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Il “Riccardo III” di Shakespeare, con protagonista Maria Paiato, chiude la Stagione di Prosa

Stagione di Prosa 2025-2026 Riccardo III di William Shakesperare con Maria Paiato dal 9 al 17 maggio al Teatro Donizetti   La Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti si conclude nel segno di Shakespeare: da sabato 9 a domenica 17 maggio è infatti in programma nel principale teatro cittadino Riccardo III, capolavoro assoluto del teatro shakesperiano. A portarlo in scena sarà Maria Paiato, nei panni del protagonista, insieme a un nutrito gruppo di attori: Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo. Regia di Andrea Chiodi. Giovedì 14 maggio 2026, presso la Sala Musica del Teatro Donizetti, alle ore 18.00, è previsto un incontro con Maria Paiato e la compagnia intorno allo spettacolo. Coordina Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi. Tutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano il Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dalla stessa attrice veneta che ha preso vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi: una corrispondenza nello sguardo sul testo che vuole Paiato nei panni di Re Riccardo l’usurpatore, il genio cattivo, il tipo di uomo politico crudele, machiavellico, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano. La sua è un’interpretazione del ruolo maschile che punta a restituire uno Shakespeare fedele all’originale. “Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York”: è così che si apre la tragedia del Bardo, tra le opere più celebri, divisa in cinque atti, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. William Shakespeare la scrisse intorno al 1592, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando, al termine della Guerra delle due rose, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena. Al centro dell’opera sta la figura di Riccardo: in un fisico deforme, racchiude un’indomabile forza negativa, e la sua fedeltà al proprio destino suscita, nonostante la crudeltà del personaggio, un innegabile fascino. Nelle sue note di regia scrive Andrea Chiodi: «Affascinante, ironico, seducente, ma spaventosamente lucido, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima. Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce: non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo, come scoprire dove si

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