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Claudio Angeleri porta al Donizetti per Il Centro della Musica il suo progetto “From be to pops”

La quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, prosegue sabato 27 giugno nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti (ore 17.00) con un appuntamento dedicato all’incontro tra jazz e canzone d’autore italiana dal titolo From Be To Pops. A proporlo sarà un sestetto guidato dal pianista Claudio Angeleri, uno dei più rappresentativi esponenti del jazz bergamasco, nonché cuore e anima del Centro Didattico Produzione Musica, e comprendente la vocalist Paola Milzani, il sassofonista Gabriele Comeglio, il chitarrista Michele Gentilini, il bassista Marco Esposito e il batterista Matteo Milesi. Un concerto d’autore si potrebbe definire From Be To Pops: in programma sono infatti celebri canzoni scritte da alcuni grandi autori italiani, da Gino Paoli (“Una lunga storia d’amore”) a Fabio Concato (“Se non fosse per la musica”), da Bruno Martino (“Estate”) a Pino Donaggio (“Io che non vivo”), e rese famose negli anni da interpreti nazionali e internazionali quali Mina, Ornella Vanoni, Joao Gilberto, Gilberto Gil, Elvis Presley. Melodie straordinarie che sono diventate degli evergreen che hanno attraversato gli stili e gli oceani, grazie alle versioni di Michel Petrucciani, Toots Thielemans, Mike Stern, Chet Baker. Il trait d’union è l’improvvisazione, attraverso cui il jazz ha saputo metabolizzare musiche e culture provenienti da tutto il mondo. Con questo spirito Claudio Angeleri ha realizzato un progetto originale, coinvolgendo il suo gruppo più longevo, nato nel 2001 per un disco accolto favorevolmente dalla critica di settore. Gli arrangiamenti mantengono fede alla riconoscibilità delle linee melodiche, pur introducendo elementi originali caratteristici della penna di Claudio Angeleri, ora più pop e funk, ora più bebop e bluesy. From Be To Pops è un progetto crossover che anni fa, durante il festival “Notti di Luce”, aveva coinvolto, grazie alla big band di Gabriele Comeglio, gli stessi autori in prima persona: Fabio Concato, Gino Paoli, Ron, Lucio Dalla e Roby Facchinetti.

Claudio Angeleri porta al Donizetti per Il Centro della Musica il suo progetto “From be to pops”2026-06-09T10:20:57+02:00

Fatoumata Diawara giovedì 2 luglio ospite al Lazzaretto per Bergamo Jazz Estate in esclusiva per il Nord Italia

Fatoumata Diawara, giovedì 2 luglio, Dee Dee Bridgewater, sabato 18 luglio, due grandi donne, due grandi voci: Bergamo Jazz torna al Lazzaretto nel segno di una musicalità al femminile che reca con sé messaggi forti, oggi più che mai attuali e necessari. Organizzati da Fondazione Teatro Donizetti con l’Associazione di Bergamo degli Amici del Festival Pianistico Internazionale, con il sostegno di BCC Oglio e Serio e, per il concerto di Dee Dee Bridgewater, di A2A, i due appuntamenti si inseriscono tra gli eventi estivi promossi al Lazzaretto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo.Si comincia giovedì 2 luglio (ore 21.30; biglietti 30 e 40 Euro) con una delle voci più intense, potenti e visionarie nel panorama della musica africana di oggi e della world music internazionale: nell’occasione Fatoumata Diawara presenterà il suo nuovo album, appena uscito, Massa, coadiuvata dalla sua band con Jurandir Da Silva Santana alla chitarra, Fernando Javier Tejero Velez alle tastiere, Juan Finger al basso elettrico e William Ombe Monkama alla batteria. In Massa, ad oggi il lavoro più personale di Fatoumata Diawara e il primo dopo London Ko del 2023, la cantante e chitarrista maliana affronta temi come la maternità, la fede, la memoria e la capacità di trasformare le difficoltà in nuova consapevolezza, trasformando esperienze personali e riflessioni sulle fragilità della società in un racconto dal respiro universale. Attraverso i brani che lo compongono, Fatoumata Diawara invita gli ascoltatori di ogni provenienza ad accogliere la gratitudine e a riconoscere il destino come parte inevitabile del percorso umano. Dal punto di vista musicale, Massa amplia l’universo sonoro di Fatoumata Diawara, intrecciando la tradizione maliana con sonorità contemporanee sotto la direzione artistica dell’icona pop francese -M-, in un equilibrio tra radici e sperimentazione.«Questo album porta con sé qualcosa di personale, una parte di me, della mia vita, della mia famiglia e delle mie emozioni, mentre compio quarantatré anni e cerco di conciliare la mia carriera di artista con il ruolo di madre di due figli», racconta la stessa Fatoumata Diawara. «Affronto i mali che affliggono la nostra società: il deterioramento delle relazioni umane, il tradimento, la delusione e la gelosia così spesso presenti nelle famiglie poligamiche. Con queste canzoni, piene di saggezza e consigli, invito le persone, ricche e povere, ad apprezzare la vita e a non lamentarsi sempre, perché nessuno può sfuggire al proprio destino. E per questo ringrazio l’Onnipotente, colui che ha reso tutto possibile. In questo album, rendo anche omaggio a mio padre scomparso, che mi ha sempre circondata di un amore che continuo a sentire anche dopo la sua morte».

Fatoumata Diawara giovedì 2 luglio ospite al Lazzaretto per Bergamo Jazz Estate in esclusiva per il Nord Italia2026-06-18T12:15:23+02:00

Agnese Ferraro e Monica Cattarossi ospiti sabato 20 giugno del Centro della Musica con “Un siècle en rose”

Si intitola, con un tocco di fascino, Un siècle en rose il quinto concerto della nuova edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo. Il concerto, in programma sabato 20 giugno nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti (ore 17.00) e organizzato in partnership con la Società del Quartetto di Bergamo, sarà infatti nel solco della musicalità al femminile e avrà come protagoniste la violinista Agnese Ferraro e la pianista Monica Cattarossi, artefici di un dialogo musicale improntato a rigore e sensibilità interpretativa. Un siècle en rose promette un viaggio nella musica francese tra Ottocento e Novecento, costruito attorno alle voci di alcune tra le più significative compositrici europee, per lungo tempo rimaste ai margini del repertorio e oggi sempre più riconosciute nella loro originalità e forza espressiva. Il programma accosta pagine scritte tra il 1850 e il 1951, restituendo la varietà di linguaggi e sensibilità che hanno attraversato un secolo di profondi cambiamenti. Dalla solidità formale e luminosa della Sonata n. 2 in la maggiore op. 39 di Louise Farrenc alla brillantezza del Capriccio op. 18 di Cécile Chaminade, fino alla scrittura evocativa e cangiante di Lili Boulanger, con i suoi paesaggi sonori sospesi tra impressione e movimento. Il percorso trova una sintesi nella Seconda Sonata per violino e pianoforte di Germaine Tailleferre, unica compositrice del Groupe des Six, in cui eleganza, chiarezza e spirito moderno si fondono in una scrittura essenziale e vivace. Un concerto che è insieme riscoperta e restituzione: non un repertorio “alternativo”, ma una parte imprescindibile della storia musicale europea, capace di parlare con freschezza e intensità al presente.   Agnese Ferraro si è diplomata con Piero Toso al Conservatorio “C. Pollini” di Padova, perfezionandosi al “Mozarteum” di Salisburgo con Yair Kless e successivamente all’Hochschule fur Musik “H. Eisler” di Berlino. Vincitrice di diversi concorsi nazionali e internazionali, ha iniziato sedicenne il prezioso rapporto con il mondo musicale internazionale, vincendo le audizioni per far parte della Bayerischer Rundfunk Orchesterakademie, della Gustav Mahler Jugend Orchester e della European Union Youth Orchestra, suonando sotto la direzione di Lorin Maazel, Semyon Bychkov, Kent Nagano, Pierre Boulez, Daniele Gatti, Claudio Abbado, Seiji Ozawa e Vladimir Ashkenazy. È stata primo violino di spalla all’Accademia dell’Orchestra Filarmonica della Scala lavorando, fra gli altri, sotto la direzione di Riccardo Muti, Wolfgang Sawallisch e Yuri Temirkanov e, su invito di Claudio Abbado, ha partecipato all’Accademia della Gustav Mahler Jugend Orchester in qualità di Primo violino concertatore. Per diversi anni ha ricoperto il ruolo di Primo violino solista della Strawinskij Chamber Orchestra. Nel 2005 ha vinto il concorso per entrare a far parte stabilmente dell’Orchestra del Teatro alla Scala di cui nel Don Chisciotte del 2014 è stata Primo violino di spalla e nel Cinderella del 2015 violino solista in scena. Si esibisce abitualmente nei maggiori Festival in Italia ed all’estero come violino solista o insieme a ensemble da camera. Monica Cattarossi risiede a Milano e lavora nell’ambito della musica

Agnese Ferraro e Monica Cattarossi ospiti sabato 20 giugno del Centro della Musica con “Un siècle en rose”2026-06-09T09:57:31+02:00

Il Centro della Musica prosegue sabato 13 giugno con il Mascoulisse Quartet e il progetto “Verdi 1901”

Sabato 13 giugno, nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti (ore 17.00), la quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, giunge a metà percorso. Protagonista del concerto sarà il Mascoulisse Quartet, quartetto di soli tromboni emanazione dell’Orchestra Filarmonica Italiana che schiera Stefano Belotti (trombone basso), Alberto Pedretti (trombone tenore e arrangiamenti), Fabio De Cataldo (trombone alto e tenore), Antonio Mascherpa (trombone alto e tenore). Per celebrare i suoi vent’anni di attività, il Mascoulisse Quartet presenta nell’occasione un progetto interamente dedicato a Giuseppe Verdi, dal titolo “Verdi 1901”, affrontato con uno sguardo storico e profondamente musicale. Il quartetto suona infatti strumenti originali dell’epoca di Verdi, restituendo al pubblico il suono italiano dell’Ottocento: caldo, avvolgente, materico. Un suono che non spinge, ma racconta. Che non sovrasta, ma sostiene. Un suono che nasce dal respiro naturale degli strumenti e dalla loro capacità di cantare. È un viaggio dentro una tavolozza timbrica affascinante, fatta di equilibrio, profondità e canto. Un tuffo in un mondo sonoro in cui ogni nota ha peso, colore e anima; dove la musica non è mai pura superficie, ma materia viva che vibra e si trasmette con naturalezza. Il progetto “Verdi 1901” parte da una domanda semplice e potente: cosa è rimasto del suono di Verdi dopo la sua scomparsa? La risposta è nella musica stessa, che non è mai rimasta in silenzio. Ha solo continuato a respirare, trasformandosi, attraversando il tempo, ma conservando intatta la propria forza narrativa ed emotiva. Il programma attraversa alcune delle pagine più celebri del teatro verdiano, rilette attraverso il linguaggio cameristico e la sensibilità storica del quartetto, Rigoletto, Nabucco, La Traviata.

Il Centro della Musica prosegue sabato 13 giugno con il Mascoulisse Quartet e il progetto “Verdi 1901”2026-06-08T12:53:08+02:00

Presentata oggi la Stagione di Operette e le rassegne Opera&Concerti, Opera Family e l’appuntamento dell’ultimo dell’anno 2026|2027

11 appuntamenti che vanno ad aggiungersi ai 14 titoli della Stagione di Prosa e Altri Percorsi, già presentati nei giorni scorsi: con la sezione Opera&Concerti, Opera Family, la Stagione di Operette e l’evento di fine anno si completa il ricco cartellone della Stagione dei Teatri 2026-2027 della Fondazione Teatro Donizetti. Un’offerta variegata, che coinvolge i principali spazi teatrali della città, il Teatro Donizetti e il Sociale. «La Stagione dei Teatri nella sua complessità riflette la varietà e la vastità di orientamenti che perseguiamo con costante impegno», commenta Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, «Un impegno, frutto di un prezioso lavoro di squadra, confortato dai risultati positivi che l’accompagnano. Fondamentale è anche il sostegno del Comune di Bergamo e di numerosi altri soggetti pubblici e privati, ai quali va il più sentito ringraziamento della nostra Fondazione tutta». «La Stagione dei Teatri è più di un format ampiamente collaudato e riconosciuto: è un’idea  al cui interno convivono in perfetta armonia proposte diverse, dalla Prosa nella sua accezione più classica alle diramazioni del teatro di ricerca incarnate dagli Altri Percorsi, dalla musica concertistica all’opera, dall’operetta all’evento di fine anno», aggiunge Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, «La Stagione dei Teatri è anche il frutto di sinergie con importanti realtà istituzionali e associative regionali. Il mio pensiero va innanzitutto a OperaLombardia, del cui circuito facciamo da sempre parte e di cui ospiteremo due nuove produzioni. E poi al Coro I Piccoli Musici, all’Orchestra Filarmonica Italiana e all’Ensemble Locatelli, tutti consolidati partner della nostra Fondazione».   Opera&Concerti Opera&Concerti è la sezione de La Stagione dei Teatri che, grazie ad appositi progetti e repertori, attraversa generi musicali diversi, dal barocco alla lirica, fino a proposte che mescolano generi diversi. La trasversalità contraddistingue proprio il primo appuntamento, in programma sabato 5 dicembre alle ore 17.00, dall’emblematico titolo di Music Passport: il giro del mondo in 80 minuti: un autentico viaggio musicale per attraversare continenti, culture e tradizioni, dall’Estremo Oriente, con le sue atmosfere sospese, all’America Latina, con i suoi ritmi travolgenti, all’Europa, tra melodie antiche e suggestive, fino ad arrivare ai colori intensi della tradizione mediterranea ed ebraica. A condurre il viaggio sarà un ensemble, versatile e pieno di energia, dell’Orchestra Filarmonica Italiana. A seguire, sabato 19 dicembre alle ore 18.00, l’esecuzione da parte dell’Ensemble Locatelli diretto da Thomas Chigioni di uno dei capolavori della musica occidentale: il Messiah di Georg Friedrich Händel, condensato di forza espressiva, potenza drammatica e profondità spirituale. Le festività di fine 2026 e inizio anno nuovo saranno scandite, come di consueto, dal Concerto di Natale del coro I Piccoli Musici diretto da Mario Mora, che avrà al centro un forte messaggio di speranza (domenica 27 dicembre, ore 15.30), e dal Concerto di Capodanno, che vedrà in azione l’Orchestra Filarmonica Italiana sulle celebri note di valzer e polke che recano il sigillo della famiglia Strauss (venerdì 1° gennaio 2027, ore 11.00). Tutti i concerti sono in programma al Teatro Sociale. Biglietti disponibili dal 28 ottobre 2026. L’opera tornerà al Teatro

Presentata oggi la Stagione di Operette e le rassegne Opera&Concerti, Opera Family e l’appuntamento dell’ultimo dell’anno 2026|20272026-05-29T12:15:14+02:00

Il Centro della Musica prosegue con le Mezze Stagioni di OFI Jazz Acoustic String

Sta all’incrocio tra classica e jazz il terzo appuntamento con la quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo. Sabato 6 giugno (ore 17.00) è infatti in programma nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti un concerto dal titolo Le mezze stagioni, nel quale brani dalle celebri Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi saranno accostate a standard del jazz, in un singolare, affascinante mix di suoni e colori. Ne sarà protagonista l’OFI Jazz Acoustic String, una delle numerose emanazioni dell’Orchestra Filarmonica Italiana, da tempo partner della Fondazione Teatro Donizetti. Ideatore del progetto è il violinista Cesare Carretta, nonché arrangiatore e violino solista, affiancato nell’occasione da Silvia Maffeis (violino), Matteo Del Soldà (viola), Nicolò Nigrelli (violoncello), Nicola Ziliani (contrabbasso) e da Federico Negri (batteria). Il filo narrativo del concerto segue il ciclo delle stagioni, intese non solo come fenomeno naturale, ma come metafora degli amori e della condizione umana. Un percorso che riflette la parabola della vita: ogni fine contiene già un nuovo inizio. Nella Primavera i ritmi afro accompagnano il canto degli uccelli evocato da Vivaldi, mentre la malinconia di I’ll Remember April si intreccia alla leggerezza e alla gioia swing di Smile, It’s Spring. Nell’Estate alla furia improvvisa del temporale vivaldiano si affianca il racconto di un afroamericano che canta la propria condizione in Caesar’s Blues, trovando infine rifugio in Summertime. In Autunno la festa della vendemmia descritta da Vivaldi incontra i colori e i ritmi di una città cosmopolita in Autumn in New York, fino alla dolce malinconia di un amore che si spegne in Autumn Leaves. Infine, l’Inverno si apre con l’Adagio dall’Inverno di Vivaldi, per poi attraversare una selezione di canti natalizi riletti in un coinvolgente ritmo swing, tra intimità e festa. Cesare Carretta spazia da sempre tra i generi musicali, dalla classica al jazz fino al pop. È Primo Violino di Spalla e Solista dell’Orchestra Filarmonica Italiana, Pomeriggi Musicali di Milano, nonché Primo dei Secondi Violini nella Fondazione Arena di Verona. In ambito jazz è solista e fondatore del Jazz Acoustic String e Primo Violino di Spalla della Italian Jazz Orchestra. Ha collaborato con i più importanti esponenti della scena italiana jazz tra cui Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu e Fabrizio Bosso. Nel pop ha registrato dischi per artisti del calibro di Mina, Celentano, Dalla, Renato Zero, Zucchero e Vasco Rossi.

Il Centro della Musica prosegue con le Mezze Stagioni di OFI Jazz Acoustic String2026-05-29T15:44:29+02:00

Presentata la Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026|2027

La Fondazione Teatro Donizetti, con il Comune di Bergamo, annuncia la Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026|2027, asse portante della Stagione dei Teatri, il cui cartellone completo include anche Operetta, Opera&Concerti e altri eventi: una ricca e articolata programmazione che si svolgerà al Teatro Donizetti e al Teatro Sociale nell’arco di sei mesi, da dicembre 2026 a maggio 2027. Sette i titoli della Stagione di Prosa, per otto repliche per ciascun spettacolo, e altrettanti quelli di Altri Percorsi. Sergio Gandi, Vicensindaco e Assessore alla Cultura, porta il saluto dell’Amministrazione Comunale di Bergamo: «La Stagione di Prosa e Altri Percorsi è da sempre uno dei cardini dell’offerta culturale della nostra città. Ciò grazie a scelte artistiche di assoluta qualità, che riflettono la complessità della produzione teatrale nazionale e non solo. Bergamo è già per sé una città che esplora diversi ambiti espressivi – dalla musica al cinema, dalle arti visive alla danza al teatro di parola appunto – sposando la consapevolezza della tradizione con l’attualità. Anche le proposte della prossima Stagione vanno in questa direzione e si confermano veicolo di un dialogo tra passato, presente e futuro». Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, sottolinea l’importanza della Stagione di Prosa e Altri Percorsi anche nell’ottica del coinvolgimento dei giovani, e coglie l’occasione per ringraziare quanti si adoperano per la riuscita di tutte le attività della stessa Fondazione: «Nel ribadire la centralità tra le nostre proposte della Stagione di Prosa e Altri Percorsi, è altresì rilevante sottolineare il nostro ruolo nell’avvicinare i giovani al teatro e alla cultura più in generale. In questa prospettiva si inserisce appieno il lavoro della Direzione Artistica, che mira a coinvolgere il mondo giovanile con apposite iniziative, oltre ad offrire al pubblico spettacoli di elevata qualità. Anche per questo aspetto va il ringraziamento a tutti coloro, sia partner pubblici che privati, che ci sostengono al fine di rendere le nostre attività sempre più incisive». Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, prende spunto dal successo della Stagione 2025|2026: «Nel presentare la prossima Stagione di Prosa e Altri Percorsi non possiamo non partire dai dati della stagione appena conclusa: 51.706 presenze complessive per la Prosa – 5.763 gli abbonamenti – e oltre 7.000 per Altri Percorsi. Sono numeri significativi, importanti, che confermano il successo di pubblico e attestano ancora una volta la nostra forza propulsiva che coinvolge spettatori di varie fasce di età. Non vogliamo peccare di presunzione, ma sono dati che oggi pochi altri teatri a livello nazionale possono annoverare, anche in città con una popolazione numericamente superiore a quella di Bergamo. La Stagione di Prosa e Altri Percorsi ricopre quindi un ruolo di spicco nelle nostre programmazioni, oltre che nel cuore dei bergamaschi, mostrando la propria identità in un quadro composito che comprende due festival di respiro internazionale, Donizetti Opera e Bergamo Jazz, la rassegna Lezioni di Storia, uno dei nostri veicoli più qualificanti di attenzione ai giovani, e altre iniziative, come per esempio il ciclo di concerti Il Centro della Musica, che via

Presentata la Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026|20272026-05-28T13:43:56+02:00

La Magnifica Quartet in concerto sabato 30 maggio 2026 con Dvořák, giramondo boemo

Inaugurata con successo dalla pianista Costanza Principe, la quinta edizione de Il Centro della Musica, rassegna promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo, prosegue sabato 30 maggio (ore 17.00) con il concerto de La Magnifica Quartet. Nell’occasione, il quartetto d’archi formato da Enrico Casazza e Isabella Longo ai violini, Christian Serazzi alla viola ed Eugenio Solinas al violoncello, proporrà nel Ridotto “Gavazzeni” del Teatro Donizetti, sede di tutti gli appuntamenti, un omaggio al compositore boemo Antonín Dvořák.  Il concerto, che vede la collaborazione dell’Associazione La Magnifica Comunità, si prefigura come un viaggio musicale che attraversa epoche e geografie, proponendo un dialogo tra la classicità viennese e le suggestioni popolari dell’Europa centrale e del Nuovo Mondo, mettendo in luce la ricchezza timbrica e narrativa del quartetto d’archi. Ad aprirlo sarà il celebre Quartetto op. 76 n. 2 di Franz Joseph Haydn, noto come “delle quinte”, esempio mirabile di equilibrio formale e invenzione tematica. Il cuore del programma è appunto dedicato ad Antonín Dvořák, protagonista di un ideale “giramondo boemo”, con il Quartetto n. 12 “Americano”, nato durante il soggiorno negli Stati Uniti del compositore, riflettendo un affascinante incontro tra tradizione europea e suggestioni popolari americane, e con i Zwei Walzer op. 54, che offrono uno sguardo più intimo e leggero, dove l’eleganza del valzer si colora di freschezza e vivacità. La Magnifica Quartet nasce in seno all’ensemble La Magnifica Comunità con l’intento di spingersi oltre la ricerca filologica e stilistica e distinguersi per l'autenticità rievocativa della propria produzione musicale. Vincitrice di numerosi premi, La Magnifica Comunità, nella sue varie diramazioni, è una delle formazioni cameristiche dedite al repertorio dal Barocco al Romanticismo più autorevoli a livello mondiale. Tra i molti riconoscimenti, ricordiamo lo “Choc de la Musique”, per la registrazione del IV volume dei Quintetti di Boccherini su etichetta Brilliant, che ha anche ottenuto gli ambiti 5 Diapason dalla nota rivista francese Diapason, oltre a lodevoli recensioni da parte di altre riviste specializzate. Ha inoltre registrato per altre etichette discografiche importanti come Sony, Harmonia Mundi, Amadeus, Tactus, Tring International.

La Magnifica Quartet in concerto sabato 30 maggio 2026 con Dvořák, giramondo boemo2026-05-25T14:55:04+02:00

DONIZETTI ACADEMY 2026. Linea di confine

DONIZETTI ACADEMY 2026 Linea di confine Cento ragazze e ragazzi hanno debuttato oggi attorno al tema della sicurezza sul palcoscenico del Teatro Donizetti di Bergamo con uno spettacolo interamente ideato da loro, guidati dalla regia e drammaturgia di Silvia Briozzo, con le scene di Alberto Allegretti e la formazione musicale di Mariagrazia Mercaldo 500 studenti delle scuole superiori di Bergamo e provincia sono stati impegnati in mattinata negli 11 laboratori sui mestieri dello spettacolo per poi applaudire calorosamente i compagni in scena Il progetto è stato ideato e coordinato dal settore Donizetti Education della Fondazione Teatro Donizetti, in collaborazione con Fondazione Dalmine ETS     ​​Oggi, giovedì 21 maggio 2026, è stata una giornata straordinaria per 600 studenti e studentesse delle scuole superiori di Bergamo e provincia. Undici laboratori esperienziali sui mestieri del teatro e il debutto dello spettacolo collettivo Linea di confine per riflettere sui temi della sicurezza e della consapevolezza relazionale. ​Il Teatro Donizetti è diventato, così, un grande laboratorio diffuso per le nuove generazioni grazie alla Donizetti Academy 2026, progetto educativo innovativo che apre le porte del teatro alle scuole superiori del territorio e lo trasforma in uno spazio di scoperta, partecipazione e crescita. ​L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la Fondazione Teatro Donizetti e la Fondazione Dalmine ETS, si propone di intrecciare cultura teatrale, educazione e riflessione sui temi caldi del presente, offrendo ai ragazzi un percorso pratico e coinvolgente, fuori dall’ordinario. ​La mattinata si è, quindi, avviata con undici laboratori, da 30 minuti ciascuno, suddivisi in tre categorie – Opera e Teatro, Pensieri e parole, Sicurezza – distribuiti negli spazi più autentici e spesso nascosti del Teatro Donizetti, tra sottopalco, sale prova, Sale Nobili, Ridotto Gavazzeni e Donizetti Studio. ​Gli studenti hanno avuto l’opportunità unica di scegliere e frequentare ciascuno tre proposte di workshop, una per categoria, guidati da professionisti del settore, per entrare in contatto diretto con discipline artistiche e tecniche, oltre a percorsi dedicati alla creatività, alla comunicazione e all’organizzazione, alla consapevolezza di sé e al tema della sicurezza, affrontato poi anche nello spettacolo finale. ​Il percorso “Opera e Teatro” ha proposto di scoprire i segreti della voce in ambito corale con pillole di musica pop (Voce in capitolo!), cimentarsi nella direzione d’orchestra (Prova a essere un direttore/una direttrice d’orchestra), esplorare il lavoro amministrativo e gestionale del dietro le quinte (Il teatro alla scrivania) o sporcarsi le mani nel sottopalco con gli oggetti di scena (Dietro alle quinte. Attrezzeria di scena e tecnica della doratura). ​L’ambito “Sicurezza” ha proposto laboratori curati dagli esperti di Fondazione Dalmine per riflettere sull’evoluzione della sicurezza sul lavoro tramite enigmi, tra matematica e programmazione (Sicuri nel tempo), grafica e comunicazione efficace (Occhio alla sicurezza) e un confronto consapevole tra ieri e oggi (Più sicuri!). ​“Pensieri e parole” ha aperto spazi di riflessione dedicati alla consapevolezza di sé, all’ascolto del corpo e alle dinamiche relazionali, dall’individuazione delle “red flags” nei rapporti di coppia (Red flags nelle relazioni: riconoscerle per conoscersi) al teatro corporeo (Theatre is not a safe place. Laboratorio di teatro sul corpo), all’analisi del linguaggio dell’opera per scoprire e capire le nostre

DONIZETTI ACADEMY 2026. Linea di confine2026-05-22T11:03:14+02:00

Si è conclusa la Stagione di Prosa 2025/2026 con 51.706 spettatori complessivi

Fondazione Teatro Donizetti  Conclusa la Stagione di Prosa 2025/2026 51.706 spettatori complessivi   Con l’ultima delle repliche di Riccardo III, con una magnetica Maria Paiato che ha letteralmente conquistato il pubblico, si è conclusa domenica pomeriggio la Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti: 51.706 le presenze complessive – 5.763 gli abbonamenti – che insieme alle oltre 7.000 registrate dalla rassegna Altre Percorsi, conclusa lo scorso marzo, attestano un successo pieno. «Ancora una volta non possiamo che esprimere grande soddisfazione per questi risultati», commenta Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, «La Stagione di Prosa si conferma una delle nostre proposte più qualificate e qualificanti e lo dimostrano proprio l’attenzione e l’affetto del pubblico, sempre più fidelizzato. Le ormai consolidate otto repliche per ognuno dei sette titoli in cartellone, sono un numero che oggi pochi altri teatri a livello nazionale possono annoverare, anche in città più grandi di Bergamo. Un sentito ringraziamento va quindi al nostro pubblico e a tutti coloro che contribuiscono alla riuscita della Stagione di Prosa e Altri Percorsi e di tutte le altre nostre iniziative». Venendo ai singoli spettacoli, la palma del più visto e applaudito va a Lisistrata con Lella Costa, che ha totalizzato 8.979 presenze, inclusi i 1.000 studenti che hanno apprezzato la replica straordinaria a loro dedicata. Sul podio anche Pignasecca e Pignaverde, con Tullio Solenghi, e Crisi di Nervi, con Maddalena Crippa. Viva soddisfazione esprime anche Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica Stagione di Prosa e Altri Percorsi: «È sempre bello vedere tanta gente a teatro, cogliere lo spirito di condivisione di una esperienza che va molto oltre l’aspetto di intrattenimento. Ed è bellissimo constatare il numero considerevole di giovani: a loro dedichiamo da tempo progetti formativi specifici legati ad alcuni spettacoli e quest’anno abbiamo coinvolto oltre 3.700 ragazzi provenienti da 36 istituti scolastici di Bergamo e provincia». «E non possiamo nascondere il grande piacere che proviamo tutte le volte che attori e registi nostri ospiti esprimono il loro apprezzamento per la calorosa accoglienza che ricevono dal pubblico e da tutte le maestranze del Teatro Donizetti», conclude Maria Grazia Panigada. Archiviata una stagione, si sta già guardando al futuro: nelle prossime settimane verrà infatti presentata la Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026/2027.

Si è conclusa la Stagione di Prosa 2025/2026 con 51.706 spettatori complessivi2026-05-18T15:05:35+02:00
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