Il pluripremiato regista Peter Stein arriva al Donizetti con “Crisi di Nervi. Tre atti unici di Anton Čechov”
Dopo l’inaugurazione a dicembre con l’omaggio all’arte comica di Gilberto Govi di Pignasecca e Pignaverde, la Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti entra nel vivo: da sabato 17 a domenica 25 gennaio, con l’esclusione di lunedì 19, va in scena nel principale teatro cittadino Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov firmati dal tedesco Peter Stein, uno dei più illustri protagonisti del teatro contemporaneo che per la regia di questo spettacolo si è aggiudicato il Premio Le Maschere 2024 e il Premio Internazionale Flaiano 2025. L’adattamento del testo originale è dello stesso Peter Stein e di Carlo Bellamio. Interpreti: Maddalena Crippa, Alessandro Sampaoli e Sergio Basile (L’orso), Gianluigi Fogacci (I danni del tabacco), Alessandro Averone, Sergio Basile e Emilia Scatigno (La domanda di matrimonio). Il celebre regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena Crisi di Nervi. Tre atti unici di Anton Čechov e ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una modalità produttiva artistica non convenzionale attorno ad un gruppo di attori che si alternano nelle varie pièce, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”. Scritti tra il 1884 e il 1891, questi atti unici si ispirano alla commedia francese e al vaudeville, generi molto in voga in Francia all’epoca di Čechov. Nel corso del tempo, hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo e sono diventati una preziosa fonte di ispirazione per attori, scrittori e registi, oltre che un irresistibile divertimento per intere generazioni di spettatori. Lo stesso Peter Stein scrive nelle note di regia: «Dopo l’insuccesso delle sue prime due opere, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici, pieni di sarcasmo, di comicità paradossale, di stravagante assurdità e di folle crudeltà, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore. Nelle tre opere esemplari che presentiamo, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi, si ammalano, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro. Ne L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna, che lui arriva a sfidare a duello, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie. Ne I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco, ma, tra starnuti e attacchi d’asma, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie. Ne La Domanda di Matrimonio il futuro sposo, per timidezza e altre difficoltà fisiche, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda, e anzi si mette a litigare con lei, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria. L’estrema comicità, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore, possono funzionare soltanto se accompagnati da
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