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Bergamo Jazz 2025 giorno per giorno: dal 20 al 23 marzo

Quattro intense giornate nel segno dei mille suoni del jazz diffusi in tutta la città: da giovedì 20 a domenica 23 marzo si svolge la 46esima edizione di Bergamo Jazz, Festival organizzato da Fondazione Teatro Donizetti con il sostegno di Comune di Bergamo, di MIC-Ministero della Cultura e di sponsor privati. Sounds of Joy è il titolo scelto da Joe Lovano, dallo scorso anno Direttore Artistico di Bergamo Jazz, per testimoniare la grande varietà e vitalità di suoni, ritmi e colori che contrassegna una musica che rappresenta uno dei cardini dell’espressività artistica contemporanea. Tenendo fede alla propria natura, anche Bergamo Jazz 2025 sarà un Festival di respiro internazionale, un Festival diffuso: oltre ai concerti al Donizetti e al Sociale di Città Alta, sono infatti previsti significativi appuntamenti ospitati in piccoli teatri, in musei, in locali trasformati per l’occasione in accoglienti jazz club. Nutrita sarà la rappresentanza di musicisti italiani, inclusi numerosi nuovi talenti riuniti nella sezione “Scintille di Jazz”, e considerevole sarà lo spazio per il jazz coniugato al femminile, con la presenza di affermate cantanti e strumentiste. Questo il programma giorno per giorno.   Giovedì 20 marzo La prima giornata di Bergamo Jazz 2025 si svolgerà tutta in Città Alta, iniziando dal piano solo al Teatro Sant’Andrea di Via Porta Dipinta (ore 17.00) del cubano Aruán Ortiz, dalle cui dita sgorga una musicalità in cui la tradizione afrocaraibica si incontra con il jazz più avanzato. A seguire, doppio appuntamento per “Scintille di Jazz” al Circolino (ore 18.00 e ore 19.15) con il cameristico Kairos Trio del sassofonista Gianluca Zanello. Alle 20.30 ci si trasferirà al Teatro Sociale per una serata aperta dal trio del pianista Antonio Faraò, musicista di grande esperienza che per questa sua prima partecipazione a Bergamo Jazz sarà coadiuvato dal contrabbassista Ameen Saleem e dal batterista Jeff Ballard, già partner di Chick Corea e Brad Mehldau. Il secondo set al Sociale avrà come protagonista, in esclusiva italiana, Lizz Wright, tra le più intense voci nere di oggi che, grazie a una spiccata forza interpretativa, meglio riflettono l’humus culturale afroamericano muovendosi con naturalezza tra jazz, blues, gospel, songwriting.   Venerdì 21 marzo La seconda giornata di Bergamo Jazz 2025 avrà inizio alle ore 17.00 all’Auditorium di Piazza della Libertà con La Via del Ferro, quartetto apprezzatissimo dal famoso deejay e produttore Gilles Peterson, che include il sassofonista londinese Alex Htchcock, il batterista di origine neozelandese Myele Manzanza e due musicisti italiani di stanza nella capitale britannica, la tastierista romana Maria Chiara Argirò e il bassista toscano Michelangelo Scandroglio. Un gruppo dal piglio vivace candidato a essere una delle rivelazioni del Festival. Alle 18.30, per “Scintille di Jazz” è in programma al ristorante Legami Sushi&More, locale situato nel cuore del Sentierone, il concerto del duo del sassofonista Lorenzo Simoni e del trombettista Iacopo Teolis, uno dei gruppi selezionati per il progetto Nuova Generazione Jazz 2025 dell’Associazione I-Jazz, alla quale Bergamo Jazz aderisce. L’evento principale della giornata è sicuramente rappresentato dalla prima delle tre serate al Teatro Donizetti, con

Bergamo Jazz 2025 giorno per giorno: dal 20 al 23 marzo2025-03-13T13:03:19+01:00

BERGAMO JAZZ 2025 entra nel vivo: domenica 16 marzo Bergamo Film Meeting inaugura Bergamo Jazz e mercoledì 19 si inaugura la mostra su Filippo Siebaneck

BERGAMO FILM MEETING inaugura BERGAMO JAZZ Bergamo Jazz, tanti concerti ma non solo. La marcia di avvicinamento al Festival, in programma dal 20 al 23 marzo, viene scandita da alcuni eventi di particolare significato che mettono a contatto la musica con altre arti, ad iniziare dal cinema. È infatti previsto anche quest’anno il tradizionale passaggio di testimone da Bergamo Film Meeting, che nella sua giornata conclusiva propone all’Auditorium di Piazza della Libertà due appuntamenti: la proiezione del film Il coltello nell’acqua di Roman Polanski (ore 14.15) e la sonorizzazione di Töchter (Due sorelle) di Ernst Lubitsch da parte del polistrumentista Danilo Gallo (ore 17.30). Il coltello nell’acqua è il primo lungometraggio firmato da Roman Polanski, all’epoca non ancora trentenne, e uno dei più fortunati debutti registici della storia della cinematografia: venne presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove vinse il Premio Fipresci, e fu il primo film polacco a ricevere una candidatura agli Oscar come miglior film straniero (fu battuto da 8½ di Fellini). La colonna sonora reca la firma di Krzysztof Komeda, pianista e compositore polacco considerato uno dei più originali esponenti del jazz europeo degli anni Sessanta. Il suo sestetto, di cui faceva parte tra gli altri il trombettista Tomasz Stanko, rimane una delle più pregevoli e innovative formazioni di quel periodo. Komeda, scomparso nel 1969, scrisse anche le musiche di Ingenui perversi di Andrzej Wajda e di Good Bye, Till Tomorrow di Janusz Morgenstern, oltre che di Cul-de-sac, di Per favore, non mordermi sul collo! e di Rosemary’s Baby dello stesso Polanski. Vagamente ispirato a La bisbetica domata di Shakespeare, Due sorelle è un film del 1920 riconducibile al filone commedia sentimentale ma con tratti surreali: Ernst Lubitsch, uno dei maestri del cinema tedesco, lo ambientò in un paesino imprecisato del Sud della Bavaria, raccontando la vicenda amorosa, contrassegnata da un turbine di equivoci, di un giovane e di due sorelle, l’una bellissima, l’altra inavvicinabile per la sua bruttezza. Danilo Gallo è uno dei più versatili e quotati bassisti italiani, a suo agio in diversi contesti stilistici. Spazia infatti con naturalezza dal jazz al rock, dalla musica improvvisata a collaborazioni che vedono la musica interagire con altre discipline quali teatro, danza, poesia, cinema. È leader o co-leader di gruppi di portata internazionale come Dark Dry Tears, Gallo & The Roosters, Guano Padano, The Last Coat of Pink e del progetto Lacy In The Sky with Diamonds (con Roberto Ottaviano e Ferdinando Faraò). Mostra FILIPPO SIEBANECK: UN UOMO DI CULTURA PER BERGAMO Mercoledì 19 marzo (ore 18; apertura al pubblico dalle 18.30) si inaugura poi al Donizetti Studio, di fronte alla biglietteria del teatro, la mostra Filippo Siebaneck: un uomo di cultura per Bergamo: attraverso l’esposizione di fotografie che lo ritraggono assieme a grandi artisti, di manifesti e documenti, la Fondazione Teatro Donizetti e Bergamo Jazz, insieme al Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo e all’Associazione Amici dell’Accademia Carrara, intendono ricordare, a 25 anni dalla scomparsa, Filippo Siebaneck, che per molti decenni è stato

BERGAMO JAZZ 2025 entra nel vivo: domenica 16 marzo Bergamo Film Meeting inaugura Bergamo Jazz e mercoledì 19 si inaugura la mostra su Filippo Siebaneck2025-03-12T13:54:15+01:00

BERGAMO JAZZ 2025: Incontriamo il Jazz dal 18 al 24 marzo all’Auditorium di Piazza della Libertà in collaborazione con CDpM Europe

Anche quest’anno, grazie alla collaborazione con Centro Didattico Produzione Musica Europe, Bergamo Jazz propone il ciclo di appuntamenti didattici “Incontriamo il Jazz”: un’occasione importante per far conoscere ai più giovani un linguaggio musicale ricco di contenuti artistici e portatore di messaggi universali di dialogo fra culture diverse, oggi più che mai necessari. 24 sono gli istituti scolastici di città e provincia che hanno aderito all’iniziativa che si svolgerà all’Auditorium di Piazza della Libertà nelle mattinate da martedì 18 a giovedì 20 e poi di lunedì 24 marzo. 84 le classi coinvolte per circa 1.900 alunni complessivi. Specifica in proposito Claudio Angeleri, Presidente del CDpM: «La sezione educational di Bergamo Jazz realizzata dal CDpM è uno tra progetti più importanti nel panorama nazionale dei festival jazz. È innanzitutto il primo in Italia. La prima edizione risale infatti al 1990 e in questi anni più di 30.000 studenti delle scuole primarie e secondarie del territorio hanno scoperto così il jazz e l’improvvisazione. Non si tratta solo di lezioni-concerto, ma di laboratori corali e di body percussion che realizziamo nelle scuole tutto l’anno insieme al Comune di Bergamo. Il festival Bergamo Jazz è il palcoscenico conclusivo in cui gli stessi ragazzi e ragazze affiancano dei musicisti professionisti suonando e spiegando ai compagni le caratteristiche e i valori di questa musica». I primi a essere coinvolti saranno gli allievi delle scuole secondarie, che nelle prime tre mattinate potranno scoprire i segreti dell’arte dell’improvvisazione attraverso l’esecuzione di brani proposti da Giulio Visibelli (flauto e sax soprano), Gabriele Comeglio (sax alto e clarinetto), Claudio Angeleri (pianoforte), Paola Milzani (voce), Marco Esposito (basso) e da Matteo Milesi (batteria), con interventi del musicologo Maurizio Franco. Questi incontri intendono avvicinare gli studenti all’improvvisazione attraverso diversi esempi interattivi nei quali si ripercorre l’evoluzione del jazz dalle origini afroamericane ad oggi. Un viaggio in continuo cambiamento capace di cogliere e sviluppare in tempo reale le qualità creative dei suoi protagonisti (da Louis Armstrong a John Coltrane e oltre), sulla base delle diverse culture con cui il jazz è venuto a contatto. L’improvvisazione, cioè la capacità di autografare in tempo reale ogni materiale musicale secondo la personalità di ogni musicista, è sicuramente uno degli elementi tipici del jazz. È ciò che più di altri lo differenzia dalla musica di tradizione europea, nella quale si sono cristallizzate due distinte figure: quella del compositore e quella dell’esecutore. Nel jazz, al contrario, convivono entrambe nello stesso individuo che inventa, interpreta, dialoga con gli altri musicisti in tempo reale, rendendo la musica unica e irripetibile. Tuttavia, l’improvvisazione non si improvvisa, ma è una disciplina rigorosa fondata su regole ben precise a cui attenersi, che al tempo stesso vengono reinventate. Gli incontri progettati dal CDpM per Bergamo Jazz intendono evidenziarle attraverso l’esperienza diretta dei ragazzi. Lunedì 24 marzo toccherà quindi agli studenti delle scuole primarie con “Tutti quanti voglion fare jazz”, titolo dietro il quale si celano alcuni classici del jazz e del gospel come “Amazing Grace”, “When the saints go marching in”, brani tratti dalle colonne

BERGAMO JAZZ 2025: Incontriamo il Jazz dal 18 al 24 marzo all’Auditorium di Piazza della Libertà in collaborazione con CDpM Europe2025-03-11T19:39:45+01:00

Per la Stagione di Prosa arriva “L’Arte della Commedia” di Eduardo De Filippo. In scena Fausto Russo Alesi

La Stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti prosegue nel segno di una delle grandi firme del teatro italiano, Eduardo De Filippo: da sabato 8 a domenica 16 marzo va infatti in scena sul principale palcoscenico cittadino L’Arte della Commedia, con adattamento e regia di Fausto Russo Alesi. Lo stesso attore e regista palermitano, che a Bergamo è stato già apprezzato più volte, vestirà i panni del capocomico Oreste Campese, protagonista principale del testo. Altri interpreti e personaggi: David Meden (Veronesi, piantone), Sem Bonventre (Palmira, padrona d’osteria), Alex Cendron (Sua Eccellenza De Caro, prefetto), Paolo Zuccari (Giacomo Franci, suo segretario), Filippo Luna (Quinto Bassetti), Gennaro De Sia (Padre Salvati), Imma Villa (Lucia Petrella), Demian Troiano Hackman (Gerolamo Pica), Davide Falbo (Un uomo). L’arte della commedia, straordinaria e geniale opera di Eduardo De Filippo, fa parte dei “Giorni Dispari”, la raccolta che – da diverse angolazioni – affronta le difficili questioni del vivere quotidiano. Incredibile è la forza e l’attualità del testo che ci porta in maniera diretta a confrontarci con la mortificazione e la censura della cultura. Scritta nel 1964 – ambigua e allo stesso tempo farsesca – è un’opera poco frequentata, apparentemente meno esplosiva rispetto ai più famosi capolavori; si tratta invece di un testo magistrale, di ampio respiro e straordinariamente imperfetto, come imperfetto è l’essere umano alla ricerca della sua identità, del suo diritto di esistere, alla ricerca insomma di risposte a quelle domande impellenti e necessarie che non possono attendere più. Le domande, i dubbi, le responsabilità, i vincoli e le debolezze che Eduardo mette in campo ci riguardano tutti e quel “Teatro”, sia esso una compagnia teatrale, una comunità o un piccolo mondo, si fa risuonatore del nostro rapporto con il potere e con il bisogno di essere ascoltati e soprattutto riconosciuti. «Venga a teatro Sig. Prefetto! – dice il capocomico Oreste Campese – A Teatro la suprema verità è stata e sarà sempre la suprema finzione…»: tutto parte da qui. Quanto possono aiutarci la distanza e il filtro del teatro, attraverso la finzione, ad affrontare la realtà? Vincitore di tre Premi Ubu come miglior attore protagonista e non protagonista, candidato al David di Donatello come miglior attore non protagonista di Esterno Notte di Marco Bellocchio, Fausto Russo Alesi è sin dai primi anni 2000 uno degli attori di cinema e teatro più apprezzati. Nel cinema, oltre che con Bellocchio, ha lavorato con Silvio Soldini, Florestano Vancini, Mario Monicelli, Carlo Mazzacurati, Sergio Castellitto, Marco Tullio Giordana, Roberto Andò. In teatro ha collaborato con Luca Ronconi, Serena Sinigaglia, Peter Stein, Damiano Michieletto, Gabriele Vacis e altri. Fausto Russo Alesi è stato protagonista nel 2017 al Teatro Sociale di Ivan, spettacolo liberamente tratto dai Fratelli Karamazov di Dostoevskij, co-produzione della Fondazione Teatro Donizetti per la regia di Serena Sinigaglia.

Per la Stagione di Prosa arriva “L’Arte della Commedia” di Eduardo De Filippo. In scena Fausto Russo Alesi2025-03-03T14:24:24+01:00

Herbie Hancock | Bergamo Jazz Estate @Lazzaretto 2025

Iscriviti al Ticket Alert! Fondazione Teatro Donizetti e Bergamo Jazz annunciano il ritorno a Bergamo, dopo oltre 50 anni dal suo precedente concerto in città, di Herbie Hancock: il grande pianista americano sarà al Lazzaretto venerdì 18 luglio (ore 21.30), ospite di uno dei tre appuntamenti che Bergamo Jazz organizzerà la prossima estate insieme al Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, nell’ambito della rassegna di spettacolo promossa dal Comune di Bergamo. «Siamo lieti e orgogliosi di poter dare una notizia così importante: il ritorno a Bergamo di un artista del calibro di Herbie Hancock dopo così tanti anni è un evento di assoluto rilievo», commenta Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, «Herbie Hancock è una star internazionale, oltreché un pianista eccezionale, e ci fa molto piacere avere al nostro fianco, in questa occasione speciale, gli amici del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo nel segno del ricordo del suo fondatore Filippo Siebaneck». A breve verranno annunciati anche gli altri due concerti di Bergamo Jazz inseriti nel programma di Lazzaretto Estate 2025. I biglietti saranno disponibili presso la Biglietteria del Teatro Donizetti e online sul circuito VivaTicket a partire da martedì 25 marzo 2025 alle ore 16.00. Gli abbonati di Bergamo Jazz Festival 2025 e del Festival Pianistico 2025 potranno avvalersi del diritto di prelazione sulle prenotazioni durante il festival jazz di Bergamo, ossia dal 20 al 23 marzo 2025, sempre dalle 16.00 alle 20.00 presentandosi direttamente in Biglietteria. Nato a Chicago nel 1940, considerato uno dei massimi pianisti jazz presenti sulle scene dagli anni Sessanta in avanti, vincitore di ben 14 Grammy Awards, Herbie Hancock è protagonista di una brillante carriera che via via lo ha portato a confrontarsi con ambiti e generi diversi. Dalla fortunata collaborazione con Miles Davis e dalle storiche registrazioni da leader per la Blue Note (fra le quali Takin’ Off, Maiden Voyage e Speak Like a Child), la sua stella ha brillato anche a contatto con il funk, l’hip hop e la miglior canzone d’autore. Si ricordano, in proposito, la costituzione degli Head Hunters, seminale gruppo funk-jazz, l’album Future Shock del 1980, quello del successo planetario di “Rockit”, la collaborazione con Joni Mitchell. Herbie Hancock si esibì nel marzo del 1972 al Teatro Donizetti: al suo fianco c’erano, fra gli altri, il trombettista Eddie Henderson e il batterista Billy Hart, prossimi protagonisti di Bergamo Jazz 2025 il 22 marzo in qualità di componenti di The Cookers. Dal 2011 Herbie Hancock è patron dell’International Jazz Day dell’UNESCO, al quale Bergamo Jazz aderisce da diversi anni.

Herbie Hancock | Bergamo Jazz Estate @Lazzaretto 20252025-02-28T12:09:56+01:00

Altri Percorsi prosegue con “Amore” di Pippo Delbono, in scena giovedì 6 marzo al Teatro Donizetti

A distanza di tre anni dalla rappresentazione de La Gioia, torna al Teatro Donizetti Pippo Delbono, autore, attore e regista di fama internazionale, poeta del teatro di ricerca, per proporre Amore, in programma giovedì 6 marzo (ore 20.30) nell’ambito della Stagione di Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti. Lo spettacolo vedrà sul palcoscenico del principale teatro cittadino un nutrito gruppo di attori: Dolly Albertin, Margherita Clemente, Ilaria Distante, Mario Intruglio, Pedro Jóia, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Miguel Ramos, Pepe Robledo, Grazia Spinella, Selma Uamusse. Musiche originali di Pedro Jóia e altri autori. Amore nasce dall’incontro e dall’amicizia di Pippo Delbono con il produttore teatrale italiano, da anni attivo in Portogallo, Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano, che seleziona, sposta, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo, che sentiamo, tutto ciò che desideriamo. Amore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo, l’Angola, Capo Verde – e una interna, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata, ora di un tableau vivant, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori, si scalda e si raffredda. E c’è, poi, la parola poetica, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto, ipnotico, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade, Eugénio De Andrade, Daniel Damásio Ascensão Filipe, Sophia de Mello Breyner Andresen, Jacques Prévert, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. «Questo spettacolo – racconta lo stesso Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo, tutti, alla ricerca di quell’amore, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo, questo amore, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco, ma anche lo voglio, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche, voci, immagini – riesce poi, forse, a portarci verso una riconciliazione, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura». A tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto, il canto alla musica, la voce viva al silenzio, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza, è la distanza, è la nostalgia, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che, inesorabilmente, tarda a manifestarsi. Amore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola, invocandola in

Altri Percorsi prosegue con “Amore” di Pippo Delbono, in scena giovedì 6 marzo al Teatro Donizetti2025-02-24T14:21:56+01:00

Loris Zanatta con il suo “Fidel Castro: l’ultimo re cattolico” chiude l’edizione 2025 di Lezioni di Storia

Gesù, Cleopatra, Giovanna D’Arco, Robespierre e ora Fidel Castro: sabato 1° marzo al Teatro Donizetti (ore 11.00), l’ultimo de I Ribelli al centro della seconda edizione di “Lezioni di Storia”, iniziativa ideata da Editori Laterza e realizzata in coproduzione con la Fondazione Teatro Donizetti e con il sostegno di Cassa Lombarda, sarà infatti proprio il líder máximo di Cuba. Il compito di tracciarne un ritratto da una prospettiva inusuale spetterà a Loris Zanatta: Fidel Castro, agli occhi del docente dell’Università di Bologna, appare come “l’ultimo re cattolico”, che appunto come i re cattolici fu artefice di una fusione tra politica e religione, arrivando a concepire una religione ‘politica’. Secondo Loris Zanatta, Fidel Castro non creò una comunità politica ma una comunità di fede, inclusiva verso i fedeli, spietata con gli eretici. E i suoi nemici sono stati gli stessi della Spagna cattolica: la civiltà protestante e l’Illuminismo, ribattezzati ‘capitalismo’ e ‘liberalismo’. Anche l’ultimo appuntamento di “Lezioni di Storia”, che sta ottenendo un notevole successo con una media di oltre 900 presenze nelle prime quattro “lezioni”, sarà introdotto dal giornalista Max Pavan, responsabile dell’informazione di Bergamo TV. Al termine dell’incontro, l’autore si fermerà con il pubblico per il firmacopie presso il Ridotto Gavazzeni del Donizetti. Loris Zanatta insegna Storia e Istituzioni dell’America Latina all’Università di Bologna. È editorialista dei quotidiani di Buenos Aires «La Nación» e «Clarín» e membro della Accademia della Storia della Repubblica Argentina. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni di carattere storico, tra cui: Eva Perón. Una biografia politica (Rubbettino, 2009); Storia dell’America Latina contemporanea (Laterza, 2010); Il populismo (Carocci, 2013); La Nazione cattolica. Chiesa e dittatura nell’Argentina di Bergoglio (Laterza, 2014, edito anche in Argentina), Fidel Castro. L’ultimo «re cattolico» (Salerno, 2019) e Il populismo gesuita. Perón, Fidel, Bergoglio (Laterza, 2020).

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Bottega Donizetti 2025: pubblicato l’elenco degli ammessi alle audizioni in presenza

È stato pubblicato l’elenco degli ammessi alle audizioni in presenza della edizione 2025 della Bottega Donizetti, il laboratorio di perfezionamento per cantanti lirici che ogni anno la Fondazione Teatro Donizetti attiva per le giovani voci dei cantanti lirici. Quest’anno sono arrivate oltre 150 candidature da 31 paesi differenti e la commissione ha ammesso alle selezioni in presenza, che si terranno lunedì 31 marzo e martedì 1° aprile 2025, 31 cantanti. Fra loro saranno scelti 6 partecipanti (2 soprani, 1 mezzosoprano, 1 tenore, 1 baritono, 1 basso/basso-baritono/baritono) che prenderanno parte alle produzione del festival Donizetti Opera 2025. Il laboratorio di perfezionamento dedicato al repertorio donizettiano, a cura di Giulio Zappa, nell’edizione 2025 vedrà fra i docenti Riccardo Frizza, Alessandro Corbelli e Cristiano Sandri. Candidati ammessi

Bottega Donizetti 2025: pubblicato l’elenco degli ammessi alle audizioni in presenza2025-02-20T15:59:58+01:00

La Stagione di Prosa prosegue con “Ciarlatani” di Pablo Remón: in scena Silvio Orlando

Silvio Orlando torna al Teatro Donizetti, dopo il grande successo del 2022 con La vita davanti a sé: il popolare attore napoletano, tra i più rappresentativi del cinema e del teatro italiano di oggi, porterà a Bergamo l’ultimo spettacolo prodotto dalla sua compagnia, Ciarlatani, scritto e diretto dallo spagnolo Pablo Remón, in cartellone da sabato 22 febbraio a domenica 2 marzo nell’ambito della Stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti. Sul palcoscenico del principale teatro cittadino Silvio Orlando sarà affiancato da Francesca Botti, Francesco Brandi e da Blu Yoshimi. Giovedì 27 febbraio presso la Sala della Musica “M. Tremaglia” del Teatro Donizetti (ore 18) è previsto un incontro sullo spettacolo con Silvio Orlando e la compagnia. Coordina Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi. Ingresso libero su prenotazione registrandosi al link Eventbrite pubblicato sul sito del Teatro Donizetti. «Ciarlatani racconta la storia di due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro. Anna Velasco è un’attrice la cui carriera è in fase di stallo. Dopo aver recitato in piccole produzioni di opere classiche, ora lavora come insegnante di pilates e nei fine settimana fa teatro per bambini. Tra soap opera televisive e spettacoli alternativi, Anna è alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Diego Fontana è un regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione: una serie da girare in tutto il mondo, con star internazionali. Un incidente lo porterà ad affrontare una crisi personale e a ripensare la sua carriera. Questi due personaggi sono collegati dalla figura del padre di Anna, Eusebio Velasco, regista di culto degli anni ’80, scomparso e isolato dal mondo», scrive Pablo Remón nelle note di regia. «Ciarlatani sono anche diverse opere in una: ognuno di questi racconti ha uno stile, un tono e una forma particolari. Il racconto di Anna ha uno stile eminentemente cinematografico, con un narratore che ci guida, e in cui sogno e realtà si confondono. La storia di Diego è un’opera teatrale più classica, rappresentata in spazi più realistici. E infine c’è, a mo’ di pausa o parentesi, un autofiction in cui l’autore dell’opera a cui stiamo assistendo si difende dalle accuse di plagio. Queste storie sono raccontate in parallelo, si alimentano a vicenda, sono specchi degli stessi temi. L’insieme è costruito con capitoli in parte indipendenti, che formano una struttura più vicina al romanzo che al teatro. L’intenzione è che Ciarlatani sia una narrazione eminentemente teatrale, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica». «Infine, Ciarlatani è una commedia in cui solo quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi. Una satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, ma anche una riflessione sul successo, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo, dentro e fuori la finzione», conclude il regista madrileno.

La Stagione di Prosa prosegue con “Ciarlatani” di Pablo Remón: in scena Silvio Orlando2025-02-17T14:56:26+01:00

La Stagione di Altri Percorsi prosegue con “Lo Specchio della Regina”, giovedì 20 febbraio al Teatro Sociale

Dopo Otello Circus, presentato con successo nel 2023, la compagnia Teatro La Ribalta torna a Bergamo con Lo Specchio della Regina, spettacolo inserito nella Stagione di Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti e in programma giovedì 20 febbraio al Teatro Sociale (ore 20.30). Scritto e diretto da Antonio Viganò, Lo Specchio della Regina riprende in modo originale la fiaba di Biancaneve, offrendo una riflessione sulla bellezza che è contenuta nella diversità di ciascuno. In scena tre attori: Jason Mattia De Majo, Maria Magdolna Johannes e Rocco Ventura, già protagonisti di Otello Circus. Coreografie di Eleonora Chiocchini. Assistente alla drammaturgia e disegno sonoro Paola Guerra. Collaborazione alla creazione Paola Guerra e Paolo Grossi. Scene di Roberto Banci e Antonio Viganò. Light design Melissa Pircali. Produzione Teatro La Ribalta in coproduzione con Tanz Bozen Bolzano Danza Festival, con il sostegno di L’arboreto – Teatro Dimora, Centro di Residenza Emilia-Romagna e degli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino. Durata 50 minuti senza intervallo. Ne Lo Specchio della Regina, la celebre fiaba di Biancaneve vede come protagonisti due improbabili personaggi: una Regina affaticata dal dover essere sempre “la più bella del Reame” e il suo Specchio che, stanco di dover ripetere sempre “quello che fanno gli altri”, cercherà una via di fuga. La Regina, orfana della sua immagine riflessa, dovrà dunque trovare un modo per riconquistare la fiducia dello Specchio. Il risultato è un appassionante racconto che smonta e rimonta una delle fiabe più famose di tutti i tempi. Le coreografie di Eleonora Chiocchini reinterpretano il testo teatrale di Antonio Viganò Bianca & Neve, già andato in scena e tradotto in varie lingue: lo Specchio e la Regina si animano in una danza di relazioni, sfumature giocose, a volte litigiose, a tratti misteriose, colorano il loro dialogo che si farà corpo. Sempre complici come può esserlo soltanto uno specchio e l’immagine che esso riflette. Scriveva Antonio Viganò nelle note di regia al momento del debutto de Lo Specchio della Regina: «Il Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt nel 2023 compie 10 anni. Questo compleanno lo festeggiamo guardandoci indietro, per capire quanto abbiamo fatto e quali tracce e quali segni di questa avventura sono rimasti. Questo guardarci indietro ci serve per vedere avanti, per capire e poi disegnare un prossimo futuro. Il Festival Bolzano Danza, coproduttore dello spettacolo, ha avuto un ruolo importante in questa nostra breve ma intensa storia: il primo spettacolo, Il Minotauro, nasce con la complicità del Festival così come lo spettacolo Il suono della caduta, uno spettacolo firmato dalla coreografa Julie Anne Stanzak, storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch. Ecco allora che questo nostro ritorno al Festival Bolzano Danza ha un sapore speciale. Lo spettacolo è destinato anche ad un pubblico dell’infanzia e dell’adolescenza perché abbiamo voglia di incontrare le nuove generazioni, il nostro futuro. Un pubblico, quello dei bambini, che conosce bene il linguaggio del corpo e incontrerà, grazie a questo spettacolo, degli interpreti, danzatori e attori di-versi, che riveleranno loro che essere definiti “diversi” non è qualcosa in

La Stagione di Altri Percorsi prosegue con “Lo Specchio della Regina”, giovedì 20 febbraio al Teatro Sociale2025-02-11T11:01:37+01:00
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