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L’archivio delle meraviglie: appuntamento con “Occident Express” con Ottavia Piccolo

“L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti”, l’iniziativa in streaming curata da Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, si conclude con Occident Express, spettacolo scritto da Stefano Massini e interpretato da un’intensa Ottavia Piccolo.  Andato in scena con grande successo al Creberg Teatro nel novembre 2018, nell’ambito della Stagione di Prosa del Teatro Donizetti, Occident Express sarà visibile gratuitamente da venerdì 14 (ore 18) a domenica 16 maggio (ore 24) sul canale Vimeo della Fondazione Teatro Donizetti (https://vimeo.com/teatrodonizetti). Durata 1 ora e 40 minuti. Musiche di Enrico Fink. Disegno luci di Alfredo Piras. Produzione Teatro Stabile dell’Umbria e Officine della Cultura. Per l’occasione Ottavia Piccolo ha realizzato un breve video di presentazione. Occident Express racconta la tragica vicenda di Haifa, un’anziana donna di Mosul che nel 2015 si mise in fuga insieme alla nipotina di 4 anni percorrendo in tutto 5.000 chilometri, attraverso la cosiddetta “rotta dei Balcani”. Occident Express è la cronaca del suo viaggio. È il diario di una fuga. È l’istantanea su un inferno a cielo aperto. Ma soprattutto è una storia vera, un piccolo pezzo di vita vissuta che compone il grande mosaico dell’umanità in cammino. Occident Express è un frammento del nostro tempo. Dalle terre aride di Hulalyah, nel nord dell’Iraq, risalendo l’Europa fino ai ghiacci del mar Baltico, Haifa strappa con i denti una tappa dopo l’altra, ogni volta morendo, ogni volta nascendo, ogni volta scoprendo qualcosa degli altri e di sé. Un’odissea del Terzo Millennio. Un racconto spietato fra parole e musica, senza un solo attimo di sosta: la terribile corsa per la sopravvivenza. «Conobbi la storia di Haifa Ghemal nel marzo 2016» - racconta Stefano Massini - «Un importante quotidiano europeo mi propose di scrivere un pezzo sul suo viaggio al tempo stesso agghiacciante e formidabile. Il contatto con questa cronaca fu in effetti impressionante: un concentrato inaudito di violenza, tenerezza, terrore e umanità, in un crescendo senza fine. Trovai che nella storia di questa anziana donna ci fosse molto del nostro tempo: la gratuità del male, l’onnipotenza del danaro, l’irrompere sulle nostre strade di una forza incontrollabile per lungo tempo sconosciuta all’occidente: la lotta per la vita. Haifa si mise in viaggio con niente di più che una bambina al collo, intercettando sul suo cammino le esistenze di altri forzati nomadi del 2015, in primo luogo i figli di un pastore e una ragazza sfregiata, tutti come lei sospesi come a un filo su un abisso ingordo. E come nei grandi cicli epici, anche in questa storia si guarda più volte in faccia la morte, al punto da imparare perfino a conoscerla, trovando nei suoi agguati la cifra – segreta eppure esplicita – della bestialità umana». «Dalla storia di Haifa Ghemal ho tratto quindi questo racconto, trattando la realtà dei fatti come un terreno fertile da cui far sorgere la pianta verde di un’epica moderna. Come i cantastorie di un tempo, ho usato la cronaca per costruirvi

L’archivio delle meraviglie: appuntamento con “Occident Express” con Ottavia Piccolo2021-05-10T10:59:26+02:00

L’archivio delle meraviglie: appuntamento con “Camminanti” con Beppe Rosso

Prosegue “L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti”, l’iniziativa in streaming curata da Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti: da venerdì 7 (ore 18) a domenica 9 maggio (ore 24) è in programma la visione di Camminanti, spettacolo di Beppe Rosso e Remo Rostagno che affronta il drammatico tema della migrazione, interpretato dallo stesso Beppe Rosso, con la collaborazione alla messa in scena di Gabriele Vacis. Drammaturgia di Gianluca Favetto. Musiche di Leonardo Brizzi. Movimenti scenici di Maria Consagra. Costumi di Makyhanykova. Produzione ACTI Teatri Indipendenti - Laboratorio Teatro Settimo. Rappresentato a Bergamo nel gennaio 2003, nell’ambito della Stagione di Altri Percorsi, Camminanti sarà disponibile gratuitamente sul canale Vimeo della Fondazione Teatro Donizetti (https://vimeo.com/teatrodonizetti). Per l’occasione Beppe Rosso ha realizzato un breve video di presentazione. «Se potessimo fotografare dall’alto, vedremmo un’istantanea di Camminanti che vanno, vengono, si spostano come un’infinita moltitudine di erranti. Noi ne vediamo solo alcuni, pochi. Ma sono milioni. E stanno camminando verso di noi come un grande pellegrinaggio che unisce credenti, non credenti, fedi, etnie, razze, lingue, religioni. Il secolo si è aperto con gli europei che migravano verso le Americhe, ora si chiude con l’Europa che riceve gli emigranti costretta, suo malgrado, come nell’antico Giubileo ebraico, a “rimettere i debiti” e liberare gli uomini dalla schiavitù. Lo stesso continente che fu terra di emigranti, ora è paese di accoglienza. Per molti l’Italia, oggi, è l’America dei nostri nonni». Qui c’è tutto il senso di Camminanti, scritto in coppia da Beppe Rosso, uno dei pionieri in Italia del teatro di narrazione, e da Remo Rostagno, tra i fondatori dell’animazione teatrale nel nostro Paese. Osservava Maria Grazia Panigada scrivendo a proposito di Camminanti nel Quaderno dello Spettacolo della Stagione 2002-2003 del Teatro Donizetti: «L’impegno civile di Rosso e Rostagno si rilegge anche nelle loro produzioni teatrali nelle quali la realtà, appena un po’ distorta, mette in luce le contraddizioni del nostro tempo. Così accade in Camminanti, dove temi seri vengono giocati attraverso una scrittura drammaturgica ironica e onirica, mentre la musica fa da contrappunto continuo al testo, che riscopre un suo ritmo interno, giocato attraverso la voce e la mimica dell’attore. Beppe Rosso, in scena con tre musicisti, si fa tutt’uno con la musica e il suo ritmo, ed è attraverso di essi che evoca luoghi e personaggi». In Camminanti, annotava ancora Maria Grazia Panigada nel suo saggio «Tutto è movimento dall’inizio alla fine di una girandola di vite e occhi che guardando interrogano, cercano risposte, e guardano, guardano anche noi, magari dal di là del mare, o forse più vicini, sempre più vicini…».

L’archivio delle meraviglie: appuntamento con “Camminanti” con Beppe Rosso2021-05-03T09:04:32+02:00

“D’incanto”: la riapertura del Teatro Donizetti di Bergamo dopo il restauro

Da venerdì 28 maggio un mese di festeggiamenti fra visite guidate, spettacoli e concerti nel segno delle diverse forme d’arte che animano la programmazione del teatro cittadino Prenotazioni dei biglietti a partire da martedì 11 maggio È trascorso quasi un anno da quando si sperava di riaprire al pubblico le porte del Teatro Donizetti di Bergamo restaurato: un anno segnato da accadimenti inaspettati e imprevedibili. Nonostante tutto, la Fondazione Teatro Donizetti ha continuato a lavorare e produrre quando possibile (ad esempio il festival Donizetti Opera tutto in streaming nel novembre 2020) nell’attesa di accogliere finalmente il pubblico in sala. Adesso le condizioni per ricominciare le attività di spettacolo sembrano essere più propizie e, da venerdì 28 maggio, il pubblico potrà visitare il Teatro Donizetti restaurato e partecipare alle prime attività, un festival di riapertura lungo un mese che costituisce la summa delle diverse espressioni che hanno casa su questo palcoscenico.«Finalmente possiamo annunciare la riapertura del Teatro Donizetti – sottolinea Giorgio Gori, sindaco di Bergamo –: si riaccende un pezzo fondamentale della nostra città e della sua vita culturale, dopo un lungo e meticoloso restauro, frutto dell’impegno di tanti soggetti e della proficua collaborazione tra pubblico e privato. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, gli uffici del Comune di Bergamo, la Fondazione Teatro Donizetti, gli sponsor e i partner pubblici e privati, le imprese che hanno mantenuto, nonostante l’emergenza pandemica, le aspettative sui tempi di conclusione del cantiere. Dopo il Donizetti Opera 2020, che ha segnato, anche se solo in streaming e senza pubblico, la ripartenza degli spettacoli nel nostro più importante Teatro, ora siamo pronti a riaprire alla città: in calendario ci sono già moltissime iniziative, per consentire ai bergamaschi – da sempre grandi appassionati di teatro – di tornare a godere delle atmosfere del rinnovato Donizetti. Lavoriamo anche per migliorare lo spazio pubblico del nostro centro città intorno al teatro e questo 2021 sarà anno di profondo rinnovamento per lo spazio del Sentierone, un sistema del quale il Donizetti si candida a essere cuore pulsante. Speriamo che la situazione pandemica continui a migliorare e che si possa, in tutta sicurezza, riportare gradualmente il pubblico nei teatri del nostro Paese: la cultura può davvero essere la chiave per elaborare il lutto e il dolore della pandemia del nostro territorio e rilanciare Bergamo, con il grande appuntamento della Capitale italiana della Cultura 2023, condiviso con i cugini di Brescia, a fare da stimolo e orizzonte per questo settore così colpito nell’ultimo anno. Bentornato Teatro Donizetti». “D’incanto” è il titolo del percorso di riapertura che comincia quindi con un weekend (28, 29 e 30 maggio) caratterizzato da un programma continuativo di visite guidate teatralizzate, originali e immersive, denominate Donizetti On – Live da un’idea, testo e regia di Francesco Venturi. Un’audioguida fa sì che sia il teatro stesso a parlare – in italiano l’attore bergamasco Maurizio Donadoni, in inglese la voce di Claire Dowie – e a far scoprire ai visitatori storie, segreti, novità in cui non mancheranno le sorprese dal vivo. “Donizetti On” continuerà

“D’incanto”: la riapertura del Teatro Donizetti di Bergamo dopo il restauro2021-04-29T13:49:54+02:00

L’archivio delle meraviglie: appuntamento con “Ivan” con Fausto Russo Alesi

È con Ivan, interpretato da Fausto Russo Alesi con la regia di Serena Sinigaglia, il prossimo appuntamento, da venerdì 30 aprile (dalle ore 18) a domenica 2 maggio (fino alle 24), con “L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti”, iniziativa in streaming curata da Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti. Iniziativa che sta riscontrando un ampio seguito di pubblico, nell’attesa di riassaporare le magie del teatro dal vivo. Coproduzione ATIR Teatro Ringhiera e Teatro Donizetti, liberamente tratto da I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, Ivan è andato in scena in prima nazionale al Teatro Sociale nel febbraio del 2017, nell’ambito della rassegna Altri Percorsi, per poi approdare subito dopo al Piccolo Teatro di Milano e quindi compiere un tour che lo ha portato in diverse città italiane. Lo spettacolo, filmato proprio al Teatro Sociale, sarà disponibile gratuitamente sul canale Vimeo della Fondazione Teatro Donizetti. Per l’occasione lo stesso Fausto Russo Alesi ha realizzato un breve video di presentazione. Così Serena Sinigaglia introduceva nel 2017 il “suo” Ivan: «Amo i classici. Amo la grande letteratura russa dell’800 perché in essa gli uomini osavano ancora chiedersi il perché delle cose, osavano affrontare i grandi temi dell’esistenza, esercizio di spirito piuttosto inusuale per i nostri tempi chiassosi. Abbandonarsi alla lettura de I fratelli Karamazov è un viaggio nel tempo attraverso gli uomini, nell’uomo. Ed ecco spiccare un uomo tra gli uomini, o forse è solo un ragazzo troppo maturo per i suoi anni, il secondo dei figli Karamazov, il più tormentato, il più assolutamente umano: Ivan. L’uomo e l’intera umanità visti dagli occhi di Ivan Karamazov, questo il nostro viaggio. I fratelli Karamazov secondo Ivan, se volete». E dell’interprete dello spettacolo diceva la regista milanese: «Fausto Russo Alesi è perfetto per Ivan: di Fausto non voglio certo ricordare i meriti e i talenti, che sono già noti. Mi preme invece sottolineare l’amicizia profonda e l’antico sodalizio artistico che ci lega: ci scoprimmo amici e colleghi nel 1992, amanti di un teatro che non sapevamo ma avrebbe segnato le vite di entrambi. Lo stesso teatro, la stessa spasmodica ricerca di un senso per cui vivere, di un segno da tramandare. Ieri, coi tanti spettacoli vissuti assieme, oggi in questa nuova, meravigliosamente difficile, avventura. Ma noi due non bastavamo di fronte all’enormità dell’impresa. E così si sono uniti a noi due compagni di ventura: Letizia Russo, autrice teatrale, intellettuale originale, unica, e Fausto Malcovati, uno dei più grandi conoscitori della lingua e della letteratura russa in Italia., che ci ha aiutati a distinguere, a conoscere, a tradurre, a tradire senza “violare” l’opera dell’immenso autore russo». «Penso sia una grande opportunità il confronto con un testo così importante», raccontava Fausto Russo Alesi prima del debutto al Teatro Sociale, «I fratelli Karamazov è un  capolavoro sterminato e il percorso che abbiamo deciso di intraprendere si concentra nel raccontare uno dei protagonisti, con i suoi conflitti e le sue debolezze, "un uomo" che si

L’archivio delle meraviglie: appuntamento con “Ivan” con Fausto Russo Alesi2021-04-26T09:07:11+02:00

D’incanto: Le vetrofanie del Nuovo Teatro Donizetti – la magia dell’arte teatrale si affaccia sul Sentierone con dodici scatti artistici

Una bambina vestita di bianco che, a occhi chiusi, si predispone ad essere rapita dalla magia del teatro. Un giovane pianista che rievoca i concerti di una leggenda dei tasti bianchi e neri come Richter e la sua predilezione per il buio sul palcoscenico. Un attore, ritratto nel suo camerino, che simboleggia le diverse anime dell’arte recitativa. Un musicista con la tromba piegata come il grande Dizzy Gillespie, l’inventore del bebop che nell’aprile del 1952 portò per la prima volta il jazz nel tempio della musica classica. Chi in questi giorni si trova a passare sul Sentierone o a fianco del Teatro Donizetti, lato del Ridotto verso i Propilei di Porta Nuova, non può non essere attratto da queste e da altre immagini, così emozionali e coinvolgenti. Dodici soggetti fotografici che sono parte del progetto di comunicazione integrata “D’incanto” ideato da NT Next - Evolving Communication su incarico della Fondazione Teatro Donizetti per accompagnare la prossima riapertura del Teatro, dopo i lavori di restauro e la chiusura prolungata dal COVID-19. Le vetrofanie sono dei close up degli scatti fotografici di Fabio Toschi e saranno retroilluminate per arredare e illuminare lo stesso teatro e il contesto urbano circostante. «Le vetrofanie che abbelliscono la facciata laterale del Teatro Donizetti rappresentano, oltre ad avere uno scopo decorativo, un messaggio rivolto a tutta la città: siamo pronti a ripartire a breve e rivolgiamo un abbraccio ideale al nostro pubblico che nel periodo di chiusura per i lavori di restauro e derivante dalla crisi pandemica non ci ha mai fatto mancare il proprio affetto», afferma Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, «Le vetrofanie raffigurano tutte le attività che il Teatro Donizetti ospita, dal festival donizettiano alla Stagione di Prosa, da Bergamo Jazz al Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo. Tutte proposte che nell’insieme offrono uno spaccato significativo del fare spettacolo e arte, con la memoria del passato, i piedi nel presente e lo sguardo proteso verso il futuro». «”D’incanto” è un racconto straordinario ambientato dietro le quinte del cantiere e nei luoghi più segreti del Teatro», racconta Carlo Pedrali, Partner e General Manager della Società NT Next - Evolving Communication, «Ogni scatto della campagna multisoggetto diventa per lo spettatore un’occasione per lasciarsi ispirare dalla cultura teatrale, presentando, oltre alla veste inedita del Donizetti “in costruzione”, una serie di citazioni e rimandi a opere ed eventi che ne hanno segnato la storia». Per approfondire il progetto “D’incanto” è possibile seguire i contenuti dedicati sui profili social ufficiali del Teatro e nella sezione dedicata del sito.

D’incanto: Le vetrofanie del Nuovo Teatro Donizetti – la magia dell’arte teatrale si affaccia sul Sentierone con dodici scatti artistici2021-04-21T08:45:22+02:00

L’archivio delle meraviglie: appuntamento con “Lo straniero” con Marco Baliani

Per il terzo appuntamento in streaming con “L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti”, iniziativa curata da Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi, sarà visibile da venerdì 23 aprile (dalle ore 18) a domenica 26 (fino alle ore 24) Lo straniero di Albert Camus con Marco Baliani. Regia di Maria Maglietta. Inserti cinematografici di Mario Martone. Adattamento drammaturgico di Maria Maglietta e Marco Baliani. Scene e costumi di Carlo Sala. Musiche originali di Luigi Polimeni. Produzione Teatro Metastasio – Stabile della Toscana. Durata 92 minuti. Lo spettacolo, filmato nell’aprile del 2003 al Teatro Donizetti nell’ambito della rassegna Altri Percorsi, sarà disponibile gratuitamente sul canale Vimeo della Fondazione Teatro Donizetti. Per l’occasione lo stesso Marco Baliani ha realizzato un breve video introduttivo. Marco Baliani, si sa, non è un interprete capace di essere chiunque: sente di appartenere a certi personaggi dall'anima potente. Kohlhaas, l'eroe di Heinrich von Kleist che muore scegliendo la propria condanna, è stato per molto tempo il suo doppio. E così Peter Schlemhil, il personaggio di Adalbert von Chamisso che se ne va reietto nel mondo senza più la propria ombra. Stranieri entrambi, Baliani li ha scelti per i suoi spettacoli più intensi, dove non c'era altro se non il potere della parola, la forza della voce che racconta e come uno scalpello scolpisce le figure. A Kohlhaas e Schlemhil si è quindi affiancato Meurseault, lo straniero del romanzo di Albert Camus, già ricreato da Baliani per la radio. Di nuovo un individuo che non si riconosce nelle regole di un mondo che pomposamente chiamiamo civile, l'uomo dall'anima ferita, che con tutto il cuore vorrebbe sentirsi partecipe di una società che invece lo espelle e che lo emargina. «Una meravigliosa e terribile contraddizione – dice Baliani – in cui sta la loro malattia e la loro forza. In essa, questi eroi senza eroismi scorgono il miraggio di una pace impossibile, la terra promessa che si allontana all'orizzonte, ma che pure vorrebbero sempre presente e amica». Un sentimento che Baliani cerca di rendere palpabile nello spettacolo, al quale il regista Mario Martone ha offerto il contributo dei suoi originali inserti cinematografici «Lo straniero di Camus è uno di quei racconti di vita che da tempo abitano un mio speciale giardino, un luogo in cui coltivo amicizie e parentele e dove vado disegnando da anni una mappa segreta di riferimenti e tesori. In questo giardino Camus ha messo radici di quercia, profonde, solide», aggiunge l’attore. Lo straniero di Albert Camus con Marco Baliani regia Maria Maglietta inserti filmati Mario Martone adattamento drammaturgico Maria Maglietta e Marco Baliani scene e costumi Carlo Sala musiche originali Luigi Polimeni produzione Teatro Metastasio – Stabile della Toscana   © Marco Caselli Nirmal

L’archivio delle meraviglie: appuntamento con “Lo straniero” con Marco Baliani2021-04-19T15:35:58+02:00

L’archivio delle meraviglie: il secondo appuntamento con “L’età dell’oro” di e con Laura Curino

Dopo l’avvio con Racconti di giugno di Pippo Delbono, che ha registrato 500 visualizzazioni, la rassegna in streaming “L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti”, curata da Maria Grazia Panigada, Direttore Artistico della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi, prosegue con L’età dell’oro di e con Laura Curino, con la regia di Serena Sinigaglia. Scene di Maria Spazzi, luci di Alessandro Verazzi, scelte musicali di Sandra Zoccola, collaborazione drammaturgica di Michela Marelli. Produzione Teatro Stabile di Torino. La visione dello spettacolo, filmato nel marzo del 2003 nell’ambito della rassegna Altri Percorsi, sarà disponibile gratuitamente da venerdì 16 aprile (dalle ore 18) a domenica 18 (fino alle ore 24) sul canale Vimeo della Fondazione Teatro Donizetti. Per l’occasione la stessa Laura Curino ha realizzato un breve video introduttivo. Ne L’età dell’oro Laura Curino racconta in chiave autobiografica la storia di una generazione che ha vissuto l’infanzia in un’Italia che stava cambiando, in piena rinascita economica; una generazione finalmente libera dall’indigenza e dalla mancanza di lavoro che ha caratterizzato le generazioni precedenti. L’età dell’oro è quindi l’età dell’infanzia, «dove tutto era gioia e bellezza e non esistevano malvagità e dolori», dice la stessa attrice e autrice. È anche l’età del boom economico vissuto a Valenza Po, paese di lunga tradizione orafa. Lo spettatore è quindi accompagnato in un viaggio indietro nel tempo, attraverso i ricordi di Laura bambina, dalla nascita agli otto anni. È un viaggio ricco di avventure (le corse in bicicletta, i gelati da venti centesimi, le letture soporifere della nonna, i primi giorni di scuola, la prima comunione, il comunismo sempliciotto dell’Italia operaia e contadina che tanto spaventava i patronati) e incontri con svariati personaggi: la famiglia, gli amici, le “fate”. Incontri con figure prevalentemente femminili: «Sono stata allevata in un harem», precisa Laura Curino. Ma l’età dell’oro purtroppo pian piano se ne va, non senza dolore e rimpianto: viene corrotta dalla scuola e dalle responsabilità del mondo adulto. Nello spettacolo non mancano le risate, ma a prevalere è la nostalgia per quel periodo di vita “dorato”. L’età dell’oro di e con Laura Curino regia Serena Sinigaglia scene Maria Spazzi luci Alessandro Verazzi scelte musicali Sandra Zoccola in collaborazione drammaturgica Michela Marelli produzione Teatro Stabile di Torino

L’archivio delle meraviglie: il secondo appuntamento con “L’età dell’oro” di e con Laura Curino2021-04-12T15:46:55+02:00

Bergamo Jazz 2021 – “Incontriamo il jazz” in collaborazione con CDpM

In attesa della definizione delle date della prossima edizione del Festival, Bergamo Jazz riparte dalla didattica, da “Incontriamo il Jazz”, progetto realizzato in collaborazione con Centro Didattico Produzione Musica. Nella mattinata di mercoledì 14 aprile, dalle ore 9.30 alle 11.30, allievi di 6 scuole primarie di Bergamo e provincia si collegheranno da 14 classi alla piattaforma ZOOM per seguire in live streaming un originale racconto in chiave jazz del Libro della Giungla: alle parole dell’attore Oreste Castagna si uniranno musiche eseguite da un quintetto diretto dal pianista Claudio Angeleri e comprendente la vocalist Caterina Comeglio, Gabriele Comeglio al sassofono, Marco Esposito al basso e Luca Bongiovanni alla batteria. Per Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, istituzione che organizza Bergamo Jazz Festival, «l’iniziativa in collaborazione con CDpM ha grande valore perché avvicina i giovani a una musica di per sé ricca di contenuti culturali, prestandosi a molteplici chiavi di lettura, non solo in termini musicali. Il jazz, per sua natura, può infatti veicolare importanti messaggi di solidarietà e fratellanza oggi più che mai attuali. La partnership con CDpM si inserisce in quella rete di relazioni che da molti anni ormai Bergamo Jazz tesse con numerose realtà associative e istituzionali del territorio, da Bergamo Film Meeting al Jazz Club, ai musei della città. In questo senso Bergamo Jazz è un festival che con la sua caratterizzazione internazionale intende valorizzare anche i fermenti della città». Più nel dettaglio, l’incontro di mercoledì partirà da uno dei più famosi libri per bambini, scritto dall’inglese Rudyard Kipling. La parte musicale, suddivisa in otto movimenti, getterà un ponte tra jazz e il linguaggio letterario del Libro della Giungla, attraverso il quale i ragazzi scopriranno le caratteristiche della musica di estrazione afroamericana quali l’improvvisazione, lo swing, il groove, l’interplay, cogliendo analogie e differenze tra l’espressione musicale e la scrittura. A questo primo incontro, ne seguiranno altri tre in maggio (dal 27 al 29), sempre in modalità streaming con collegamento alle classi in presenza, destinati ad allievi delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Tema: i legami tra jazz e letteratura con un focus su Italo Calvino.

Bergamo Jazz 2021 – “Incontriamo il jazz” in collaborazione con CDpM2021-04-12T09:40:51+02:00

L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti

Nell’attesa che la situazione epidemiologica del COVID-19 migliori da poter consentire la riapertura dei teatri, la Fondazione Teatro Donizetti propone un ciclo in videostreaming di spettacoli di prosa presentati negli anni passati sul palcoscenico dello stesso Donizetti e degli altri teatri della città. “L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti” è il titolo esplicativo che Maria Grazia Panigada, Direttore Artistico della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi, ha scelto per una iniziativa che intende, in primo luogo, valorizzare e rendere disponibile al pubblico il ricco archivio di filmati e di molto altro materiale nel quale è custodita la storia dello stesso teatro.   Il primo spettacolo a tornare virtualmente in scena è Racconti di giugno di e con Pippo Delbono, in programma dalle ore 18 di venerdì 9 aprile fino alle ore 24 di domenica 11 sul canale Vimeo della Fondazione Teatro Donizetti (https://vimeo.com/teatrodonizetti). La visione dello spettacolo, filmato il 18 febbraio 2010 al Teatro Donizetti nell’ambito della rassegna Altri Percorsi (durata 85 minuti), è gratuita e sarà preceduta da una breve introduzione appositamente realizzata dallo stesso Pippo Delbono. «Il tempo dell’attesa per le chiusure dei teatri, a causa della pandemia, e il tempo dei lavori al Teatro Donizetti, per la ristrutturazione, ci hanno ancora più rivelato quanto sia importante custodire il patrimonio che ci è stato consegnato e valorizzarlo», racconta Maria Grazia Panigada, «Sappiamo bene che l’atto teatrale si consuma nel qui e ora dell’accadimento, nel momento magico dell’incontro fra artisti e spettatori, quando si abbassano le luci in sala e il palcoscenico si illumina di storie. Ma su quello stesso palcoscenico, dove domani riprenderemo ad allestire spettacoli, tante cose sono accadute nel corso del tempo e tante tracce sono rimaste». «Nei mesi passati abbiamo ripercorso la memoria grazie al ricordo degli spettatori, delle maestranze, degli artisti», prosegue il Direttore Artistico,  «Ora vogliamo iniziare ad attraversare quel luogo prezioso, antro magico del tempo, che è l’archivio della Fondazione Teatro Donizetti: in questi mesi stanno riapparendo dagli imballaggi del trasloco manifesti, copioni, foto di scena, pubblicazioni e tutte le registrazioni degli spettacoli in prosa che dagli anni Ottanta sono state fatte - quando le compagnie ne davano il permesso - e consultabili per ragioni solo di ricerca e di studio. Guardando tutto questo materiale video è nata quindi l’idea di chiedere ad alcuni artisti, attori e autori di poter fare vedere un loro spettacolo per dare vita ad una piccola rassegna on line. Il ciclo “L’archivio delle meraviglie” è il primo atto con cui vogliamo condividere con il nostro pubblico il lavoro di scavo e riordino dei materiali della memoria». Racconti di giugno, produzione della Compagnia Pippo Delbono e Emilia Romagna Teatro Fondazione, è una sorta di diario di bordo, racconto di un'introspezione sul senso nascosto delle relazioni, sul lato dei desideri non espressi ma mostrati, sulla curiosità per gli altri. Un autore-attore si confessa senza reticenze e con pudore in una dinamica di cronache e lampi di memoria, zigzagando tra le avventure della vita

L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti2021-04-06T14:29:53+02:00

“Noi, Bergamo. Architettura di una rinascita”. In esclusiva su Corriere Tv la visione del documentario dedicato alla Città

Grazie alla partnership con Il Corriere della Sera, dal 2 al 4 aprile 2021, è presentato sul canale streaming nazionale Corriere Tv il documentario Noi, Bergamo. Architettura di una rinascita. Il film nasce dall’idea della startup culturale Squareworld Studio che, coinvolgendo giovani artisti e creativi, ha realizzato pro-bono una testimonianza sociale e culturale delle storie di solidarietà nate in risposta all’emergenza. L’idea progettuale è figlia dell’attuale, profondo, contesto di trasformazione che Bergamo ha vissuto e dall’intenzione di lasciare un segno nella memoria collettiva. Noi, Bergamo. Architettura di una rinascita è un documentario che attraverso la narrazione della città stessa, colpita e testimone di sofferenze, racconta con emotività e coraggio le azioni di tutti coloro che in prima linea hanno vissuto gli attimi più terribili di questa pandemia. Il documentario su Bergamo, per Bergamo. Protagonisti del docufilm anche Massimo Boffelli, Direttore generale della Fondazione Teatro Donizetti, e Francesco Micheli, Direttore artistico del festival Donizetti Opera. Tra le storie narrate, uno spaccato sulla Fondazione e sulle azioni e reazioni scaturite dall’emergenza che ha costretto ad un’inversione di rotta, a tacciare nuovi orizzonti gettando le basi per la rinascita post Covid-19. Il progetto documentaristico ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bergamo e ha coinvolto, oltre che la Fondazione, numerosa realtà della Città e della provincia: Ana Bergamo, Artigiani, Emergency, Croce Rossa, Bergamo X Bergamo, Cesvi Onlus, GAMeC, Tantemani, FabLab Bergamo, Radici Group, Maglificio Santini, Plastik e Minipack Torre. Per la visione del trailer, vi invitiamo qui. Squareworld Studio srl è un’ Impresa Culturale e Creativa, vincitrice nel 2017 del bando “Incubatore d’Impresa” della Camera di Commercio di Bergamo, con base al POINT - Polo per l'innovazione Tecnologica - di Dalmine (Bg). La startup culturale è impegnata nella valorizzazione dell’identità attraverso servizi altamente creativi, pensati e realizzati dalla sua rete di artisti e operatori culturali in continua espansione. Maggiori informazioni.

“Noi, Bergamo. Architettura di una rinascita”. In esclusiva su Corriere Tv la visione del documentario dedicato alla Città2021-04-01T12:17:49+02:00
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