Michela Gerosa

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LEZIONI DI STORIA 2026: per il terzo incontro si parlerà di Costantinopoli con Alessandra Bucossi

LEZIONI DI STORIA 2026 Capitali culturali Terzo incontro Costantinopoli, la nuova Roma con Alessandra Bucossi Sabato 24 gennaio 2026 al Teatro Donizetti Costantinopoli, la nuova Roma è il titolo del prossimo appuntamento della terza edizione di Lezioni di Storia, rassegna organizzata dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con Editori Laterza e con il sostegno di BCC Oglio e Serio. Partito da Atene e proseguito con Venezia, il viaggio tra le Capitali culturali fa ora tappa, sabato 24 gennaio al Teatro Donizetti (ore 11.00), nella capitale dell’impero romano d’Oriente. Alessandra Bucossi, docente di Civiltà Bizantina all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ne traccerà le origini e lo sviluppo come culla dell’Impero Ottomano. Fondata come “nuova Roma” dall’imperatore Costantino nel 330 d.C. sull'antica città greca di Bisanzio, Costantinopoli ereditò dall’Urbe modelli e simboli, ma li rielaborò profondamente in un confronto che si snoderà per secoli tra imitazione e conflitto. Nello sguardo bizantino, Roma è insieme madre e avversaria: una tensione tra fedeltà e rifiuto che ha segnato la storia culturale e politica dell’Europa lungo tutto il Medioevo e oltre. Alessandra Bucossi insegna Civiltà Bizantina all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove lavora dal 2014. Filologa di formazione, si occupa di letteratura polemica bizantina (IX e XIII secolo), una produzione ancora poco studiata, nata nel contesto della frattura tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. Ha pubblicato due edizioni critiche di riferimento nella prestigiosa serie Corpus Christianorum (Brepols), dedicate a testi chiave del XII secolo: Arsenale Sacro di Andronico Camatero, finora inedito, e i Dialoghi di Niceta di Tessalonica, resi per la prima volta disponibili in forma completa. È curatrice di tre raccolte di saggi sulla storia, sulla filologia e sulla storia religiosa bizantina, e autrice di articoli scientifici dedicati a vari aspetti della letteratura polemica bizantina. Ha ideato il primo repertorio sistematico della letteratura polemica greca, latina e slava. Le Lezioni di Storia proseguiranno il 7 febbraio con Maurizio Bettini e Roma, città degli dèi, per concludere il viaggio tra le Capitali culturali il 14 febbraio con Paolo Nori che punterà i riflettori su San Pietroburgo e le avanguardie. Tutti gli incontri iniziano alle ore 11.00 e sono introdotti dal giornalista Max Pavan, responsabile dell’informazione di Bergamo TV. Al termine di ogni incontro, gli autori si fermeranno con il pubblico per il firmacopie presso il Ridotto Gavazzeni del Teatro.

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LEZIONI DI STORIA 2026: per il secondo incontro si parlerà di “Venezia e l’alba dei libri” con Alessandro Marzo Magno

LEZIONI DI STORIA 2026 Capitali culturali Secondo incontro: Venezia e l’alba dei libri con Alessandro Marzo Magno Sabato 17 gennaio 2026 al Teatro Donizetti   Avviato con grande successo di pubblico - 1.190 presenze - da Laura Pepe e dalla sua Atene di Pericle, il viaggio tra le Capitali culturali della terza edizione delle Lezioni di Storia, rassegna organizzata dalla Fondazione Teatro Donizetti in collaborazione con Editori Laterza e con il sostegno di BCC Oglio e Serio, fa ora tappa a Venezia, città che in mezzo a campi, campielli e calli è stata la culla dell’editoria: sabato 17 gennaio (ore 11.00) al Teatro Donizetti ne parlerà il giornalista, storico e scrittore Alessandro Marzo Magno. Benché venne inventata in Germania, la stampa a caratteri mobili si sviluppò in Italia, in particolare a Venezia appunto, che nel Cinquecento diventò l’indiscussa capitale dell’editoria. A Venezia si pubblicavano la metà delle edizioni europee e i tre quarti di quelle italiane: in laguna vennero stampati il primo libro greco della storia, il primo libro armeno, la prima Bibbia in volgare italiano, il primo Talmud, il primo Corano in arabo, il primo libro di medicina illustrato e il primo libro pornografico. Alessandro Marzo Magno, veneziano per nascita e milanese per lavoro, si è laureato in Storia all’Università di Venezia “Ca’ Foscari”. La sua tesi di laurea James Pattison, artiglierie e artiglieri veneziani nel Settecento è stata premiata nel 1990 dalla Società Italiana di Storia Militare. Giornalista, dopo essere stato per quasi dieci anni responsabile degli esteri del settimanale “Diario”, collabora con “Il Gazzettino”. Ha scritto libri di argomento storico, alcuni dei quali tradotti in molte lingue. Per Laterza è autore di La splendida. Venezia 1499-1509 (2019), L’inventore di libri. Aldo Manuzio, Venezia e il suo tempo (2020), Venezia. Una storia di mare e di terra (2022), Casanova (2023) e Storia di Venezia in dieci battaglie navali (2025). Le Lezioni di Storia proseguiranno il 24 gennaio con Alessandra Bucossi che affronterà il tema Costantinopoli, la nuova Roma, dove la prima città sta per l'emblema del cosmopolitismo, impareggiabile testimone dei trasferimenti culturali tra Oriente e Occidente che sono all'origine del mondo bizantino. Roma, città degli dèi sarà invece al centro dell’incontro del 7 febbraio con Maurizio Bettini: una Roma ancora “pagana”, creatrice di inedite suggestioni religiose mediate dagli usi dei popoli italici e dalla tradizione greca. Infine, il 14 febbraio, i riflettori saranno puntati su San Pietroburgo e le avanguardie, con Paolo Nori che riandrà con la memoria e con le parole alla San Pietroburgo della Rivoluzione d’Ottobre: una fucina di novità, un fermento irripetibile che, nella commistione tra la nuova ideologia socialista e le avanguardie artistiche, irradierà tutta Europa. Tutti gli incontri inizieranno alle ore 11.00 e saranno introdotti dal giornalista Max Pavan, responsabile dell’informazione di Bergamo TV. Al termine di ogni incontro, gli autori si fermeranno con il pubblico per il firmacopie presso il Ridotto Gavazzeni del Teatro.

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BERGAMO JAZZ 2026: al via da mercoledì 14 gennaio la vendita dei nuovi abbonamenti alle tre serate al Teatro Donizetti

BERGAMO JAZZ 2026 Direzione Artistica di Joe Lovano  Al via da mercoledì 14 gennaio la vendita dei nuovi abbonamenti alle tre serate al Teatro Donizetti e dei biglietti dei due concerti al Teatro Sociale Martedì 20 gennaio presentazione di tutti gli altri eventi   È tempo di count down per la 47esima edizione di Bergamo Jazz, la terza con la Direzione Artistica del celebre sassofonista americano Joe Lovano. Ed è tempo di campagna abbonamenti: da mercoledì 14 gennaio si possono infatti acquistare i nuovi abbonamenti alle tre serate in programma al Teatro Donizetti dal 20 al 22 marzo e i biglietti per i due concerti ospitati al Teatro Sociale la sera di giovedì 19 e nel pomeriggio del 22. Da mercoledì 28 gennaio saranno quindi in vendita i biglietti per le singole serate nel principale teatro cittadino e per gli altri eventi che per quattro giorni diffonderanno in tutta la città i mille suoni del jazz. Abbonamenti e biglietti sono acquistabili presso la Biglietteria del Teatro Donizetti e online, sul circuito Vivaticket. Martedì 20 gennaio, alle ore 15 nella Sala Musica “Tremaglia” è prevista la presentazione alla stampa e al pubblico del programma completo del Festival, che anche quest’anno entrerà in prestigiosi musei e in altri teatri, dedicando anche attenzione ai giovani, con gli incontri curati dal Centro Didattico Produzione Musica e con la rassegna “Scintille di Jazz”. Immancabilmente fedele alla naturale visione internazionale del Festival, l’edizione 2026 di Bergamo Jazz sarà nel solco di una straordinaria ricorrenza: il centenario della nascita di Miles Davis e di John Coltrane, colonne portanti dell’espressività musicale e culturale afroamericana, maestri di un pensiero artistico oggi più che mai vivo. Jazz al Donizetti Venerdì 20 marzo, la prima delle tre serate in abbonamento al Teatro Donizetti, con inizio alle ore 20.30, amatissime sia dai bergamaschi sia da chi proviene da ogni parte d’Italia e da oltre confine, sarà aperta dal duo formato da un fuoriclasse del contrabbasso come Dave Holland e da Lionel Loueke, uno dei chitarristi più innovativi apparsi sulle scene del jazz negli ultimi decenni. Holland e Loueke faranno da “apripista” al concerto di Steve Coleman e dei suoi Five Elements: il sassofonista di Chicago tornerà sul palcoscenico del Donizetti a vent’anni esatti dalla sua precedente esibizione per proporre la sua rodatissima miscela di funk visionario in cui l’improvvisazione più immaginifica si compenetra a rigorose strutture compositive. La sera dopo, Bergamo Jazz offrirà all’ascolto uno dei gruppi del momento, i Bad Plus, in una special edition che vedrà i due membri fondatori, il contrabbassista Reid Anderson e il batterista Dave King, affiancati dal sassofonista Chris Potter e dal pianista Craig Taborn, ovvero altri due colossi del jazz contemporaneo nelle rispettive specificità strumentali. Al centro della musica del quartetto ci saranno composizioni scritte da Keith Jarrett per il suo glorioso American Quartet, quello in cui il pianista di Allentown dialogava con Dewey Redman, Charlie Haden e Paul Motian. A seguire, si saluterà il ritorno di Lakecia Benjamin dopo la sua partecipazione al Festival nel

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Il pluripremiato regista Peter Stein arriva al Donizetti con “Crisi di Nervi. Tre atti unici di Anton Čechov”

Dopo l’inaugurazione a dicembre con l’omaggio all’arte comica di Gilberto Govi di Pignasecca e Pignaverde, la Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti entra nel vivo: da sabato 17 a domenica 25 gennaio, con l’esclusione di lunedì 19, va in scena nel principale teatro cittadino Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov firmati dal tedesco Peter Stein, uno dei più illustri protagonisti del teatro contemporaneo che per la regia di questo spettacolo si è aggiudicato il Premio Le Maschere 2024 e il Premio Internazionale Flaiano 2025. L’adattamento del testo originale è dello stesso Peter Stein e di Carlo Bellamio. Interpreti: Maddalena Crippa, Alessandro Sampaoli e Sergio Basile (L’orso), Gianluigi Fogacci (I danni del tabacco), Alessandro Averone, Sergio Basile e Emilia Scatigno (La domanda di matrimonio). Il celebre regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena Crisi di Nervi. Tre atti unici di Anton Čechov e ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una modalità produttiva artistica non convenzionale attorno ad un gruppo di attori che si alternano nelle varie pièce, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”. Scritti tra il 1884 e il 1891, questi atti unici si ispirano alla commedia francese e al vaudeville, generi molto in voga in Francia all’epoca di Čechov. Nel corso del tempo, hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo e sono diventati una preziosa fonte di ispirazione per attori, scrittori e registi, oltre che un irresistibile divertimento per intere generazioni di spettatori. Lo stesso Peter Stein scrive nelle note di regia: «Dopo l’insuccesso delle sue prime due opere, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici, pieni di sarcasmo, di comicità paradossale, di stravagante assurdità e di folle crudeltà, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore. Nelle tre opere esemplari che presentiamo, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi, si ammalano, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro. Ne L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna, che lui arriva a sfidare a duello, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie. Ne I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco, ma, tra starnuti e attacchi d’asma, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie. Ne La Domanda di Matrimonio il futuro sposo, per timidezza e altre difficoltà fisiche, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda, e anzi si mette a litigare con lei, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria. L’estrema comicità, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore, possono funzionare soltanto se accompagnati da

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La compagnia Carrozzeria Orfeo torna a Bergamo con lo spettacolo “Salveremo il mondo prima dell’alba”

Torna a Bergamo, sempre per la rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, Carrozzeria Orfeo: dopo Miracoli Metropolitani, ambientato in una vecchia carrozzeria adattata a cucina e presentato al Teatro Sociale nel 2023, il teatro di Città Alta ospita giovedì 15 gennaio (ore 20.30) Salveremo il mondo prima dell’alba, spettacolo che riflette immancabilmente lo spirito spregiudicato e brillante della compagnia. Lo spettacolo non è adatto ad un pubblico di età inferiore ai 14 anni. Salveremo il mondo prima dell’alba è il racconto della vita di alcuni ospiti in una clinica di riabilitazione di lusso situata su un satellite nello spazio, nuova meta turistica dei super ricchi, specializzata nella cura delle dipendenze contemporanee, sessuali, affettive, da lavoro, da psicofarmaci. Sono tutti vittime di queste e del proprio egoismo, prodotti di un mondo dove parole come comunità e gentilezza sono quasi del tutto bandite se non per essere strumentalizzate a fini propagandistici e commerciali. Ciò che ne rimane è un’umanità confusa e impaurita, sopraffatta dall’ossessione di questo continuo doversi vendere, con il terrore che nessuno ti voglia mai comprare. «Dopo aver esplorato in diversi spettacoli il mondo degli ultimi, dei reietti, degli esclusi e dei perdenti, in questa nuova produzione intendiamo indagare il mondo del benessere e dell’apparente successo, attraverso il racconto dei primi, dei vincenti, della classe dirigente, dei ricchi, paradossalmente, però, imprigionati nello stesso vortice di responsabilità asfissianti, doveri castranti, sensi di colpa e infelicità che appartengono a tutti e, quindi, frantumati da tutto ciò che la mentalità capitalista non può comprare: l’amore per se stessi, la purezza dei sentimenti, gli affetti sinceri, la ricerca di un senso autentico nell’esistenza», specifica nelle note di drammaturgia Gabriele Di Luca. Il tutto viene esplorato in pieno stile Carrozzeria Orfeo, «grazie a un occhio sempre lucido e, forse, disilluso, che intende cogliere, con ironia e anche estremo divertimento, i paradossi, le contraddizioni e le deformazioni grottesche della realtà attraverso personaggi strabordanti di umanità, ironia e dolore. Lo spettacolo, in fondo, vuole raccontare una società sempre più triste, eppure, satura di foto felici in cui non sembra più esistere un luogo dove riconoscersi come soggetti autentici, né tantomeno in progetti sociali che richiedano la nostra dedizione e la nostra lealtà». Carrozzeria Orfeo, costituta a Mantova nel 2007, ha espresso fin dagli esordi la propria urgenza creativa ispirandosi ad un ideale artistico fortemente “Pop”, popolare, nel senso più alto del termine; ovvero un teatro che pensa allo spettatore fin dalla sua ideazione e scrittura, con storie che desiderano innescare riflessioni sul presente per indagare, non senza profondità e divertimento, i nodi cruciali dell’esistenza umana. La necessità primaria della compagnia è quella di proporre un teatro aderente ai temi della realtà proprio per problematizzare nodi antropologicamente fondanti e intercettare l’intimità più fragile degli spettatori. L’obbiettivo è quello di portare sempre più pubblico a teatro, dimostrando che l’impegno civile e sociale possono essere felicemente coniugati ad una visione emozionante, profonda e molto divertente della vita. Anche l’intrattenimento è uno degli elementi costitutivi del fare teatro con lo

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La Stagione di Operette 2026 si avvicina: domenica arriva “La Vedova Allegra”

Stagione di Operette 2026 La vedova allegra con la Compagnia Corrado Abbati Domenica 11 gennaio al Teatro Donizetti La Stagione di Operette 2026 della Fondazione Teatro Donizetti è alle porte: domenica 11 gennaio (ore 15.30) è in programma nel principale teatro cittadino il primo dei tre titoli in cartellone, La vedova allegra, classicissimo del repertorio operettistico portato nell’occasione in scena dalla Compagnia Corrado Abbati. Operetta in tre parti di Franz Lehár su libretto di Victor Léon e Leo Stein tratto dalla commedia L'Attaché d'ambassade di Henri Meilhac, La Vedova Allegra è ancora oggi uno degli spettacoli più rappresentati al mondo. E se ancora oggi riempie i teatri e il pubblico si diverte e applaude con calore, qualcosa di speciale deve avere. La Vedova Allegra è, infatti, un mito che nonostante l’età non mostra rughe. Costruita su una fertilissima inventiva musicale, con brani iconici come la marcia “Donne, donne eterni dei…”, l’operetta poggia sulla simpatia di un testo intriso di tematiche tuttora attuali: potere, denaro, gelosie, amore. L’edizione della Compagnia Corrado Abbati si fa forte dell’innato senso teatrale e di quella narrativa dinamica che contraddistinguono gli spettacoli del regista e attore che la dirige, nonché di una colorata messinscena che mette in risalto l’eleganza delle musiche di Lehár con le sue tinte cangianti e romantiche e l’indiavolato tripudio ritmico. Partendo dal termine “leggerezza” dato da Italo Calvino nel primo capitolo delle Lezioni Americane e cioè “leggerezza come reazione al peso del vivere” e conscio che nell’immaginario collettivo il termine “operetta” è unito al termine “sorriso”, l’intento del regista, in questa sua edizione de La Vedova Allegra, è quello di non negare ciò che è la caratteristica tipica dell’operetta: la voglia di emozioni rassicuranti. Il lavoro è stato, quindi, quello di creare uno spettacolo capace di suscitare allegria, com’era d’altronde nelle intenzioni dell’autore che ha disseminato La Vedova Allegra di tanti spunti su un canovaccio diplomatico, dove non si nascondono desideri segreti e interessi erotici o politici che vengono risolti a ritmo di valzer ma anche di can-can. Una scansione ritmica di cui il regista ha tenuto conto, ricreando un senso di eleganza e di equilibrio della macchina teatrale, capace di cogliere lo slancio tripudiante ed irrazionale di gioiosa evasione. Capace anche di suscitare entusiasmo e voglia di fare festa assieme, abbattendo la quarta parete per favorire scambio ed empatia fra sala e palcoscenico.   Trama All’ambasciata del Pontevedro a Parigi, c’è grande fermento. Sta arrivando la Signora Anna Glavari, giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte. L’ambasciatore, il Barone Zeta, ha ricevuto l’incarico di trovare un marito pontevedrino alla vedova e questo per conservare i milioni di dote della signora, in patria. Infatti se la signora Glavari passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e per il Pontevedro sarebbe la rovina economica. Njegus, cancelliere dell’ambasciata, è un po’ troppo pasticcione per una simile impresa ma c’è il conte Danilo che potrebbe andare benissimo. Njegus e Zeta tentano di convincerlo ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo

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Tornano le LEZIONI DI STORIA al Teatro Donizetti: primo appuntamento con Laura Pepe e “L’Atene di Pericle”

LEZIONI DI STORIA 2026 Capitali culturali Primo incontro L’Atene di Pericle con Laura Pepe Sabato 10 gennaio 2026 al Teatro Donizetti   Tornano le Lezioni di Storia al Teatro Donizetti: appuntamento ormai tradizionale, ideato da Editori Laterza e realizzato in coproduzione con la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo e con il sostegno di BCC Oglio e Serio, il ciclo di conferenze ha per titolo, alla sua terza edizione, Capitali culturali. Cinque gli incontri previsti, dedicati ad altrettante città che nei secoli hanno segnato la storia, contribuendo alla nascita e allo sviluppo di importanti movimenti culturali, la cui influenza si è successivamente rivelata fondamentale. Si comincia sabato 10 gennaio (ore 11.00) con Laura Pepe, già protagonista della prima edizione delle Lezioni di Storia, e con L’Atene di Pericle, culla della democrazia e della gestione politica della cosa pubblica. Dire “Atene di Pericle” significa pensare all’età d’oro della democrazia, al tempo in cui letteratura, poesia, filosofia, teatro, arti figurative raggiunsero il loro vertice, alla ricostruzione dell’acropoli. In realtà, come spesso accade, dietro a quest’immagine di perfezione vi sono crepe profonde: conflitti intestini, contestazioni al potere e una politica estera segnata da molti soprusi. Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’Università degli Studi di Milano. Oltre a libri e saggi accademici su diritto penale e diritto di famiglia nell’antichità, ha scritto diversi manuali di storia antica e grammatica latina per la scuola secondaria superiore. Ha pubblicato Atene a processo. Il diritto ateniese attraverso le orazioni giudiziarie (Bologna 2019), I tendini di Zeus. Corpo, anima e immortalità nel mito greco (Milano 2023), Un giorno con i giganti. La Grecia antica in sei lezioni (Milano, 2023) e ha curato per il Corriere della Sera le collane “Vita degli antichi” (35 volumi, 2020) e “Amori mitici” (20 volumi, 2024). Collabora come divulgatrice scientifica con il canale televisivo Focus. Per Laterza è autrice di Gli eroi bevono vino. Il mondo antico in un bicchiere (2018), La voce delle Sirene. I Greci e l’arte della persuasione (2020), Storie meravigliose di giovani greci (2022) e Sparta (2024). Le Lezioni di Storia proseguiranno il 17 gennaio con Alessandro Marzo Magno, che parlerà di Venezia e l’alba dei libri: è infatti sulla laguna che tutto cambia e che l’editore di libri inizia ad avere quel prezioso ruolo di mediatore culturale conservato fino ai nostri giorni. Per il terzo appuntamento, in programma il 24 gennaio, Alessandra Bucossi affronterà il tema Costantinopoli, la nuova Roma, dove la prima città sta per l'emblema del cosmopolitismo, impareggiabile testimone di quei trasferimenti culturali tra Oriente e Occidente all'origine del mondo bizantino. Roma, città degli dèi sarà invece al centro dell’incontro del 7 febbraio con Maurizio Bettini: una Roma ancora “pagana”, creatrice di inedite suggestioni religiose mediate dagli usi dei popoli italici e dalla tradizione greca. Infine, il 14 febbraio, i riflettori saranno puntati su San Pietroburgo e le avanguardie, con Paolo Nori che riandrà con la memoria e con le parole alla San Pietroburgo della Rivoluzione d’Ottobre: una fucina di novità, un fermento

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La Fondazione Teatro Donizetti saluta il 2025 con il musical “La Fabbrica dei Sogni” e dà il benvenuto all’anno nuovo con l’Orchestra Filarmonica Italiana

Il 2026 si avvicina e la Fondazione Teatro Donizetti si prepara ad accoglierlo nel migliore dei modi con due appuntamenti ormai tradizionali. La sera del 31 dicembre (ore 22.00) al Teatro Donizetti i cantanti e i danzatori della Compagnia BIT presenteranno il musical La Fabbrica dei Sogni, un viaggio nel mondo di Alice, Aladin, Mary Poppins, La Sirenetta, La Bella e la Bestia in compagnia di Oniricus, il Mercante dei Sogni. Allo scoccare della mezzanotte, brindisi nelle sale storiche del principale teatro cittadino. Biglietti: da 40 a 80 euro. La mattina del primo giorno del 2026, il Teatro Sociale (ore 11.00) ospiterà, invece, il tradizionale Concerto di Capodanno con l’Orchestra Filarmonica Italiana. La Fabbrica dei Sogni è uno spettacolo pensato per tutta la famiglia, con incantevoli cambi di costumi, ballato, recitato e cantato dal vivo. Gli spettatori saranno condotti in terre lontane, in castelli incantati e per mari burrascosi, dove onde impetuose si infrangono su scogliere di meravigliose sirene. La Fabbrica dei Sogni è la fabbrica che tutti hanno sempre sognato. È la fabbrica dove si produce tutta la nostra immaginazione, per dar vita a ciò che è sempre stato vivo dentro di noi ma che spesso dimentichiamo. I sogni lasciati indietro, che si crede possano appartenere solo all’infanzia, sono in realtà la chiave per accedere alle verità più profonde e dar spazio all'intensità delle emozioni. Nella fabbrica dei sogni, costruire sogni non costa nulla; in questo luogo magico si lavora per regalare i sogni a coloro che hanno smesso di sognare. E così si può salire sul tappeto volante di Aladin verso l’oriente, oppure attraversare boschi e regni incantati, entrare nella foresta del Re Leone o volare con Mary Poppins. Nello spettacolo della compagnia BIT si verifica tutta la magia del teatro: il sogno si realizza sul palcoscenico, nelle luci e nei colori dei costumi; i sognatori sono gli spettatori, ma anche gli artisti che rappresentano tutti quei personaggi delle favole così care a menti che per un attimo, un attimo soltanto, possono di nuovo ritornare libere di fantasticare. Regia e coreografie di Melina Pellicano. Adattamenti musiche di Marco Caselle. Costumi di Marco Caudera. Con Mario Levis nei panni di Oniricus. Il Concerto di Capodanno sarà un viaggio attraverso i capolavori di Johann Strauss II e Johann Strauss I. I valzer, le polke e le marce che hanno reso celebre la dinastia Strauss saranno eseguiti dall'Orchestra Filarmonica Italiana, creando un'atmosfera di pura magia e eleganza. La famiglia Strauss ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della musica viennese, regalando al mondo alcuni dei valzer e delle polke più celebri di tutti i tempi. Johann Strauss II, noto come il "Re del Valzer", ha composto capolavori come "Sul bel Danubio blu" e "Voci di primavera", che evocano immagini di eleganza e festosità. Suo padre, Johann Strauss I, ha dato vita alla famosa "Radetzky-Marsch", un brano che incarna lo spirito marziale e patriottico dell'epoca. L’Orchestra Filarmonica Italiana è caratterizzata da un repertorio vastissimo che include non solo proposte melodrammatiche, sinfoniche, cameristiche e coreutiche, ma anche produzioni

La Fondazione Teatro Donizetti saluta il 2025 con il musical “La Fabbrica dei Sogni” e dà il benvenuto all’anno nuovo con l’Orchestra Filarmonica Italiana2025-12-19T15:46:12+01:00

A Gianandrea Gavazzeni: La musica, il gesto, la memoria 1996-2026

Un progetto di Fondazione Teatro Donizetti con il festival Donizetti Opera, Fondazione Vittorio Polli e Anna Maria Stoppani con la Biblioteca Musicale Victor de Sabata e Aldo Ceccato e Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo Una rassegna di concerti, un ciclo di conferenze, una borsa di studio e una mostra in ricordo del grande Maestro bergamasco nel trentennale della scomparsa Bergamo, dal 31 gennaio al 29 novembre 2026   Bergamo, città dei Mille, ma anche e soprattutto città di Gaetano Donizetti. E proprio nella città che gli ha dato i natali si vuole ricordare a trent’anni dalla scomparsa il M° Gianandrea Gavazzeni (25 luglio 1909 – 5 febbraio 1996), direttore d’orchestra, compositore e scrittore, fra i più fulgidi protagonisti del Novecento musicale, a cui molto si deve nella riscoperta del patrimonio donizettiano e nella ridefinizione del ruolo di Bergamo nella mappa musicale internazionale. Per questo la Fondazione Teatro Donizetti con il festival Donizetti Opera, la Fondazione Vittorio Polli e Anna Maria Stoppani con la Biblioteca Musicale Victor de Sabata e Aldo Ceccato, e il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo intendono celebrare questa eredità, rendendo omaggio all’uomo e all’artista attraverso un ricco programma di eventi che abbraccia tutto l’anno 2026, dal 31 gennaio al 29 novembre. Il progetto, che mette in rete istituzioni, archivi, teatri, studiosi, interpreti affermati e nuove promesse, intreccia musica, riflessione critica, attività espositiva, formazione e valorizzazione di giovani interpreti in una rassegna di concerti, un ciclo di conferenze, una borsa di studio e una mostra documentaria, per restituire la poliedrica figura del Maestro Gavazzeni. Il programma intende delineare sia la figura dell’artista, dello scrittore e dell’intellettuale, sia quella del divulgatore e del pedagogo, che concepiva il fare musica come occasione di educazione all’ascolto del pubblico, oltre che patrimonio comune per la crescita culturale del singolo e della società. Dichiara Sergio Gandi, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo: «Coltivare la memoria di chi ha portato il nome di Bergamo fuori dalle sue mura è uno dei principali doveri di un’amministrazione pubblica. Lo è a maggior ragione per figure come il M° Gianandrea Gavazzeni, il cui doveroso omaggio si intreccia profondamente con la memoria e la riscoperta di Donizetti. A lui si deve un’azione importante nel consolidare la fama del compositore bergamasco nel panorama operistico mondiale, attraverso la direzione di opere poco note, la ripresa di titoli dimenticati e una instancabile valorizzazione del patrimonio donizettiano. Ringrazio sentitamente la Fondazione Teatro Donizetti, che si è fatta interprete di una necessità collettiva, e la preziosa rete di collaborazioni che si è creata intorno ad essa, che mostra ancora una volta la ricchezza del panorama musicale della nostra città: il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, motore di tante iniziative musicali di prestigio, e la Fondazione Polli Stoppani, che negli ultimi anni si sta integrando sempre più nella proposta culturale cittadina. Da questa preziosa partecipazione è emerso un programma intenso e vario, che animerà tutto il 2026 con concerti, mostre e momenti di approfondimento». «Collaborando alla rassegna la

A Gianandrea Gavazzeni: La musica, il gesto, la memoria 1996-20262025-12-17T11:32:03+01:00

I Piccoli Musici tornano al Teatro Sociale domenica 21 dicembre con il tradizionale Concerto di Natale

Per la sezione Opera&Concerti della Stagione dei Teatri della Fondazione Teatro Donizetti, domenica 21 dicembre al Teatro Sociale (ore 15.30) è in programma il consueto Concerto di Natale dell’ensemble vocale I Piccoli Musici diretto da Mario Mora. Il concerto ha quest’anno un significato particolare, coincidendo con il 40° anniversario della fondazione della Scuola di Musica e del Coro I Piccoli Musici. Nata quarant’anni fa come realtà educativa e musicale dedicata ai più piccoli, la Scuola ha saputo crescere nel tempo, diventando un punto di riferimento nel panorama corale italiano. Dopo i primi anni di formazione e confronto con altri cori di voci bianche, dagli anni Novanta I Piccoli Musici hanno intrapreso un percorso ricco di esperienze entusiasmanti: partecipazioni a concorsi, concerti, festival nazionali e internazionali. Per celebrare questo importante traguardo, sono in programma diversi eventi e concerti commemorativi. In particolare, il Concerto di Natale per la città di Bergamo vedrà la partecipazione di un coro composto dalle attuali voci bianche e da voci femminili: ex coriste degli anni Novanta e Duemila, che, con entusiasmo e riconoscenza, torneranno a cantare nel coro che le ha fatte crescere, artisticamente e umanamente. Il coro sarà accompagnato da un quintetto d’archi e proporrà le più belle melodie natalizie scritte per questo organico. Il concerto si arricchirà, inoltre, della presenza di due talentuose pianiste, Martina Mora ed Elisa Arminio, diplomate al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia, che proporranno un raffinato estratto dalla trascrizione a quattro mani per due pianoforti del celebre Schiaccianoci di Čajkovskij.  Il famoso balletto, ambientato proprio durante la notte di Natale, è diventato negli anni uno dei simboli musicali delle festività grazie alla sua atmosfera fiabesca e alle melodie incantevoli che evocano magia, meraviglia e spirito natalizio.

I Piccoli Musici tornano al Teatro Sociale domenica 21 dicembre con il tradizionale Concerto di Natale2025-12-16T09:49:19+01:00
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