Le nozze in villa
Dramma buffo in due atti di Bartolomeo Merelli
Musica di Gaetano Donizetti con un rammendo di Elio e Rocco Tanica
Cast
Direttore e fortepiano Stefano Montanari
Regia Davide Marranchelli
Scene Anna Bonomelli
Costumi Linda Riccardi
Lighting design Alessandro Carletti
Assistente alla regia Caterina Denti
Assistente alle luci Ludovico Gobbi
Orchestra Gli Originali
Coro Donizetti Opera
Maestro del Coro Fabio Tartari
Sabina Gaia Petrone
Don Petronio Omar Montanari
Trifoglio Fabio Capitanucci
Claudio Giorgio Misseri
Anastasia Manuela Custer
Rosaura Claudia Urru
Anselmo Daniele Lettieri
Figuranti Ester Bonato, Marco Continanza, Federica Cottini, Riccardo Dal Toso, Andreyna de la Soledad, Leonardo Larini, Simone Severgnini, Daniele Tessaro
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti
L'opera in breve
All’inizio del 1819, Gaetano Donizetti è un compositore ventiduenne che ha debuttato appena l’anno precedente, legato alla compagnia girovaga dell’impresario Paolo Zancla e da un forte sodalizio con Bortolomeo Merelli, bergamasco come lui e all’epoca librettista prima di diventare uno dei più importanti e fortunati impresari italiani dell’Ottocento. Nella stagione di Carnevale del ’18’-19’ la compagnia di Zancla si trovava a Mantova per mettere in scena Clotilde di Coccia, che però ebbe un esito disastroso: alla primadonna furono tirate sul palcoscenico non solo pere cotte, ma addirittura uno spezzone incendiario che per fortuna si limitò a bruciarle il lembo del costume invece di carbonizzare l’intero teatro. Zancla reagì mettendo in scena L’italiana in Algeri di Rossini e convocando a Mantova la giovane coppia creativa MerelliDonizetti, che produsse appunto Le nozze in villa, tipica opera buffa di quegli anni, tratta da una commedia di Kotzebue tradotta in Italia come I provinciali. Dell’esito dell’opera si sa poco; probabilmente fu un fiasco, anche se poi ven ne ripresa a Treviso nella primavera del 1820 e poi a Genova due anni dopo. L’opera presenta anche nu merosi problemi testuali, a partire dal fatto che non ne esiste l’autografo, che le fonti musicali sono di sperse e che manca del tutto il quintetto del secon do atto, “Aura gentil, che mormori”. Nell’ambito del progetto #Donizetti200, il Festival presenta la prima edizione moderna di questo titolo che era rimasto, fino a oggi, abbastanza “misterioso” (sono pochis sime le fonti che ne parlano). Il Quintetto mancante non lo è più perché è stato composto da Elio e Rocco Tanica con la collaborazione di Enrico Melozzi . La produzione è ispirata a criteri filologici per la parte musicale, con l’uso del diapason dell’epoca e strumentisti “storicamente informati”, e a riferimenti all’attualità per quella scenica, alla ricerca di quella satira e di quel divertimento che Donizetti cercò di offrire al difficile pubblico mantovano, sempre re stando nella scia dell’operista ottimo massimo del suo tempo, Rossini, che è il modello evidentissimo delle Nozze in villa. Un altro tassello nella riscoperta dell’opera di Donizetti, consapevoli come siamo che più Donizetti si conosce e meglio è.
Locandina
CINEDOPERA
Proiezione dell’opera con introduzione alla visione
Paolo Fabbri presenta
Le nozze in villa
Donizetti Opera 2020


















