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Il castello di Kenilworth

Melodramma di Andrea Leone Tottola
Musica di Gaetano Donizetti
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 6 luglio 1829
Revisione sull’autografo a cura di Giovanni Schiavotti
© Fondazione Teatro Donizetti

Cast

Direttore Riccardo Frizza
Regia Maria Pilar Pérez Aspa
Scene Angelo Sala
Costumi Ursula Patzak
Lighting design Fiammetta Baldiserri
Aiuto regista Federico Bertolani
Assistente ai costumi Nika Campisi


Orchestra Donizetti Opera
Coro Donizetti Opera
Maestro del coro Fabio Tartari


Elisabetta Jessica Pratt
Amelia Carmela Remigio
Leicester Xabier Anduaga
Warney Stefan Pop
Lambourne Dario Russo
Fanny Federica Vitali

Nuovo allestimento e produzione della Fondazione Teatro Donizetti

L'opera in breve

ATTO PRIMO

Elisabetta I, regina d’Inghilterra, è in visita al Castello di Kenilworth, dimora del Conte di Leicester segretamente sposato con Amelia, diviso tra l’amore per Amelia e le attenzioni che la regina gli riserva. Essere il preferito della regina gli aprirebbe la via per salire al trono, idea che stimola in lui una grande ambizione. Amelia va quindi nascosta dalla vista di Elisabetta, compito di cui si dovrebbe occupare Lambourne, servitore dello scudiero Warnery, che in segreto la desidera e cerca di conquistarla con l’inganno. Giunta la regina, Leicester chiede a Warney se ha portato a termine il suo compito, quindi accompagna la regina e tutta la corte, all’interno del castello

ATTO SECONDO

Leicester non tarda a provare rimorsi né Amelia a provare gelosia per Elisabetta e le rassicurazioni e le dichiarazioni d’amore di lui non placano l’agitazione di lei. Warney, rifiutato dalla donna, congiura per ucciderla e consegna a Lambourne un pugnale per compiere il delitto; Amelia intanto incontra la regina, le palesa il suo matrimonio con Leicester e la manda su tutte le furie. Leicester e Warney rientrano da una battuta di caccia ma a quel punto l’unica preda è Amelia: catturata dalle guardie della regina.

ATTO TERZO

Warney avanza nuovamente pretese sulla donna mentre la regina finge di credere che Amelia sia moglie di Warney e che la fedeltà di Leicester sia intatta, spiando le reazioni del conte. Leicester ribadisce di non voler rinunciare ad Amelia per la quale sarebbe disposto ad accettare anche la morte, pur di non abbandonarla. Elisabetta sfoga nel furore la sua sete di vendetta; Amelia le manifesta alla damigella Fanny la sua delusione ricordando i momenti felici, quando Warney e Lambourne giungono con una coppa in mano: è veleno e Fanny grida ad Amelia di non berlo. Sopraggiungono dapprima Leicester, quindi Elisabetta, che ha riacquisito il controllo che si conviene alla sua dignità regale: Amelia viene liberata dalla prigionia e Leicester viene perdonato.

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