Iliade. “Il gioco degli dèi”: la mostra

Mostra di progetti, bozzetti e disegni
a cura di Clelia Epis

Dal 9 al 18 dicembre 2023 – Donizetti Studio

Ogni spettacolo teatrale viene realizzato grazie al lavoro intrecciato di diverse competenze artistiche, questo è ancora più evidente in Iliade. “Il gioco deli dèi”, dove la dimensione visiva ha grande importanza. Con questa mostra vogliamo restituire al pubblico il lavoro del dietro le quinte, mostrando bozzetti e disegni delle scene di Massimo Troncanetti, i costumi di Francesco Esposito, e, soprattutto, il lavoro creativo per la realizzazione delle creature e oggetti di scena Alberto
Favretto, Marta Montevecchi, Raquel Silva. Di questi ultimi in particolare mostreremo anche la fase di ricerca iniziale, i primi bozzetti, poi abbandonati per soluzioni più adatte alla rappresentazione, fino alle soluzioni che si vedranno in scena.

«Iliade canta di un mondo in cui un’ideologia competitiva e l’etica del successo non lasciano spazio a umanità e giustizia, gli uomini non decidono nulla ma sono agiti dagli dèi in una terribile guerra senza né vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono (ancora) cose che riguardano gli umani: la loro civiltà dovrà attendere l’età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e tutto il peso della libertà da quegli dèi che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla.
In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal fato ineluttabile e dagli dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro, le nostre vite dominate da forze distruttive che sono sopra e dentro di noi e che sfuggono ad ogni controllo, nella loro eterna fuga oltre le aspirazioni degli uomini.
Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade, che però contiene anche quelli della coscienza, della responsabilità e della scelta».

Roberto Aldorasi

La mostra, sostenuta dalla Fondazione Teatro Donizetti, fa parte delle iniziative collaterali a Iliade. Il gioco degli dèi il nuovo spettacolo che inaugura la Stagione di Prosa 2023-2024, di cui la Fondazione è coproduttore. L’esposizione intende documentare il lungo e intenso processo creativo: la genesi di un’idea che poi diventa testo e immagine, lo fa per non dimenticare la potente dimensione visiva connaturata ad uno spettacolo teatrale. Il visitatore/spettatore si immerge nei processi realizzativi tra studi, ripensamenti, intuizioni al termine dei quali si trova lo spettacolo: il nuovo momento di scambio per giungere ad un inedito risultato… ogni sera.

L’allestimento

La mostra si estende in due ambienti piccoli ma molto connotati, quali lo spazio espositivo vicino alla biglietteria e il Donizetti Studio: adatti ad un allestimento coinvolgente, quasi avvolgente, nella prima parte e più privato, quasi intimo, nella seconda. Qui il visitatore entra in contatto con i bozzetti e gli studi grafici preparati da Alberto Favretto tanto vicini da poter essere osservati, ammirati, interrogati. Nell’ambiente principale tutti gli dèi schierati incedono verso chi si pone davanti a loro: potenti e magnetici.
Molteplici sono i riferimenti iconografici che spaziano tra tempo e culture, tra rigore e invenzione, costruendo un inedito mondo visivo per le scene di Massimo Troncanetti, i costumi di Francesco Esposito, le marionette di Alberto Favretto, Raquel Silva e Marta Montevecchi.
La linea delle figure o quella di un profilo rimandano alla mente il grafismo, l’eleganza e la sintesi dei vasi attici, uno sguardo allungato e un volto ovale riportano alla mente le forme dell’arte contemporanea, forse di Modigliani, il ricco ricamo di un abito si porta negli occhi le texture di Klimt.
Lance, scudi, sguardi e gesti suggeriscono il costante, e irrinunciabile, contatto con le fonti scritte e immateriali…come il viaggio in Turchia, necessario, compiuto dai registi Roberto Aldorasi e Alessio Boni. Eroi come simulacri o idoli, lontani dalla dimensione umana. È per questo che le marionette sono delle vere macchine di scena. Maschili o femminili, manipolate dagli attori, sono sempre sovradimensionate; con le loro movenze iconiche traducono in modo eloquente il carattere dei personaggi. Il temperamento dei personaggi o l’unicità dei loro gesti si definisce attraverso segni e colori, tonalità dense e profonde, segni leggeri come un’intuizione: tante le piste percorse, solo alcune poi scelte. Stampe di grande formato sono utili a suggerire l’immersione tra i campi di battaglia, o la convocazione al cospetto di dei ed eroi. I guerrieri schierati evocano quelli greci o troiani, segnano il percorso di preparazione per il soldato o quella per diventare eroe. Storie maschili e femminili s’intersecano nei focus dedicati a Paride, Elena e Agamennone, e di Achille, Andromeda, Ettore accompagnati da parole chiave. Elena fa l’amore con Paride e Afrodite in un mix tra bellezza e opportunità, accanto sta Agamennone con la sua volontà di possesso. Achille è cuoio, bronzo, Mediterraneo; Ettore è patria, padre, libertà; Andromeda è bellezza, appartenenza, vittima di guerra. Un faccia a faccia potente, personale, intimo e collettivo come avviene con le vicende narrate.

Clelia Epis

«Iliade canta di un mondo in cui un’ideologia competitiva e l’etica del successo non lasciano spazio a umanità e giustizia, gli uomini non decidono nulla ma sono agiti dagli dèi in una terribile guerra senza né vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono (ancora) cose che riguardano gli umani: la loro civiltà dovrà attendere l’età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e tutto il peso della libertà da quegli dèi che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla.
In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal fato ineluttabile e dagli dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro, le nostre vite dominate da forze distruttive che sono sopra e dentro di noi e che sfuggono ad ogni controllo, nella loro eterna fuga oltre le aspirazioni degli uomini.
Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade, che però contiene anche quelli della coscienza, della responsabilità e della scelta».

Roberto Aldorasi

La mostra sarà aperta nei seguenti giorni e orari:

  • Sabato 9 dicembre, ore 15.00-19.30
  • Domenica 10 dicembre, ore 9.30-13.00 e 15.00-19.30
  • Lunedì 11 dicembre CHIUSO
  • Da martedì 12 a sabato 16 dicembre, ore 15.00-20.30
  • Domenica 17 dicembre, ore 9.30-13.00 e 15.00-19.30
  • Lunedì 18 dicembre, ore 15.00-20.30

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