News

“Il barbiere di Siviglia” di Rossini nella produzione di OperaLombardia arriva al Teatro Donizetti

La Fondazione Teatro Donizetti è uno dei cinque teatri che compongono il circuito di OperaLombardia e per la Stagione dei Teatri 2021/2022 apre le porte del Teatro Donizetti a due nuove produzioni che stanno raccogliendo molti successi nelle altre città che compongono la rete (Brescia, Como, Cremona e Pavia). Venerdì 28 gennaio (ore 20.00) e domenica 30 gennaio (ore 15.30) al Teatro Donizetti andrà così in scena Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini in un nuovo allestimento firmato per regia, scene e costumi da Ivan Stefanutti; sul podio dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali c’è Jacopo Rivani, il Coro OperaLombardia è preparato da Massimo Fiocchi Malaspina; le luci sono di Fiammetta Baldiserri. Il cast vanta alcuni dei più apprezzati giovani interpreti di oggi, come Paolo Ingrasciotta nel ruolo di Figaro, Matteo Roma e Anna Doris Capitelli in quelli del Conte d’Almaviva e di Rosina, Diego Savini e Alessandro Abis come Bartolo e Basilio. Completano la locandina Pierpaolo Martella (Fiorello), Tiberia Monica Naghi (Berta), Federico Pinna (Ambrogio), Pietro Miedico (Ufficiale). Capolavoro di modernità su libretto di Cesare Sterbini da una pièce di Beaumarchais, Il barbiere di Siviglia fu scritta da Rossini in poche settimane per debuttare al Teatro Argentina di Roma nel carnevale del 1816: la prima fu un “fiasco organizzato”, mentre dalle prime repliche a oggi l’opera non è mai uscita dal repertorio dei teatri, cosa non comune a tutti i titoli. L’argomento è noto a tutti: una storia d’amore che inizia con una serenata al chiaro di luna, una commedia brillante in cui un Conte si allea con un Barbiere e la freschezza giovanile ha il sopravvento sul cinismo dei più anziani. La rilettura di questa nuova produzione di Ivan Stefanutti per OperaLombardia mette in evidenza l’umorismo rossiniano in un’ambientazione notturna, in una Spagna in cui compaiono draghi, grifoni ed altre creature fantastiche. Questa visione nasce da alcune suggestioni tratte dal film The Rocky Horror Picture Show (1975). Il barbiere di Siviglia Dramma comico in due atti di Gioachino Rossini Libretto di Cesare Sterbini dalla commedia Le barbier de Séville di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais Prima rappresentazione: Roma, Teatro Argentina, 20 febbraio 1816 Il conte d’Almaviva Matteo Roma Bartolo Diego Savini Rosina Anna Doris Capitelli Figaro Paolo Ingrasciotta Don Basilio Alessandro Abis Fiorello Pierpaolo Martella Berta Tiberia Monica Naghi Ambrogio Federico Pinna Ufficiale Pietro Miedico Direttore Jacopo Rivani Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina Coro OperaLombardia Regia, Scene e Costumi Ivan Stefanutti Luci Fiammetta Baldiserri Assistente alla regia Filippo Tadolini Assistente ai rostumi Stefano Nicolao Assistente alle luci Gianni Bertoli Coproduzione Teatri di OperaLombardia con lo Shanghai Conservatory of Music NOTE MUSICALI di Jacopo Rivani La Renaissance rossiniana, condotta e animata da Alberto Zedda ha inizio nel lontano 1969 proprio da Il barbiere di Siviglia il cui titolo originario Almaviva, ossia l’inutil precauzione. Sommersa di critiche alla prima rappresentazione, oggi Il barbiere di Siviglia non è solo una tra le opere più rappresentate al mondo, ma anche una tra le più impervie per tecnica, stile e colore. L’ouverture, in cui dominano i legni, alternati ai violini,  è utilizzata dal compositore anche per le opere Elisabetta Regina d’Inghilterra e Aureliano in Palmira; è di forma bipartita e costituita da un’introduzione cantabile ed espressiva, che si

“Il barbiere di Siviglia” di Rossini nella produzione di OperaLombardia arriva al Teatro Donizetti2022-01-25T10:40:19+01:00

“È bello vivere liberi!” di e con Marta Cuscunà apre la rassegna Appuntamento con la Storia

Si intitola “Appuntamento con la Storia” la nuova sezione della Stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti: la Direttrice Artistica Maria Grazia Panigada l’ha ideata per raccontare «momenti della storia d’Italia che ancora oggi pongono domande, mettendo al centro i temi del potere, della democrazia e della giustizia». Il primo dei tre titoli in cartellone è È bello vivere liberi!, di e con Marta Cuscunà, in scena al Teatro Sociale giovedì 27 (ore 20.30) e venerdì 28 gennaio (ore 10.30, matinée): lo spettacolo, inserito anche nella rassegna Altri Percorsi, ha per sottotitolo “Un progetto di teatro civile per un'attrice, 5 burattini e un pupazzo” ed è ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana deportata ad Auschwitz. Ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione di Marta Cuscunà. Oggetti di scena di Belinda De Vito. Luci e audio di Marco Rogante. Disegno luci di Claudio “Poldo” Parrino. Co-produzione Operaestate Festival Veneto e Centrale Fies. Durata 1 ora senza intervallo. Al termine di entrambe le rappresentazioni è previsto un incontro, organizzato in collaborazione con ANPI Bergamo, con la partecipazione della stessa Marta Cuscunà, di Gianni Peteani, figlio di Ondina, e di Anna Di Gianantonio, autrice del libro da cui è tratto lo spettacolo; modera Maria Grazia Panigada. Inoltre, prima e dopo lo spettacolo, sarà visitabile nel Ridotto del Teatro Sociale la mostra a cura di Isrec Bergamo dal titolo “È l’idea che fa il coraggio: storie di donne di deportazione e di resistenza in bergamasca”. La mostra, che attraverso documenti e fotografie raccoglie profili biografici di donne che si erano opposte al regime nazifascista restandone vittime, sarà allestita già dal 25 gennaio e fino al 30, con i seguenti orari: dal 25 al 28 gennaio ore 15.00-18.00, dal 29 al 30 gennaio ore 10.00-13.00 e 15.00-18.00. Premio Scenario per Ustica 2009, È bello vivere liberi!  si ispira alla storia di Ondina che, a soli 17 anni, si accende di un irrefrenabile bisogno di libertà e si scopre incapace di restare a guardare, cosciente e determinata ad agire per cambiare il proprio Paese. Ondina partecipa alla lotta antifascista nella Venezia Giulia, dove la Resistenza inizia già nel 1941, prima che nel resto d'Italia. Il suo percorso inizia con le riunioni clandestine dove, con straordinario anticipo, fioriscono anche i valori di emancipazione femminile e di parità tra uomo e donna. A 18 anni, Ondina diventa staffetta partigiana e comincia ad affrontare le missioni più impensabili e partecipa anche alla formazione della Brigata Proletaria, quando più di 1500 operai, tutti insieme e ancora in tuta da lavoro, si avviano verso il Carso, per unirsi alle formazioni partigiane. La sua vicenda, però, è stravolta bruscamente nel 1943 quando viene sprofondata nell'incubo della deportazione nazista. «“È bello vivere liberi!” è l’ultima frase che Ondina Peteani ha scritto a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. Ondina, allora, ha scritto quello che sentiva profondamente: amore per la libertà»,

“È bello vivere liberi!” di e con Marta Cuscunà apre la rassegna Appuntamento con la Storia2022-01-24T10:58:39+01:00

“Misericordia” di Emma Dante inaugura la Stagione di Altri Percorsi

Giovedì 20 gennaio (ore 20.30), al Teatro Sociale, la Fondazione Teatro Donizetti dà avvio alla rassegna Altri Percorsi, sette spettacoli che aprono una significativa finestra sull’espressività teatrale odierna: «un cartellone affascinante, dove ogni titolo racchiude una necessità per chi lo mette in scena e una richiesta di attenzione profonda per lo spettatore», commenta Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi. Si comincia nel segno di una delle personalità più forti e originali del teatro italiano degli ultimi decenni, Emma Dante, che porterà a Bergamo il suo Misericordia, di cui ha firmato il testo e la regia. Ne sono interpreti gli attori della Compagnia Sud Costa Occidentale: Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco (insignita di recente del Premio Ubu 2021 come miglior attrice), Leonarda Saffi e Simone Zambelli. Luci di Cristian Zucaro. Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Teatro Biondo di Palermo, Atto Unico/Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria. Durata 50 minuti senza intervallo. Al termine della rappresentazione di Misericordia è previsto un incontro con gli stessi attori della Compagnia Sud Occidentale, moderato da Maria Grazia Panigada, nel corso del quale verranno approfondite tematiche proprie dello spettacolo e più in generale sui linguaggi del teatro contemporaneo. «Misericordia è una favola contemporanea. Racconta la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine»: così Emma Dante introduce il suo spettacolo, il cui testo racconta la storia di tre donne che si prostituiscono, Anna, Nuzza e Bettina, e di Arturo, un ragazzo menomato che vive con loro in un monolocale lercio e miserevole. Durante il giorno le donne lavorano a maglia e confezionano sciallette, al tramonto, sulla soglia di casa, offrono ai passanti i loro corpi cadenti. «Arturo non sta mai fermo», continua la regista e autrice siciliana, «è un picciutteddu ipercinetico. Ogni sera, alla stessa ora, va alla finestra per vedere passare la banda e sogna di suonare la grancassa. La madre di Arturo si chiamava Lucia, era secca come un’acciuga e teneva sempre accesa una radiolina. La casa era china ’i musica e Lucia abballava p’i masculi! Soprattutto per un falegname che si presentava a casa tutti i giovedì. L’uomo era proprietario di una segheria dove si fabbricano cassette della frutta, guadagnava bene ma se ne andava in giro con un berretto di lana e i guanti bucati. Lo chiamavano “Geppetto”. Alzava le mani. Dalle legnate del padre nasce Arturo, mentre Lucia muore due ore dopo averlo dato alla luce. Nonostante l’inferno di un degrado terribile, Anna, Nuzza e Bettina se lo crescono come se fosse figlio loro. Arturo, il pezzo di legno, accudito da tre madri, diventa bambino». A un certo punto della storia le tre donne decidono di non potere più tenere con loro Arturo: gli preparano la valigia e lo lasciano andare. Prima, però, gli raccontano la verità: Misericordia racconta una realtà squallida, intrisa di povertà, analfabetismo e provincialismo, esplora l'inferno di un degrado terribile, sempre di più ignorato dalla società. Nata a Palermo, Emma Dante esplora il tema della famiglia e dell’emarginazione attraverso una poetica di

“Misericordia” di Emma Dante inaugura la Stagione di Altri Percorsi2022-01-13T10:19:38+01:00

“Ditegli sempre di sì”: la prosa torna dall’11 al 16 gennaio al Donizetti

La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, ha affidato la regia di Ditegli sempre di sì ad uno tra i più autorevoli registi italiani, Roberto Andò, regista abituato a muoversi tra cinema e teatro, qui alla sua prima esperienza eduardiana. Una produzione importante per la Compagnia, che continua, nel rigoroso segno di Luca, a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiane. L’opera, tra le meno note di Eduardo, si basa sul perfetto meccanismo del testo in equilibrio tra comico e tragico: una commedia molto divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce una serie di riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale. Ditegli sempre di sì è uno dei primi testi scritti da Eduardo, un’opera vivace, colorata il cui protagonista, Michele Murri, è un pazzo metodico con la mania della perfezione. La sua pazzia è vera: infatti è stato per un anno in manicomio e solo la fiducia di uno psichiatra ottimista gli ha permesso di ritornare alla vita normale. Michele è un pazzo tranquillo, socievole, cortese, all’apparenza l’uomo più normale del mondo, ma in verità la sua follia è più sottile perché consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realtà che lo circonda; eccede in ragionevolezza, prende tutto alla lettera, ignora l’uso della metafora, puntualizza e spinge ogni cosa all’estremo. Tornato a casa dalla sorella Teresa si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali è stato rieducato in manicomio. Tra equivoci e fraintendimenti, alla fine ci si chiede: chi è il vero pazzo? E qual è la realtà vera? «Ditegli sempre di sì è una commedia in bilico tra la pochade e un vago pirandellismo, un congegno bizzarro in cui Eduardo si applica a variare il tema della normalità e della follia, consegnando al personaggio di Michele Murri, il protagonista, i tratti araldici della sua magistrale leggerezza. L’intreccio è di una semplicità disarmante e si direbbe che l’autore si sia programmaticamente nascosto dietro la sua evanescenza per dissimulare l’inquietudine, e la profondità, che vi stava insinuando. Come se ne avesse pudore, o paura» , racconta il regista Roberto Andò. «La prima versione della commedia risale al 1925 e dunque è la prima volta che in un lavoro di Eduardo compare la follia. Nonostante il grande successo tributatole negli anni della compagnia Scarpetta e poi nelle stagioni del Teatro Umoristico, Ditegli sempre di sì a un certo punto venne messa da parte. Frutto di successive elaborazioni, e per un certo tempo, nel suo derivare dalla farsa scarpettiana, lasciata aperta all’improvvisazione, Eduardo provvide a darne una versione definitiva e italianizzata in occasione della sua regia televisiva del 1962, in cui, a mio parere, rivestendo ancora una volta i panni del protagonista, si produsse in una delle sue più grandi interpretazioni». «Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece,

“Ditegli sempre di sì”: la prosa torna dall’11 al 16 gennaio al Donizetti2022-01-11T12:59:16+01:00

A Teatro obbligo di Green Pass Rafforzato e mascherina FFP2

Si informa il gentile pubblico che, secondo quanto stabilito dal decreto-legge del 24.12.2021, l’accesso a Teatro sarà consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass Rafforzato e di mascherina FFP2. La mascherina sarà da indossare correttamente per tutto il percorso di visita o lo spettacolo. Non saranno ammesse mascherine chirurgiche e di comunità e la Fondazione non potrà fornire mascherine FFP2 al pubblico. È inoltre vietata la consumazione di cibi e bevande in tutti gli ambienti del teatro. La certificazione verde Covid-19, di cui all’art. 9 comma 2, lettere a), b) e c-bis), attesta una delle seguenti condizioni: l’avvenuta guarigione da Covid-19; l’avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2; l’avvenuta guarigione da Covid-19 dopo la somministrazione della prima dose di vaccino o al termine del ciclo vaccinale primario, o della somministrazione della relativa dose di richiamo (3a dose). La verifica del Green Pass rafforzato sarà effettuata all’ingresso del teatro dal personale di sala della Fondazione Teatro Donizetti e avverrà tramite esibizione del QR code della certificazione verde. Su campione, potrà essere richiesto di esibire un documento d’identità in corso di validità. Coloro che non fossero in possesso di uno dei due documenti non potranno accedere allo spettacolo o alla visita. Coloro che non fossero in possesso Green Pass Rafforzato o di mascherina FFP2 non potranno accedere a teatro. La Fondazione Teatro Donizetti, per velocizzare le operazioni di verifica delle certificazioni, incrementerà i punti di accesso per il pubblico. Contestualmente, la Fondazione invita tutti gli spettatori e i visitatori alla massima collaborazione. Vi ringraziamo per l’attenzione. La Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo

A Teatro obbligo di Green Pass Rafforzato e mascherina FFP22021-12-28T13:17:13+01:00

Una notte a Venezia Venerdì 31 dicembre e sabato 1° gennaio 2022

Accesso a teatro con obbligo di Green Pass Rafforzato e mascherina FFP2 Sarà un addio al 2021 e un benvenuto al 2022 con obbligo di presentare il Green Pass Rafforzato e di indossare mascherina FFP2: la Fondazione Teatro Donizetti conferma il doppio appuntamento di fine e inizio anno con l’Operetta rassicurando il pubblico sul completo rispetto delle norme vigenti anti Covid-19. Inoltre, il Teatro Donizetti, recentemente riconsegnato alla città dopo i lavori di restauro, dispone ora di un moderno impianto che garantisce un efficace ricambio dell’aria. Al pubblico non sarà consentito consumare cibi e bevande durante l’intervallo tra i due atti dello spettacolo. La sera del 31 dicembre (ore 20.00) e il pomeriggio di sabato 1° gennaio (ore 17.00) il sipario si alzerà, quindi, su Una notte a Venezia, capolavoro dell’operetta viennese creato da Johann Strauss e riproposto nell’occasione dalla compagnia Teatro Musica Novecento, con la regia di Alessandro Brachetti e musiche eseguite dal vivo dall’orchestra “Cantieri d’Arte” diretta da Stefano Giaroli. Coreografie di Salvatore Loritto. Scene e costumi di Artemio Cabassi. Interpreti: Antonio Colamorea (Duca di Urbino), Alessandro Brachetti (Caramello, barbiere del Duca), Susie Georgiadis (Annina, figlia di pescatori), Fulvio Massa (Senatore Bartolomeo Delacqua), Silvia Felisetti (Barbara Delacqua, sua moglie), Elena Rapita (Ciboletta, cameriera di Barbara), Marco Falsetti (Pappacoda, cuoco), Alessandro Garuti (Enrico Piselli).  Durata 2 ore e 15 minuti compreso intervallo. Prezzi biglietti: 31 dicembre da 28 € a 74 €; 1° gennaio 2022: da 15 € a 38 €, ridotti da 12 € a 30 €. Al termine della rappresentazione del 31 dicembre gli spettatori riceveranno un piccolo omaggio: un kit beneagurante per l’inizio dell’anno nuovo. Dallo stesso creatore de Il Pipistrello e Sul bel Danubio blu, venne alla luce nel 1883 Una notte a Venezia, operetta allegra e spensierata. La sua nascita presenta molte curiosità, tutte legate alla vita privata di Johann Strauss: fu infatti scritta a cavallo fra il secondo e terzo matrimonio dell’autore austriaco, situazione che ne influenzò pesantemente la stesura, interrotta più volte. Ma questa fu probabilmente anche la sua fortuna perché quando si riavvicinò a questo lavoro per completarlo, Strauss fu pieno di energia ed entusiasmo. Una notte a Venezia è ambientata nei giorni in cui impazza il Carnevale, quando il Duca di Urbino, celebre donnaiolo, si lancia in prodezze amorose, assistito dal suo barbiere Caramello. Alle loro vicende si intrecciano le trame amorose di nobildonne e popolane, che approfittano dei mascheramenti carnevaleschi per prendersi qualche allegra libertà. Dopo tanta confusione, finalmente tutte le coppie si riuniranno in un immancabile lieto fine. Una notte a Venezia ha il pregio di raccontarci il nostro paese con gli occhi dello straniero: vi si ritrovano quindi stereotipi a profusione ma soprattutto una contagiosa gaiezza che si riverbera nella musica del re del valzer, che alterna arie dolcissime a polke e mazurke passate alla storia della musica. Stefano Giaroli, direttore musicale e responsabile della produzione della compagnia Teatro Musica Novecento, commenta: «Uno dei privilegi dell’essere a capo di una Compagnia con oltre vent’anni di storia e

Una notte a Venezia Venerdì 31 dicembre e sabato 1° gennaio 20222021-12-29T10:08:12+01:00

BERGAMO JAZZ 2022

La Fondazione Teatro Donizetti, con il Comune di Bergamo, presenta la 43a edizione di Bergamo Jazz Festival: un’edizione, organizzata in collaborazione con partner istituzionali e privati, che ritrova, dal 17 al 20 marzo 2022, la sua collocazione di calendario abituale. Il Festival, prestando sempre attenzione all’evoluzione della situazione pandemica e alle relative normative per fronteggiarla, si svolgerà al Teatro Donizetti, con le tre consuete serate in abbonamento, al Teatro Sociale e in altri luoghi della Città, inclusi spazi si particolare rilievo storico. Resta inalterata la sua vocazione internazionale e di prestigiosa vetrina del jazz nelle sue molteplici configurazioni, cui fa da collante uno degli elementi cardine di questa musica: l’improvvisazione. Dice in proposito Maria Pia De Vito, Direttrice Artistica di Bergamo Jazz introducendo la nuova edizione del Festival: «L’appassionante traiettoria dei linguaggi che Bergamo Jazz dipana da sempre, continua i suoi percorsi e, con inarrestabile propulsione, propone ogni anno nuove sorprese. Le Americhe, l’Europa, l’Asia oggi si incontrano in modo sempre più liquido, con un sincretismo che non finisce di stupire ed interessare fasce diversificate di ascoltatori. Standards e new standards, elettronica, musica contemporanea, Afroamerica e Sardegna, Nordeuropa e melodia, poliritmie indiane, Brasile, improvvisazione radicale ed echi di danze. L’improvvisazione è il dialektos, o l’esperanto, della musica che ascolteremo». Saranno, quindi, quattro intense giornate con «Giovani generazioni di musicisti caratterizzati da grande maestria strumentale, ispirazione da diversità di fonti; grandi maestri che si incontrano, offrendo, nella piena maturità della propria esperienza, esempi stellari di lirismo, di potenza espressiva che si sprigiona dalla inequivocabile unicità del proprio suono e dall’articolazione del proprio mondo compositivo e linguaggio improvvisativo». Una parte considerevole del programma di Bergamo Jazz 2022, che si avvale di una nuova veste grafica ideata da NTNext Evolving Communication, avrà come protagonista un simbolo delle molte anime del jazz di ieri e di oggi: il pianoforte. Ma non mancheranno specialisti di altri strumenti e aperture verso musiche solo apparentemente lontane dal mondo del jazz, con significative presenze anche di artisti europei e italiani e una cosicua componente femminile.   Jazz al Donizetti Il Teatro Donizetti continua ad essere il cuore pulsante di Bergamo Jazz, con le sue tre serate in abbonamento, amatissime dai bergamaschi ma anche da chi proviene da oltre regione e confine. Dal 18 al 20 marzo sfileranno sul palcoscenico del teatro da poco riconsegnato al suo pubblico, dopo i lavori di restauro, nomi importanti del jazz delle due sponde dell’oceano. Si comincia venerdì 18 con il trio di uno dei pianisti più in auge del momento: Fred Hersch, coadiuvato per l’occasione dal contrabbassista Drew Gress e dal batterista Joey Baron, nonché da uno special guest di riguardo come Enrico Rava, il più internazionale dei jazzisti italiani. A seguire un inedito quartetto capitanato dal batterista Jeff Ballard e comprendente il sassofonista Logan Richardson, il chitarrista Charles Altura e il bassista Joe Sanders. Una formazione che promette una musica aperta, una sorta di “fiera” dei suoni. L’indomani, Bergamo Jazz potrà accogliere nuovamente Brad Mehldau, stella di primissima grandezza del firmamento

BERGAMO JAZZ 20222021-12-22T13:50:12+01:00

Grande successo per Re Lear in apertura della Stagione di Prosa del Teatro Donizetti

Oltre 5.000 spettatori hanno applaudito Glauco Mauri e la sua compagnia Grande successo per l’apertura della Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti: oltre 5.000 spettatori hanno assistito alle sei rappresentazioni di Re Lear della Compagnia di Glauco Mauri e Roberto Sturno, andate in scena da martedì 14 a domenica 19. Ai 4.095 abbonati alla Stagione si sono aggiunti 1.080 spettatori che hanno acquistato i biglietti per le singole rappresentazioni. «Sono dati importanti», commenta Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, «Indicativi del grande affetto che il pubblico bergamasco nutre nei confronti del Teatro Donizetti e dell’apprezzamento verso la nostra Stagione di Prosa. Stiamo vivendo un momento ancora difficile a causa dell’emergenza pandemica, ma un così alto numero di spettatori sta a dimostrare che il pubblico si sente a casa e confida nelle misure di sicurezza adottate». Aggiunge Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa: «Nei giorni scorsi ho assistito a più repliche di Re Lear e ogni volta si ripeteva un rito collettivo di grande emozione, amplificato dalle parole immortali di Shakespeare e dalla presenza in scena di un Maestro come Glauco Mauri. Ho visto il pubblico seguire con attenzione tutto lo spettacolo per arrivare all’applauso finale che ogni volta sembrava non finire mai. Applausi che sono stati rivolti a tutti gli artisti e, mi piace pensare, a tutti coloro che si stanno adoperando nel tenere vivi i teatri, a Bergamo come in ogni altra città». «È bellissimo condividere con così tante persone un evento di spettacolo, di cultura», conclude Maria Grazia Panigada. Capolavoro di William Shakespeare, Re Lear ha avvinto per tre ore la platea del Donizetti: con la regia di Andrea Baracco, lo spettacolo ha convinto il pubblico, che ha riservato ovazioni a Glauco Mauri e calorosi consensi a tutta la compagnia.  

Grande successo per Re Lear in apertura della Stagione di Prosa del Teatro Donizetti2021-12-20T14:35:51+01:00

WINTER REVOLUTION – Spazio Polaresco e Bergamo Jazz insieme per Jazz Pills

Dopo l’anteprima di Milesi e Papetti, tre imperdibili appuntamenti tra dicembre e febbraio per anticipare il celebre festival jazz di Bergamo, che a marzo inaugura la sua quarantatreesima edizione A Bergamo è già tempo di jazz. Dopo l’anteprima di Massimiliano Milesi e Giacomo Papetti del 18 novembre, Spazio Polaresco e Bergamo Jazz lanciano Jazz Pills – Il jazz oltre il jazz: tre imperdibili appuntamenti che anticipano Bergamo Jazz, celebre jazz festival che inaugurerà il prossimo marzo la sua 43esima edizione. Secondo appuntamento della rassegna il 18 dicembre con Rosa Brunello, contrabbassista di talento e magnetica performer, mentre il 21 gennaio a salire sul palco del Polaresco sarà il trio formato dalla vocalist Kathya West, dal pianista Alberto Dipace e dal contrabbassista Danilo Gallo con The Last Coat Of Pink, progetto di impronta cameristica dedicato ai Pink Floyd. A chiudere questa prima serie di concerti, il 18 febbraio, sarà la violinista Anaïs Drago, altra importante figura del nuovo jazz italiano declinato al femminile. «È motivo di grande orgoglio per noi poter collaborare con Bergamo Jazz - afferma Luca Borsetti, direttore artistico dello Spazio Polaresco - realtà ormai affermata da decenni a livello internazionale. Questa rassegna conferma l’ottimo livello musicale raggiunto allo Spazio Polaresco, in cui si continua a fare spettacoli di alta qualità in una sala allestita appositamente per consentire un’atmosfera intima, protetta e l’acustica ideale per poter godere l’ascolto di musica jazz. Confidiamo quindi che si possa proseguire a lungo questo connubio, accogliendo anche altri generi musicali e diverse realtà di prestigio». «Avviata felicemente lo scorso settembre con due concerti della sezione “Scintille di Jazz”, la collaborazione tra Bergamo Jazz Festival e Spazio Polaresco prosegue ora con alcuni appuntamenti volti a testimoniare aspetti del jazz di oggi inclini alla sperimentazione. Una scelta artistica precisa che si sposa con lo spirito innovativo dello stesso Spazio Polaresco», dichiara Roberto Valentino, collaboratore di Bergamo Jazz che ha curato il ciclo di concerti.   Ufficio Stampa Freecom Media: Giuseppe Mugnano – giuseppe.mugnano@freecomhub.it / 339 4294265  

WINTER REVOLUTION – Spazio Polaresco e Bergamo Jazz insieme per Jazz Pills2021-12-14T17:41:17+01:00

Oltre 4.000 abbonamenti salutano l’inizio della nuova Stagione di Prosa del Teatro Donizetti. “Re Lear” con Glauco Mauri e Roberto Sturno in scena da martedì 14 a domenica 19 dicembre

Oltre 4.000 abbonamenti: con questo dato importante, confortante in un momento ancora segnato dalla pandemia Covid 19, con l’accesso ai luoghi di spettacolo con Green Pass obbligatorio, prende avvio la Stagione di Prosa del Teatro Donizetti. «Tanta, tantissima è l’emozione che accompagna l’inizio di questa nuova Stagione di Prosa», dice Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, «Le tante persone che lavorano all’interno della Fondazione, il pubblico, gli artisti, tutti abbiamo atteso questo momento e ognuno, nel proprio ruolo, se lo è prefigurato. Adesso questo momento è finalmente arrivato e non vediamo l’ora di ricominciare a condividere spettacoli di diversissimo ingegno, stile, poetica, contenuti, tutti di altissima qualità. Abbiamo voglia di stupirci, divertirci, ma anche di ricominciare a fare del Teatro un centro vivo di riflessione e di incontro della comunità. Sarà una Stagione molto bella, profonda e affascinante, ne sono certa». La Stagione di Prosa del Teatro Donizetti comincia, da martedì 14 a domenica 19 dicembre (ore 20.30; domenica 19 ore 15.30), nel segno di un classico shakespeariano, Re Lear, nell’interpretazione di un grande maestro del teatro Italiano, Glauco Mauri. Lo spettacolo, che proprio da Bergamo riprende il viaggio nei teatri d’Italia dopo il primo lockdown del marzo 2020, vedrà sul palcoscenico insieme all’attore pesarese, ovviamente nei panni del protagonista principale, e a Roberto Sturno (Conte di Gloucester) un cast parzialmente rinnovato con  Linda Gennari (Goneril), Melania Genna (Regan), Emilia Scarpati Fanetti (Cordelia), Francesco Sferrazza Papa (Edgar), Woody Neri (Edmund), Dario Cantarelli (Matto), Laurence Mazzoni (Conte di Kent), Giulio Petushi (Oswald), Marco Blanchi (Duca di Albany), Francesco Martucci (Duca di Cornovaglia).  Regia di Andrea Baracco. Traduzione di Letizia Russo. Riduzione e adattamento di Andrea Baracco e Glauco Mauri. Scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta. Musiche di Giacomo Vezzani e Vanja Sturno. Luci di Umile Vainieri. Produzione Compagnia Mauri Sturno – Fondazione Teatro della Toscana. Durata dello spettacolo: 2 ore e 50 minuti compreso intervallo. Glauco Mauri, nella sua lunga carriera artistica, ha dato vita a 24 personaggi shakespeariani e affronta per la terza volta, in modo diverso rispetto alle due precedenti, quella che viene considerata la “più titanica tragedia di Shakespeare, dramma dell’amore padri-figli e della follia”. «Non ho mai smesso di credere che bisogna sempre mettersi in discussione, accettare il rischio pur di far sbocciare idee nuove per meglio comprendere quel meraviglioso mondo della poesia che è il teatro», racconta lo stesso Glauco Mauri nelle note di presentazione dello spettacolo, «Ed eccomi qui per la terza volta, alla mia veneranda età, impersonare Lear. Perché? Mi sono sempre sentito non all’altezza ad interpretare quel sublime crogiolo di umanità che è il personaggio di Lear. In questa mia difficile impresa mi accompagna la convinzione che per tentare di interpretare Lear non servono tanto le eventuali doti tecniche maturate nel tempo quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato nel loro, a volte faticoso, cammino. Spero solo che quel luogo magico che è il palcoscenico possa venire in

Oltre 4.000 abbonamenti salutano l’inizio della nuova Stagione di Prosa del Teatro Donizetti. “Re Lear” con Glauco Mauri e Roberto Sturno in scena da martedì 14 a domenica 19 dicembre2021-12-10T12:14:09+01:00
Torna in cima