Deserance
uno spettacolo di Circo Zoé
Giovedì 19 febbraio al Teatro Donizetti
Si definiscono «acrobati, musicisti, filosofi ma prima di tutto sognatori, creatori, visionari e temerai»: sono i componenti della compagnia internazionale, ma con radici a Bergamo, Circo Zoé, che giovedì 19 febbraio portano al Teatro Donizetti (ore 20.30) lo spettacolo Deserance, una delle sette tappe di Altri Percorsi, la rassegna della Fondazione Teatro Donizetti dedicata al teatro di ricerca. Sul palcoscenico: Simone Benedetti, Anouck Blanchet, Adrien Fretard, Maria Reis, Chiara Sicoli e Gael Manipoud. Musiche di Jean Stengel e Diego Zanoli. Canto Irene Geninatti. Produzione Circo Zoè, coproduzione Théâtre + Cinéma Scène Nationale du Grand Narbonne, Teatro Asioli Correggio, Le Pôle La Seyne sur Mer. Durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo. Biglietti: intero 25 Euro, ridotto 20 Euro
«Deserance– come annota la stessa compagnia – risveglia l’archetipo del viaggio. L’intima e disperata ricerca di far aderire ciò che pensiamo e desideriamo alla vulnerabilità delle nostre esperienze. I corpi raccontano la solitudine dell’unicità, l’abbandono delle proprie difese attraverso l’incontro con l’altro, sospeso e vertiginoso come un valzer a due, la primordiale appartenenza di un tutto quando dal magma dei corpi emerge l’affermazione di sé. La voce, attraverso un repertorio di musica antica, conduce e guida come Caronte i viaggiatori alla ricerca della loro storia personale attraverso la quale cercano le origini di un sospiro vitale. Il canto, nella sua espressione più formale rappresentata dalla voce lirica, si libera attraverso il dialogo con sonorità contemporanee che animano e sostengono il percorso».
«Deserance è un incubatore di stati d’animo raccolti in una parola. Prende forma attraverso la pluralità dei significati che contiene, un insieme di identità e di visioni che assumono un senso specifico solo se insieme. Il desiderio è il motore che parte dal corpo, viscerale, in un certo senso innato. Un’urgenza creativa necessaria per tenere vivo il sentimento che giustifica una scelta di vita sempre al limite con sé stessi. Deserance contiene in sé l’erranza, padrona assoluta della vita della Compagnia. Indomabile e incontrollabile movimento che da sempre conduce viandanti e pellegrini alla ricerca di un senso, di una finalità immanente. Uno stato di probabile inquietudine che si rinnova, si interroga sul cambiamento profondo delle proprie scelte e volontà.
Ed infine la resistenza, quell’io sacrificato che tanto trova spazio sulla scena ma che nel quotidiano è compromesso e subordinato al collettivo. Quella resistenza, inoltre, agli eventi esterni o interni che con ciclicità richiedono conferma e riaffermazione della scelta».
La compagnia Circo Zoé si è formata attraverso una rete di conoscenze ed amicizie legate dalla passione per lo spettacolo ed in particolare per il circo. I primi incontri sono avvenuti nell’ambito del sociale e del teatro di strada proprio a Bergamo; i contatti si sono poi allargati a Torino, alla Scuola di Cirko Vertigo, e in seguito all’Académie Fratellini a Parigi. Nel 2012 ha debuttato con il suo primo spettacolo Zoé al Teatro Astra di Torino. Da lì una tournée internazionale che li ha portati al Festival Karacena in Marocco, Mirabilia, Cirque Electrique a Parigi, Arènes di Nanterre, Mois Molières di Versailles. Circo Zoé non è solo una compagnia, ma anche una forte volontà introspettiva che si traduce quasi in un manifesto programmatico della vita e dell’arte: «Il nome della compagnia è composta da due parole, Circo e Zoé (“vita”). Circo perché per noi è importante sottolineare l’importanza del circo come arte e come storia: il circo racchiude un universo che oltrepassa il momento dello spettacolo, racchiude una scelta di vita, una scelta di fare spettacolo e di espressione artistica che comprende molti aspetti della vita, una vera condivisione artistica e umana”. Col termine “vita” s’intende non tanto la “bios”, quanto il concetto del filosofo Agamben “vita nuda”, una scelta che Circo Zoé sente come propria poiché affine all’arte popolare circense, percepita a torto come secondaria rispetto alle arti classiche. Circo Zoé nasce pertanto dalla scelta di imboccare una direzione artistica e di vita sì incerta, ma resa forte dall’unione virtuosa del collettivo che punta a difendere un’arte, quella del circo di strada, che in Italia non ha ancora trovato il suo riconoscimento».















