Carmen
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Giovedì 29 gennaio 2026, ore 18.00 | Sala Musica – Teatro Donizetti IL PERICOLO N. 1: LA DONNA! |
NOTE DI REGIA
Personalmente è la prima volta che affronto Carmen, un titolo amatissimo e temuto al tempo stesso. Pur avendola suonata spesso quando ero accompagnatore al pianoforte, non sono mai entrato, nemmeno come assistente alla regia, nelle dinamiche sceniche di una partitura così complessa. Quindi personalmente vivo un incontro con una vecchia amica, e al tempo stesso il panico davanti ad un mistero insoluto e denso di inquietudini. Sono partito dal cosiddetto “Tema del Destino”, l’unico vero leitmotiv che accompagna lo spartito e su quello, insieme allo scenografo Emanuele Sinisi, alla costumista Annamaria Heinreich, e con il contributo dei video del gruppo Imaginarium, ho optato per una certa spoliazione da un ambiente pseudo-spagnoleggiante. Si vedrà in scena una pedana inclinata racchiusa da muri corrotti dal tempo, sulla quale agisce un grande muro centrale che, a seconda delle situazioni sceniche ed emotive, rivelerà spazi “altri” da sé, il mondo della libertà, del desiderio, dell’andare oltre le convenzioni che la società ci costringe a seguire per timore della destabilizzazione provocata da un universo “altro”, diverso e sconosciuto. Siamo impauriti e sedotti da Carmen, la sfuggiamo ma al tempo stesso ne siamo ipnotizzati, e lei intanto «pensa, perché non è proibito pensare». E mentre Carmen resta fedele e coerente a sé stessa, chiunque se la trovi nella propria via cambia, evolve, mette a nudo la propria anima fragile e vulnerabile, forse muore per rinascere.
Stefano Vizioli
NOTE DEL DIRETTORE
È con grande entusiasmo che ci prepariamo ad affrontare l'opera Carmen di Georges Bizet, un capolavoro del repertorio operistico che continua a incantare pubblici di tutto il mondo. Composta tra il 1873 e il 1874 e presentata per la prima volta nel 1875, Carmen ha rivoluzionato il panorama dell'opera, non solo per la sua musica innovativa ma anche per la sua audace narrativa e i suoi temi profondi e universali.
Ambientata nella Spagna del XIX secolo, l’opera racconta la storia appassionata e tragica di Carmen, una giovane zingara che sfida tutte le convenzioni sociali per vivere la sua vita in piena libertà. La sua relazione tumultuosa con Don José e l’affascinante toreador Escamillo, permette a Bizet di esplorare musicalmente sentimenti travolgenti dell’animo umano, come la sensualità, la passione, e la gelosia, catturandone l'essenza attraverso melodie incredibilmente espressive e ricche di colori orchestrali.
Per il direttore d'orchestra, uno degli aspetti più straordinari di Carmen è la sua varietà musicale: l’opera è costellata di melodie indimenticabili, motivi ricorrenti e ha una scrittura orchestrale che spazia dal lirico al drammatico. La partitura si compone di una straordinaria fusione di generi, che includono elementi di musica folkloristica spagnola, bel canto, e melodramma.
Anche se Carmen (1875) precede di circa vent’anni la nascita ufficiale del verismo operistico in Italia, molti suoi tratti anticipano questa corrente. Dal punto di vista musicale e drammaturgico, l’opera di Bizet si allontana dal romanticismo idealizzato e si orienta di più verso una rappresentazione realistica e cruda della vita. Bizet inserisce nella partitura ritmi e melodie ispirati al folklore spagnolo (l’Habanera originaria di Cuba, o la Seguidilla andalusa) non come semplice esotismo, ma per caratterizzare autenticamente i personaggi. Il colore orchestrale non idealizza, ma restituisce il calore e la sensualità della Spagna reale.
La vicenda è dominata da passioni elementari (amore, gelosia, libertà, morte) e da un fatalismo tragico che non risparmia nulla allo spettatore. La brutalità del femminicidio, senza mediazioni poetiche, appartiene molto di più al verismo di Mascagni che al romanticismo di Meyerbeer.
Dal mio punto di vista, è fondamentale, come direttore d'orchestra, cogliere il dinamismo, il colore e l'intensità delle emozioni contenute in ogni nota di questa magistrale partitura. Dobbiamo lavorare insieme per dare vita ai vari personaggi: la vitalità di Carmen, la vulnerabilità di Don José, e il carisma di Escamillo. Ogni sezione dell'orchestra gioca un ruolo vitale in questo dialogo musicale. I legni, ad esempio, porteranno la freschezza e la giocosità, mentre gli ottoni avranno il compito di esaltare i momenti di passione e conflitto.
Il ritmo, inoltre, è un elemento chiave in Carmen; Bizet è maestro nel creare tensione drammatica attraverso l’uso del ritmo. È fondamentale che interpretiamo queste sezioni con un senso di urgenza e fluidità, mantenendo un bilanciamento tra precisione e espressività. La coordinazione tra scena e orchestra deve essere impeccabile, in quanto ogni battuta contribuisce alla costruzione dell'atmosfera e alla narrazione della storia.
Sergio Alapont
Locandina
Opera-comique in quattro atti
libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy
tratto dalla novella Carmen di Prosper Mérimée
musica di Georges Bizet
recitativi musicati da Ernest Guiraud
Prima rappresentazione: Parigi, Opera-Comique, 3 marzo 1875
personaggi e interpreti
Carmen Emanuela Pascu (I)/Emilia Rukavina (II)
Don José Roberto Aronica (I)/Joseph Dahdah (II)
Micaëla Rocío Faus (I)/Alessia Merepeza (II)
Escamillo Gianluca Failla
Mercédès Aoxue Zhu
Frasquita Soraya Méncid
Moralès Paolo Ingrasciotta
Zuniga Nicola Ciancio
Dancairo William Allione
Remendado Enrico Iviglia
direttore Sergio Alapont
regia Stefano Vizioli
coreografia e assistente regia Pierluigi Vanelli
scene Emanuele Sinisi
costumi Anna Maria Heinrich
luci Vincenzo Raponi
progetto di videomapping e visual art Imaginarium Studio
maestro del coro Diego Maccagnola
maestro del coro di voci bianche Mario Mora
Coro OperaLombardia
Coro di voci bianche I Piccoli Musici
Orchestra I Pomeriggi Musicali
nuovo allestimento dei Teatri di OperaLombardia, Teatro Comunale “Pavarotti-Freni” di Modena, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro “Dante Alighieri” di Ravenna















