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News 2017-12-29T13:07:06+00:00
1511, 2018

“Occident Express” con Ottavia Piccolo inaugura giovedì 15 novembre la nuova Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti

Sull’onda del successo della campagna abbonamenti, che ha fatto registrare un incremento del 14% rispetto alla precedente edizione, portando gli abbonamenti a oltre 3.600 (dei quali oltre 1.000 per lo spettacolo del giovedì sera), sta per alzarsi il sipario sulla Stagione di Prosa 2018/2019 della Fondazione Teatro Donizetti: da giovedì 15 a domenica 18 novembre (ore 20,30, domenica 18 ore 15,30) è infatti in programma al Creberg Teatro Occident Express, con un’intensa Ottavia Piccolo nel ruolo di Haifa, una donna irachena in fuga dalla violenza sulla “rotta dei Balcani” con la sua piccola nipotina. Lo spettacolo, scritto da Stefano Massini, si avvale delle musiche, eseguite dal vivo, scritte dal compositore Enrico Fink. In scena, accanto all’attrice, i componenti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo: Gianni Micheli (clarinetti e fisarmonica), Massimo Ferri (oud, cümbüs, bouzouki, chitarra), Luca Roccia Baldini (basso e contrabbasso), Mariel Tahiraj (violino), Leidy Natalia Orozco (viola), Maria Clara Verdelli (violoncello), Massimiliano Dragoni (salterio e percussioni),e lo stesso  Enrico Fink (flauto). Disegno luci di Alfredo Piras. Produzione Teatro Stabile dell’Umbria e Officine della Cultura. Durata 1 ora e 40 minuti senza intervallo. Per venerdì 16 novembre, nel Foyer del Creberg Teatro (ore 18), è previsto un incontro dal titolo “Dall’Oriente Biblico all’Occident Express”, dialogo-narrazione con inserti musicali a partire dal volume Il grande racconto della Bibbia di Piero Stefani. Saranno presenti Ottavia Piccolo, Piero Stefani e Enrico Fink. L’incontro è organizzato in collaborazione con Effetto Bibbia. Occident Express racconta la tragica vicenda di Haifa, un’anziana donna di Mosul che nel 2015 si mise in fuga insieme alla nipotina di 4 anni percorrendo in tutto 5.000 chilometri, attraverso la cosiddetta “rotta dei Balcani”. Occident Express è la cronaca del suo viaggio. È il diario di una fuga. È l’istantanea su un inferno a cielo aperto. Ma soprattutto è una storia vera, un piccolo pezzo di vita vissuta che compone il grande mosaico dell’umanità in cammino. Occident Express è un frammento del nostro tempo. Dalle terre aride di Hulalyah, nel nord dell’Iraq, risalendo l’Europa fino ai ghiacci del mar Baltico, Haifa strappa con i denti una tappa dopo l’altra, ogni volta morendo, ogni volta nascendo, ogni volta scoprendo qualcosa degli altri e di sé. Un’odissea del Terzo Millennio. Un racconto spietato fra parole e musica, senza un solo attimo di sosta: la terribile corsa per la sopravvivenza. «Conobbi la storia di Haifa Ghemal nel marzo 2016. Un importante quotidiano europeo mi propose di scrivere un pezzo sul suo viaggio al tempo stesso agghiacciante e formidabile. Il contatto con questa cronaca fu in effetti impressionante: un concentrato inaudito di violenza, tenerezza, terrore e umanità, in un crescendo senza fine. Trovai che nella storia di questa anziana donna ci fosse molto del nostro tempo: la gratuità del male, l’onnipotenza del danaro, l’irrompere sulle nostre strade di una forza incontrollabile per lungo tempo sconosciuta all’occidente: la lotta per la vita. Haifa si mise in viaggio con niente di più che una bambina al collo, intercettando sul suo cammino le esistenze di altri forzati nomadi del 2015,

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