{"id":39730,"date":"2026-02-25T18:52:28","date_gmt":"2026-02-25T17:52:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=39730"},"modified":"2026-02-25T18:52:28","modified_gmt":"2026-02-25T17:52:28","slug":"alessandro-bergonzoni-torna-al-teatro-donizetti-con-il-suo-nuovo-spettacolo-arrivano-i-dunque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/alessandro-bergonzoni-torna-al-teatro-donizetti-con-il-suo-nuovo-spettacolo-arrivano-i-dunque\/","title":{"rendered":"Alessandro Bergonzoni torna al Teatro Donizetti con il suo nuovo spettacolo: &#8220;Arrivano i dunque&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #a30b0b;\"><strong>La Stagione dei Teatri 2025-2026<br \/>\n<\/strong><strong>Altri Percorsi <\/strong><\/span><\/h2>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #a30b0b;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>Arrivano i Dunque<br \/>\n<\/em><\/strong><strong>di e con Alessandro Bergonzoni<br \/>\n<\/strong><strong>gioved\u00ec 5 marzo al Teatro Donizetti<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Torna a Bergamo <strong>Alessandro Bergonzoni<\/strong>, attore comico, ma non solo, che gioved\u00ec 5 marzo al Teatro Donizetti (ore 20.30), nell\u2019ambito della rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, presenta <strong><em>Arrivano i Dunque<\/em><\/strong><em> <strong>(Avannotti, Sole blu e la storia della giovane Saracinesca)<\/strong><\/em>, spettacolo nel quale il suo protagonista attraversa come un funambolo le parole con la sua personalissima cifra stilistica. Regia dello stesso Bergonzoni, che firma anche le scene, e di Riccardo Rodolfi.<\/p>\n<p>Seguito del fortunatissimo <em>Trascendi e Sali<\/em>, visto a Bergamo nel 2021, <em>Arrivano i Dunque<\/em> \u00e8 un luogo scenico, multifunzionale, dove Bergonzoni prosegue la sua ricerca artistica nei territori che in questi anni lo hanno visto partecipare attivamente in prima persona ad avvenimenti sia artistici che sociali. \u00a0E se in questo nuovo spettacolo si vuole trovare un&#8217;altra cifra bergonzoniana, insieme ovviamente alla scrittura comica, si deve cercarla nella <em>\u201cCrealt\u00e0\u201d<\/em>, altra sua invenzione, che esplicita, in un pensiero che si fa neologismo, la vera tensione morale di questo artista unico: il tentativo di ricreare una realt\u00e0 che non solo non basta pi\u00f9 ma che possiamo\/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente pi\u00f9 accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo stesso attore bolognese presenta il suo spettacolo: \u00abUn\u2019asta dei pensieri. Cerco il miglior (s)oferente per mettere all\u2019incanto il verso delle cose: magari d\u2019uccello o di poeta.<br \/>\nParto dallo sproposito, per la rifusa, con la congiungivite, varco il fraintendere, fino all\u2019unit\u00e0 dismisura, tra arte e sorte, famminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dal\u00ec fino Allah. C\u2019realt\u00e0! Lunire all\u2019esistente l\u2019atranuova san(t)it\u00e1, nelle nostre avannotti larvate. Grossomodo, seguendo i miei estinti, preganti di continuare a infnire. Mi sono fatto prendere la mano (sposato o salvato dall\u2019annegar?). Il tempo stringe, non \u00e8 sempre abbraccio, ma corda o lenzuolo. Basta afacciarsi sul percipizio e sentir lindimostrabiliante sciamanumanesimo tradotto in esasperanto. La scenografa \u201c\u00e8scatologica\u201d, il sole blu, la giovane saracinesca su (ermetica perch\u00e9 io mistero), altrista in un tealtro ove nulla accade senza tutti. Manca poco? Tanto \u00e9 inutile? Non per niente tutto chiede!\u00bb.<\/p>\n<p>Alessandro Bergonzoni nasce a Bologna nel 1958. Artista, attore, autore. Quindici spettacoli teatrali al suo attivo e sei libri. Nel cinema: <em>Pinocchio <\/em>(2001) di Roberto Benigni e <em>Quijotet <\/em>(2006) di Mimmo Paladino. Da anni scrive <em>Aprimi Cielo <\/em>sul &#8220;Venerd\u00ec di Repubblica\u201d e <em>Il pensato del giorno <\/em>su Robinson, dal 2005 si avvicina al mondo dell\u2019arte esponendo in varie gallerie e musei. Unisce al suo percorso artistico un interesse profondo per temi sociali quali la carcerazione, l&#8217;immigrazione, la malattia e la pace tenendo su questi argomenti incontri in vari ambiti. Ha vinto il Premio della Critica 2004\/2005, il Premio Hystrio nel 2008 e il Premio UBU nel 2009. Dal 2015 ha presentato in varie Pinacoteche Nazionali l\u2019installazione performativa <em>Tutela dei beni: corpi del (C)reato ad arte (il valore di un\u2019opera, in persona)<\/em>. Nel 2020 per Garzanti esce <em>Aprimi cielo, dieci anni di raccoglimento, articolato<\/em>. Nel 2022 gli viene assegnata la Coppa Volponi per il lavoro letterario, il Premio Nazionale Cultura della Pace-Citt\u00e0 di Sansepolcro e, nel 2023, il Premio Montale Fuori di Casa. Nel 2024, oltre al debutto di<em> Arrivano i Dunque<\/em>, ha inaugurato al Mudima di Milano l\u2019installazione <em>Vite Sospese<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Stagione dei Teatri 2025-2026 Altri Percorsi \u00a0Arrivano i Dunque di e con Alessandro Bergonzoni gioved\u00ec 5 marzo al Teatro Donizetti &nbsp; Torna a Bergamo Alessandro Bergonzoni, attore comico, ma non solo, che gioved\u00ec 5 marzo al Teatro Donizetti (ore 20.30), nell\u2019ambito della rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, presenta Arrivano i Dunque (Avannotti, Sole blu e la storia della giovane Saracinesca), spettacolo nel quale il suo protagonista attraversa come un funambolo le parole con la sua personalissima cifra stilistica. Regia dello stesso Bergonzoni, che firma anche le scene, e di Riccardo Rodolfi. Seguito del fortunatissimo Trascendi e Sali, visto a Bergamo nel 2021, Arrivano i Dunque \u00e8 un luogo scenico, multifunzionale, dove Bergonzoni prosegue la sua ricerca artistica nei territori che in questi anni lo hanno visto partecipare attivamente in prima persona ad avvenimenti sia artistici che sociali. \u00a0E se in questo nuovo spettacolo si vuole trovare un&#8217;altra cifra bergonzoniana, insieme ovviamente alla scrittura comica, si deve cercarla nella \u201cCrealt\u00e0\u201d, altra sua invenzione, che esplicita, in un pensiero che si fa neologismo, la vera tensione morale di questo artista unico: il tentativo di ricreare una realt\u00e0 che non solo non basta pi\u00f9 ma che possiamo\/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente pi\u00f9 accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati. Cos\u00ec lo stesso attore bolognese presenta il suo spettacolo: \u00abUn\u2019asta dei pensieri. Cerco il miglior (s)oferente per mettere all\u2019incanto il verso delle cose: magari d\u2019uccello o di poeta. Parto dallo sproposito, per la rifusa, con la congiungivite, varco il fraintendere, fino all\u2019unit\u00e0 dismisura, tra arte e sorte, famminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dal\u00ec fino Allah. C\u2019realt\u00e0! Lunire all\u2019esistente l\u2019atranuova san(t)it\u00e1, nelle nostre avannotti larvate. Grossomodo, seguendo i miei estinti, preganti di continuare a infnire. Mi sono fatto prendere la mano (sposato o salvato dall\u2019annegar?). Il tempo stringe, non \u00e8 sempre abbraccio, ma corda o lenzuolo. Basta afacciarsi sul percipizio e sentir lindimostrabiliante sciamanumanesimo tradotto in esasperanto. La scenografa \u201c\u00e8scatologica\u201d, il sole blu, la giovane saracinesca su (ermetica perch\u00e9 io mistero), altrista in un tealtro ove nulla accade senza tutti. Manca poco? 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