{"id":35632,"date":"2025-03-24T12:11:46","date_gmt":"2025-03-24T11:11:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=35632"},"modified":"2025-03-24T12:11:46","modified_gmt":"2025-03-24T11:11:46","slug":"la-stagione-di-altri-percorsi-prosegue-con-anfitrione-giovedi-27-e-venerdi-28-marzo-al-teatro-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/la-stagione-di-altri-percorsi-prosegue-con-anfitrione-giovedi-27-e-venerdi-28-marzo-al-teatro-sociale\/","title":{"rendered":"La Stagione di Altri Percorsi prosegue con &#8220;Anfitrione&#8221;: gioved\u00ec 27 e venerd\u00ec 28 marzo al Teatro Sociale"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il toccante <em>Amore <\/em>di Pippo Delbono ospitato al Donizetti, la rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti torna nella sua sede abituale, il Teatro Sociale di Citt\u00e0 Alta, dove gioved\u00ec 27 (ore 20.30) e venerd\u00ec 28 marzo (ore 10.30) \u00e8 in programma <strong><em>Anfitrione<\/em><\/strong>, rivisitazione del testo di Plauto ad opera del Teatro Kismet di Bari con la drammaturgia e la regia di <strong>Teresa Ludovico<\/strong>. Gi\u00e0 in programmazione nel 2020 e poi annullato a causa della pandemia, <em>Anfitrione<\/em> ruota attorno al tema del doppio, fondamentale nel testo di Plauto e collocato dalla regista Teresa Ludovico in un ambiente malavitoso in cui sei attori e un musicista, in un movimento continuo, disegnano doppi mondi: divino e umano, sopra e sotto, luci e ombre. Nello spettacolo, quindi, verit\u00e0 e finzione si alternano e si confondono in un gioco di specchi attraverso il corpo e la voce degli attori.<\/p>\n<p>\u00abChi sono io se non sono io? Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 simile a me! Io sono quello che sono sempre stato? Dov\u2019\u00e8 che sono morto? Dove l\u2019ho perduta la mia persona? Il mio me pu\u00f2 essere che io l\u2019abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi \u00e8 pi\u00f9 disgraziato di me? Nessuno mi riconosce pi\u00f9 e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so pi\u00f9 chi sono! Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell\u2019Anfitrione, scritto da Plauto pi\u00f9 di 2000 anni fa, che molti di noi oggi\u00bb, racconta la regista Teresa Ludovico, \u00abIl doppio, la costruzione di un\u2019identit\u00e0 fittizia, il furto dell\u2019io, la perdita dell\u2019essere garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perch\u00e9 gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle pi\u00f9 svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione, lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte d\u2019amore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione. Durante il racconto il dio prov\u00f2, per la prima volta, un\u2019ilarit\u00e0 che poi si premur\u00f2 di lasciare in dono agli uomini. Dopo Plauto in tanti hanno riscritto l\u2019Anfitrione e ciascuno l\u2019ha fatto cercando di ascoltare gli stimoli e le inquietudini del proprio tempo. Ho provato a farlo anch\u2019io\u00bb.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Teresa Ludovico \u00e8 regista, autrice e attrice. Dopo la laurea, ha compiuto un lungo percorso artistico sotto la guida di diversi maestri, in Italia e all\u2019estero. Dal 1993 fa parte del Teatro Kismet OperA di Bari e dal 1998 \u00e8 regista stabile. Fra gli altri, scrive e dirige gli spettacoli <em>Ecuba e i suoi figli<\/em>, <em>Bella e Bestia <\/em>(premio Eti Stregagatto 2002), <em>La<\/em> <em>regina delle nevi<\/em>, <em>Il malato immaginario <\/em>presentati in festival e teatri in Europa, Asia e Australia. Si \u00e8 avvicinata al teatro musicale scrivendo e interpretando varie opere fra cui il concerto teatrale <em>In search of Simurgh<\/em>, realizzato in collaborazione con i Radiodervish. Firma la regia di numerose opere di teatro contemporaneo fra<\/p>\n<p>cui <em>Piccola Antigone e Cara Medea <\/em>e <em>Namur<\/em>, di Antonio Tarantino, di cui \u00e8 anche interprete. Cura la riscrittura e regia di <em>I Was A Rat! <\/em>di Philip Pullman coprodotto da Birmingham Repertory Theatre Company, Nottingham Playhouse Theatre Company, The New Wolsey Theatre, Ipswich, e la regia di <em>The BFG <\/em>di Roald Dahl, prodotto dal Birmingham Repertory Theatre. Inoltre, dal 2002 al 2008, collabora con il Setagaya Public Theatre di Tokyo e cura la regia e la drammaturgia di <em>Yuki no Joou <\/em>e <em>Ningyohime<\/em>. Nel 2008 per Za Koenji Public Theatre di Tokyo firma regia e drammaturgia di <em>Tabi to Aitsu to Ohimesama<\/em> che nel 2011 vince il premio Jido Fukushi Bunka Sho come \u201cMigliore opera per le nuove generazioni\u201d e, nel 2016, firma testo e regia di <em>Pinocchio<\/em>. Dal 2011 al 2016 cura la Direzione Artistica del Teatro Kismet OperA, ora Teatri di Bari. Attualmente \u00e8 direttrice artistica del festival Maggio all\u2019Infanzia. Dalla Regione Puglia, Assessorato delle Pari opportunit\u00e0, riceve il \u201cPremio Talento Donna \u2013 Puglia 2013\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il toccante Amore di Pippo Delbono ospitato al Donizetti, la rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti torna nella sua sede abituale, il Teatro Sociale di Citt\u00e0 Alta, dove gioved\u00ec 27 (ore 20.30) e venerd\u00ec 28 marzo (ore 10.30) \u00e8 in programma Anfitrione, rivisitazione del testo di Plauto ad opera del Teatro Kismet di Bari con la drammaturgia e la regia di Teresa Ludovico. Gi\u00e0 in programmazione nel 2020 e poi annullato a causa della pandemia, Anfitrione ruota attorno al tema del doppio, fondamentale nel testo di Plauto e collocato dalla regista Teresa Ludovico in un ambiente malavitoso in cui sei attori e un musicista, in un movimento continuo, disegnano doppi mondi: divino e umano, sopra e sotto, luci e ombre. Nello spettacolo, quindi, verit\u00e0 e finzione si alternano e si confondono in un gioco di specchi attraverso il corpo e la voce degli attori. \u00abChi sono io se non sono io? Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 simile a me! Io sono quello che sono sempre stato? Dov\u2019\u00e8 che sono morto? Dove l\u2019ho perduta la mia persona? Il mio me pu\u00f2 essere che io l\u2019abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi \u00e8 pi\u00f9 disgraziato di me? Nessuno mi riconosce pi\u00f9 e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so pi\u00f9 chi sono! Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell\u2019Anfitrione, scritto da Plauto pi\u00f9 di 2000 anni fa, che molti di noi oggi\u00bb, racconta la regista Teresa Ludovico, \u00abIl doppio, la costruzione di un\u2019identit\u00e0 fittizia, il furto dell\u2019io, la perdita dell\u2019essere garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perch\u00e9 gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle pi\u00f9 svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione, lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte d\u2019amore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione. Durante il racconto il dio prov\u00f2, per la prima volta, un\u2019ilarit\u00e0 che poi si premur\u00f2 di lasciare in dono agli uomini. Dopo Plauto in tanti hanno riscritto l\u2019Anfitrione e ciascuno l\u2019ha fatto cercando di ascoltare gli stimoli e le inquietudini del proprio tempo. Ho provato a farlo anch\u2019io\u00bb. \u00a0Teresa Ludovico \u00e8 regista, autrice e attrice. Dopo la laurea, ha compiuto un lungo percorso artistico sotto la guida di diversi maestri, in Italia e all\u2019estero. Dal 1993 fa parte del Teatro Kismet OperA di Bari e dal 1998 \u00e8 regista stabile. Fra gli altri, scrive e dirige gli spettacoli Ecuba e i suoi figli, Bella e Bestia (premio Eti Stregagatto 2002), La regina delle nevi, Il malato immaginario presentati in festival e teatri in Europa, Asia e Australia. 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