{"id":35391,"date":"2025-02-24T14:21:56","date_gmt":"2025-02-24T13:21:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=35391"},"modified":"2025-02-24T14:21:56","modified_gmt":"2025-02-24T13:21:56","slug":"altri-percorsi-prosegue-con-amore-di-pippo-delbono-in-scena-giovedi-6-marzo-al-teatro-donizetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/altri-percorsi-prosegue-con-amore-di-pippo-delbono-in-scena-giovedi-6-marzo-al-teatro-donizetti\/","title":{"rendered":"Altri Percorsi prosegue con &#8220;Amore&#8221; di Pippo Delbono, in scena gioved\u00ec 6 marzo al Teatro Donizetti"},"content":{"rendered":"<p>A distanza di tre anni dalla rappresentazione de <em>La Gioia<\/em>, torna al Teatro Donizetti <strong>Pippo Delbono<\/strong>, autore, attore e regista di fama internazionale, poeta del teatro di ricerca, per proporre <strong><em>Amore<\/em><\/strong>, in programma gioved\u00ec 6 marzo (ore 20.30) nell\u2019ambito della Stagione di Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti. Lo spettacolo vedr\u00e0 sul palcoscenico del principale teatro cittadino un nutrito gruppo di attori: Dolly Albertin, Margherita Clemente, Ilaria Distante, Mario Intruglio, Pedro J\u00f3ia, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Miguel Ramos, Pepe Robledo, Grazia Spinella, Selma Uamusse. Musiche originali di Pedro J\u00f3ia e altri autori.<\/p>\n<p><em>Amore<\/em> nasce dall\u2019incontro e dall\u2019amicizia di Pippo Delbono con il produttore teatrale italiano, da anni attivo in Portogallo, Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull\u2019\u201camore\u201d come sentimento, stato dell\u2019anima. Un vero e proprio ingranaggio nell\u2019organismo umano, che seleziona, sposta, frantuma e ricompone tutto ci\u00f2 che vediamo, che sentiamo, tutto ci\u00f2 che desideriamo.<\/p>\n<p><em>Amore <\/em>\u00e8 un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna \u2013 oltre al Portogallo, l\u2019Angola, Capo Verde \u2013 e una interna, quella delle corde dell\u2019anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del <em>fado<\/em>, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata, ora di un <em>tableau vivant<\/em>, ora di una lenta processione; l\u2019immagine \u00e8 un quadro che muta nei colori, si scalda e si raffredda. E c\u2019\u00e8, poi, la parola poetica, restituita dal registro caldo dell\u2019artista ligure attraverso il suo consueto, ipnotico, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade, Eug\u00e9nio De Andrade, Daniel Dam\u00e1sio Ascens\u00e3o Filipe, Sophia de Mello Breyner Andresen, Jacques Pr\u00e9vert, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca.<\/p>\n<p>\u00abQuesto spettacolo \u2013 racconta lo stesso Pippo Delbono \u2013 presenta una duplice visione dell\u2019amore. Da una parte \u2013 e sono i testi a prendere voce \u2013 ci mettiamo, tutti, alla ricerca di quell\u2019amore, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo, questo amore, anche se ne riconosciamo costantemente l\u2019urgenza; io lo ricerco, ma anche lo voglio, ed \u00e8 proprio questo che fa paura. Ma il cammino \u2013 fatto di musiche, voci, immagini \u2013 riesce poi, forse, a portarci verso una riconciliazione, un momento di pace in cui quell\u2019amore possa manifestarsi al di l\u00e0 di ogni singola paura\u00bb.<\/p>\n<p>A tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato \u00e8 una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto, il canto alla musica, la voce viva al silenzio, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista \u00e8 l\u2019assenza, \u00e8 la distanza, \u00e8 la nostalgia, una mappatura di emozioni che scava nell\u2019animo dell\u2019autore, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore, chiamato a cercare sempre con gli occhi ci\u00f2 che manca e che, inesorabilmente, tarda a manifestarsi.<\/p>\n<p><em>Amore <\/em>\u00e8 ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola, invocandola in maniera laica e sognante, abbiamo forse la possibilit\u00e0 di darle voce e, a lungo grande assente nei discorsi pubblici, liberarla dalla confusione che ha regnato sull\u2019intera narrazione di questa odissea globale, spaventosa, terribilmente umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A distanza di tre anni dalla rappresentazione de La Gioia, torna al Teatro Donizetti Pippo Delbono, autore, attore e regista di fama internazionale, poeta del teatro di ricerca, per proporre Amore, in programma gioved\u00ec 6 marzo (ore 20.30) nell\u2019ambito della Stagione di Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti. Lo spettacolo vedr\u00e0 sul palcoscenico del principale teatro cittadino un nutrito gruppo di attori: Dolly Albertin, Margherita Clemente, Ilaria Distante, Mario Intruglio, Pedro J\u00f3ia, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Miguel Ramos, Pepe Robledo, Grazia Spinella, Selma Uamusse. Musiche originali di Pedro J\u00f3ia e altri autori. Amore nasce dall\u2019incontro e dall\u2019amicizia di Pippo Delbono con il produttore teatrale italiano, da anni attivo in Portogallo, Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull\u2019\u201camore\u201d come sentimento, stato dell\u2019anima. Un vero e proprio ingranaggio nell\u2019organismo umano, che seleziona, sposta, frantuma e ricompone tutto ci\u00f2 che vediamo, che sentiamo, tutto ci\u00f2 che desideriamo. Amore \u00e8 un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna \u2013 oltre al Portogallo, l\u2019Angola, Capo Verde \u2013 e una interna, quella delle corde dell\u2019anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata, ora di un tableau vivant, ora di una lenta processione; l\u2019immagine \u00e8 un quadro che muta nei colori, si scalda e si raffredda. E c\u2019\u00e8, poi, la parola poetica, restituita dal registro caldo dell\u2019artista ligure attraverso il suo consueto, ipnotico, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade, Eug\u00e9nio De Andrade, Daniel Dam\u00e1sio Ascens\u00e3o Filipe, Sophia de Mello Breyner Andresen, Jacques Pr\u00e9vert, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. \u00abQuesto spettacolo \u2013 racconta lo stesso Pippo Delbono \u2013 presenta una duplice visione dell\u2019amore. Da una parte \u2013 e sono i testi a prendere voce \u2013 ci mettiamo, tutti, alla ricerca di quell\u2019amore, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo, questo amore, anche se ne riconosciamo costantemente l\u2019urgenza; io lo ricerco, ma anche lo voglio, ed \u00e8 proprio questo che fa paura. Ma il cammino \u2013 fatto di musiche, voci, immagini \u2013 riesce poi, forse, a portarci verso una riconciliazione, un momento di pace in cui quell\u2019amore possa manifestarsi al di l\u00e0 di ogni singola paura\u00bb. A tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato \u00e8 una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto, il canto alla musica, la voce viva al silenzio, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista \u00e8 l\u2019assenza, \u00e8 la distanza, \u00e8 la nostalgia, una mappatura di emozioni che scava nell\u2019animo dell\u2019autore, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore, chiamato a cercare sempre con gli occhi ci\u00f2 che manca e che, inesorabilmente, tarda a manifestarsi. Amore \u00e8 ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola, invocandola in<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":35392,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[],"post_folder":[],"class_list":["post-35391","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35391","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35391"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35391\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35391"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/post_folder?post=35391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}