{"id":27044,"date":"2024-02-13T13:40:40","date_gmt":"2024-02-13T12:40:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=27044"},"modified":"2024-02-13T13:40:40","modified_gmt":"2024-02-13T12:40:40","slug":"italia-brasile-3-a-2-il-ritorno-di-e-con-davide-enia-in-scena-al-teatro-donizetti-mercoledi-31-gennaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/italia-brasile-3-a-2-il-ritorno-di-e-con-davide-enia-in-scena-al-teatro-donizetti-mercoledi-31-gennaio\/","title":{"rendered":"&#8220;Italia Brasile 3 a 2. Il ritorno&#8221; di e con Davide Enia in scena al Teatro Donizetti mercoled\u00ec 31 gennaio"},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 31 gennaio \u00e8 in programma al Teatro Donizetti (ore 20.30), quale primo appuntamento della sezione <em>Storia, Teatro e Societ\u00e0<\/em> della Stagione di Prosa 2023\/2024 della Fondazione Teatro Donizetti, lo spettacolo <strong><em>Italia Brasile 3 a 2. Il ritorno<\/em><\/strong>, scritto e interpretato da <strong>Davide Enia<\/strong>, drammaturgo, attore e regista pi\u00f9 volte vincitore del Premio Ubu, considerato uno dei massimi esponenti del teatro di narrazione. Lo spettacolo, andato in scena per la prima volta nel 2002 al Festival dei Due Mondi di Spoleto e diventato subito un successo teatrale, arriva a Bergamo nel suo nuovo allestimento ideato nel 2022 in occasione di un doppio anniversario: il ventennale del suo debutto e il quarantennale della partita di calcio, rievocata nello stesso spettacolo, allo Stadio Sarri\u00e0 di Bar\u00adcellona, che oggi non esiste pi\u00f9. Le musiche eseguite in scena sono di Giulio Barocchieri e Fabio Finocchio. Luci di Paolo Casati. Suoni di Paolo Cillerai. Produzione Teatro Metastasio di Prato e Fondazione Sipario Toscana in collaborazione con Fondazione Armunia Castello Pasquini Castiglioncello &#8211; Festival Inequilibrio. Durata: 90 minuti. Prezzi biglietti: posto unico 19 Euro, ridotto 15 Euro.<\/p>\n<p>La nuova messa in scena di <em>Ita\u00adlia Brasile 3 a 2<\/em> ha rivisitato il testo originale con nuova regia, nuove luci e nuove mu\u00adsiche. Il mondo \u00e8 cambiato, diverse sono le urgenze, i vuoti urlano pi\u00f9 dei pieni. I tempi sono cupi, si profila un conflitto sociale du\u00adrissimo, il Covid e l&#8217;esperienza del lockdown hanno segnato uno spartiacque che rimette in discussione lo stesso dispositivo teatrale, la sua urgenza, il suo fine. <em>Italia Brasile 3 a 2 <\/em>opera su un doppio bina\u00adrio. Il primo \u00e8 quello della coscienza colletti\u00adva, tramite il ricordo di quell&#8217;evento specifico, la partita del mondiale del 1982, che segna un atto identitario e comunitario. Il secondo binario \u00e8 quello della coscienza intima, ov\u00advero l&#8217;operazione privata di scomposizione e ricomposizione dei temi e dei sentimenti affrontati, rapportandoli al proprio vissuto personale. La partita epica della nazionale contro il Bra\u00adsile diventa uno strumento liberatorio, il suo ricordo \u00e8 intriso di gioia e questo restituisce al dispositivo teatrale il suo ruolo di costi\u00adtuente della coscienza comunitaria. E poi c&#8217;\u00e8 qualcosa che appartiene a una dimen\u00adsione pi\u00f9 profonda e misteriosa, legata a doppio filo con l&#8217;essenza del teatro stesso: il rapporto tra i vivi e morti. La presenza di chi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 continua a vibrare da questa par\u00adte della vita, si impone nella memoria, segna traiettorie nel futuro. A differenza di quando debutt\u00f2 nel 2002, sono morti tanti protago\u00adnisti di questo lavoro: \u00e8 morto Paolo Rossi, \u00e8 morto Enzo Bearzot, \u00e8 morto Socrates, \u00e8 morto Valdir Peres, \u00e8 morto lo zio Beppe.<\/p>\n<p>Eppure, i loro occhi, le loro voci, le loro gesta continuano a ripresentarsi come presenze vive, scena dopo scena, parola dopo paro\u00adla, gol dopo gol, schiudendo le porte dell&#8217;i\u00adnesprimibile, invitando ad abbandonarci al mistero, permettendoci di scorgere ci\u00f2 che brilla nel buio e non fa male.<\/p>\n<p><em>Italia Brasile 3 a 2 <\/em>\u00e8 un vero e proprio \u00abcaso\u00bb teatrale. Monologo da sempre in tourn\u00e9e, portato in giro per i teatri d\u2019Europa, riesce a passare con l\u2019elegante velocit\u00e0 di un tiro al volo dai comici microeventi del tinel\u00adlo palermitano a drammatiche partite in cui letteralmente ci si giocava la vita. Intriso di spirito popolare, grazie ad una sorprendente reinvenzione linguistica che parte dal dialet\u00adto palermitano, il testo \u00e8 anche un racconto di formazione di commovente umorismo.<\/p>\n<p>Davide Enia, nato a Palermo nel 1974, \u00e8 autore degli spettacoli <em>Italia-Brasile 3 a 2<\/em>, <em>maggio &#8217;43<\/em>, <em>Scanna<\/em>, <em>I capitoli dell&#8217;infanzia<\/em>. Come attore, regista e autore di teatro vince i pi\u00f9 importanti premi di teatro italiani (tra gli altri, il\u00a0premio UBU, il premio Tondelli, il premio ETI, il premio Mezzogiorno, il premio Hystrio, il premio Gassman).\u00a0Per RadioRai2 scrive e interpreta il radiodramma <em>Remb\u00f2<\/em>. <em>L\u2019oca del Cairo<\/em>, opera incompleta di Mozart andata in scena al Teatro Massimo di Palermo nel 2017, segna il suo esordio alla regia lirica. \u00a0<em>Cos\u00ec in terra<\/em> (2012) \u00e8 il suo primo romanzo, tradotto in diciotto lingue, vincitore nel 2016 del Prix du Premier Roman Etranger e del Prix Brignoles, come miglior romanzo straniero dell\u2019anno in Francia. <em>Appunti per un naufragio<\/em>, tradotto in sette lingue, \u00e8 il suo secondo romanzo (2017), con cui vince nel 2018 il Premio Mondello, il Premio Mondello Giovani e il Premio SuperMondello. Nel 2018 torna in teatro con <em>L\u2019abisso<\/em>, con cui vince il Premio Ubu, il Premio Maschere del Teatro, il Premio Hystrio. Dal 2022 \u00e8 artista residente al Piccolo Teatro di Milano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 31 gennaio \u00e8 in programma al Teatro Donizetti (ore 20.30), quale primo appuntamento della sezione Storia, Teatro e Societ\u00e0 della Stagione di Prosa 2023\/2024 della Fondazione Teatro Donizetti, lo spettacolo Italia Brasile 3 a 2. Il ritorno, scritto e interpretato da Davide Enia, drammaturgo, attore e regista pi\u00f9 volte vincitore del Premio Ubu, considerato uno dei massimi esponenti del teatro di narrazione. Lo spettacolo, andato in scena per la prima volta nel 2002 al Festival dei Due Mondi di Spoleto e diventato subito un successo teatrale, arriva a Bergamo nel suo nuovo allestimento ideato nel 2022 in occasione di un doppio anniversario: il ventennale del suo debutto e il quarantennale della partita di calcio, rievocata nello stesso spettacolo, allo Stadio Sarri\u00e0 di Bar\u00adcellona, che oggi non esiste pi\u00f9. Le musiche eseguite in scena sono di Giulio Barocchieri e Fabio Finocchio. Luci di Paolo Casati. Suoni di Paolo Cillerai. Produzione Teatro Metastasio di Prato e Fondazione Sipario Toscana in collaborazione con Fondazione Armunia Castello Pasquini Castiglioncello &#8211; Festival Inequilibrio. Durata: 90 minuti. Prezzi biglietti: posto unico 19 Euro, ridotto 15 Euro. La nuova messa in scena di Ita\u00adlia Brasile 3 a 2 ha rivisitato il testo originale con nuova regia, nuove luci e nuove mu\u00adsiche. Il mondo \u00e8 cambiato, diverse sono le urgenze, i vuoti urlano pi\u00f9 dei pieni. I tempi sono cupi, si profila un conflitto sociale du\u00adrissimo, il Covid e l&#8217;esperienza del lockdown hanno segnato uno spartiacque che rimette in discussione lo stesso dispositivo teatrale, la sua urgenza, il suo fine. Italia Brasile 3 a 2 opera su un doppio bina\u00adrio. Il primo \u00e8 quello della coscienza colletti\u00adva, tramite il ricordo di quell&#8217;evento specifico, la partita del mondiale del 1982, che segna un atto identitario e comunitario. Il secondo binario \u00e8 quello della coscienza intima, ov\u00advero l&#8217;operazione privata di scomposizione e ricomposizione dei temi e dei sentimenti affrontati, rapportandoli al proprio vissuto personale. La partita epica della nazionale contro il Bra\u00adsile diventa uno strumento liberatorio, il suo ricordo \u00e8 intriso di gioia e questo restituisce al dispositivo teatrale il suo ruolo di costi\u00adtuente della coscienza comunitaria. E poi c&#8217;\u00e8 qualcosa che appartiene a una dimen\u00adsione pi\u00f9 profonda e misteriosa, legata a doppio filo con l&#8217;essenza del teatro stesso: il rapporto tra i vivi e morti. La presenza di chi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 continua a vibrare da questa par\u00adte della vita, si impone nella memoria, segna traiettorie nel futuro. A differenza di quando debutt\u00f2 nel 2002, sono morti tanti protago\u00adnisti di questo lavoro: \u00e8 morto Paolo Rossi, \u00e8 morto Enzo Bearzot, \u00e8 morto Socrates, \u00e8 morto Valdir Peres, \u00e8 morto lo zio Beppe. Eppure, i loro occhi, le loro voci, le loro gesta continuano a ripresentarsi come presenze vive, scena dopo scena, parola dopo paro\u00adla, gol dopo gol, schiudendo le porte dell&#8217;i\u00adnesprimibile, invitando ad abbandonarci al mistero, permettendoci di scorgere ci\u00f2 che brilla nel buio e non fa male. Italia Brasile 3 a 2 \u00e8 un vero e proprio \u00abcaso\u00bb teatrale. 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