{"id":25867,"date":"2023-12-12T11:50:19","date_gmt":"2023-12-12T10:50:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=25867"},"modified":"2023-12-12T11:50:19","modified_gmt":"2023-12-12T10:50:19","slug":"enrico-pieranunzi-trio-orchestra-in-blues-bach-the-music-of-john-lewis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/enrico-pieranunzi-trio-orchestra-in-blues-bach-the-music-of-john-lewis\/","title":{"rendered":"Enrico Pieranunzi Trio &#038; Orchestra in Blues &#038; Bach: The Music of John Lewis"},"content":{"rendered":"<p>Un incontro tra jazz e musica classica: \u00e8 questo il perno attorno al quale ruota il concerto in programma marted\u00ec 19 dicembre al Teatro Sociale (ore 20.30; biglietto intero 25 Euro, ridotto 18 Euro), in apertura della sezione Opera&amp;Concerti della Stagione dei Teatri 2023\/2024 della Fondazione Teatro Donizetti. Ne sar\u00e0 protagonista il trio del pianista <strong>Enrico Pieranunzi<\/strong> (con Luca Bulgarelli al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria) insieme all\u2019ensemble (cinque archi e cinque fiati) dell\u2019<strong>Orchestra Filarmonica Italiana<\/strong>; direzione di <strong>Michele Corcella<\/strong>.<\/p>\n<p>Il concerto, che si avvale anche del sigillo di Bergamo Jazz, ha per titolo \u201cBlues &amp; Bach: The Music of John Lewis\u201d, con esplicito rimando a una delle figure cardine del jazz e del connubio tra musica afroamericana e di estrazione europea. Oltre che raffinatissimo pianista, John Lewis \u00e8 stato infatti, in qualit\u00e0 di componente del Modern Jazz Quartet ma anche in altri contesti, uno dei principali esponenti di quella corrente passata alla storia come Third Stream Music, che negli anni Cinquanta gett\u00f2 un ponte musicale tra le due sponde dell\u2019Atlantico. Tra le sue composizioni pi\u00f9 conosciute ci sono \u201cSketting in Central Park\u201d,\u00a0\u201cSpanish Steps\u201d, \u201cVendome\u201d, \u201cDjango\u201d, \u201cConcorde\u201d, \u201cMilano\u201d, \u201cJasmine Tree\u201d, tutte inserite nel programma del concerto di Pieranunzi, la cui scaletta sar\u00e0 completata da \u201cAutumn in New York\u201d di Vernon Duke.<\/p>\n<p>L\u2019opera di John Lewis pu\u00f2 essere assimilata per vari aspetti a quella di un altro pilastro della musica americana del Novecento: George Gershwin. Entrambi hanno infatti operato all\u2019incrocio tra musiche diverse, ma partendo da linguaggi differenti: con capolavori come \u201cRapsodia in blu\u201d e la folk opera \u201cPorgy &amp; Bess\u201d, Gershwin ha impresso il suo nome nella storia della musica grazie alla fusione di elementi della musica popolare, in particolare il blues, con altri tipici della tradizione classica europea. John Lewis si \u00e8 mosso nella stessa direzione ma da una visione ed esperienza opposta, mescolando le innovazioni del jazz moderno con il grande amore per Bach, facendo del binomio blues\/Bach il vessillo della sua vita artistica. Il Modern Jazz Quartet, da lui fondato nel 1952 \u2013 per quasi mezzo secolo uno dei gruppi pi\u00f9 celebrati della scena jazzistica internazionale \u2013 \u00e8 stato il veicolo inconfondibile della sua concezione musicale. Concezione a cui, a poco pi\u00f9 di due decenni dalla scomparsa del pianista e compositore statunitense, \u201cBlues and Bach\u201d vuole rendere sentito omaggio.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte applaudito ospite di Bergamo Jazz, Enrico Pieranunzi \u00e8 uno dei pianisti pi\u00f9 in vista del panorama jazzistico europeo e internazionale. Nell\u2019arco della sua carriera, iniziata negli anni Settanta, ha collaborato con illustri jazzmen d\u2019Oltre Oceano, da Chet Baker a Lee Konitz, da Paul Motian a Charlie Haden e Chris Potter. Con il bassista Marc Johnson e con il batterista Joey Baron ha costituito uno dei <em>piano jazz trios<\/em> pi\u00f9 rilevanti e apprezzati. Pluripremiato come miglior musicista italiano nel \u201cTop Jazz\u201d della rivista Musica Jazz (1989, 2003, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d\u2019Or, 1997), Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei pi\u00f9 importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino a Madrid, da Tokyo a Rio de Janeiro e Pechino. A partire dal 1982 si \u00e8 recato numerose volte negli Stati Uniti dando concerti in varie citt\u00e0 tra cui New York, Boston, e San Francisco.<br \/>\nDi rilievo la sua partecipazione a Spoleto Festival Usa 2007 (Charleston, North Carolina) che ne ha voluto offrire un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo, duo e trio. Pieranunzi \u00e8 l\u2019unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato pi\u00f9 volte nello storico Village Vanguard di New York. Proprio al suo album \u201cLive at The Village Vanguard\u201d, registrato con Marc Johnson e Paul Motian, \u00e8 stato assegnato nel 2014 l&#8217;Echo Jazz Award &#8211; equivalente tedesco dello statunitense Grammy. E la prestigiosa rivista americana \u201cDown Beat\u201d ha incluso l\u2019album \u201cLive in Paris\u201d, in trio con Hein Van de Geyn e Andr\u00e9 Ceccarelli, tra i migliori dischi del decennio 2000\/2010.<\/p>\n<p>Di lui, l\u2019illustre critico Nat Hentoff ha scritto: \u00abPieranunzi \u00e8 un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacit\u00e0 poetica. La sua musica canta\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un incontro tra jazz e musica classica: \u00e8 questo il perno attorno al quale ruota il concerto in programma marted\u00ec 19 dicembre al Teatro Sociale (ore 20.30; biglietto intero 25 Euro, ridotto 18 Euro), in apertura della sezione Opera&amp;Concerti della Stagione dei Teatri 2023\/2024 della Fondazione Teatro Donizetti. Ne sar\u00e0 protagonista il trio del pianista Enrico Pieranunzi (con Luca Bulgarelli al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria) insieme all\u2019ensemble (cinque archi e cinque fiati) dell\u2019Orchestra Filarmonica Italiana; direzione di Michele Corcella. Il concerto, che si avvale anche del sigillo di Bergamo Jazz, ha per titolo \u201cBlues &amp; Bach: The Music of John Lewis\u201d, con esplicito rimando a una delle figure cardine del jazz e del connubio tra musica afroamericana e di estrazione europea. Oltre che raffinatissimo pianista, John Lewis \u00e8 stato infatti, in qualit\u00e0 di componente del Modern Jazz Quartet ma anche in altri contesti, uno dei principali esponenti di quella corrente passata alla storia come Third Stream Music, che negli anni Cinquanta gett\u00f2 un ponte musicale tra le due sponde dell\u2019Atlantico. Tra le sue composizioni pi\u00f9 conosciute ci sono \u201cSketting in Central Park\u201d,\u00a0\u201cSpanish Steps\u201d, \u201cVendome\u201d, \u201cDjango\u201d, \u201cConcorde\u201d, \u201cMilano\u201d, \u201cJasmine Tree\u201d, tutte inserite nel programma del concerto di Pieranunzi, la cui scaletta sar\u00e0 completata da \u201cAutumn in New York\u201d di Vernon Duke. L\u2019opera di John Lewis pu\u00f2 essere assimilata per vari aspetti a quella di un altro pilastro della musica americana del Novecento: George Gershwin. Entrambi hanno infatti operato all\u2019incrocio tra musiche diverse, ma partendo da linguaggi differenti: con capolavori come \u201cRapsodia in blu\u201d e la folk opera \u201cPorgy &amp; Bess\u201d, Gershwin ha impresso il suo nome nella storia della musica grazie alla fusione di elementi della musica popolare, in particolare il blues, con altri tipici della tradizione classica europea. John Lewis si \u00e8 mosso nella stessa direzione ma da una visione ed esperienza opposta, mescolando le innovazioni del jazz moderno con il grande amore per Bach, facendo del binomio blues\/Bach il vessillo della sua vita artistica. Il Modern Jazz Quartet, da lui fondato nel 1952 \u2013 per quasi mezzo secolo uno dei gruppi pi\u00f9 celebrati della scena jazzistica internazionale \u2013 \u00e8 stato il veicolo inconfondibile della sua concezione musicale. Concezione a cui, a poco pi\u00f9 di due decenni dalla scomparsa del pianista e compositore statunitense, \u201cBlues and Bach\u201d vuole rendere sentito omaggio. Pi\u00f9 volte applaudito ospite di Bergamo Jazz, Enrico Pieranunzi \u00e8 uno dei pianisti pi\u00f9 in vista del panorama jazzistico europeo e internazionale. Nell\u2019arco della sua carriera, iniziata negli anni Settanta, ha collaborato con illustri jazzmen d\u2019Oltre Oceano, da Chet Baker a Lee Konitz, da Paul Motian a Charlie Haden e Chris Potter. Con il bassista Marc Johnson e con il batterista Joey Baron ha costituito uno dei piano jazz trios pi\u00f9 rilevanti e apprezzati. 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