{"id":23718,"date":"2023-07-18T15:17:13","date_gmt":"2023-07-18T13:17:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=23718"},"modified":"2023-07-18T15:17:36","modified_gmt":"2023-07-18T13:17:36","slug":"identificato-a-palermo-il-manoscritto-autografo-dellopera-alahor-in-granata-di-gaetano-donizetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/identificato-a-palermo-il-manoscritto-autografo-dellopera-alahor-in-granata-di-gaetano-donizetti\/","title":{"rendered":"Identificato a Palermo il manoscritto autografo dell\u2019opera &#8220;Alahor in Granata&#8221; di Gaetano Donizetti"},"content":{"rendered":"<p><strong>A scoprirlo nella biblioteca del Conservatorio di Palermo \u00e8 stato il ricercatore Edoardo Cavalli della sezione scientifica del Donizetti Opera<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 grande emozione alla Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo e al Conservatorio \u201cAlessandro Scarlatti\u201d di Palermo per un prezioso ritrovamento nella biblioteca dell\u2019istituzione siciliana: grazie al lavoro del ricercatore Edoardo Cavalli del Centro studi donizettiano legato al festival orobico, \u00e8 stato individuato il manoscritto autografo dell\u2019opera di Gaetano Donizetti\u00a0<em>Alahor in Granata,\u00a0<\/em>composta tra il 1825 e il 1826 proprio per le scene palermitane.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di ricerca che hanno portato al ritrovamento di questo autografo rientrano nell\u2019ambito della programmazione #Donizetti200, progetto che prevede la realizzazione annuale nel festival Donizetti Opera di un titolo del compositore che compie due secoli. Studiando quindi le composizioni del periodo 2023-2027, si \u00e8 arrivati alla scoperta, che naturalmente sar\u00e0 oggetto di ulteriori studi e di un percorso di approfondimento scientifico in vista della futura messa in scena.<\/p>\n<p>Donizetti giunse a Palermo per la stagione teatrale del 1825\/1826 con il ruolo di \u201cdirettore della musica e compositore di nuove opere\u201d. La sede era quella del Teatro Carolino, spazio costruito ad inizio del secolo per l\u2019aristocrazia palermitana. L\u2019opera\u00a0<em>Alahor in Granata<\/em>\u00a0and\u00f2 in scena \u2013 dopo una serie di difficolt\u00e0 organizzative \u2013 il 7 gennaio del 1826, riscuotendo un tiepido successo. Sarebbe poi stata ripresa al Teatro San Carlo di Napoli nel luglio dello stesso anno e nuovamente a Palermo nel 1830, stavolta senza che Donizetti fosse presente. La copia della partitura di quest\u2019ultima messa in scena ottocentesca \u00e8 stata sino a oggi l\u2019unica identificata, sulla quale sono stati fondati gli studi per la ripresa contemporanea nel 1998 al Teatro de la Maestanza di Siviglia (incisa anche su cd) e poi nel 1999 al Teatro Massimo di Palermo.<\/p>\n<p>\u00abGaetano Donizetti trascorse un lungo periodo di lavoro a Palermo, al Teatro Carolino, dall&#8217;aprile 1825 al febbraio 1826 \u2013 racconta\u00a0<strong>Paolo Fabbri, direttore scientifico del Centro Studi donizettiani<\/strong>\u00a0\u2013: questo soggiorno \u00e8 stato a suo tempo studiato dal musicologo palermitano Ottavio Tiby (1891-1955) che ha ricostruito la storia di quella sala. In anni recenti, il bibliotecario del Conservatorio di Palermo, Dario Lo Cicero, ha potuto arricchire quelle pagine di Tiby ancor oggi fondamentali con la scoperta degli autografi di due cantate di Donizetti, delle quali si conoscevano solo i titoli. Adesso, la scoperta di Cavalli permetter\u00e0 di avere una partitura pienamente attendibile di quanto Donizetti scrisse nel 1826 e, oltre a poterne finalmente realizzare un\u2019edizione critica, il Centro Studi coglier\u00e0 l\u2019occasione di questo importantissimo ritrovamento per organizzare, auspicabilmente col Conservatorio e con l\u2019Universit\u00e0 di Palermo, una giornata di studi sul soggiorno siciliano di Donizetti\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa biblioteca del Conservatorio di Palermo \u2013 dichiara\u00a0<strong>Daniele Ficola direttore dell\u2019Istituzione siciliana\u00a0<\/strong>\u2013 continua a rivelarsi un giacimento di preziosi manoscritti e partiture utili a ricostruire pezzi mancanti della storia della musica. Dopo le due cantate inedite di Donizetti, che abbiamo recentemente pubblicato in cd insieme al volume sulla storia del Conservatorio (<em>Il Conservatorio di musica di Palermo nel contesto italiano ed europeo<\/em>, Olschki, 2022), adesso un&#8217;altra bella sorpresa donizettiana con l\u2019identificazione quale autografo del manoscritto dell&#8217;<em>Alahor in Granata<\/em>, che pur essendo stato oggetto di studio da anni, nessuno prima di oggi aveva confermato la sua autenticit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSiamo molto felici e orgogliosi \u2013 sottolinea\u00a0<strong>Giorgio Berta, presidente della Fondazione Teatro Donizetti\u00a0<\/strong>\u2013 per i risultati scientifici raccolti in questi mesi dal Centro Studi donizettiani: Edoardo Cavalli ha identificato questo prezioso manoscritto di \u201cAlahor in Granata\u201d, Candida Mantica sta lavorando per la ricostruzione della partitura del \u201cPiccolo compositore\u201d di Mayr, si studia e si lavora su tante altre opere. Tutti questi sforzi si riflettono positivamente sull\u2019attivit\u00e0 del festival Donizetti Opera diretto da Francesco Micheli, svelando sempre pi\u00f9 la rilevanza di Donizetti nella vita musicale dell\u2019Ottocento in una prospettiva internazionale, anche al di fuori dei centri pi\u00f9 rinomati. Donizetti svela ancora pagine poco note e ci permette di costruire nuovi percorsi e nuove reti per far conoscere le sue opere e Bergamo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDesidero ringraziare gli studiosi \u2013 afferma\u00a0<strong>Giovanni Angileri presidente del Conservatorio di Palermo\u00a0<\/strong>\u2013 per la scoperta che ci consente di affermare che la partitura manoscritta dell\u2019opera \u201cAlahor in Granata\u201d \u00e8 l\u2019autografo del celebre compositore Gaetano Donizetti. Ci\u00f2 ci riempie di orgoglio e costituisce un\u2019ulteriore conferma dell\u2019importanza che il nostro Conservatorio ha avuto nella storia della cultura e della musica gi\u00e0 del Regno delle due Sicilie e poi dell\u2019Italia unita. Mi sento di ringraziare altres\u00ec la Soprintendenza per i Beni Culturali di Palermo in quanto quest\u2019opera (come del resto tutto il nostro patrimonio, conservato nella Biblioteca e nel museo degli strumenti musicali, essendo sottoposto alle norme che tutelano i Beni Culturali della Regione Siciliana) dopo il necessario restauro sar\u00e0 senz\u2019altro valorizzata affinch\u00e9 sia sempre pi\u00f9 conosciuta oltre che dagli studiosi anche dal pubblico\u00bb.<\/p>\n<p>Il Centro Studi Donizettiani della Fondazione Teatro Donizetti prosegue il lavoro della Fondazione Donizetti, creata all\u2019inizio degli anni \u201990 da un\u2019idea di Gianandrea Gavazzeni. Diventata operativa nel 1997, anno del Bicentenario della nascita di Gaetano Donizetti, la Fondazione, oggi Centro Studi si occupa di realizzare ricerche, convegni e pubblicazioni sulle opere di Gaetano Donizetti, di Giovanni Simone Mayr e dei maestri musicisti bergamaschi loro contemporanei. A tal fine promuove la raccolta di fonti documentarie bibliografiche, archivistiche, musicali, iconografiche e sonore; pubblica, insieme a Ricordi, l\u2019edizione critica delle opere di Donizetti (dal 2001 Edizione Nazionale). Costituisce il supporto musicologico del festival Donizetti Opera che ha la direzione artistica di Francesco Micheli e quella musicale di Riccardo Frizza.<\/p>\n<p>Il Conservatorio di musica di Palermo oggi intitolato ad Alessandro Scarlatti (gi\u00e0 Vincenzo Bellini), uno dei pi\u00f9 antichi tra quelli esistenti in Italia, \u00e8 stato fondato nel 1617 come orfanotrofio del Buon Pastore dal vicer\u00e8 Conte de Castro presso la Chiesa dell\u2019Annunziata sul modello dei conservatori napoletani per assistere i bambini orfani o abbandonati (\u201cspersi\u201d). Nel corso del Settecento assume come scopo primario l\u2019insegnamento musicale. Nel 1866 diventa statale; nel 1917 il convitto viene abolito, ponendo fine a tre secoli di tradizione assistenziale. Oggi \u00e8 un moderno Conservatorio di musica in cui si pu\u00f2 studiare dalla musica antica al jazz, dalla classica alla contemporanea con la recente istituzione di corsi per la musicoterapia e la musicologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A scoprirlo nella biblioteca del Conservatorio di Palermo \u00e8 stato il ricercatore Edoardo Cavalli della sezione scientifica del Donizetti Opera C\u2019\u00e8 grande emozione alla Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo e al Conservatorio \u201cAlessandro Scarlatti\u201d di Palermo per un prezioso ritrovamento nella biblioteca dell\u2019istituzione siciliana: grazie al lavoro del ricercatore Edoardo Cavalli del Centro studi donizettiano legato al festival orobico, \u00e8 stato individuato il manoscritto autografo dell\u2019opera di Gaetano Donizetti\u00a0Alahor in Granata,\u00a0composta tra il 1825 e il 1826 proprio per le scene palermitane. 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Sarebbe poi stata ripresa al Teatro San Carlo di Napoli nel luglio dello stesso anno e nuovamente a Palermo nel 1830, stavolta senza che Donizetti fosse presente. La copia della partitura di quest\u2019ultima messa in scena ottocentesca \u00e8 stata sino a oggi l\u2019unica identificata, sulla quale sono stati fondati gli studi per la ripresa contemporanea nel 1998 al Teatro de la Maestanza di Siviglia (incisa anche su cd) e poi nel 1999 al Teatro Massimo di Palermo. \u00abGaetano Donizetti trascorse un lungo periodo di lavoro a Palermo, al Teatro Carolino, dall&#8217;aprile 1825 al febbraio 1826 \u2013 racconta\u00a0Paolo Fabbri, direttore scientifico del Centro Studi donizettiani\u00a0\u2013: questo soggiorno \u00e8 stato a suo tempo studiato dal musicologo palermitano Ottavio Tiby (1891-1955) che ha ricostruito la storia di quella sala. 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