{"id":20435,"date":"2023-03-06T09:13:35","date_gmt":"2023-03-06T08:13:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=20435"},"modified":"2023-02-27T14:14:48","modified_gmt":"2023-02-27T13:14:48","slug":"la-stagione-di-altri-percorsi-torna-con-miracoli-metropolitani-di-carrozzeria-orfeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/la-stagione-di-altri-percorsi-torna-con-miracoli-metropolitani-di-carrozzeria-orfeo\/","title":{"rendered":"La Stagione di Altri Percorsi torna con &#8220;Miracoli Metropolitani&#8221; di Carrozzeria Orfeo"},"content":{"rendered":"<p>Una vecchia carrozzeria adattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari: in questa cornice si svolge <strong><em>Miracoli Metropolitani<\/em><\/strong>, spettacolo della compagnia <strong><em>Carrozzeria Orfeo<\/em><\/strong> in cartellone gioved\u00ec 9 marzo (ore 20.30) al Teatro Sociale, nell\u2019ambito della rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti. Drammaturgia\u00a0di Gabriele Di Luca. Regia\u00a0di Gabriele Di Luca,\u00a0Massimiliano Setti,\u00a0Alessandro Tedeschi. Musiche originali\u00a0di Massimiliano Setti. Scenografia e luci\u00a0di Lucio Diana. Costumi\u00a0di Stefania Cempini. In scena: Elsa Bossi (Patty), Federico Brugnone (Mosquito\/Mohamed), Ambra Chiarello (Hope), Federico Gatti (Igor) Barbara Moselli (Clara), Massimiliano Setti (Cesare), Roberto Serpi (Plinio). Coproduzione Marche Teatro,\u00a0Teatro dell\u2019Elfo,\u00a0Teatro Nazionale di Genova,\u00a0Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini, in collaborazione con il Centro di Residenza dell\u2019Emilia-Romagna \u201cL\u2019arboreto &#8211; Teatro Dimora | La Corte Ospitale\u201d. Durata 2 ore e 20 minuti senza intervallo. Prezzi biglietti: intero 19 euro, ridotto 15 euro.<\/p>\n<p>Selezionato dalla rivista <em>Birdmen<\/em> tra i 10 spettacoli imperdibili del 2022, <em>Miracoli Metropolitani\u00a0<\/em>\u00e8 il racconto di una solitudine sociale personale dove ogni uomo, ma in fondo un\u2019intera umanit\u00e0, affronta quotidianamente quell\u2019incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza. Siamo di fronte al disfacimento di una civilt\u00e0, alla dissoluzione delle relazioni e dell\u2019amore inteso in tutte le sue accezioni, all\u2019azzeramento del ragionamento e del vero \u201cincontro\u201d a favore di dinamiche sempre pi\u00f9 malate tra le quali un\u2019insensata autoreclusione nel mondo parallelo del Web, pericoloso sostituto del mondo reale. Il risultato \u00e8 la pi\u00f9 totale solitudine esistenziale. L\u2019alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come alienazione di un Occidente decadente e sovralimentato, sempre pi\u00f9 distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilit\u00e0: sono questi i temi attorno ai quali di sviluppa il mondo di\u00a0<em>Miracoli Metropolitani<\/em>, uno spettacolo dove si ride tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.<\/p>\n<p>I personaggi di <em>Miracoli Metropolitani\u00a0<\/em>sono un\u2019oasi di diversit\u00e0 apparente: nella loro cucina sgangherata, devono vedersela con ricette assurde per comporre alla meglio il men\u00f9 europeo, quello asiatico o africano, spesso usando prodotti precotti e presurgelati dalla dubbia provenienza, esclusivamente per soddisfare le richieste di un mercato globale che vuole nutrirsi sempre di pi\u00f9 e pagare sempre di meno. In questo senso, il tema del cibo non vuole certo essere una critica a chi soffre realmente di intolleranze alimentari, ma la metafora di un consumismo assurdo, il racconto di come nella modernit\u00e0 ogni cosa venga esasperata, persino il cibo, nostro bisogno primario, che da urgenza alimentare \u00e8 stato trasformato in una pericolosa moda da cavalcare. Per restituire al pubblico la concretezza delle tematiche trattate, in <em>Miracoli Metropolitani<\/em> si cucina davvero, favorendo cos\u00ec anche una forte connessione emotiva fatta di rumori, odori e sapori immaginati.<\/p>\n<p>Carrozzeria Orfeo, costituta a Mantova nel 2007, ha espresso fin dagli esordi la propria urgenza creativa ispirandosi ad un ideale artistico fortemente \u201cPop\u201d, popolare, nel senso pi\u00f9 alto del termine; ovvero un teatro che pensa allo spettatore fin dalla sua ideazione e scrittura, con storie che desiderano innescare riflessioni sul presente per indagare, non senza profondit\u00e0 e divertimento, i nodi cruciali dell\u2019esistenza umana. La necessit\u00e0 primaria della compagnia \u00e8 quella di proporre un teatro aderente ai temi della realt\u00e0 proprio per problematizzare nodi antropologicamente fondanti e intercettare l\u2019intimit\u00e0 pi\u00f9 fragile degli spettatori. L\u2019obbiettivo \u00e8 quello di portare sempre pi\u00f9 pubblico a teatro, dimostrando che l\u2019impegno civile e sociale possono essere felicemente coniugati ad una visione emozionante, profonda e molto divertente della vita. Anche l\u2019intrattenimento \u00e8 uno degli elementi costitutivi del fare teatro con lo scopo di affiliare nuove generazioni di spettatori e catalizzare intorno ai propri progetti sempre pi\u00f9 pubblico. La forte capacit\u00e0 comunicativa, tratto distintivo della Compagnia, che ha saputo in questi anni potenziare e consolidare la propria community digitale (composta da circa 50.000 contatti), ha permesso di intercettare un nuovo pubblico, come testimoniano i numerosi sold out nei maggiori teatri italiani.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>BIGLIETTERIA FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI<br \/>\n<\/strong>Presso <strong>Teatro Donizetti<br \/>\n<\/strong>Piazza Cavour, 15 &#8211; Bergamo<br \/>\nTel. 035.4160 601\/602\/603<br \/>\nDa marted\u00ec a sabato dalle 13.00 alle 20.00 (festivi esclusi)<\/p>\n<p>Presso <strong>Teatro Sociale<br \/>\n<\/strong>Via Colleoni, 4 \u2013 Bergamo<br \/>\nTel. 035.216660<br \/>\nApertura al pubblico solo nei giorni di spettacolo un\u2019ora e mezza prima dell\u2019inizio.<\/p>\n<hr \/>\n<p>In occasione degli spettacoli ospitati al Teatro Sociale, Fondazione Teatro Donizetti e ATB offrono agli abbonati di Altri Percorsi un servizio di trasporto con una navetta in partenza alle ore 20.00 da via Camozzi con ritorno da Citt\u00e0 Alta (Colle Aperto) dopo la fine della rappresentazione. Il servizio \u00e8 prenotabile direttamente presso la Biglietteria del Teatro Donizetti, che consegner\u00e0 un tesserino da esibire al personale del Teatro prima di salire sull\u2019autobus. Il servizio ha un costo di 5 euro per tutta la Stagione. Gli spettatori non abbonati e gli abbonati che preferiscono usufruire dei mezzi pubblici avranno accesso gratuito ai mezzi urbani ATB da e per Citt\u00e0 Alta (funicolare compresa), presentando il biglietto di ingresso allo spettacolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vecchia carrozzeria adattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari: in questa cornice si svolge Miracoli Metropolitani, spettacolo della compagnia Carrozzeria Orfeo in cartellone gioved\u00ec 9 marzo (ore 20.30) al Teatro Sociale, nell\u2019ambito della rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti. Drammaturgia\u00a0di Gabriele Di Luca. Regia\u00a0di Gabriele Di Luca,\u00a0Massimiliano Setti,\u00a0Alessandro Tedeschi. Musiche originali\u00a0di Massimiliano Setti. Scenografia e luci\u00a0di Lucio Diana. Costumi\u00a0di Stefania Cempini. In scena: Elsa Bossi (Patty), Federico Brugnone (Mosquito\/Mohamed), Ambra Chiarello (Hope), Federico Gatti (Igor) Barbara Moselli (Clara), Massimiliano Setti (Cesare), Roberto Serpi (Plinio). Coproduzione Marche Teatro,\u00a0Teatro dell\u2019Elfo,\u00a0Teatro Nazionale di Genova,\u00a0Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini, in collaborazione con il Centro di Residenza dell\u2019Emilia-Romagna \u201cL\u2019arboreto &#8211; Teatro Dimora | La Corte Ospitale\u201d. Durata 2 ore e 20 minuti senza intervallo. Prezzi biglietti: intero 19 euro, ridotto 15 euro. Selezionato dalla rivista Birdmen tra i 10 spettacoli imperdibili del 2022, Miracoli Metropolitani\u00a0\u00e8 il racconto di una solitudine sociale personale dove ogni uomo, ma in fondo un\u2019intera umanit\u00e0, affronta quotidianamente quell\u2019incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza. Siamo di fronte al disfacimento di una civilt\u00e0, alla dissoluzione delle relazioni e dell\u2019amore inteso in tutte le sue accezioni, all\u2019azzeramento del ragionamento e del vero \u201cincontro\u201d a favore di dinamiche sempre pi\u00f9 malate tra le quali un\u2019insensata autoreclusione nel mondo parallelo del Web, pericoloso sostituto del mondo reale. Il risultato \u00e8 la pi\u00f9 totale solitudine esistenziale. L\u2019alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come alienazione di un Occidente decadente e sovralimentato, sempre pi\u00f9 distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilit\u00e0: sono questi i temi attorno ai quali di sviluppa il mondo di\u00a0Miracoli Metropolitani, uno spettacolo dove si ride tanto, ma dove non si sta ridendo affatto. I personaggi di Miracoli Metropolitani\u00a0sono un\u2019oasi di diversit\u00e0 apparente: nella loro cucina sgangherata, devono vedersela con ricette assurde per comporre alla meglio il men\u00f9 europeo, quello asiatico o africano, spesso usando prodotti precotti e presurgelati dalla dubbia provenienza, esclusivamente per soddisfare le richieste di un mercato globale che vuole nutrirsi sempre di pi\u00f9 e pagare sempre di meno. In questo senso, il tema del cibo non vuole certo essere una critica a chi soffre realmente di intolleranze alimentari, ma la metafora di un consumismo assurdo, il racconto di come nella modernit\u00e0 ogni cosa venga esasperata, persino il cibo, nostro bisogno primario, che da urgenza alimentare \u00e8 stato trasformato in una pericolosa moda da cavalcare. Per restituire al pubblico la concretezza delle tematiche trattate, in Miracoli Metropolitani si cucina davvero, favorendo cos\u00ec anche una forte connessione emotiva fatta di rumori, odori e sapori immaginati. Carrozzeria Orfeo, costituta a Mantova nel 2007, ha espresso fin dagli esordi la propria urgenza creativa ispirandosi ad un ideale artistico fortemente \u201cPop\u201d, popolare, nel senso pi\u00f9 alto del termine; ovvero un teatro che pensa allo spettatore fin dalla sua ideazione e scrittura, con storie che desiderano innescare riflessioni sul presente per indagare, non senza profondit\u00e0 e divertimento, i nodi cruciali dell\u2019esistenza umana. 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