{"id":19748,"date":"2023-01-03T09:31:16","date_gmt":"2023-01-03T08:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=19748"},"modified":"2023-01-02T13:01:54","modified_gmt":"2023-01-02T12:01:54","slug":"il-berretto-a-sonagli-con-gabriele-lavia-da-lunedi-9-a-domenica-15-gennaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/il-berretto-a-sonagli-con-gabriele-lavia-da-lunedi-9-a-domenica-15-gennaio\/","title":{"rendered":"&#8220;Il berretto a sonagli&#8221; con Gabriele Lavia da luned\u00ec 9 a domenica 15 gennaio"},"content":{"rendered":"<p>Dopo Silvio Orlando con <em>La vita davanti a s\u00e9<\/em>, sar\u00e0 <strong>Gabriele Lavia<\/strong> il prossimo ospite della Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti: il celebre attore e regista, al suo ritorno a Bergamo dopo diversi anni di assenza, porter\u00e0 in scena, da luned\u00ec 9 gennaio a domenica 15, un classico assoluto del teatro, <strong><em>Il berretto a sonagli<\/em><\/strong> di Luigi Pirandello. Personaggi e interpreti: <em>Ciampa, scrivano <\/em>Gabriele Lavia, <em>La signora Beatrice Fiorica <\/em>Federica Di Martino, <em>Fif\u00ec La Bella <\/em>Francesco Bonomo, <em>La Saracena, rigattiera <\/em>Matilde Piana, <em>Fana, vecchia serva <\/em>Maribella Piana, <em>Il delegato Span\u00f2 <\/em>Mario Pietramala, <em>Assunta La Bella <\/em>Giovanna Guida, <em>Nina Ciampa <\/em>Beatrice Ceccherini. Scene di Alessandro Camera Costumi ideati dagli allievi del Terzo anno dell\u2019Accademia Costume &amp; Moda coordinati da Andrea Viotti. Musiche di Antonio Di Pofi. Luci di Giuseppe Filipponio. Regia di Gabriele Lavia. Produzione Effimera e Diana O.R.I.S.<\/p>\n<p>Durata: 2 ore e 15 minuti compreso intervallo. Prezzi biglietti da 15 a 38 euro, ridotti da 12 a 30 euro. Orari spettacoli: da luned\u00ec 9 (replica straordinaria fuori abbonamento) a sabato 14 gennaio ore 20.30, domenica 15 ore 15.30. Biglietti ancora disponibili per tutte le repliche.<\/p>\n<p>\u00abPer Luigi Pirandello la vita \u00e8 una \u201csoglia\u201d troppo affollata del \u201cnulla\u201d&#8230; E tutta la sua opera ruota attorno a questo \u201cnulla\u201d affollato di \u201capparenze\u201d, di ombre che si agitano nel dolore e nella pazzia. Solo \u201ci personaggi\u201d sono \u201cveri\u201d e \u201cvivi\u201d\u00bb, osserva lo stesso Gabriele Lavia, profondo conoscitore del mondo pirandelliano, \u00ab<em>Il Berretto a Sonagli<\/em> \u00e8 una tragedia della mente. Ma porta in faccia la maschera della \u201cfarsa\u201d. Pirandello mette sulla scena un \u201cuomo vecchio\u201d, uno di quegli uomini \u201cinvisibili\u201d, senza importanza, schiacciato nella \u201cmorsa\u201d della vita e, poich\u00e9 \u00e8 un \u201cniente di uomo\u201d \u00e8 trattato come se fosse niente\u00bb.<\/p>\n<p>Prosegue Lavia: \u00abSul palcoscenico viene rappresentato un banale \u201cpezzetto\u201d di vita di una \u201cfamiglia perbene\u201d che fa i conti con l\u2019assillante angoscia di dover essere \u201cper gli altri\u201d. Come se la propria vita fosse, per statuto, una recita per \u201cgli altri\u201d che sono gli spettatori, ingiusti e feroci, della propria vita. Ciampa \u201cscrive\u201d, ha un mondo suo, ma solo di notte, di nascosto, quando \u201cgli altri\u201d dormono. Ma, di giorno: \u201cIo sono quello che gli altri dicono che io sia\u201d. Io sono il \u201csi dice\u201d. \u00c8 proprio il \u201csi dice\u201d ad \u201cessere\u201d la stessa sostanza identitaria del mio \u201cio\u201d. Ma chi sono \u201cio\u201d? Chi \u00e8 questo \u201cio\u201d? Questo \u201cio\u201d che \u00e8 uno, nessuno e centomila. Questo \u201cio\u201d \u00e8 \u201cuno\u201d con me stesso e \u201cun altro io\u201d con ognuno degli altri \u201cio\u201d che vivono nella \u201csociet\u00e0 dei pupi\u201d. L\u2019unica speranza \u00e8 difendere l\u2019\u201cio\u201d dall\u2019aggressione degli altri. Ma come? Ciampa usa spranghe alle porte, catenacci, paletti per difendere il suo \u201cio\u201d. Ma non ci riesce. \u00c8 costretto a uscire, a \u201csporcarsi le mani\u201d, direbbe Sartre. Esistere. Ma esistere vuol dire \u201cmettere in gioco\u201d s\u00e9 stesso. E allora la \u201ccorda civile\u201d e la \u201ccorda seria\u201d non servono pi\u00f9. \u00c8 la \u201ccorda pazza\u201d che scatta. E scatta per tutti. Non si pu\u00f2 difendere il proprio \u201cio\u201d dagli attacchi del mondo. Non \u00e8 possibile uscire dal mondo, uscire da noi stessi. Se lo facciamo siamo morti viventi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Alla domanda, <\/strong><strong>\u00ab<\/strong><strong>\u00e8 vero che ha scelto di tradire il Maestro?<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><strong>, Lavia risponde<\/strong>: \u00abUn tradimento assoluto dell\u2019originale, s\u00ec. Pirandello scrisse una prima versione in siciliano e pi\u00f9 tardi una in italiano. Io ho fatto un ibrido linguistico. Forse avrebbe fatto inorridire Pirandello. Ma \u00e8 frutto d\u2019amore. E nei contenuti sono stato fedelissimo\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>BIGLETTERIA FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI<br \/>\n<\/strong>Presso <strong>Teatro Donizetti<br \/>\n<\/strong>Piazza Cavour, 15 &#8211; Bergamo<br \/>\nTel. 035.4160 601\/602\/603<br \/>\nDa marted\u00ec a sabato dalle 13.00 alle 20.00 (festivi esclusi)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo Silvio Orlando con La vita davanti a s\u00e9, sar\u00e0 Gabriele Lavia il prossimo ospite della Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti: il celebre attore e regista, al suo ritorno a Bergamo dopo diversi anni di assenza, porter\u00e0 in scena, da luned\u00ec 9 gennaio a domenica 15, un classico assoluto del teatro, Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello. Personaggi e interpreti: Ciampa, scrivano Gabriele Lavia, La signora Beatrice Fiorica Federica Di Martino, Fif\u00ec La Bella Francesco Bonomo, La Saracena, rigattiera Matilde Piana, Fana, vecchia serva Maribella Piana, Il delegato Span\u00f2 Mario Pietramala, Assunta La Bella Giovanna Guida, Nina Ciampa Beatrice Ceccherini. Scene di Alessandro Camera Costumi ideati dagli allievi del Terzo anno dell\u2019Accademia Costume &amp; Moda coordinati da Andrea Viotti. Musiche di Antonio Di Pofi. Luci di Giuseppe Filipponio. Regia di Gabriele Lavia. Produzione Effimera e Diana O.R.I.S. Durata: 2 ore e 15 minuti compreso intervallo. Prezzi biglietti da 15 a 38 euro, ridotti da 12 a 30 euro. Orari spettacoli: da luned\u00ec 9 (replica straordinaria fuori abbonamento) a sabato 14 gennaio ore 20.30, domenica 15 ore 15.30. Biglietti ancora disponibili per tutte le repliche. \u00abPer Luigi Pirandello la vita \u00e8 una \u201csoglia\u201d troppo affollata del \u201cnulla\u201d&#8230; E tutta la sua opera ruota attorno a questo \u201cnulla\u201d affollato di \u201capparenze\u201d, di ombre che si agitano nel dolore e nella pazzia. Solo \u201ci personaggi\u201d sono \u201cveri\u201d e \u201cvivi\u201d\u00bb, osserva lo stesso Gabriele Lavia, profondo conoscitore del mondo pirandelliano, \u00abIl Berretto a Sonagli \u00e8 una tragedia della mente. Ma porta in faccia la maschera della \u201cfarsa\u201d. Pirandello mette sulla scena un \u201cuomo vecchio\u201d, uno di quegli uomini \u201cinvisibili\u201d, senza importanza, schiacciato nella \u201cmorsa\u201d della vita e, poich\u00e9 \u00e8 un \u201cniente di uomo\u201d \u00e8 trattato come se fosse niente\u00bb. Prosegue Lavia: \u00abSul palcoscenico viene rappresentato un banale \u201cpezzetto\u201d di vita di una \u201cfamiglia perbene\u201d che fa i conti con l\u2019assillante angoscia di dover essere \u201cper gli altri\u201d. Come se la propria vita fosse, per statuto, una recita per \u201cgli altri\u201d che sono gli spettatori, ingiusti e feroci, della propria vita. Ciampa \u201cscrive\u201d, ha un mondo suo, ma solo di notte, di nascosto, quando \u201cgli altri\u201d dormono. Ma, di giorno: \u201cIo sono quello che gli altri dicono che io sia\u201d. Io sono il \u201csi dice\u201d. \u00c8 proprio il \u201csi dice\u201d ad \u201cessere\u201d la stessa sostanza identitaria del mio \u201cio\u201d. Ma chi sono \u201cio\u201d? Chi \u00e8 questo \u201cio\u201d? Questo \u201cio\u201d che \u00e8 uno, nessuno e centomila. Questo \u201cio\u201d \u00e8 \u201cuno\u201d con me stesso e \u201cun altro io\u201d con ognuno degli altri \u201cio\u201d che vivono nella \u201csociet\u00e0 dei pupi\u201d. L\u2019unica speranza \u00e8 difendere l\u2019\u201cio\u201d dall\u2019aggressione degli altri. Ma come? Ciampa usa spranghe alle porte, catenacci, paletti per difendere il suo \u201cio\u201d. Ma non ci riesce. \u00c8 costretto a uscire, a \u201csporcarsi le mani\u201d, direbbe Sartre. Esistere. Ma esistere vuol dire \u201cmettere in gioco\u201d s\u00e9 stesso. E allora la \u201ccorda civile\u201d e la \u201ccorda seria\u201d non servono pi\u00f9. \u00c8 la \u201ccorda pazza\u201d che scatta. E scatta per tutti. 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