{"id":13799,"date":"2022-02-14T09:00:00","date_gmt":"2022-02-14T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=13799"},"modified":"2022-02-10T11:03:43","modified_gmt":"2022-02-10T10:03:43","slug":"nel-tempo-che-ci-resta-cesar-brie-al-teatro-sociale-per-un-omaggio-a-falcone-e-borsellino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/nel-tempo-che-ci-resta-cesar-brie-al-teatro-sociale-per-un-omaggio-a-falcone-e-borsellino\/","title":{"rendered":"&#8220;Nel tempo che ci resta&#8221;: C\u00e9sar Brie al Teatro Sociale per un omaggio a Falcone e Borsellino"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito di \u201cAppuntamento con la Storia\u201d, la nuova sezione della Stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, va in scena gioved\u00ec 17 (ore 20.30) e venerd\u00ec 18 (ore 10.30, matin\u00e9e) febbraio al Teatro Sociale <strong><em>Nel tempo che ci resta<\/em><\/strong>, spettacolo scritto e diretto da <strong>C\u00e9sar Brie<\/strong> che ha per sottotitolo \u201cElegia per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino\u201d. Sul palcoscenico, accanto allo stesso C\u00e9sar Brie: Marco Colombo Bolla, Elena D\u2019Agnolo, Rossella Guidotti, Donato Nubile. Musiche di Paolo Brie. Luci di Stefano Colonna. Produzione Campo Teatrale, Teatro dell\u2019Elfo. Durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo.<\/p>\n<p><u>Al termine delle due rappresentazioni \u00e8 previsto un incontro con C\u00e9sar Brie sullo spettacolo, coordinato da Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi. <\/u><\/p>\n<p><em>Nel tempo che ci resta<\/em> \u00e8 il frutto di una ricerca di pi\u00f9 di due anni sulle figure di\u00a0Giovanni Falcone,\u00a0Paolo Borsellino\u00a0e\u00a0del pentito Tommaso Buscetta, che aveva fornito ai due magistrati le chiavi per capire la mafia dall\u2019interno. Dalle loro biografie emerge la storia della mafia siciliana dal dopoguerra fino agli anni &#8217;90 e la denuncia dell&#8217;intreccio tra criminalit\u00e0 organizzata, affari, politica, servizi segreti deviati. Allontanandosi dall&#8217;idea di creare un documentario teatrale, lo spettacolo si presenta piuttosto come un\u2019elegia, un atto d&#8217;amore e di gratitudine nei confronti di chi ha dedicato e oggi continua a dedicare la sua vita alla collettivit\u00e0 e a una concreta testimonianza di coerenza, etica e giustizia. Il racconto della tragedia che ha segnato le vite dei due magistrati e delle loro famiglie non dimentica, nello spettacolo, i momenti di luce, di gioia, di ironia: l&#8217;amore di Giovanni e Francesca, di Paolo ed Agnese; gli scherzi tra i due amici; la serenit\u00e0 della loro infanzia.<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 ambientato in un cantiere abbandonato a Villagrazia, il luogo dal quale part\u00ec Paolo Borsellino per andare incontro alla morte. In questo cantiere un uomo fa rotolare per terra delle arance. Tra le lamiere appaiono quattro figure che il profumo delle arance ha tolto dalle ombre: sono le anime di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e Agnese Piraino Leto. L\u2019uomo che ha lanciato le arance si presenta: \u00e8 Tommaso Buscetta. Le anime delle due coppie e del pentito, si raccontano in questo cantiere abbandonato.<\/p>\n<p>Racconta C\u00e9sar Brie: \u00abAbbiamo fatto una lunga ricerca iniziata durante un seminario. Cercavamo immagini su alcuni temi quali: tradimento, inganno, omert\u00e0, mafia, giustizia, ecc. Nei seminari non parlavamo direttamente dell\u2019argomento mafia. Volevamo agire in modo libero senza immergerci subito negli stereotipi e nei clich\u00e9 che accompagnano l\u2019immaginario legato alla mafia. Il lavoro di ricerca \u00e8 proseguito con un gruppo pi\u00f9 ristretto: cinque attori e alcuni aiutanti, lavorando sempre alla creazione di immagini e investigando sugli oggetti\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNel frattempo, abbiamo studiato la storia di Falcone, Borsellino e Buscetta, la storia del depistaggio, la storia della mafia e abbiamo ridotto il campo alle cose che ci sembravano essenziali\u00bb, prosegue l\u2019attore e regista di origine argentina, \u00abAbbiamo letto e guardato testimonianze video fino a bruciarci gli occhi. Poi abbiamo scritto il testo, operazione difficile poich\u00e9 non potevamo inventare fatti e dovevamo allo stesso tempo trovare un linguaggio che illuminasse questa storia da un angolo diverso. Il nostro scopo non \u00e8 fare un documento ma costruire un fatto artistico dove verit\u00e0, poesia, rigore e indagine possano unirsi. Questo spettacolo, dunque, non \u00e8 la biografia di Falcone e Borsellino ma un omaggio, un monumento a questi due uomini e a questo ex uomo d\u2019onore che li accompagna, li ama, e come noi viene sedotto dalla loro caparbiet\u00e0, intelligenza, onest\u00e0 e purezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u00e9sar Brie<\/strong>\u00a0nasce a Buenos Aires, Argentina. Arriva in Italia a 18 anni con la Comuna Baires, gruppo teatrale di cui \u00e8 cofondatore, recitando in pi\u00f9 produzioni, dirette da Renzo Casali e Liliana Duca. Con questo gruppo ha cominciato a sviluppare un\u2019arte apolide, a stretto contatto con le molte realt\u00e0 incontrate in una vita passata per scelta in esilio. Dopo il 1975 crea a Milano il Collettivo teatrale Tupac Amaru. Dal 1981 al 1990 lavora insieme a Iben Nagel Rasmussen nel Gruppo Farfa e poi nel Odin Teatret nelle vesti di autore, regista e attore. Tre, tra i titoli di questi anni: <em>Matrimonio con Dio<\/em> e <em>Talabot<\/em>, con la regia di Eugenio Barba, <em>e Il Paese di nod<\/em>, regia e drammaturgia di C\u00e9sar Brie. Poi, da solo C\u00e9sar Brie <em>Il Mare in Tasca<\/em>, <em>Torneranno i miei figli<\/em> e, con Naira Gonzalez, <em>Romeo e Giulietta<\/em>. A seguito di queste esperienze, nel 1991, fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes col quale crea spettacoli che partono dalla storia o dai classici, ma calati profondamente nell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p>C\u00e9sar Brie partecipa anche ad altre produzioni, come autore o regista: <em>Il cielo degli altri<\/em>, realizzato in Italia con gli attori del Teatro Setaccio; <em>Zio Vanja<\/em> di Anton Cechov, di cui cura la regia insieme a Isadora Angelini; <em>Todos los ausentes<\/em>, realizzato a Santiago del Cile con l\u2019attore Hector Noguera del Teatro Camino; scrive <em>I clienti<\/em>, con la regia di Giancarlo Gentilucci per Arti e Spettacolo.<\/p>\n<p><em>Nel tempo che ci resta<\/em> si pone in prosecuzione con il lavoro di impegno civile e di inchiesta che C\u00e9sar Brie ha iniziato con <em>Il cielo degli altri<\/em>, <em>Otra vez Marcelo<\/em>, <em>Albero senza ombra<\/em>, <em>Viva L\u2019Italia<\/em>, <em>Prima della bomba<\/em>, <em>L\u2019avvoltoio <\/em>e con altri lavori e ricerche non soltanto teatrali da lui condotte.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Al teatro si potr\u00e0 accedere solo muniti di Green Pass Rafforzato e indossando mascherina FFP2. <\/strong><\/p>\n<p><strong>BIGLIETTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Intero 19 Euro, ridotto 15 Euro<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro Donizetti<br \/>\n<\/strong>Piazza Cavour, 15 &#8211; Bergamo<br \/>\nTel. 035.4160 601\/602\/603<br \/>\nApertura al pubblico: da marted\u00ec a sabato dalle 13.00 alle 20.00 (festivi esclusi)<\/p>\n<p><strong>Teatro Sociale<br \/>\n<\/strong>Via Colleoni, 4 &#8211; Bergamo Alta<br \/>\nTel. 035.216660<br \/>\nApertura al pubblico: un\u2019ora e mezza prima dell\u2019inizio dello spettacolo<\/p>\n<p><strong>ATB<br \/>\n<\/strong>In occasione degli spettacoli ospitati al Teatro Sociale, Fondazione Teatro Donizetti e ATB offrono agli abbonati di Altri Percorsi un servizio di trasporto con una navetta in partenza alle ore 20.00 dal Teatro Donizetti (lato Sentierone) con ritorno da Citt\u00e0 Alta (Colle Aperto, dopo la fine della rappresentazione e al termine dell\u2019incontro). Il servizio \u00e8 prenotabile direttamente presso la Biglietteria del Teatro Donizetti, che consegner\u00e0 un tesserino da esibire al personale del Teatro prima di salire sull\u2019autobus. Il servizio ha un costo di 5 Euro per tutta la Stagione<\/p>\n<p>Gli spettatori non abbonati e gli abbonati che preferiscono usufruire dei mezzi pubblici avranno accesso gratuito ai mezzi ATB da e per Citt\u00e0 Alta (funicolare compresa), presentando il biglietto di ingresso allo spettacolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito di \u201cAppuntamento con la Storia\u201d, la nuova sezione della Stagione di Prosa e Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti, va in scena gioved\u00ec 17 (ore 20.30) e venerd\u00ec 18 (ore 10.30, matin\u00e9e) febbraio al Teatro Sociale Nel tempo che ci resta, spettacolo scritto e diretto da C\u00e9sar Brie che ha per sottotitolo \u201cElegia per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino\u201d. Sul palcoscenico, accanto allo stesso C\u00e9sar Brie: Marco Colombo Bolla, Elena D\u2019Agnolo, Rossella Guidotti, Donato Nubile. Musiche di Paolo Brie. Luci di Stefano Colonna. Produzione Campo Teatrale, Teatro dell\u2019Elfo. Durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo. Al termine delle due rappresentazioni \u00e8 previsto un incontro con C\u00e9sar Brie sullo spettacolo, coordinato da Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi. Nel tempo che ci resta \u00e8 il frutto di una ricerca di pi\u00f9 di due anni sulle figure di\u00a0Giovanni Falcone,\u00a0Paolo Borsellino\u00a0e\u00a0del pentito Tommaso Buscetta, che aveva fornito ai due magistrati le chiavi per capire la mafia dall\u2019interno. Dalle loro biografie emerge la storia della mafia siciliana dal dopoguerra fino agli anni &#8217;90 e la denuncia dell&#8217;intreccio tra criminalit\u00e0 organizzata, affari, politica, servizi segreti deviati. Allontanandosi dall&#8217;idea di creare un documentario teatrale, lo spettacolo si presenta piuttosto come un\u2019elegia, un atto d&#8217;amore e di gratitudine nei confronti di chi ha dedicato e oggi continua a dedicare la sua vita alla collettivit\u00e0 e a una concreta testimonianza di coerenza, etica e giustizia. Il racconto della tragedia che ha segnato le vite dei due magistrati e delle loro famiglie non dimentica, nello spettacolo, i momenti di luce, di gioia, di ironia: l&#8217;amore di Giovanni e Francesca, di Paolo ed Agnese; gli scherzi tra i due amici; la serenit\u00e0 della loro infanzia. Lo spettacolo \u00e8 ambientato in un cantiere abbandonato a Villagrazia, il luogo dal quale part\u00ec Paolo Borsellino per andare incontro alla morte. In questo cantiere un uomo fa rotolare per terra delle arance. Tra le lamiere appaiono quattro figure che il profumo delle arance ha tolto dalle ombre: sono le anime di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e Agnese Piraino Leto. L\u2019uomo che ha lanciato le arance si presenta: \u00e8 Tommaso Buscetta. Le anime delle due coppie e del pentito, si raccontano in questo cantiere abbandonato. Racconta C\u00e9sar Brie: \u00abAbbiamo fatto una lunga ricerca iniziata durante un seminario. Cercavamo immagini su alcuni temi quali: tradimento, inganno, omert\u00e0, mafia, giustizia, ecc. Nei seminari non parlavamo direttamente dell\u2019argomento mafia. Volevamo agire in modo libero senza immergerci subito negli stereotipi e nei clich\u00e9 che accompagnano l\u2019immaginario legato alla mafia. 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