{"id":13693,"date":"2022-02-01T12:16:45","date_gmt":"2022-02-01T11:16:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/?p=13693"},"modified":"2022-02-01T12:16:45","modified_gmt":"2022-02-01T11:16:45","slug":"arsenico-e-vecchi-merletti-con-anna-maria-guarnieri-e-marilu-prati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrodonizetti.it\/it\/arsenico-e-vecchi-merletti-con-anna-maria-guarnieri-e-marilu-prati\/","title":{"rendered":"&#8220;Arsenico e vecchi merletti&#8221; con Anna Maria Guarnieri e Maril\u00f9 Prati"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 <strong><em>Arsenico e vecchi merletti<\/em><\/strong>, classico della commedia e capolavoro della comicit\u00e0 teatrale e cinematografica, il prossimo titolo della Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti, in programma da marted\u00ec 1 a domenica 6 febbraio (ore 20.30, domenica ore 15.30). A portarlo in scena sul palcoscenico del Teatro Donizetti saranno due Signore del teatro italiano: <strong>Anna Maria Guarnieri <\/strong>e <strong>Maril\u00f9 Prati<\/strong>. Completano il cast: Maria Alberta Navello, Leandro Amato, Tot\u00f2 Onnis, Luigi Tabita, Tarcisio Branca, Bruno Crucitti, Francesco Guzzo, Daniele Biagini, Lorenzo Venturini. Regia di <strong>Geppi Gleijeses<\/strong>. Scene di Franco Velchi. Costumi di Chiara Damato. Musiche di Matteo D\u2019Amico. Artigiano delle luci Luigi Ascione. Produzione GITIESSE Artisti Riuniti. Durata 2 ore e 15 minuti senza intervallo. Biglietti da 15 a 38 euro; ridotti da 12 a 30 euro.<\/p>\n<p>Scritta nel 1939 dal drammaturgo statunitense Joseph Kesselring e nota principalmente per l&#8217;adattamento cinematografico del 1944 diretto da Frank Capra, con Cary Grant protagonista, <em>Arsenico e vecchi merletti<\/em> \u00e8 una pi\u00e8ce che non conosce l\u2019invecchiamento: nel suo allestimento, Geppi Gleijeses ha ripreso la regia del grande Mario Monicelli e a lui dedica lo spettacolo. Racconta lo stesso Geppi Gleijeses: \u00abNel 1992, da una delle migliaia di stanze d\u2019albergo in cui ho soggiornato in una delle mie tante tourn\u00e9e, ebbi la sfacciataggine di telefonare a Mario Monicelli per proporgli la regia di <em>Arsenico e vecchi merletti<\/em>. Mi disse subito di s\u00ec, senza esitazioni. Era la sua prima vera regia teatrale e fu l\u2019inizio di un grande sodalizio. Lo spettacolo fu uno straordinario successo. Masolino D\u2019Amico cur\u00f2 la traduzione che anche oggi adottiamo. La scena era di Franco Velchi e qui, con alcuni importanti cambiamenti studiati con Michele Gigi, la riproponiamo, come i costumi che ora come allora erano e sono (con varie modifiche) di Chiara Donato, e come le musiche di Matteo D\u2019Amico. Le luci, fondamentali, all\u2019epoca firmate da Sergio Rossi sono oggi, decisamente diverse, dell\u2019artigiano della luce Luigi Ascione, da pi\u00f9 di vent\u2019anni mio complice. Le due ziette erano Regina Bianchi e Isa Barzizza: meravigliose. Ma questo \u00e8 certamente un altro spettacolo, diverso per stile e per tipo di approccio\u00bb.<\/p>\n<p>Prosegue il regista, attore, drammaturgo e produttore napoletano: \u00ab\u00c8 difficile catalogare, inserire in un genere <em>Arsenico e vecchi merletti<\/em>. Non \u00e8 una farsa macabra, n\u00e9 una satira del giallo. Appartiene certamente a una tipologia di commedia da noi poco praticata e di cui non abbiamo riscontri autoriali: \u201cil Brillante\u201d. Ci potrebbero forse sovvenire autori come Aldo De Benedetti, o Sabatino Lopez, frequentati ormai pochissimo ma in auge verso la met\u00e0 del secolo scorso, qualche rara perla di Luigi Pirandello (<em>Ma non \u00e8 una cosa seria<\/em>) o di Diego Fabbri (<em>La Bugiarda<\/em>). Il motivo: per tradizione autoriale o eredit\u00e0 diretta, i nostri generi sono tragedia e farsa. E la nostra farsa discende dai rami della Commedia dell\u2019Arte. Io ho dedicato tante stagioni della mia carriera a questo genere cos\u00ec poco coltivato dai nostri autori, attori, registi. Ho interpretato Feydeau, Noel Coward, George Bernard Shaw, Oscar Wilde. Ed accanto a loro ricorderei Labiche, Kaufman e Hart e, pi\u00f9 vicini a noi, Neil Simon, Michael Frayn e una delle tante facce di Woody Allen. Ma tanti anni fa avevamo molti straordinari attori specializzati nella commedia brillante: pensiamo a Sergio Tofano, Ernesto Calindri, Sara Ferrati, Franco Scandurra, Franco Volpi, Rina Morelli, Dina Galli&#8230; E poi Arnoldo Tieri, Alberto Lionello e Johnny Dorelli. Oggi potremmo pensare a Maurizio Micheli, Angela Finocchiaro e pochissimi altri. Eppure, questo genere da noi quasi dimenticato ci ha donato delle perle rare se non rarissime. La catalogazione impossibile dell\u2019opera oscilla per me tra Dark Comedy e Giallo-Rosa. Ma non \u00e8 poi cos\u00ec importante. Il suo autore, Kesselring, ci ha regalato quest\u2019unica perla, ma veramente preziosa\u00bb.<\/p>\n<p>La vicenda narrata in <em>Arsenico e vecchi merletti<\/em> ha come protagonista lo scrittore e critico teatrale Mortimer Brewster, ex scapolo convinto. Mortimer torna a casa dalle zie Abby e Martha per raccontare del suo fresco matrimonio con Elaine Harper, ma scopre che le due amabili e anziane ziette &#8220;aiutano&#8221; quelli che affettuosamente chiamano i &#8220;loro signori&#8221;, ossia gli inquilini ai quali affittano le camere, a lasciare la vita con un sorriso sulle labbra. \u00a0Abby e Martha offrono alle loro vittime del vino di sambuco corretto con un miscuglio di veleni e le seppelliscono nel Canale di Panama, la cantina di casa dove il fratello di Mortimer, Teddy (che crede di essere Theodore Roosevelt), scava e ricopre di continuo nuove buche per occultare i cadaveri. Deciso a porre fine alla pazzia delle due zie e del fratello, Mortimer cerca di far internare Teddy in una casa di cura, ma i suoi piani vengono sconvolti dall&#8217;arrivo dell&#8217;altro fratello Jonathan, un efferato pluriomicida i cui lineamenti sono stati rovinati a seguito dei numerosi interventi di chirurgia plastica subiti. Anche Jonathan, che \u00e8 accompagnato dal suo fidato amico, il dottor Einstein, ha un cadavere di cui disfarsi e tenta di seppellirlo nella cantina, per poi cercare di eliminare anche il fratello Mortimer. Ormai credutosi l&#8217;ultimo erede di una famiglia di pazzi maniaci, Mortimer cerca di allontanare da s\u00e9 Elaine per il timore di farle del male, ma poco prima della partenza di Teddy per la clinica, le due zie (che intendono seguire Teddy nella casa di cura) rivelano che in realt\u00e0 Mortimer \u00e8 il figlio illegittimo di una domestica che era andata a lavorare in casa Brewster poco prima che Mortimer nascesse. Colmo di felicit\u00e0 per la scoperta, Mortimer annuncia la notizia alla moglie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 Arsenico e vecchi merletti, classico della commedia e capolavoro della comicit\u00e0 teatrale e cinematografica, il prossimo titolo della Stagione di Prosa della Fondazione Teatro Donizetti, in programma da marted\u00ec 1 a domenica 6 febbraio (ore 20.30, domenica ore 15.30). A portarlo in scena sul palcoscenico del Teatro Donizetti saranno due Signore del teatro italiano: Anna Maria Guarnieri e Maril\u00f9 Prati. Completano il cast: Maria Alberta Navello, Leandro Amato, Tot\u00f2 Onnis, Luigi Tabita, Tarcisio Branca, Bruno Crucitti, Francesco Guzzo, Daniele Biagini, Lorenzo Venturini. Regia di Geppi Gleijeses. Scene di Franco Velchi. Costumi di Chiara Damato. Musiche di Matteo D\u2019Amico. Artigiano delle luci Luigi Ascione. Produzione GITIESSE Artisti Riuniti. Durata 2 ore e 15 minuti senza intervallo. Biglietti da 15 a 38 euro; ridotti da 12 a 30 euro. Scritta nel 1939 dal drammaturgo statunitense Joseph Kesselring e nota principalmente per l&#8217;adattamento cinematografico del 1944 diretto da Frank Capra, con Cary Grant protagonista, Arsenico e vecchi merletti \u00e8 una pi\u00e8ce che non conosce l\u2019invecchiamento: nel suo allestimento, Geppi Gleijeses ha ripreso la regia del grande Mario Monicelli e a lui dedica lo spettacolo. Racconta lo stesso Geppi Gleijeses: \u00abNel 1992, da una delle migliaia di stanze d\u2019albergo in cui ho soggiornato in una delle mie tante tourn\u00e9e, ebbi la sfacciataggine di telefonare a Mario Monicelli per proporgli la regia di Arsenico e vecchi merletti. Mi disse subito di s\u00ec, senza esitazioni. Era la sua prima vera regia teatrale e fu l\u2019inizio di un grande sodalizio. Lo spettacolo fu uno straordinario successo. Masolino D\u2019Amico cur\u00f2 la traduzione che anche oggi adottiamo. La scena era di Franco Velchi e qui, con alcuni importanti cambiamenti studiati con Michele Gigi, la riproponiamo, come i costumi che ora come allora erano e sono (con varie modifiche) di Chiara Donato, e come le musiche di Matteo D\u2019Amico. Le luci, fondamentali, all\u2019epoca firmate da Sergio Rossi sono oggi, decisamente diverse, dell\u2019artigiano della luce Luigi Ascione, da pi\u00f9 di vent\u2019anni mio complice. Le due ziette erano Regina Bianchi e Isa Barzizza: meravigliose. Ma questo \u00e8 certamente un altro spettacolo, diverso per stile e per tipo di approccio\u00bb. Prosegue il regista, attore, drammaturgo e produttore napoletano: \u00ab\u00c8 difficile catalogare, inserire in un genere Arsenico e vecchi merletti. Non \u00e8 una farsa macabra, n\u00e9 una satira del giallo. Appartiene certamente a una tipologia di commedia da noi poco praticata e di cui non abbiamo riscontri autoriali: \u201cil Brillante\u201d. 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