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Melodramma giocoso in due atti di Felice Romani
Musica di Gaetano Donizetti

Prima esecuzione: Milano, Teatro alla Canobbiana, 12 maggio 1832
Edizione critica a cura di Alberto Zedda
© Casa Ricordi, Milano


TRAMA

ATTO I

L’azione si svolge in un’epoca indefinita e in un “paese de’ Baschi” che ricorda molto le campagne padane. Nemorino è innamorato senza speranza di Adina, la bella, colta e capricciosa padrona della cascina. Adina è corteggiata anche dal sergente Belcore, capo della guarnigione del villaggio, e sembra dargli corda pur senza accettare di sposarlo. Nemorino prende quindi coraggio e dichiara una volta di più il suo amore ad Adina, che respinge le sue profferte invitandolo invece ad andare in città, dove Nemorino ha uno zio ricco e malato. Intanto, richiamando una gran folla, sulla piazza del paese arriva il dottor Dulcamara, ciarlatano ambulante che spaccia un farmaco miracoloso in grado di guarire ogni male. Nemorino ne approfitta per confessargli il suo mal d’amore; Dulcamara gli vende allora una dose del suo elisir, che è in realtà un comune vino rosso, garantendogli che sarà amato entro ventiquattr’ore, il tempo cioè che gli serve per svignarsela. Nemorimo ostenta quindi sicurezza con Adina; costei, indispettita da questo atteggiamento, decide su due piedi di sposare Belcore, che nel frattempo ha annunciato il trasferimento del sul distaccamento in un’altra località. Nemorino supplica Adina di aspettare almeno un giorno, mentre Belcore si arrabbia e tutto il villaggio si fa beffe dell’innamorato respinto.

ATTO II

Si stanno celebrando le nozze fra Belcore e Adina ma lei, non vedendo Nemorino, chiede di posticiparle di qualche ora. Nemorino, disperato, domanda un’altra dose di elisir a Dulcamara, ma non ha denaro per pagarla. Chiede allora a Belcore di farsi soldato per intascare il premio dell’arruolamento. Intanto nel villaggio si sparge la notizia che lo zio di Nemorino è morto lasciandogli una cospicua eredità: il giovane, che ancora non lo sa e che dopo la seconda dose del vino di Dulcamara è ubriaco, viene subito corteggiato da tutte le ragazze e ne attribuisce il merito all’elisir. Adina si mostra però ancora indifferente. Ma, quando viene a sapere da Dulcamara che Nemorino, pur di averla, si è arruolato, capisce di amarlo, ne riscatta l’ingaggio da Belcore e si dichiara. Tranne che per il sergente, certo però di rifarsi con altre belle, la felicità è generale. Specie per Dulcamara il cui intruglio, dichiara, non solo guarisce le malattie, ma fa anche innamorare le persone. Un vero elisir d’amore.


INTRODUZIONE

“L’elisir d’amore” è la più celebre commedia di Donizetti, anzi forse il titolo più famoso del suo sterminato catalogo, e certamente il più rappresentato nel mondo. La sua fortuna critica e di pubblico non è mai venuta meno a partire dal debutto, nel 1832. Un successo costante e indiscusso che stupì lo stesso Donizetti, che all’inizio non si era reso conto di aver scritto uno dei suoi capolavori.
“L’elisir” viene proposto dal Festival in una versione mai ascoltata in Italia: assolutamente integrale, per cominciare, nelle tonalità originali ed eseguita con gli strumenti storici, alla ricerca del suono “autentico” dell’orchestra di Donizetti. Sorpresa garantita: ascoltare un’opera che crediamo tutti di conoscere ma che “suona” in maniera del tutto diversa fa quella cui siamo abituati. Ma il direttore musicale del Festival, Riccardo Frizza, garantisce un’autenticità donizettiana che va oltre le sonorità dell’epoca, mentre la regia di Frederic Wake-Walker ricostruisce il clima di coinvolgimento sociale e comunitario che era tipico del teatro musicale in Italia all’epoca di Donizetti. Nella compagnia di canto, che comprende artisti amati e già ospiti del Festival come quelle di Roberto Frontali e Florian Sempey, e giovani in costante ascesa come Caterina Sala, spicca il nome di Javier Camarena, una delle più celebri e acclamate voci di oggi, che nella parte iconica di Nemorino, frequentata da tutti i grandi tenori della storia, inizia una collaborazione triennale con il Festival. A lui spetta la pagina più celebre dell’opera, una delle melodie-mito di tutta l’opera italiana, quella “Furtiva lagrima” che è diventata il simbolo del miracoloso equilibrio di questo capolavoro, una commedia all’italiana che diverte ma svela anche la verità dei sentimenti e dove la risata si alterna alla commozione.


L’Elisir d’amore sarà in onda sulla Donizetti OperaTube dal 28 novembre alle ore 15.30

Anteprima Under 30

Sei un Under 30? Mercoledì 17 novembre 2021 alle 14:00 vieni all’opera!
Il biglietto costa solo €10 (senza differenze di settore) e puoi acquistarlo:

– online

– in Biglietteria Teatro Donizetti – Piazza Cavour, 15  a Bergamo
Da Martedì a Sabato dalle 13.00 alle 20.00
tel.: 035 4160601 – 035 4160602 – 035 4160603

– inviando una mail a biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org (con questa modalità puoi pagare anche tramite Paypal)

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