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Presentata al Teatro Johann Strauss di Vienna il 13 novembre 1915, proprio nei giorni dell’assassinio di Sarajevo e dello scoppio della prima guerra mondiale, “La Principessa della Czarda” ottenne uno dei più grandi successi della storia dell’operetta (successo che si è rinnovato intatto fino ai nostri giorni). Il libretto si rifà alla tipica atmosfera del crepuscolo dell’Impero Asburgico, ispirandosi alle più frequenti conversazioni da salotto e all’argomento più popolare in quell’epoca: quello dei matrimoni impossibili tra rampolli dell’aristocrazia viennese e belle ed affascinanti primedonne del varietà.

Il giovane principe di Lyppert-Weylersheim, Edvino, trascorre le sue serate in un celebre locale notturno di Budapest, l’Orpheum. Qui si innamora di Sylva, diva del momento. Purtroppo il suo romanzo d’amore è destinato a durare poco.  Infatti suo padre, venuto a conoscenza della cosa, ha fatto ingaggiare Sylva per una tournée in America e ha preparato per il figlio un fidanzamento ufficiale con la contessina Stasi. Ma Sylva ed Edvino si amano profondamente e, prima di lasciarsi, il principe stipula un contratto di nozze col quale promette di sposarla entro otto settimane…

La classica e osteggiata storia d’amore è però condita dalla presenza spassosa degli amici del Principe, i Conti Boni e Feri, troviamo poi un coloritissimo Militare e la impacciatissima contessina Stasi. Vi è poi addirittura una presenza misteriosa che accomuna tutti i protagonisti.
Non mancano insomma tutti gli ingredienti per uno spettacolo gradevolissimo e dal contenuto musicale veramente straordinario.
Dirige l’orchestra “Cantieri d’Arte” il M° Stefano Giaroli, ben noto al pubblico del Donizetti e da sempre difensore e promotore del contenuto lirico del genere operettistico.