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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, che sarebbe dovuto in scena al Teatro Sociale dal 2 al 4 aprile, è stato annullato.

La conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, ha apportato novità anche sul fronte dei rimborsi dei biglietti per gli spettacoli annullati: sarà infatti possibile convertire il voucher ricevuto con il rimborso monetario.

In base a quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 180 del 18/07/2020 – Suppl. Ordinario n. 25, le modalità di rimborso sono dunque definite e aggiornate come segue:

MODALITÀ DI RIMBORSO PER BIGLIETTI ACQUISTATI PRESSO LA BIGLIETTERIA DELLA FONDAZIONE TEATRO DONIZETTI  

Chi avesse già fatto richiesta di rimborso e avesse ricevuto il voucher, potrà, se lo vorrà, fare richiesta di conversione in rimborso monetario entro e non oltre il 19 settembre 2020.

Per avere diritto al rimborso bisogna essere in possesso e presentare il biglietto originale e la copia del voucher.

Le richieste dovranno essere inoltrate alla nostra biglietteria via mail all’indirizzo biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org utilizzando l’apposito modulo allegato oppure recandosi personalmente presso gli uffici siti ai Propilei di Porta Nuova (Largo Porta Nuova, 17 – Bergamo), aperti a partire dal 28 luglio, da martedì a sabato ore 13.00-20.00.

La biglietteria è raggiungibile anche telefonicamente ai numeri 035.4160 601/602/603.

Non sarà possibile ottenere un rimborso, né monetario né tramite voucher, per coloro i quali non ne avessero già fatta richiesta entro i termini di scadenza per l’annullamento dei biglietti, ossia entro il 30 giugno scorso.

Mark Haddon con il suo romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è riuscito in un’impresa eccezionale: ha dominato le classifiche mondiali raccontando, come in un giallo, le peripezie di un adolescente autistico (un adolescente Asperger, per la precisione) alle prese con la più grande sfida della sua vita.

Merito di «una scrittura seria eppure divertente – come ha sottolineato Ian McEwan – che possiede il raro dono dell’empatia». E la forza di questa splendida storia non si è esaurita nelle pagine del libro, ma si è propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo testo ha ottenuto a Londra un eccezionale successo di pubblico e ha vinto nel 2013 sette Laurence Olivier Awards (tra cui migliore opera teatrale) per poi trasferirsi a New York dove ha vinto quattro Tony Awards.

Un successo che Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno saputo rinnovare sulle scene italiane con scelte registiche lontane da quelle iper-tecnologiche dell’edizione inglese, ma capaci di esaltare la qualità della scrittura, il suo ritmo, la polifonia dei personaggi e il lavoro attoriale.

La commedia segue fedelmente la trama dell’originale: il quindicenne Christopher decide di indagare sulla morte di Wellington, il cane della vicina. Capisce subito di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, sapeva risolvere, perciò incomincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista.

E il suo punto di vista è davvero speciale. Perché Christopher ha un disturbo dello spettro autistico che rende complicato il suo rapporto con il mondo. Odia essere toccato, odia il giallo e il marrone, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l’espressione del viso degli altri… Scrivendo il suo libro, Christopher inizia a far luce su un mistero ben più importante di quello del cane barbone. Come è morta sua madre? Perché suo padre non vuole che lui faccia troppe domande ai vicini?