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L’Acqua Cheta di Novelli e Pietri fu messa in scena per la prima volta al Teatro Alfieri di Firenze nel 1908. Si tratta di un’operetta molto vicina alla commedia musicale, con temi noti al grande pubblico quali Com’ è bello guidare i cavalli. Le due figlie di mamma Rosa e papà Ulisse ricamano, Cecco, il falegname, lustra un mobile e lancia occhiate ad Anita, delle due la più sbarazzina, mentre Ida, autentica acqua cheta, tiene gli occhi bassi facendo finta di non accorgersi di nulla. Cecco frequenta l’università popolare e Anita ne va fiera; non così mamma Rosa, che non lo può proprio soffrire. Intanto giunge Alfredo, un giovanotto che dice di essere giornalista, al quale Mamma Rosa ha affittato una camera. In realtà egli è l’innamorato segreto di Ida con la quale medita un piano di fuga. All’arrivo in casa del padre, Cecco chiede la mano di Anita ma Rosa si oppone al matrimonio.

Nella notte Ida tenta la fuga con Alfredo, ma Cecco viene a sapere del piano e fa di tutto per impedirlo. Alla notizia della fuga Rosa e Ulisse sono in preda alla disperazione. Grazie a Cecco, Ida ritorna e supplica il perdono. Riceverà dai due genitori il consenso a sposare Alfredo. Nel frattempo anche Anita e Cecco avranno il loro lieto fine. Ambientata nella campagna fiorentina, l’opera narra le tribolate e buffe vicissitudini di questa famiglia, complicate dagli amori e dagli intrighi delle due figlie. Ne L’Acqua Cheta i momenti corali sono di forte impatto spettacolare e visivo; su tutti spicca in particolare la Festa di Paese della Rificolona.