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Nizza, 1932. Nella Hall dell’Hotel Savoy si festeggia il ritorno del marchese Aristide di Faublais e della sua sposina Maddalena dal lungo viaggio di nozze. Fra gli eleganti invitati spiccano lo stravagante Mustafà Bey e la frizzante Daisy Parker. Nel mezzo del divertimento Aristide riceve un telegramma da Tangolita, una danzatrice sua ex-fiamma, alla quale aveva promesso, firmando solennemente l’impegno in calce a un assegno, di trascorrere una serata non appena ella lo avesse richiesto. Lo aspetta al Savoy. Aristide, consigliato da Mustafà, trova una buona scusa per andare. Maddalena è certa che si tratti di una scusa. Decisione fatale: anche lei andrà al Savoy. All’hotel fra gli avventori c’è un buffo e timido avvocato, Celestino. Quando Maddalena si rende conto che suo marito si ritira con questa donna, fa altrettanto con lo stralunato Celestino. Più tardi Maddalena sotto l’effetto dello champagne dice di aver tradito il marito. La mattina dopo Aristide è furibondo e pretende il divorzio. Le pratiche vengono affidate ad uno studio che manda proprio l’ignaro Celestino. Tra tutto lo scompiglio si farà strada la verità.

L’operetta fu rappresentata per la prima volta il 23 dicembre 1932 al Komische Oper di Berlino. Fu l’ultimo fra i successi maggiori del compositore Abraham. La partitura dell’operetta fa un uso sapiente di musiche a ritmo di foxtrot e balli di impronta latinoamericana come il tango e il paso doble, accanto agli immancabili valzer. Ballo al Savoy lascia flirtare l’operetta con il musical.