Il 24 e il 26 gennaio “Guglielmo Tell” di Rossini chiude la stagione lirica al Teatro Sociale

Il 24 e il 26 gennaio “Guglielmo Tell” di Rossini chiude la stagione lirica al Teatro Sociale

Il programma di Lirica e Concerti della Stagione dei Teatri 2019-2020 si conclude al Teatro Sociale con Guglielmo Tell di Rossini

Una nuova coproduzione dei Teatri di OperaLombardia firmata da Arnaud Bernard
Jacopo Brusa sul podio dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali

Bergamo, Teatro Sociale
venerdì 24 gennaio ore 20.30 (Turno A)
domenica 26 gennaio ore 15.30 (Turno C)

Con Guglielmo Tell di Gioachino Rossini si concludono gli spettacoli di “Lirica e Concerti” della Stagione dei Teatri promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti: il sipario del Sociale di Bergamo si alzerà venerdì 24 gennaio alle 20.30 (Turno A) e domenica 26 gennaio alle 15.30 (Turno C) celeberrimo capolavoro del compositore pesarese, scritta prima del ritiro dalle scene musicali, in una nuova coproduzione di Opera Lombardia con la Fondazione Teatro Verdi di Pisa firmata dal regista Arnaud Bernard e con Jacopo Brusa sul podio dei Pomeriggi Musicali.
Le scene sono firmate da Virgile Koering, i costumi da Carla Gallerie le lucida Fiammetta Baldisseri; collaboratore alla regia è Yamas Das Irmich; il Coro OperaLombardia è diretto da Massimo Fiocchi Malaspina.

L’ultima e più colossale opera di Gioachino Rossini, ispirata a una tragedia di Schiller, arriva sul palcoscenico del Teatro Sociale nella versione italiana realizzata nel 1833 poco dopo il debutto in francese (Opéra de Paris, 1829) da Calisto Bassi, impegnando col virtuosismo dei suoi solisti e con la spettacolarità dei cori e delle danze, un cast molto ampio. Rossini si era stabilito a Parigi (città in cui poi sarebbe morto nel 1868) chiamato nel 1824 a dirigere il Théâtre Italien con l’obbligo di comporre anche per l’Opéra. Dopo Guillaume Tell non avrebbe più scritto per il teatro, ma sarebbero poi nate solo alcune pagine sacre e cameristiche, vivendo l’ultima parte della sua vita lontano dai palcoscenici. I cambiamenti politici e l’avvento della temperie artistica romantica influirono sulla personalità del compositore pesarese che con il Tell costruisce comunque uno dei più alti esempi di opera romantica. È la storia di un popolo che lotta per la libertà; al tempo stesso è quella di un padre che combatte a fianco della sua gente ma anche per la propria famiglia, riscattando la vita del figlio con un tiro di balestra divenuto proverbiale; musicalmente non mancano accanto a melodie immortali, alcuni tipici elementi folcloristici e un finale trascinante e commovente in pieno stile rossiniano.

Il cast è formato da giovani ma affermate voci: nel ruolo del titolo si alternano Gezim Myshketa (24) e Michele Patti (26), come Arnoldo invece i tenori Giulio Pelligra (24) e Matteo Falcier (26), in quello di Mathilde Marino a Qerkezi (24) e Clarissa Costanzo, Jemmy è Barbara Massaro e Edwige Irene Savignano. Completano il numerosissimo cast Davide Giangregorio (Gualtiero), Pietro Toscano (Melchtal), Nico Franchini (Un pescatore), Luca Vianello (Leutoldo), Rocco Cavvalluzzi (Gessler) e Giacomo Leone (Rodolfo).

Per favorire l’accesso in Città Alta, grazie ad ATB è previsto il servizio di navette, riservate agli abbonati, con partenza dal Teatro Donizetti, arrivo a Colle Aperto e ritorno al termine degli spettacoli.

2020-01-23T12:20:04+02:00