“Casa del popolo” del Teatro dell’Argine giovedì 14 marzo al Teatro Sociale per la Stagione di Altri Percorsi

“Casa del popolo” del Teatro dell’Argine giovedì 14 marzo al Teatro Sociale per la Stagione di Altri Percorsi

Per il penultimo appuntamento con la Stagione di Altri Percorsi, la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo presenta, giovedì 14 marzo al Teatro Sociale (ore 21), Casa del Popolo, spettacolo della compagnia Teatro dell’Argine che racconta, in una girandola di personaggi e situazioni e con uno sguardo divertito e poetico al tempo stesso, la storia delle case del popolo in Emilia Romagna. Testo di Nicola Bonazzi da un’idea di Andrea Lupo.

Intrepreti: Lorenzo Ansaloni, Micaela Casalboni, Giovanni Dispenza. Scene di Carmela Delle Curti. Regia di Andrea Paolucci. Produzione Teatro dell’Argine in collaborazione con Teatro delle Temperie. Durata 1 ora e 10 minuti senza intervallo.

«C’era una volta il popolo», racconta il regista Andrea Paolucci, «Era un popolo ottimista, che credeva in sé e si impegnava in attività improduttive, tipo costruire “case” dove ritrovarsi tutti insieme a fare cose ricreative, per esempio ballare o giocare a carte.

«Anche oggi c’è il popolo: di solito viene evocato, ridotto a puro suono, nei dibattiti politici o nei comizi di piazza. Ma da qualche parte, come residuo di un mondo in via di estinzione, si aggira ancora un’umanità dedita al liscio, al burraco, ai quartini di vino e alle liti furiose per una giocata di briscola finita male.

«Vive in luoghi dove ci sono tavolini, banconi di bar, campi di bocce e tavole calde che sfornano enormi piatti di tagliatelle. Sverna e villeggia lì, giorno dopo giorno, anno dopo anno, mentre un altro popolo, più moderno ed efficiente, marcia con sicurezza nei corridoi di nuovi luoghi ricreativi, chiamati ipermercati. Non a questi – a nostra volta improduttivi e inattuali come tutti i teatranti – ci siamo dedicati, ma ai primi, rubandone voci, storie, dialoghi, atmosfere: per capire se il popolo (ammesso che esista) ha ancora una casa dove poter abitare».

Il materiale di partenza dello spettacolo consiste in decine e decine di interviste condotte con persone di diversi caratteri, età, manie, in numerosi centri ricreativi dell’Emilia intorno a Bologna.

Il punto d’arrivo è uno spettacolo di teatro d’attore, che ha il ritmo forsennato del rock d’antan e insieme il passo cadenzato di melodramma e di melassa del liscio da balera. Casa del Popolo è quindi un lavoro che intende dar vita a sapori, odori, suoni, stili e colori. Uno spettacolo composto di quadri e ritratti che hanno per soggetto tipi umani e luoghi caratteristici, nei quali passato e presente si mescolano e si interrogano per capire se mai domani verrà.

«Ci siamo chiesti fin da subito che diritto avessimo di parlare di case del popolo. Con quale competenza ci prendessimo la responsabilità di raccontarne i meccanismi, le pulsioni, gli attriti e le contraddizioni. E magari anche di giudicare. «Luoghi per lo più alieni alla nostra generazione di quarantenni eppure ancora oggi capaci di esercitare su di noi una potente attrazione, non certo ideologica», prosegue il regista.

«Ed eccoci dunque qui, a chiederci dove sia finito quello spirito, quel comune sentire, in quale recondito angolo delle nostre viscere, in quale meandro delle nostre città si è andato a nascondere. Perché sentire il bisogno di costruire un luogo inclusivo, aperto, capace di creare valore dall’ascolto e dall’azione comune è un’utopia incredibilmente vicina ad altre utopie a noi molto care e che guidano quotidianamente la rotta della nostra compagnia. Idee capaci di farsi luogo, spazi di cultura capaci di farsi casa».

La Compagnia del Teatro dell’Argine nasce ufficialmente il 17 maggio 1994 dall’incontro di una ventina di giovanissimi professionisti che, avendo condiviso gli anni di studio e apprendistato professionale, sentivano l’esigenza di non disperdere un comune patrimonio di idee.

Costituitasi inizialmente come Associazione, con sede a San Lazzaro di Savena (Bologna), successivamente come Cooperativa Sociale, la compagnia ha affidato agli esordi la direzione artistica al regista Salvatore Cardone. Il lavoro si è svolto da subito all’interno di alcune linee progettuali, che miravano non solo alla produzione di spettacoli, ma alla formazione del pubblico, alla didattica teatrale, nonché a fasi di studio e ricerca per i giovani professionisti del teatro.

Il radicamento territoriale, attuato attraverso una serie di servizi per la cittadinanza e un numero piuttosto ampio di laboratori negli istituti scolastici, dava perciò senso e sostanza al progetto culturale dell’Associazione. Nei primissimi anni la Compagnia, non disponendo di una sede propria, veniva ospitata in alcune stanze di un Centro Civico sanlazzarese.

Nei primi anni di vita il Teatro dell’Argine prepara mises en espaces per luoghi aperti, parchi o centri urbani adeguati. Nel 1998, la compagnia vince il bando di concorso per l’assegnazione dell’ITC Teatro di San Lazzaro, una sala da 220 posti appena riaperta dopo una lunga ristrutturazione.

L’ottenimento di una sede stabile dà finalmente alla compagnia la possibilità di realizzare un vecchio sogno: creare una sorta di “casa del teatro”. Sul piano artistico le produzioni iniziano ad essere legate sempre più a tematiche civili e storiche, e ad esplorare vari linguaggi passando indifferentemente dal teatro di narrazione al teatro fisico al teatro di parola.

La Direzione del Teatro dell’Argine è oggi affidata ad Andrea Paolucci e Nicola Bonazzi, registi fondatori della compagnia, e a Micaela Casalboni, attrice fondatrice della compagnia. Durante tutti questi anni il Teatro dell’Argine è diventato un punto di riferimento per una comunità fatta di pubblico, studenti, esperti e tecnici del settore, associazioni ed enti.

gni giorno i progetti della compagnia si arricchiscono attraverso il dialogo con la comunità del territorio e nuove sfide e nuovi traguardi si aggiungono a quelli precedenti. Costruire un percorso per raggiungere questi obiettivi significa tenere a mente l’importanza di un teatro multidisciplinare, internazionale, interculturale, sociale.

2019-03-13T12:34:44+02:00