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Quintessenza dell’opera romantica, affresco di natura e tenerezza, nella storia di Adina ed Elvino si dispiega tutta l’inventiva melodica di Vincenzo Bellini (su versi del suo librettista di fiducia, Felice Romani, ispirati a un lavoro di Scribe) impegnato a intonare una soave trama amorosa.

Contemporaneo e “rivale” di Donizetti, il catanese Bellini compose l’opera in soli due mesi, tra gennaio e marzo 1831, per il Teatro Carcano di Milano, sulle sponde del Lago di Como frequentate dallo stesso librettista, spesso autore anche per il bergamasco. La provenienza, il bell’aspetto e l’eleganza, gli atteggiamenti e la morte anzitempo («il vostro genio vi porterà a una fine prematura, come già successo a Raffaello e a Mozart» pare abbia detto Heine a Bellini durante una cena nel 1835) hanno avvolto il compositore siciliano in una sorta di aura mitica. La sonnambula conquista da quasi due secoli il pubblico di tutto il mondo per la delicatezza dell’ambientazione, la semplicità delle forme e la meraviglia belcantista delle arie dei protagonisti. L’allestimento in scena al Teatro Sociale è realizzato da OperaLombardia insieme all’Opera di Las Palmas, firmato da Raùl Vasquez e con Leonardo Sini sul podio, giovane interprete che vanta già un’acclamata carriera internazionale.