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In un vecchio palazzo mezzo crollato, dove il tetto fa ormai passare la pioggia, vivono Clorinda e Tisbe, due sorelle molto viziate. Si danno solo delle arie, mentre la sorellastra Cenerentola è costretta a fare tutti i lavori di casa, comandata, maltrattata e derisa dalle due ragazze, antipatiche e ambiziose. Per consolarsi, lei canta una canzone triste su un re, che però racconta la sua futura storia: quella di un principe che, fra tre spose, sceglie la più semplice e buona.
Le due sorelle dispettose fanno scappare dalla gabbia Alidoro, l’uccellino di Cenerentola, che però le vuole bene e ritorna da lei trasformato in un ragazzo. Giunge un messaggero, che comunica un invito a una festa con ballo e canti in cui il principe sceglierà la sua sposa. Clorinda e Tisbe sono prese dalla frenesia dei preparativi e i loro strilli svegliano il padre Don Magnifico, che stava proprio sognando di diventare ricco, grazie al matrimonio di una delle figlie. Prima di presentarsi al loro palazzo, il cameriere propone al principe di scambiarsi gli abiti: non riconosciuti, potranno capire meglio il carattere delle sorelle.
Il principe Don Ramiro, vestito da cameriere, incontra per prima Cenerentola. I due s’innamorano a prima vista e lei si lamenta con lui per la sua condizione di lavoro. Arriva anche il vero cameriere Dandini, travestito da principe, e viene vezzeggiato dalle due sorelle. È un po’ preoccupato per quando verrà scoperto lo scambio d’abiti col principe. Alla festa vorrebbe partecipare anche Cenerentola, ma Don Magnifico, malgrado le suppliche, glielo impedisce. Dandini riferisce al principe che Clorinda e Tisbe sono due ragazze maleducate e vanitose. Queste vogliono sapere con insistenza chi di loro il principe sceglierà in sposa. Dandini non lo dice, ma spiega che vorrebbe dare l’altra in moglie al cameriere (ovvero al vero principe). Le altezzose sorelle si rifiutano.
Al ballo giunge una dama ben vestita che assomiglia a Cenerentola, di cui Clorinda e Tisbe sono un po’ gelose perché la vedono come concorrente. Tutti vanno a tavola per il pranzo. Il finto principe Dandini avvicina la fanciulla sconosciuta, ma lei si dichiara innamorata del cameriere, che non sa essere il vero principe. Fuggendo perde una scarpetta e Ramiro giura di ritrovarla. Dandini spiega finalmente a Don Magnifico, prendendolo un po’ in giro, di non essere il principe, ma un semplice cameriere, e lo fa molto arrabbiare perché lui gli aveva spiegato che la figlia intendeva vivere da riccona.
Tornata a casa, Cenerentola canta di nuovo la sua canzone malinconica. Scoppia un temporale che fa rompere una ruota alla vettura del principe Ramiro. Questi entra sua volta in casa e Cenerentola apprende che il suo amato è il principe, e non il cameriere. Tutti cantano insieme, stupiti della situazione che sembra un nodo difficile da sciogliersi. Per l’ultima volta le sorelle insultano Cenerentola, protetta da Ramiro che le minaccia. Ma Cenerentola non vuole una vendetta e chiede allo sposo che tutta la sua famiglia venga perdonata. E, divenuta principessa, s’è già dimenticata la brutta vita di prima.
 
La Cenerentola per i bambini: l’opera di Rossini ispirata alla celebre fiaba di Charles Perrault arriva al Teatro Sociale in un adattamento pensato per i più piccoli. Un grande titolo ridotto nelle sue dimensioni temporali e presentato seguendo una struttura drammaturgica che stimola la curiosità dei bambini. Una produzione firmata Teatro alla Scala già in scena nel teatro milanese nel ciclo “Grandi opere per i piccoli” affidata nell’esecuzione ad un’orchestra di venti elementi e dai giovani allievi dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici della Scala. Sul podio, Pietro Mianiti con la regia di Ulrich Peter. Lo spettacolo ha il nobile intento di avvicinare il pubblico più giovane e le loro famiglie all’opera lirica attraverso la messa in scena di un titolo di repertorio.
 
 
L’opera è consigliata a bambini a partire dai 5 anni d’età