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Gruppo jazz o rock? L’uno e l’altro. Ma nel caso dei Quintorigo le classificazioni non servono: versatile come poche altre band della penisola, il quartetto ama mescolare le carte, spingersi oltre i confini e i cliché del jazz, del rock, anche della musica classica. In tutto ciò viene incontro una particolarissima configurazione strumentale che vede allineati sax, violino, violoncello e contrabbasso, più contributi esterni all’occorrenza. E tutto ciò permette di affrontare con originalità materiali musicali diversi: basti pensare ai progetti dedicati a Charles Mingus, Jimi Hendrix e Frank Zappa, geni della musica affrontati senza timori reverenziali, con umiltà e personalità. L’ultimo lavoro targato Quintorigo si intitola Opposites, album che offre uno spaccato significativo ed esaustivo degli orientamenti stilistici del gruppo romagnolo, spaziando dal jazz alla musica classico-contemporanea, dal rock al progressive, fino a toccare esplorazioni sonore avventurose. Nel doppio CD si alternano infatti brani originali e riletture di pezzi di Ornette Coleman (Congeniality), di Oliver Nelson (Stolen Moments), di Thelonious Monk (Well You Needn’t e Think of One), di Dave Brubeck (il celeberrimo Blue Rondo A La Turk), di Kurt Weill (Alabama Song), di David Bowie (Space Oddity) e persino dei Rage Against The Machine (Killing In The Name). Insomma, nella musica dei Quintorigo gli opposti si incontrato e dialogano pure.