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Uno dei migliori piano jazz trios europei attualmente in circolazione. Per anni ritmica di fiducia di Tomasz Stanko, il più illustre dei jazzisti polacchi, il trio di Marcin Wasilewski trae la propria linfa vitale da un naturale quanto spiccato senso melodico, oltreché da un interplay che col tempo si è fatto sempre più pronunciato e palpabile.
L’entrata nel circuito internazionale Marcin Wasilewski, Slawomir Kurkiewicz e Michal Miskiewicz la devono alla ormai consolidata presenza nel catalogo ECM, etichetta per la quale hanno inciso insieme al trombettista connazionale Soul of Things (2001), Suspended Night (2003) e Lontano (2005). Sempre per la casa di Monaco, il trio, i cui primi passi risalgono agli inizi degli anni Novanta, ha sfornato, sino ad oggi, ben quattro album: Trio (2005), January (2008), Faithful (2011), Spark of Life (2013), con l’innesto del sax dello svedese Joakim Milder, e Live, registrato in Belgio nell’agosto 2016. Completano il quadro le partecipazioni del pianista e del contrabbassista a due lavori del batterista Manu Katché (Neighbourhood e Playground) e del trio al completo in Forever Young del chitarrista Jacob Young.

Il materiale compositivo del trio è in larga parte opera del leader, ma non mancano curiose e interessanti incursioni in repertori altrui, sia jazzistico, come Big Foot di Paul Bley, King Korn di Carla Bley, Actual Prof di Herbie Hancock, Faithful di Ornette Coleman e Balladyna dello stesso Stanko, che pop. A quest’ultimo ambito appartengono Hyperballad di Bjork, Diamond And Pearls di Prince e Message In The Bottle dei Police; quest’ultima entrata a far parte della scaletta dei concerti del trio. E in January appare pure il tema morriconiano di Cinema Paradiso.

Su tutto emerge sempre un tratto distintivo: una cantabilità che Wladimir Wasilewski e compagni sanno bene come far sgorgare dai rispettivi strumenti.

 

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