Caricamento Eventi
Questo evento è passato.

La Vita Ferma è uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di vita di tre vivi qualunque – padre, madre, figlia – attraverso l’incidente e la perdita. Una riflessione sul problema del dolore-ricordo, sullo strappo irriducibile tra i vivi e i morti e su questo dolore è comunque il solo a colmare, mentre resiste. Un dramma di pensiero in tre atti che accoglie, sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante, gestione interiore dei defunti.

GLI ATTI
Nel primo atto c’è un trasloco, una casa da svuotare, forzosamente attraversata dallo spettro e il suo voler essere ricordato bene, in quanto unico, insostituibile. Se non lì, in una casa abbandonata, dove altro avrei potuto metterlo? Nel secondo una coppia con bambina: Lui, Riccardo, storico e nostalgico, fissato con Paul Ricoeur e i sinonimi; Lei, Simona, quasi danzatrice e eccentrica, fissata col sole e coi vestiti a fiori; la figlia, Alice, da subito troppo sensibile, fissata col voler intorno gente che le parli. Quindi la morte di Simona, dopo protratta e non identificata malattia (non importa come, importa che muoia). Nel terzo atto c’è un’Alice cresciuta e a sua volta neo-madre, che ritrova il vecchio padre Riccardo, sulla tomba, o quasi, della madre morta anni prima; ragionano non senza conflitti, su quell’assenza anticipata che sempre – e chissà se sempre meno o nel tempo ancora di più – ha marcato una rottura nel racconto illusoriamente prescritto delle loro vite.