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Mille anni fa, in un mondo avido di prodigi, bramoso di meraviglie, le strade del nostro continente erano solcate da mercanti e artigiani, ma anche da un’altra specie di personaggi. Bari, birboni, bricconi, gaglioffi. Falsi muti, falsi ciechi, falsi profeti, falsi guaritori… Spesso questi poveri diavoli erranti venivano dal mondo dello spettacolo popolare. Questi due mondi apparentemente così lontani, la ciarlataneria dei simulatori e il castello delle meraviglie dei saltimbanchi, erano invece vicini e viaggiavano sullo stesso carretto bramando gli stessi scudi. Del resto, l’ansia dell’impossibile, il fascino delle profezie, la fede nella forza soprannaturale di sostanze misteriose sono vivissime anche oggi. Chi non desidera trovare la bevanda, la preghiera, il rito che “accomoda tutte le faccende”? Eccoci allora a immergere il nostro Dulcamara nel mondo del circo, dove sta di casa l’acrobazia che è stata, un modo per comunicare con il soprannaturale, con il divino. Questa creazione è plasmata da dieci artisti multidisciplinari. Cantare un’aria d’opera sospesi a un cerchio a testa in giù, suonare una chitarra tenendone un’altra in equilibrio sul mento, interpretare una complicata e pericolosa coreografia acrobatica di gruppo senza smettere di cantare in coro. Fare tutto questo interpretando i personaggi dell’opera di Donizetti.

 

“L’elisir d’amore ovvero sul filo dell’equilibrio” è realizzato con il contributo di