Donizetti Opera: i numeri del 2018 / festival 2019

Donizetti Opera: i numeri del 2018 / festival 2019

DONIZETTI OPERA: Aumento del 30% del pubblico e presenze da tutto il mondo
92 testate giornalistiche accreditate

Nel 2019 il festival si amplia di una settimana, dal 15 novembre all’1 dicembre
La Donizetti Night in programma il 15 giugno

Il 2018 del festival Donizetti Opera e di tutte le attività legate al compositore orobico organizzate dalla Fondazione Teatro Donizetti, con la direzione artistica di Francesco Micheli e quella musicale di Riccardo Frizza, si chiude con un aumento significativo del pubblico e in particolare di quello straniero, con apprezzamenti della critica e una riconfermata capacità di sviluppare progetti e coinvolgere il territorio.
Nel 2018 si è registrato un +30,1 % di presenze al festival (8.491 persone contro le 6.524 del 2017).
Gli stranieri, calcolati su un campione di 2.000 spettatori esclusi gli abbonati, sono stati il 56%, rispetto al 40% del 2017.
Questi i paesi di provenienza del pubblico, molti dei quali collegati con Bergamo grazie alle tratte aeree attive sull’aeroporto di Milano Bergamo gestito da SACBO: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna Grecia, Lituania, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, e da Paesi più lontani come Giappone, Israele e Stati Uniti.
Più consistente anche la produzione, con un + 27% di alzate di sipario (23 alzate nel 2018 contro le 18 del 2017).

Gli under30 alle anteprime dei due titoli operistici sono stati oltre 500; un grande balzo in avanti ha registrato il titolo dedicato alle scuole “Enrico Young” con 2.731 studenti (contro i 2.116 del 2017 per lo stesso numero di repliche) che hanno affollato festanti il Teatro Sociale: il risultato è il frutto del lavoro costante che la Fondazione porta avanti con i docenti degli istituti sia della città di Bergamo che delle province lombarde attraverso la collaborazione con PromoScuola.

La programmazione musicale è stata apprezzata anche da un nutrito gruppo di critici musicali internazionali, accreditati per 92 testate giornalistiche (di cui 38 estere), web, radio e tv, provenienti anche da Germania, Usa, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Russia, che hanno gradito l’intenso calendario festivaliero pensato per far conoscere il repertorio operistico e la figura di Donizetti, coinvolgendo in modo nuovo la città natale di uno degli autori più rappresentati al mondo.

La quarta edizione del Donizetti Opera, quella 2018, sarà certamente ricordata per i numerosi sold out degli spettacoli che si sono alternati sul palcoscenico del Teatro Sociale e nei luoghi simbolo di Città Alta e che hanno visto i maggiori successi per la messa in scena delle due opere rare Enrico di Borgogna e Il castello di Keniworth, per il concerto Mariella Devia, per il Concerto di Gala e per la spettacolare esecuzione della Creazione del mondo in Santa Maria Maggiore. Tantissime le voci di livello internazionale protagoniste di questa edizione: dalla già citata Devia all’artista in residenza Jessica Pratt, da Carmela Remigio a Daniela Barcellona; i giovani tenori Xabier Anduaga e Levy Sekgapane, le compagini dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, dei Virtuosi Italiani e dell’Academia Montis Regalis – oltre che all’Orchestra e al Coro Donizetti –, dirette da Riccardo Frizza, Corrado Rovaris e Alessandro De Marchi. Grande successo inoltre per gli spettacoli nelle mattine dei weekend festivalieri come i Concerti nelle Dimore Storiche, grazie alla collaborazione con DimoreDesign, e i concerti in Casa Natale: appuntamenti particolarmente apprezzati soprattutto dal pubblico e dai giornalisti stranieri che hanno accolto con grande entusiasmo le varie declinazioni della proposta musicale donizettiana.

Il cartellone donizettiano, pur avendo nella programmazione autunnale operistica i suoi appuntamenti più prestigiosi, annovera manifestazioni lungo tutto l’anno, con una serie di attività per le scuole o sul territorio che hanno concorso a raggiungere le 11.075 presenze complessive per le attività donizettiane del 2018 (contro le 9.200 del 2017) con incremento quindi del +20,4, oltre naturalmente alla Donizetti Night che nel 2018 ha visto quasi 60.000 presenze.

Anche la comunicazione digitale, e Facebook in particolare, ha registrato un significativo incremento:
– 1.204 fan in più nell’ultimo anno che portano la pagina oltre il muro dei 15.000 like;
– 2.915.335 di visualizzazioni dei contenuti della pagina con un incremento di oltre il 900% negli ultimi 12 mesi;
– una crescita del 60,08% della copertura giornaliera dei post;
– 28.166 interazioni in più rispetto all’anno precedente.
Grande successo per il nuovo profilo Instagram “donizettiopera”, attivo poco prima dell’inizio del festival, e della rubrica video “Parla con Gaetano” sul canale YouTube.

Le crescenti richieste di biglietti e il pubblico sempre numeroso fanno crescere il festival: Donizetti Opera 2019 si arricchisce di un terzo titolo operistico e si amplia di una settimana; rimane identica la formula, ormai consolidata, con i titoli operistici che si intrecciano fra loro nei fine settimana intorno al Dies natalis (29 novembre).
La Donizetti Night sarà invece sabato 15 giugno 2019.
La quinta edizione del festival Donizetti Opera, presentata con grande anticipo lo scorso 14 novembre, prevede per il ciclo #donizetti200 il melodramma burlesco del 1819 Pietro il Grande kzar delle Russie (15 e 23 novembre, 1 dicembre) secondo l’edizione critica di Maria Chiara Bertieri per la Fondazione Donizetti; quindi la prima mondiale in forma scenica – con la regia di Francesco Micheli – dell’opera “ritrovata” L’ange de Nisida (16 e 21 novembre) nell’edizione di Candida Mantica; infine un capolavoro fra i più amati come Lucrezia Borgia (22, 24 e 30 novembre) affidato al direttore musicale Riccardo Frizza e nella nuova edizione critica a cura di Roger Parker e Rosie Ward per l’edizione nazionale donizettiana di Casa Ricordi in collaborazione con la Fondazione e il Comune di Bergamo.

Le opere in scena nel 2019
Pietro il Grande kzar delle Russie
Melodramma burlesco in due atti di Gherardo Bevilacqua-Aldobrandini – Musica di Gaetano Donizetti
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro San Samuele, 26 dicembre 1819
Edizione critica a cura di Maria Chiara Bertieri / Fondazione Donizetti
Donizetti Opera: Bergamo 15 e 23 novembre, 1 dicembre 2019
A meno di un anno dal suo debutto come compositore teatrale, il ventiduenne Donizetti fu di nuovo ingaggiato da un teatro veneziano (quello di S. Samuele) per un’opera comica da rappresentarsi nella stagione di carnevale 1820. Autore del libretto affidatogli fu un nobile ferrarese con la passione per il teatro e per l’arte, il marchese Gherardo Bevilacqua Aldobrandini. Scenografo, occasionalmente poeta teatrale (per l’amico Rossini nel 1818 aveva preparato il libretto di Adina) e più tardi disegnatore dal vero di monumenti classici, Bevilacqua confezionò il nuovo testo tenendo presenti la traduzione italiana edita nel 1816 di una commedia di Duval del 1805 (Le menuisier de Livonie), e il recentissimo libretto che Felice Romani ne aveva ricavato per il compositore Giovanni Pacini (Il falegname di Livonia, Milano, teatro alla Scala, primavera 1819). La vicenda riguarda un aneddoto della vita e dei viaggi dello zar Pietro il Grande. Capitato in incognito nella locanda di una regione baltica, ha modo di verificare l’arroganza e l’ingiustizia perpetrate da un alto funzionario ai danni di un onesto falegname. Alla fine non solo raddrizzerà i torti punendo l’indegno Magistrato e riaffermando il principio che la Legge dev’essere uguale per tutti, ma riconoscerà nell’umile lavoratore il fratello scomparso di sua moglie. Su questo libretto il giovane Donizetti costruì una partitura di notevole impegno compositivo. Vi si possono riconoscere chiari modelli rossiniani, ma non mancano passi che già fanno intravvedere soluzioni più spiccatamente personali. La sua riproposta moderna è perciò interessante per più di un motivo: l’efficacia scenica e la piacevolezza musicale, il tipo di teatro che incarna (la commedia con personaggi storici), la nuova luce gettata sugli esordî di Donizetti, la sua interpretazione degli schemi rossiniani dominanti, le prefigurazioni di un proprio stile in via di elaborazione.

L’ange de Nisida
Opera in quattro atti di Alphonse Royer e Gustave Vaez – Musica di Gaetano Donizetti
Edizione a cura di Candida Mantica / Opera Rara – Peters, Lipsia, rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano
Donizetti Opera: Bergamo 16 e 21 novembre 2019
Si sapeva che La favorite (1840) aveva un precedente immediato, L’ange de Nisida, che Donizetti aveva scritto per il parigino Théâtre de la Renaissance (1839-1840) ma che non aveva mai raggiunto le scene, dato che quel teatro nel maggio 1840 aveva dovuto sospendere la programmazione per difficoltà finanziarie. Il compositore aveva accantonato quella partitura, senza darle l’ultima mano. Quelle parole e quella musica però non andarono perse, perché di lì a poco confluirono in La favorite, scritta per l’Opéra, dove debuttò il 2 dicembre 1840. Estraendo dalla partitura di La favorite ciò che proveniva dall’Ange, e integrandolo con porzioni scartate ma sopravvissute, la musicologa Candida Mantica ha potuto ricostruire questo titolo della piena maturità donizettiana, che ora giunge finalmente in scena in ‘prima’ assoluta (in forma solo di concerto la si era potuta ascoltare quest’estate a Londra). Ambientato sulla costiera napoletana a fine ‘400, L’ange tratta di un amore scandaloso e adulterino di re Ferdinando d’Aragona, un sovrano cattolico che accarezza l’idea di un ripudio della moglie legittima, ed è minacciato di scomunica dal papa. Con questa storia s’intreccia l’amore che per questa donna nutre un giovane tanto valoroso quanto ingenuo e ignaro. Scoperta la situazione dopo il loro matrimonio, favorito interessatamente dal re, vergogna per il disonore e conflitto tra amore ed espiazione distruggono il giovane. L’ange prende avvio come commedia, e strada facendo incupisce sempre più le sue tinte, fino alla drammatica conclusione. Anche chi conosce La favorite vedrà che non si tratta di una sua prima versione con qualche modifica, ma di un genere di dramma decisamente diverso.

Lucrezia Borgia
Melodramma in un prologo e due atti di Felice Romani dall’omonima tragedia di Victor Hugo
Musica di Gaetano Donizetti
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 26 dicembre 1833
Edizione critica a cura di Roger Parker e Rosie Ward / Casa Ricordi Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti
Donizetti Opera: Bergamo 22, 24 e 30 novembre 2019
Il 1833 per Donizetti fu un anno decisamente intrecciato con la storia di Ferrara. Una dopo l’altra musicò e portò al debutto 3 opere consecutive tutte dedicate a vicende della Casa d’Este, che della città emiliana aveva avuto per secoli la signoria: Parisina nella stagione di quaresima della Pergola a Firenze, Torquato Tasso a fine estate al Valle di Roma, Lucrezia Borgia il 26 dicembre alla Scala.
Tra i compositori teatrali, Donizetti è stato uno dei primi ad attingere al filone medievale italiano, e quello che l’ha coltivato con maggior determinazione. Ne trattano ben 7 titoli, concentrati negli anni ’30: Imelda de’ Lambertazzi (Napoli 1830), il citato trittico estense del 1833, Buondelmonte (Napoli 1834), Marino Faliero (Parigi 1835), Pia de’ Tolomei (Venezia 1837). Nel caso di Lucrezia Borgia, va segnalato un altro record. Tratto da un dramma di Victor Hugo di quello stesso 1833, era la prima volta che un testo teatrale di quel contestato autore veniva usato come base per un melodramma italiano. Felice Romani (il librettista) e Donizetti ne raccolsero la drammaturgia rivoluzionaria: l’immoralità della protagonista (ritenuta uno dei personaggi emblematici dei misfatti di quell’epoca storica) riscattata dal senso materno, la mescolanza degli stili invece della loro classica e tradizionale separazione, i tocchi grotteschi. Insomma, per Donizetti e per l’opera italiana fu un indiscutibile tuffo nel gusto romantico più attuale, e un’anticipazione di quasi vent’anni del Rigoletto di Verdi.

Il festival Donizetti Opera, è organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti e dal Comune di Bergamo con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Fondazione Cariplo, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Bergamo, Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, ASM in collaborazione con Fondazione Donizetti, Conservatorio Gaetano Donizetti, Fondazione Mia, Opera Europa, Sacbo, Atb con il contributo di ABenergie, la luce della Donizetti Night, San Lucio Events, Cavalli Musica media partner Classica

Un ringraziamento speciale agli Ambasciatori di Donizetti che sostengono l’attività della Fondazione con Art bonus:
• Assolari Luigi & C. S.p.A. • Beauty & Business S.p.A. • Calvi Holding S.p.A. • Caseificio Defendi Luigi Srl • CrispiUP • FraMar S.p.A •Italcanditi S.p.A. • Lovato Electric S.p.A. • Montello S.p.A. • Neodecortech S.p.A. • OMB Valves S.p.A. • F.lli Pellegrini S.p.A.• Persico S.p.A. • Rulmeca Holding S.p.A. • Granulati Zanobbio S.p.A.

www.gaetanodonizetti.org
www.teatrodonizetti.it
info@fondazioneteatrodonizetti.org
tel. 0354160613

2019-01-02T13:13:03+02:00