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“Eternal Love” è un omaggio all’Africa, alla sua cultura, alla sua musica e al suo popolo, in un’epoca di migrazioni e intolleranze razziali che sembra riportarci all’America degli anni Cinquanta e Sessanta, di Rosa Parks e di Martin Luther King: con questo suo quintetto il sassofonista pugliese Roberto Ottaviano mette l’accento sulla musica come medicina dell’anima e come cemento delle identità collettive, attraverso una selezione di composizioni di Don Cherry, Abdullah Ibrahim, Charlie Haden, John Coltrane, Dewey Redman, Elton Dean e brani originali. Negli ultimi anni Roberto Ottaviano è tornato a occupare quel ruolo di primo piano sulla scena del jazz nazionale che gli compete. Ne fanno fede, tra l’altro, le brillanti affermazioni nel Top Jazz 2020 di Musica Jazz come musicista, come gruppo e soprattutto con il doppio album Resonance & Rhapsodies. Ma ciò che più conta, è la qualità della sua musica, di progetti lucidamente calibrati e di incontri felici con partner musicali importanti, dal clarinettista Marco Colonna, sorta di alter ego di Ottaviano, al pianista Giorgio Pagoric, alla ritmica costituita da Giovanni Maier al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria. Tutti ben sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda, musicale e umana, del leader.