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«Gli sguardi che poniamo su cose e luoghi… I loro impatti emotivi, le loro tracce lasciate dentro di noi come dei segni che definiscono in parte la nostra storia e che molto spesso determinano i nostri percorsi e i nostri gesti futuri. Questi suoni, queste luci che in una frazione di secondo ci fanno viaggiare nei nostri spazi temporali e a volte ci riportano in modo quasi palpabile a momenti che potrebbero sembrarci smarriti. Queste terre, che non appena le calpestiamo, ci fanno vibrare come null’ altro. Questi mondi interiori nascosti, privati, quasi segreti … Queste dolci solitudini che vorremmo poter condividere… Le Nostre Musiche Interiori». Con queste parole il violinista francese introduce la musica del suo nuovissimo progetto “Inner Hidden”. Un progetto che allinea altri esponenti di assoluto rilievo del jazz del Vecchio Continente: oltre al leader, il contrabbassista connazionale Claude Tchamitchan, il giovane trombettista inglese Thom Arthurs, il chitarrista norvegese Eivind Aarset e il batterista/percussionista italiano, ma da tempo residente a Parigi, Michele Rabbia. Una compagine ben assortita, oltre che prestigiosa, che pone al centro la sua multinazionalità e trasversalità espressiva, in un abbraccio ideale tra suoni e profumi diversi a cui il volino di Huby dà un senso di unitarietà.