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La nuova coppia del jazz italiano: Luca Aquino e Giovanni Guidi, tromba e pianoforte, due talenti, con alle spalle svariate esperienze internazionali, sbocciati in tempi diversi – il primo è nato nel 1974, il secondo undici anni dopo – che si sono incontrati nutrendo passioni identiche. Una su tutte: la canzone. Entrambi si definiscono addirittura “cantanti mancati” e non a caso il loro album di debutto, pubblicato dalla rivista “Musica Jazz” in allegato al numero dello scorso maggio, si intitola Amore bello, dall’omonima canzone di Claudio Baglioni, inclusa nell’album insieme a “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco, a più usuali standard jazzistici come “Over The Rainbow”, “I Fall In Love Too Easily” e “What A Wonderful World” di armstronghiana memoria, oltre a pezzi scritti a quattro mani dai due protagonisti.

Luca Aquino è campano. La sua storia con la tromba non è convenzionale: infatti, inizia a suonarla all’età di diciannove anni, da autodidatta. Poco dopo la abbandona per poi riprenderla grazie all’amore per il suono di Miles Davis e di Chet Baker. Il resto è una carriera scandita da collaborazioni importanti, svariati dischi e progetti, incluso un fortunato incontro ravvicinato con la musica giordana.

Giovanni Guidi è umbro. A fargli da talent scout è stato nientemeno che Enrico Rava, uno che di talenti ne ha scoperti parecchi, con il quale il pianista di Foligno suona ormai da molti anni, calcando i più rinomati palcoscenici del mondo. Accanto a Rava, oltre che a nome proprio, Giovanni Guidi ha registrato per ECM.