Caricamento Eventi
Questo evento è passato.

ore 21.00 | Creberg Teatro

KENNY BARRON & DAVE HOLLAND Trio

Tre fuoriclasse nei rispettivi strumenti: un maestro del pianoforte jazz moderno, un gigante del contrabbasso e uno dei batteristi più in vista del jazz odierno. Insieme, percorrono speditamente la strada maestra del jazz senza per questo lasciarsi prendere dalla nostalgia o da operazioni di mero ripasso storico. Kenny Barron e Dave Holland costituiscono da tempo un affiatato duo (nel 2014 la Impulse ha dato alle stampe l’album, dal titolo inequivocabile, The Art of Conversation; a loro si aggiunge il batterista Johnathan Blake che con il pianista si è esibito al Donizetti per Bergamo Jazz 2016.

Classe 1947, nato a Filadelfia, città che tanto ha dato e continua a dare al jazz, Kenny Barron esordì sul finire degli anni Cinquanta per poi unirsi a Dizzy Gillespie e quindi collaborare con Stanley Turrentine, Freddie Hubbard, James Moody, Buddy Rich, Ron Carter e altri. Insieme a Charlie Rouse, Buster Williams e Ben Riley è stato fondatore del notevole quartetto Sphere. E fra le altre collaborazioni vanno doverosamente menzionate quelle con Stan Getz, documentata da People Time e da altri dischi, Charlie Haden (Night & The City), Regina Carter (Freefall).

Dave Holland, Wolverhampton 1946, ha segnato alcune delle stagioni più rilevanti del jazz dagli anni Sessanta in avanti: dal jazz elettrico di Miles Davis (con il quale registrò album epocali come In A Silent Way e Bitches Brew) al post free dei Circle di Chick Corea, di Sam Rivers e di Anthony Braxton. Numerosissime le incisioni cui ha dato vita come sideman (con tutti i musicisti appena citati) e come leader (un titolo su tutti: Conference of The Birds). Ultimamente ha costituito il trio Crossurrents, insieme al sassofonista Chris Potter e al percussionista indiano Zakir Hussain.  L’ultima apparizione di Dave Holland a Bergamo Jazz risale al 2000, in duo con Jim Hall.

Assai più giovane dei due illustri partner, Johnathan Blake (1976, anch’egli di Filadelfia), è uno dei più talentuosi batteristi della sua generazione. Si è distinto accanto a Tom Harrell, Roy Hargrove, Stanley Cowell, Randy Brecker, Jeremy Pelt, lo stesso Kenny Barron e molti altri.

 

ore 22.30 | Creberg Teatro

ENRICO RAVA – JOE LOVANO Quintet

80 anni compiuti lo scorso agosto, Enrico Rava sta vivendo una delle stagioni più felici del suo lungo percorso artistico. E nel quadro di questa ennesima giovinezza si inserisce la partnership con Joe Lovano, uno dei colossi del sax tenore da almeno una quarantina d’anni a questa parte. Ad attestarlo è proprio il quintetto che dirigono insieme e che con Roma, album registrato dal vivo per ECM all’Auditorium Parco della Musica nel novembre 2018, ha messo un punto fermo sia nella discografia del trombettista che del sassofonista di Cleveland.  E in occasione dei festeggiamenti del 50esimo anniversario della nascita della celebre casa discografica tedesca, il quintetto si è esibito al Lincoln Center di New York, schierando alla batteria Nasheet Waits, al posto di Clarence Penn presente invece in Roma.

Saldi nei loro ruoli permangono il sempre più maturo Giovanni Guidi al pianoforte e uno dei bassisti più forti del momento, Dezron Douglas (ascoltato lo scorso anno a Bergamo Jazz con il quartetto di David Murray).

Ripercorrere, anche solo in sintesi, le biografie di Enrico Rava e Joe Lovano è inutile, data la popolarità di entrambi, anche presso il pubblico bergamasco, che ben conosce e apprezza il trombettista, anche nelle vesti di Direttore Artistico di Bergamo Jazz dal 2012 al 2015. Frequenti sono state anche le apparizioni di Lovano sul principale palcoscenico cittadino: l’ultima nel 2016, con il suo Classic Quartet, la prima nel 1994, sempre alla guida di un quartetto; nel mezzo quelle con il progetto di Paul Motian “On Broadway”, con il trio dello stesso batterista e con Bill Frisell alla chitarra (1998), e come special guest del trio del pianista giapponese Yosuke Yamashita (2001). In tutti i casi Joe Lovano ha regalato prove musicali maiuscole, così come ha sempre fatto l’inossidabile suo sodale.