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Bergamo Jazz, in tutti i suoi anni di storia, ha frequentato poco la musica brasiliana, con le eccezioni di Giberto Gil e Hermeto Pascoal. Maria Pia De Vito, per cui il Brasile è uno dei tanti amori musicali, intende porre rimedio invitando al Festival importanti esponenti di una scena musicale tanto vasta quanto variegata, che col jazz ha più di un punto di contatto.

Si comincia con Joao Bosco, uno dei maestri indiscussi della Musica Popolare Brasiliana, autore finissimo e performer, sia come cantante che come chitarrista, di notevole spessore. Originario dello Stato di Minas Gerais, dove è nato nel 1946, da padre libanese, Joao Bosco ha compiuto i primi passi musicali sul finire degli anni Sessanta: tra le sue influenze formative ci sono ritmi africani e caraibici, il jazz, il rock’n roll e, certo non ultima, la bossa nova. Gli incontri con il poeta Aldir Blanc, con Antnio Carlos Jobim e con Elis Regina, di cui diventa autore di riferimento, saranno determinanti per la sua affermazione artistica. Sarà proprio Elis Regina a donare a Joao Bosco la prima fama come compositore, interpretando la sua “O Bebado e a Equilibrista”. Al 1972 risale quindi il primo album a suo nome, Disco de Bolso, al quale ne seguiranno un’infinità d’altri. Tra le sue canzoni più famose ci sono, oltre naturalmente a O Bebado e a Equilibrista, Pale Mache, Corsario, O Mestre Sala Gos Mares, Kid Cavaquinho, Latin Lover, Jade e Incompatibilidade de Gènios.

Nel 2017 Joao Bosco ha ricevuto il Lifetime Achievement Award della Latin Recording Academy.