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80 anni compiuti lo scorso agosto, Enrico Rava sta vivendo una delle stagioni più felici del suo lungo percorso artistico. E nel quadro di questa ennesima giovinezza si inserisce la partnership con Joe Lovano, uno dei colossi del sax tenore da almeno una quarantina d’anni a questa parte. Ad attestarlo è proprio il quintetto che dirigono insieme e che con Roma, album registrato dal vivo per ECM all’Auditorium Parco della Musica nel novembre 2018, ha messo un punto fermo sia nella discografia del trombettista che del sassofonista di Cleveland. E in occasione dei festeggiamenti del 50esimo anniversario della nascita della celebre casa discografica tedesca, il quintetto si è esibito al Lincoln Center di New York, schierando alla batteria Nasheet Waits, al posto di Clarence Penn presente invece in Roma. Saldi nei loro ruoli permangono il sempre più maturo Giovanni Guidi al pianoforte e uno dei bassisti più forti del momento, Dezron Douglas (ascoltato lo scorso anno a Bergamo Jazz con il quartetto di David Murray).

Ripercorrere, anche solo in sintesi, le biografie di Enrico Rava e Joe Lovano è inutile, data la popolarità di entrambi, anche presso il pubblico bergamasco, che ben conosce e apprezza il trombettista, anche nelle vesti di Direttore Artistico di Bergamo Jazz dal 2012 al 2015. Frequenti sono state anche le apparizioni di Lovano sul principale palcoscenico cittadino: l’ultima nel 2016, con il suo Classic Quartet, la prima nel 1994, sempre alla guida di un quartetto; nel mezzo quelle con il progetto di Paul Motian “On Broadway”, con il trio dello stesso batterista e con Bill Frisell alla chitarra (1998), e come special guest del trio del pianista giapponese Yosuke Yamashita (2001). In tutti i casi Joe Lovano ha regalato prove musicali maiuscole, così come ha sempre fatto l’inossidabile suo sodale.