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Alla sua terza partecipazione a Bergamo Jazz, Brad Mehldau non necessita certo di molte presentazioni. Stella di primissima grandezza del firmamento pianistico odierno, non solo di area jazz, Mehldau è uno a cui piace sperimentare (anche con l’elettronica), rimettersi in gioco, ma uno dei suoi più grandi amori, uno degli ambiti espressivi in cui eccelle, rimane il trio, della cui arte è appunto profondo conoscitore.

Con il bassista Larry Grenadier e il batterista Jeff Ballard (che nel 2005 ha preso il posto del collega di strumento spagnolo Jorge Rossy), Brad Mehldau scandaglia a fondo una formula espressiva consolidata ma ancora capace, come nel suo caso, di regalare appassionanti novità. Dai cinque volumi di The Art of The Trio a Seymour Reads The Constitution!, passando per Places, Anything Goes e Day Is Done (primo album con Jeff Ballard alla batteria), da Ode a Where Do You Start, da Brad Mehldau Trio Live a Blues and Ballads, l’indagine musicale di Brad Mehldau e dei suoi compagni di strada si è sempre rivelata ricca di sorprese, anche grazie alla originale ripresa di materiale proveniente da oltre i confini del jazz, Nick Drake, Radiohead, Beatles e altri. In tempi recenti si è anche prodotto a fianco del batterista Mark Guiliana (anche in trio con l’aggiunta di John Scofield) e del mandolinista Chris Thile e confrontato con un monumento della musica classica come Bach (l’album After Bach, che include sia composizioni del Maestro tedesco sia improvvisazioni del pianista).

Da ricordare, inoltre, la collaborazione con il soprano Anne Sofie von Otter e l’attività di compositore di pagine di ampio respiro e di musiche per il cinema.